INVADIAMO LA REGIONE DI ONESTÀ, CAPACITÀ,TRASPARENZA, LEGALITÀ.



venerdì 25 novembre 2011

Rifiuti, inviata lettera aperta a presidente Abbruzzese per portare in Aula la proposta di legge di iniziativa popolare

Al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio

On.le Mario Abbruzzese

Lettera aperta

Caro Presidente,

come a Te noto l’art. 63 comma 4 del Regolamento del Consiglio regionale dispone che: “Trascorsi i quattro mesi dalla presentazione, le proposte di iniziativa popolare o di enti locali sono comunque iscritte, a cura del Presidente del Consiglio, all’ordine del giorno dell’Aula che le discute con precedenza su ogni altro argomento”.

L’art. 37 comma 3 dello Statuto della Regione Lazio dispone altresì che: “Le proposte di legge del Consiglio delle autonomie locali, dei consigli provinciali e comunali nonché quelle d’iniziativa popolare sono in ogni caso discusse dal Consiglio regionale entro sei mesi dalla loro presentazione”.

Il sistema delineato dal combinato disposto delle due norme impone, dunque, il rispetto di due termini: il primo (secondo Regolamento) impone la “data prima”, di quattro mesi decorrenti dalla data di presentazione delle proposte di legge di iniziativa popolare, per l’iscrizione all’ordine del giorno dell’Aula, che le discute con precedenza su ogni altro argomento; il secondo (secondo Statuto) impone la “data ultima”, di sei mesi sempre decorrenti dalla data di presentazione delle proposte di legge di iniziativa popolare, prescrivendo che in ogni caso la discussione dell’Aula debba avvenire non oltre quella data.

Dunque, il combinato disposto di questi due articoli non solo non è contrastante ma volto al medesimo fine, ovvero la discussione in termini certi (Statuto) e in via prioritaria (Regolamento) della proposta di legge di iniziativa popolare.

Come a Te altresì noto, il Consiglio Regionale in data 13 luglio 2011 ha approvato la deliberazione n.8 concernente la “verifica della regolarità formale” della proposta di legge n. 241 intitolata “Proposta di modifica delle regionale del Lazio 9 luglio 1998, n. 27 (Disciplina regionale della gestione dei rifiuti)”, di iniziativa popolare la cui urgenza e attualità è sotto gli occhi di tutti.

Per quanto allora è evidente il termine ultimo imposto dal Regolamento della Regione Lazio è spirato già da qualche settimana senza che sia stata avvertita la necessità di ottemperare a quanto prescritto.

E’ questione di legalità che deve prescindere del tutto tanto da valutazioni di opportunità politica quanto da eventuali decisioni – o non decisioni – della Conferenza dei Capigruppo; è semplicemente un atto dovuto per il rispetto che dobbiamo al Regolamento e allo Statuto, e alle migliaia di persone che quella proposta hanno sottoscritto confidando, come ogni buon cittadino, nel rispetto della legge da parte anzitutto delle Istituzioni.

Per questi motivi, con la presente siamo a chiederTi di voler garantire la corretta applicazione delle norme del regolamento, disponendo per la prossima convocazione del Consiglio Regionale la trattazione, quale primo punto dell’ordine del giorno, della proposta di legge di iniziativa popolare n. 241.

mercoledì 23 novembre 2011

Di Giorgi, Radicali: con la sospensiva sull'incompatibilità il Consiglio sospende la legalità.

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Con l’approvazione della pregiudiziale, presentata dal Capogruppo della Pdl Fiorito e con la quale si è sospesa la discussione ed il voto sulla decadenza dalla carica di consigliere regionale del Sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi, attesa l’incompatibilità stabilita dalla legge, il Consiglio regionale del Lazio ha di fatto sospeso non la discussione, ma la legalità e la legge; quella legge che poi si pretende sia rispettata da tutti gli altri cittadini non appartenenti “alla casta”. Una sospensione, oltretutto, di cui non è dato conoscere i termini temporali. Impedire, come è avvenuto oggi, la votazione della delibera di presidenza rappresenta - stante l’incompatibilità tra le cariche stabilita dalla legge, un semplice e puro atto amministrativo dovuto, su tale situazione di illegittimità - un vulnus alle norme statutarie della Regione che piega la primazìa delle norme a ragioni di basso opportunismo partitico.

