INVADIAMO LA REGIONE DI ONESTÀ, CAPACITÀ,TRASPARENZA, LEGALITÀ.


venerdì 1 febbraio 2013

LAZIO: CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA’. SABATO 2 FEBBRAIO, ORE 11, VIA DI TORRE ARGENTINA, 76 – ROMA

I Fondi del Gruppo Radicale alla Regione Lazio: “la trasparenza tra chi la immagina e chi la pratica”.  
Ulteriori strumenti e spunti per il giornalismo d’inchiesta.

Con Giuseppe Rossodivita, Capogruppo uscente dei Radicali alla Regione Lazio,  Capolista e candidato a Presidente della Regione per la Lista Amnistia Giustizia e Libertà e Rocco Berardo, consigliere regionale uscente dei Radicali, tra i capilista della Lista Amnistia Giustizia Libertà e altri candidati alla Regione Lazio.

Durante la Conferenza stampa verranno consegnati ai giornalisti alcuni documenti

#ESCLUSIPERCHÈ, LA NOSTRA CAMPAGNA ELETTORALE PARTE DA QUESTA AFFERMAZIONE – VIDEO

#esclusiperché la nostra campagna elettorale parte da questa affermazione.

Prima siamo stati esclusi da Zingaretti, dalla coalizione del Pd, perché abbiamo contribuito a disvelare uno dei più grandi scandali della storia della Repubblica degli ultimi anni, il Pd non poteva tollerare che ci fosse in questa campagna elettorale il ricordo dei quei fatti e quindi sotto la voce di rinnovamento vogliono cancellare i Radicali. 

Poi siamo stati esclusi anche dalla coalizione di centrodestra di Storace e queste esclusioni troveranno delle loro risposte nei prossimi giorni quando daremo avvio alla campa elettorale.

Siamo stati esclusi anche dall’ufficio elettorale centrale presso la Corte d’Appello di Roma perché in lista erano presenti troppo donne, in realtà quelle norme per le quali siamo stati esclusi dovevano essere fatte vivere e le norme si fanno vivere nel momento in cui viene rispettata la ragione di fondo per la quale le stesse norme sono state scritte. Gli interpreti non possono andare in contrasto con la motivazione che ha portato alla legge.

Una presenza femminile oltre il numero stabilito dalla legge non è una violazione delle legge ma una realizzazione della legge stessa.

AMMESSA LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA E LIBERTA’ ALLE REGIONALI DEL LAZIO. HANNO VINTO DONNE E DEMOCRAZIA

Il Tar ha riammesso alla competizione elettorale nel Lazio della lista Amnistia Giustizia e Libertà. Siamo felici. Non pensiamo di aver vinto solo noi, ma anche la democrazia e le donne. 

E, come ha scritto il Tar, anche la costituzione e il diritto comunitario, alla luce delle quali norme bisogna leggere anche quelle di livello di più basso. La costituzione è il nostro faro.

#ESCLUSIPERCHÈ, ANCHE ALESSANDRO HABER SI UNISCE ALL’APPELLO PER LA LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA E LIBERTA’ – VIDEO

Anche Alessandro Haber si è unito alla campagna #esclusiperché già promossa da altre personalità del mondo dello spettacolo.

Continua quindi l’appello per chiedere a gran voce che la Lista Amnistia Giustizia e Libertà venga riammessa alla competizione regionale del Lazio.

#ESCLUSIPERCHÈ, DAL MONDO DELLO SPETTACOLO UN APPELLO PER LA LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA E LIBERTA’ – VIDEO 

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=nfCq5hcJQZU

#ESCLUSIPERCHÈ, DA ARTISTI 7607 UN APPELLO PER LA LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA E LIBERTA’ – VIDEO

Anche Urbano Barberini, Paco Reconti e  Carmen Giardina di Artisti 7607 si aggiungono al coro di coloro  che chiedono la riammissione della lista Amnistia Giustizia e Libertà dei Radicali alle elezioni regionali del Lazio. 

Anche loro infatti ritengono che sia assurdo che un lista venga esclusa dalla competizione elettorale per la presenza di troppe donne! #esclusiperché

http://www.youtube.com/watch?v=J769WcGHxyI&feature=player_embedded

#ESCLUSIPERCHÈ, DAL MONDO DELLO SPETTACOLO UN APPELLO PER LA LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA E LIBERTA’ – VIDEO

Prende il via oggi la campagna #esclusiperché che parte dal mondo dello spettacolo e della cultura.

Un appello di attori, registi e artisti per chiedere che la Lista Amnistia Giustizia e Libertà venga riammessa alla competizione regionale del Lazio e per fare in modo che venga scongiurata l’assurdità che in Italia, il paese con meno rappresentanza femminile in politica, una lista di un partito venga esclusa perché ne fanno parte troppe donne.

Il primo video vede l’appello di Paolo Calabresi, Cinzia Mascoli, Alberto Molinari e Claudio Santamaria di Artisti 7607.


mercoledì 30 gennaio 2013

REGIONALI, ESCLUSA LISTA RADICALI. FAREMO RICORSO

Sin’ora siamo stati in rispettoso silenzio in attesa della decisione, ma questa è davvero ridicola.

E’ lo specchio del modo di pensare di una magistratura da riformare. Questi irresponsabili funzionari pubblici anziché far votare i cittadini del Lazio, anziché favorire la partecipazione democratica si trincerano in bizantinismi che non hanno alcun appiglio normativo.  

Esclusi per troppe donne hanno detto, bene abbiamo regolarizzato. Potevano mandarci a votare secondo quanto loro stessi hanno detto e invece no.

Tardiva la rinuncia scrivono, priva di effetti giuridici per meno di 24 ore e, in assenza di norme sul punto, lo giustificano con un ‘ne verrebbe meno la certezza del procedimento elettorale’. 

Ma di cosa parlano? Da rabbrividire, l’unica certezza che viene meno, come accade ogni giorno in milioni di casi, è quella del diritto.

L’ufficio elettorale di Roma, due anni fa regalò tre consiglieri alla Polverini che poi dopo un mese il Tar fece decadere, ma che grazie a quel regalo oggi passano a riscuotere vitalizi pagati con le nostre tasse. Mica glieli pagano loro! 

Faremo ricorso, saremo alle elezioni e con la Lista Amnistia Giustizia Libertà, presente a livello nazionale e regionale, riformeremo questa giustizia italiana e riformeremo pure il Lazio. Con tutte le donne Italiane!

mercoledì 23 gennaio 2013

INTERVISTA AD AFFARITALIANI.IT

Di seguito il testo dell’intervista rilasciata al quotidiano Affaritaliani.it
di Fabio Carosi

Da partito di lotta e forse di governo, alla pura lotta contro i consueti obiettivi: malcostume, sprechi, costi della politica e partitocrazia.  

Respinti dal candidato Zingaretti e saltato l’accordo con Storace, i Radicali del Lazio hanno deciso di andare da soli, per sfidare quel “mostro del partitismo contro il quale Pannella tuonò la prima volta nel 1955”.

Parola di Giuseppe Rossodivita, consigliere uscente dell’era Polverini&Co e da sabato prossimo sarà ufficialmente candidato governatore con la lista Amnistia Giustizia e Libertà. Rossodivita, dopo il tormentone dell’alleanza tecnica fallita con La Destra per la rivolta della base, sceglie Affaritaliani.it per annunciare i temi della campagna elettorale. “I moduli base” del progetto radicale non mutano dal solco storico e dal claim della lista, ciò che invece è cambiato è l’approccio con gli ex amici del Pd regionale e che si trasforma in un atto d’accusa pesantissimo. Basta leggere per capire  che il No di Zingaretti non è andato proprio giù.

Allora Rossodivita, da dove partiamo? Come percorso le va bene Zingaretti, Storace, rivolta dei Radicali contro l’accordo?