Rifiuti, a Testa di Cane si doveva sperimentare quello che oggi propongono per Riano e Corcolle

Dichiarazione dei consiglieri regionali del Lazio Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

La differenza sostanziale che c’è la tra la discarica di Malagrotta ed il progetto inerente agli invasi “temporanei” di Riano e Corcolle è che nella prima esiste il polder, cioè una vasca di cemento armato che dovrebbe teoricamente fermare l’inquinamento delle falde, invece, per le due discariche individuate dal Prefetto Pecoraro, si parla di una “semplice” impermeabilizzazione. Prendendo per buona la volontà di conferire in discarica solamente frazione organica stabilizzata, il problema comunque rimane; infatti, nel 2005 tramite l’ordinanza 14, il sub commissario Verzaschi, autorizzò una sperimentazione a “Testa di Cane”. Dal documento si legge: [..] “l’obiettivo della sperimentazione è quello di dimostrare che l’impegno di FOS in ambienti non protetti non determina incidenze negative sulle matrici ambientali. [..] Dal documento ufficiale della Regione Lazio si evince chiaramente che il luogo autorizzato è al di fuori del polder di Malagrotta e che la zona interessata doveva comunque prevedere una impermeabilizzazione, proprio come la si prevede oggi per Riano e Corcolle. A questo punto la domanda nasce spontanea, se la sperimentazione a Testa di Cane non è stata mai effettuata, come si può pensare di aprire due discariche prevedendo la sola impermeabilizzazione?

Rifiuti/ Testa di Cane, Radicali: Quando la Polverini disse "È CASA SUA"

Dichiarazione dei consiglieri regionali del Lazio Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

In queste ore sta emergendo sui rifiuti il tal quale di dichiarazioni. Ne vogliamo ricordare in particolare una, detta dalla Presidente Polverini candidamente in aula, qualche settimana fa, quando in risposta al consigliere Angelo Bonelli sul perché non avesse fatto nulla in relazione ai movimenti di terra avvenuti nella proprietà di Cerroni a Testa di Cane, rispose: perché quella è casa sua. (Pubblichiamo il resoconto d'aula sul sito www.radicalilazio.it)
Se fossimo in un paese anglosassone, visto il sequestro della discarica "abusiva" di Testa di Cane eseguito dai carabinieri del Noe, il Presidente della Regione si sarebbe già dimesso.
Intanto, mentre si apprende, dal sito "affaritaliani.it", che i tempi per la chiusura della più grande discarica d'Europa sono più lunghi di quanto annunciato dalla Polverini, Cerroni, senza nessuna smentita, continua a dichiarare che la sua discarica sarà esaurita entro il 6 gennaio 2012. Questa discrepanza fra i tempi può comportare una gravissima emergenza rifiuti a Roma. Per questi motivi chiediamo un'urgente audizione di Manlio Cerroni in Commissione Ambiente.

lunedì 21 novembre 2011

Rifiuti, domani partecipiamo a manifestazione Bocca Verità

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Preannunciamo la partecipazione alla manifestazione di domani, sabato 19 novembre, indetta dal coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio in Piazza Bocca della Verità a Roma, come gruppo Radicale della Lista Bonino Pannella alla Regione Lazio. Ricorderemo come il vero problema di Roma e del Lazio, rispetto all'imminente emergenza rifiuti, sia in particolar modo riconducibile alla mancanza di sforzi economici e politici seri volti al superamento della raccolta indifferenziata che costringe, ancora nel 2011, a discariche e inceneritori.