“Preferirei dalla coda. Il caos è accaduto perché i Radicali non hanno capito l’accordo. Un’iniziativa meramente politica partita da Storace che ci ha detto: venite con me a fare i controllori in Regione così come lo avete fatto con la Polverini. Tutto qua, nulla di più. Lavorare insieme su questo tema non vuol dire che Storace si accende una canna e che noi rinunciamo ai temi nostri, diventando affini. Il nostro dialogo con La destra significa che si può parlare anche stando agli antipodi”.

E su questo ci siamo. Ora tocca a Zingaretti…
 
“I temi sono tutti legati, perché il caos nasce proprio da cinque anni di vicinanza al Pd che forse hanno fatto perdere la bussola a qualcuno. Noi alla Regione abbiamo denunciato le malefatte di tutti, Pd compreso che nella vicenda dei fondi ai Gruppi consiliari c’era dentro con le mani nella marmellata, tant’è che hanno deciso di eliminarci perché noi glielo ricordavamo mentre gli uscenti li hanno spediti alla Camera o al Senato”.

Dunque c’e l’ha con “Nicola il buono”?
 
“Sì perché coloro che hanno corpo alla trasparenza sono stati allontanati. E poi…”.

E poi?
 
“E poi perché oltre i manifesti sono i comportamenti che contano. Zingaretti ha una bella immagine ma sa poco o nulla dell’amministrazione e lo ha dimostrato proprio parlando dei fondi per la politica dicendo “meno fondi ai consiglieri e regole per i gruppi”. Sono balle, i soldi lil hanno avuti i gruppi che poi li hanno girati, quindi delle due l’una: o non ha capito nulla e quindi non studia, oppure è mal consigliato e quindi sta prendendo in giro gli elettori”.

Pesante come accusa…
 
“Per non parlare poi dei soldi per la campagna. Noi ci prepariamo a chiedere il voto senza un euro. Molta rete e richieste di donazioni. Non abbiamo gli 8 milioni di euro che il partito ha messo a disposizione, né i 250 mila euro donati dal signor Romeo in passato. I Radicali non dovranno restituire nulla a nessuno, questo voi giornalisti dovete scriverlo – se potete – perché tanto si è visto come giornali radio e tv prendevano i soldi dalla Regione”.

Avvocato, è scritto. Pensa che i social e le donazioni possano bastare per convincere gli elettori?
 
“Aiuta, il resto lo faranno due mosse a sorpresa”.

Quali?
 
“Top secret, ma faranno parlare di noi anche voi giornalisti che avete smesso di essere i guardiani del potere e ormai siete omologhi”.

A leggere le sue dichiarazioni emerge una linea molto vicina al Movimento 5 Stelle. Non le sembra?
 
“Sono loro che ci copiano. Partitocrazia, potere e altri slogan di Grillo sono made in Radicali”.

“Vi parlate?
 
“No e per scelta loro. Se parlano con un partito, significa che accettano il modello”.

Chi vince le Regionali?
 
“Noi”.

Chi perde?
 
“La partitocrazia”.

Un messaggio politico?
 
“Cari partiti siete bolliti. Tutti”.

lunedì 21 gennaio 2013

Regionali Lazio - Salta l'accordo tra Radicali e Storace - Intervista con Marco Pannella

Saltato l'accordo radicali-Storace per la Regione Lazio: "L'intesa non si farà per motivi tecnici", ha spiegato Marco Pannella in un'intervista a Radio Radicale.

"Non sono riusciti a portarci prima delle 16.45 di oggi il loro simbolo", ha spiegato Pannella, secondo il quale i radicali avevano posto come condizione la possibilità di disporre del simbolo di Storace. "Storace si è scusato perchè non è riuscito ad attuare, non so perchè, quanto necessario al compiersi dell'accordo - ha detto Pannella -. Lui è stato sempre corretto. Ci ha anche proposto di mettere uno dei due consiglieri radicali uscenti in lista, ma entrambi hanno detto di no".

"Noi abbiamo continuato ad onorare la proposta di Storace", ha aggiunto Pannella. "Ma riteniamo scandaloso che non si sia parlato del fatto vero, della vera notizia, che non è questa come non era l'accoglienza che Storace di aveva offerto. La notizia vera - ha spiegato - è che il Pd ha invece messo il veto alla presenza dei radicali nelle istituzioni, di quei due radicali che hanno scoperchiato il caso Regione Lazio. Il candidato del Pd, che avremmo voluto sostenere, e tutto il Pd, ci hanno trattato come il Pci trattava i trotkisti di m...", ha concluso Pannella.

giovedì 17 gennaio 2013

Intervista a Teleuniverso

Oggi, giovedì 17 gennaio dalle ore 21.15, a Teleuniverso, Giuseppe Rossodivita, candidato a Presidente della Regione Lazio nella Lista Amnistia, Giustizia e Libertà, parteciperà alla trasmissione di approfondimento giornalistico condotta da Silvia Autuori, visibile su canale 16 e 198 del digitale terrestre, in streaming sul sito http://www.teleuniverso.it/ in replica giovedi dalle 22.15 su canale 661 del digitale terrestre e venerdì mattina alle 9.00).

mercoledì 16 gennaio 2013

Elezioni: il “risiko” laziale

ALLE 21.00 A METROPOLIS SU ROMAUNO
A quaranta giorni dall'appuntamento con le urne, il quadro politico comincia a delinearsi in modo più chiaro. Tra nove giorni tutte le tessere del mosaico dovranno essere al loro posto con la consegna ufficiale delle liste e dei candidati. Un gioco a incastro complicato dalla sentenza del Tar che ha depennato di venti consiglieri la composizione del prossimo consiglio regionale. Tra sondaggi, previsioni, attese, promesse di rimonta e dimostrazioni di forza la campagna elettorale è già in piena corsa.
Ne discutono in studio Luciano Ciocchetti, vicepresidente uscente Regione Lazio e candidato alla Camera per l'Udc, Giuseppe Rossodivita, candidato a Presidente Regione Lazio Amnistia, Giustizia e Libertà, Carlo Taormina, candidato Presidente Regione Lazio Lega Italia, Maurizio Perazzolo, coordinatore Regione Lazio Movimento Italiano in Rivoluzione, Luca Romagnoli, candidato Presidente Regione Lazio Fiamma Tricolore, Gianguido Saletnich, candidato Presidente Regione Lazio Forza Nuova.
L’appuntamento è con Metropolis, la trasmissione di approfondimento giornalistico condotta da Valentina Renzopaoli, tutti i mercoledì alle 21 su Roma Uno, visibile su canale 11 del digitale terrestre, su satellite sulla freq. 518, in streaming sul sito www.romauno.tv e su Iphone e Ipad (in replica giovedi alle 15.00, sabato alle 22.30, domenica alle 19). Roma Uno secondo i dati Auditel è la prima televisione del Lazio per ascolti.

CONTINUA PER I RADICALI L’EMERGENZA FIRME PER LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA’ ANCHE NELLA REGIONE LAZIO. FACCIAMO UN APPELLO AI MEDIA DEL LAZIO AFFINCHE’ DIANO NOTIZIA DEI PUNTI DI RACCOLTA.


Continua per i Radicali la situazione di emergenza firme per il deposito delle liste dei candidati per la Camera e il Senato, Circoscrizioni Lazio 1 e Lazio 2, e per le liste di candidati per la Regione Lazio della Lista Amnistia Giustizia Libertà. 

Le maggiori difficoltà i Radicali le hanno per la Lista di candidati alla Regione Lazio della Provincia di Latina (almeno 900 firme) dove in queste ore è praticamente impossibile trovare autenticatori. In alcuni Comuni sono stati depositati i moduli presso le Segreterie Comunali di Minturno, Gaeta, Formia e da domani mattina anche a Latina.

Le condizioni meteo avverse rendono ancora più difficile l’impegno di molti militanti Radicali nel territorio della Regione. A differenza degli altri partiti e liste, i Radicali non dispongono di eletti nei consigli comunali e provinciali e ciò rende quasi impossibile trovare amministratori disponibili ad autenticare le firme.

La raccolta firme in tutta Italia, almeno 30.000 firme, si potrà fare per le liste di candidati alla Camera e al Senato entro e non oltre questo week-end, per le regionali Lazio entro e non oltre i primi giorni della prossima settimana.

Rivolgiamo un ulteriore appello ai media locali del Lazio affinché vengano date  le informazioni sui punti di raccolta firme. Al seguente link si possono trovare tutte le informazioni utili per il Lazio suddivise per città e provincie.

I moduli da firmare anche per le Regionali del Lazio, sono stati depositati nei Comuni di Frosinone, Ceccano, Formia, Gaeta e Latina. 
 
LISTE AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ. Liste di scopo, di unità democratica riformatrice, promosse dai Radicali, fra quanti in Italia, e non solo, lottano dando priorità assoluta all’obiettivo dell’uscita immediata, dopo decenni, del nostro paese dalla sua flagranza criminale contro i Diritti Umani e contro lo Stato di Diritto.
Ufficio Stampa:
Telefoni sede centrale: 06-68979250  /  06-68979221

LO SCANDALO LAZIO E I NOMI INOPPORTUNI IN LISTA

Riporto qui di seguito un articolo di Sergio Rizzo pubblicato dal Corriere della Sera del 15/01/2013.

Siamo sicuri che l’esistenza di Giuseppe Rossodivita non cambierà in peggio. Il suo mestiere è quello di avvocato, ed era impegnato in politica con i Radicali ben prima di finire nel Consiglio regionale del Lazio. Come sanno bene i molti che lo ricordano da tempo impegnato nella battaglia per restituire decenza alle carceri.  
Ma la notizia che né lui, né l’altro consigliere del suo partito Rocco Berardo sono nelle liste che sosterranno il candidato di centrosinistra Nicola Zingaretti suona effettivamente come una beffa

Senza l’iniziativa dei due radicali, che la scorsa estate hanno rivelato con la pubblicazione sul loro sito le dimensioni abnormi dei finanziamenti di gruppi consiliari della Regione Lazio, lo scandalo che ha poi travolto Franco Fiorito e Vincenzo Maruccio difficilmente sarebbe esploso con tanto fragore. Di più. Sarebbe continuato anche lo stesso andazzo in tutte le Regioni italiane, senza controlli della Corte dei conti e senza l’obbligo di dare trasparenza ai bilanci dei gruppi politici.

Beffa doppia, considerando che una bella fetta di quel consiglio regionale ha trovato posto sulle scialuppe di salvataggio predisposte dai partiti. 

Se la governatrice Renata Polverini resta fiduciosa circa la prospettiva di una candidatura in Parlamento nel centrodestra e il consigliere Francesco Storace ha pescato il jolly della candidatura a governatore, ben sei dei quattordici componenti del gruppo consiliare del partito democratico che ha partecipato con gli altri alla spartizione dei fondi sono già stati imbarcati con destinazione Montecitorio o palazzo Madama.

A cominciare da Bruno Astorre, l’ex presidente del Consiglio regionale che faceva parte dell’ufficio di presidenza nel quale si deliberavano gli stanziamenti sui quali è in corso una inchiesta della Corte dei conti. Mentre va ricordato che l’intero ufficio è sotto indagine da parte della magistratura per una proroga, ritenuta illegittima, dell’incarico dell’ex segretario generale. Astorre sarà candidato al Senato. Insieme ad altri quattro consiglieri democratici: Carlo Lucherini, Claudio Moscardelli, Daniela Valentini e Francesco Scalia. Non Marco Di Stefano, per il quale si è aperta invece la strada di Montecitorio. Un altro dei consiglieri del Pd più in vista, Claudio Mancini, ex assessore, è rimasto invece appiedato. Si consolerà con l’elezione della moglie Fabrizia Giuliani in Lombardia.

E il capogruppo Esterino Montino, il quale giustificò ad Alessandro Capponi una fattura di 4.500 euro spesi in una famosa enoteca, dicendo che si trattava dei doni natalizi per i bimbi delle famiglie disagiate? Escluso dalle liste per il consiglio regionale, dove fece la sua prima apparizione nel 1975, e dal Parlamento (anche lì era già stato), proverà il brivido di fare il sindaco.Il Pd lo candida a Fiumicino. Mentre sua moglie Monica Cirinnà andrà con ogni probabilità a Montecitorio.

Non ignoriamo i meccanismi della nostra politica. E chiaro che se Zingaretti avesse fatto posto ai radicali che hanno dato fuoco alle polveri, avrebbe dovuto fare qual- che concessione anche agli esclusi del suo partito. Né, pur volendo, avrebbe potuto impedire che si aprissero per loro, come si sono aperti, tutti quei paracadute. Ma resta il dubbio, anche a causa di questa vicenda, sulla portata del rinnovamento in casa democratica: dove anche le primarie (il sistema che ha consentito per esempio ad Astorre di rientrare in gioco al Senato) hanno fatto vittime illustri.

Un nome per tutti, quello di Salvatore Vassallo, che si era battuto perché andasse in porto la legge che dopo 65 anni avrebbe definito finalmente la forma giuridica dei partiti. Battaglia ovviamente persa. E vittime si sono contate anche fra coloro che grazie alle tanto criticate deroghe per quanti hanno fatto più di tre legislature complete per 15 anni di mandato, avrebbero dovuto essere «recuperati». Regola che ha determinato situazioni curiose. Per esempio quella di Mauro Agostini, cui Walter Veltroni aveva affidato i cordoni della borsa del Pd ed era stato il primo a far cadere il tabù dei controlli «esterni» sui bilanci dei partiti. 

Quando era tesoriere affidò la verifica dei conti del Pd a una società di certificazione: adesso quello è per tutti un sacrosanto obbligo di legge. Avendo già fatto quattro legislature, per 17 anni di mandato, doveva essere teoricamente escluso. Ma aveva ottenuto una deroga, che però non gli è servita perché è rimasto fuori dalle liste. Non ha fatto le primarie e nessuno l’ha chiamato. Contrariamente al suo predecessore Ugo Sposetti, che ha alle spalle lo stesso numero di legislature ma con 14 anni di mandato anziché 17.

Intervista al Messaggero

Di seguito riporto l’intervista rilasciata al Messaggero sull’esclusione dei Radicali dalla coalizione del Pd nel Lazio.

Giuseppe Rossodivita, consigliere regionale radicale, perché Zingaretti dovrebbe accettare la vostra candidatura visto che Pd, Sel e socialisti hanno proposto tutti nomi nuovi?

Avrebbe dovuto fare una distinzione tra coloro che hanno denunciato il sistema e quelli che ne facevano parte. Non possiamo essere accomunati al Pd.

Quale sarebbe la differenza?

Intanto c’è da dire che i loro consiglieri regionali sono stati quasi tutti ricollocati, molti anche in Parlamento. Invece escludono noi, quelli che hanno fatto emergere lo scandalo dei fondi ai gruppi della Pisana, vorrei dire a Zingaretti che la sua stessa candidatura deriva da quella valanga che abbiamo provocato noi. Ci aspettavamo di essere valorizzati, non esclusi.

Voi i fondi li avete usati sempre in modo trasparente?

Sì, ci accusano in malafede per aver organizzato a Tirana una sessione sul rispetto dei diritti umani in ambito regionale.

Il Pd ha rinnovato i suoi consiglieri, non le sembra un dato positivo?

Gli è stato imposto dalla base, i militanti continuavano a dire ai loro dirigenti: “Quello che hanno fatto i radicali avremmo dovuto farlo noi”. Una cosa è fare l’opposizione, un’altra è essere socio di minoranza, come facevano loro.

Esclude un riavvicinamento con Zingaretti?

Non si è trattato di un episodio, se domani mattina tornasse sui suoi passi sarebbe una bella cosa, ma deve tener conto della macchina burocratica del Pd.

Qualcuno vi fa la corte? 

Trovo strano che Zingaretti non ci voglia, quando invece Storace ci ha chiesto di andare con lui, pur di farci avere una rappresentanza alla Pisana.

E voi che fate?

lunedì 14 gennaio 2013

-REGIONALI, ROSSODIVITA CANDIDATO PRESIDENTE RADICALI

Sarà il consigliere regionale Giuseppe Rossodivita il candidato presidente dei Radicali alle regionali nel Lazio. Rossodivita guiderà la lista "Amnistia giustizia libertà".


REGIONALI, ROSSODIVITA: ZINGARETTI CATTIVO MAESTRO: INSEGNA ALLE GIOVANI GENERAZIONI A NASCONDERE E VIETARE CHI, DANDO CORPO ALLA TRASPARENZA, DENUNCIA IL MALAFFARE.

Dichiarazione dell'avv. Giuseppe Rossodivita, Capogruppo dei Radicali al Consiglio Regionale del Lazio e Candidato Presidente della Lista “Amnistia Giustizia Libertà”.

Il senso del ridicolo avrebbe dovuto impedire al sig. Massimiliano Smeriglio di accostare il veto posto da lui e da Nicola Zingaretti, alla candidatura mia e di Rocco Berardo, alla declinata esigenza di rinnovamento.

Per uno che occupa poltrone istituzionali da un decennio, prima come Presidente di Municipio, poi come Deputato e ancora come Assessore alla Provincia di Roma, senza che la memoria politica del Paese ne conservi vividi ricordi, sarebbe stato più prudente.
Per la prima volta due anni e mezzo fa io e Rocco Berardo, poco più di 75 anni in due, siamo entrati nelle istituzioni. 

Riteniamo di aver innovato molto di più noi in due anni e mezzo, rendendo pubblici e trasparenti i finanziamenti dei gruppi regionali del Lazio, di quanto Smeriglio e Zingaretti abbiano fatto in tutte le loro lunghe carriere dentro le istituzioni.

La Regione Lazio funzionava da sempre così come l’abbiamo trovata noi. L’aver dato corpo alla trasparenza, come il PD – da sempre in regione – non aveva mai fatto, ha determinato la valanga che ha poi portato la Guardia di Finanza in sette regioni e il Governo Monti ad intervenire con decreto.

Nel Lazio questa situazione ha fatto venir meno equilibri di potere partitocratico e clientelare interni alla burocrazia del PD.

Questa situazione ha imposto – per le veementi proteste della base del PD nei confronti del gruppo regionale – il totale rinnovamento di quel gruppo capeggiato da Esterino Montino che entrava per la prima volta in consiglio regionale quando io entravo per la prima volta in prima elementare. Esponenti degli altri partiti della coalizione di Zingaretti hanno profittato di questa “regola” per "regolare" conti interni ai loro partiti e perciò ne hanno accettato di buon grado l’estensione.

Zingaretti dica la verità, e dica che pur essendo oggi candidato Presidente grazie a quel che noi abbiamo contribuito a determinare come nessuno aveva fatto prima, è stato costretto dalla sua base ad azzerare il solo gruppo del PD, sistemato poi per metà alla Camera e Senato e per metà, ci scommettiamo, nelle aziende regionali e del parastato.
Zingaretti non si comporti da cattivo maestro e non insegni ai suoi figli che chi è trasparente e denuncia il malaffare deve essere vietato e nascosto, io continuerò ad insegnare ai miei figli a denunciare il malaffare, solo così ho la speranza che questo nostro paese possa essere realmente rinnovato. 

Spero di poterlo fare a partire da questa tornata elettorale con l’aiuto di tutti i cittadini liberi da clientele – pagate con il debito pubblico -  per poter liberare il Lazio con i Radicali della lista “Amnistia Giustizia Libertà”.