Rifiuti, interrogazione sui risultati dei tavoli tecnici

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Sul quotidiano “La Repubblica” del 15 e 16 novembre 2011, edizione romana, sono state pubblicate due lettere aperte a firma rispettivamente del Presidente della Giunta provinciale di Roma, Nicola Zingaretti, e la successiva risposta nella stessa forma della Presidente della Giunta regionale, Renata Polverini. Nel testo della Governatrice si legge tra l’altro che: “Il sito di Pian dell'Olmo, proposto da Zingaretti, come accertato attraverso innumerevoli tavoli tecnici, a cui anche la Provincia ha partecipato, non possiede tutti i requisiti necessari per rappresentare la soluzione adeguata alla fase transitoria, e ristretta nel tempo, che oggi occorre.” Abbiamo presentato un’interrogazione per sapere nel dettaglio la composizione, i modi e i tempi di riunione dei tavoli tecnici, nonché di rendere pubblica la documentazione dei risultati che detti tavoli hanno prodotto a conclusione dei lavori da essi svolti.

Costi politica, soddisfatti per decisione del Consiglio regionale su monogruppi

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Siamo molto soddisfatti della decisione assunta oggi dal Consiglio e con la quale è stato modificato il Regolamento del Consiglio con riferimento alla disciplina dei cd monogruppi. Tutte le manovre tese a preservare l'attuale situazione che vede la presenza di cinque monogruppi nati per gemmazione di comodo dalle liste presentate alle elezioni sono state respinte.

mercoledì 16 novembre 2011

Regione Lazio: 12,5 milioni per i monogruppi. La maggioranza al Consiglio Regionale del Lazio paga dazio e non taglia nulla per la legislatura in corso

Dichiarazione dei Consigilieri Radicali Giuseppe Rossodivta, Capogruppo Lista Bonino Pannella, Federalisti europei e Rocco Berardo:

"Vorremmo che oggi la stampa fosse presente in massa alla Pisana. Pur comprendendo la priorita' delle altre importanti notizie attese nella giornata di oggi, vorremmo che la stampa raccontasse all'opinione pubblica di come la maggioranza, pare su input diretto della Presidente Polverini, ha cambiato improvvisamente idea e, contrariamente a quanto annunciato urbi et orbi fino a qualche settimana fa ed a quanto deliberato dalla Giunta per il Regolamento, ha deciso che i monogruppi nati nel corso della legislatura e fino ad oggi, debbono essere garantiti nella loro sopravvivenza.

La maggioranza ha deciso di stornare da servizi per i cittadini ben 12,5 milioni di Euro di tasse corrisposte dai contribuenti, per garantirsi fino alla fine della legislatura 3 voti (Fli, Per, Mpa) di singoli consiglieri eletti in altre liste.

Delle due l'una: o non comprendono quanti servizi si possono offrire con 12,5 milioni di Euro, o quei 3 voti in Consiglio debbono valere davvero tanto, tanto, tanto.

Auspichiamo che i cittadini sappiano di come vengono spesi e amministrati i soldi delle loro tasse. Dedicato a tutti gli imprenditori non pagati dalla Regione, a tutte le imprese in crisi, a tutti i lavoratori senza stipendio a causa della crisi, a tutti coloro che fanno file interminabili nei pronto soccorsi della Regione e che non riescono a ricevere cure adeguate e a tutti coloro che viaggiano stipati come bestie nei luridi mezzi di trasporto pubblico.

Tra commissioni e monogruppi siamo ad oltre 18 milioni di euro -sino alla fine della legislatura- che prelevati dalle tasche degli italiani e ad onta degli spot televisivi della Agenzia delle Entrate (se tutti pagano le tasse ci saranno servizi pubblici per tutti) non ritorneranno loro in servizi.

Questi non sono costi della politica o della democrazia, questi sono costi della partitocrazia che in 60 anni ha portato alla bancarotta il nostro paese. E' bancarotta per distrazione, altro che default!".

Regione, scippo di democrazia al Consiglio regionale

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Oggi scade il termine previsto per la presentazione delle disposizioni collegate alla legge finanziaria, lo scorso 30 settembre è scaduto il termine entro cui la Giunta avrebbe dovuto deliberare il Bilancio preventivo per il 2012 e la Legge finanziaria, ma a tutt’oggi non si hanno notizie in merito dalla Giunta.

Lo stesso "Rendiconto Generale della Regione Lazio per l'esercizio finanziario 2010" che doveva essere deliberato entro il 20 aprile è stato licenziato dalla Giunta soltanto il 30 giugno, come evidenziato anche dal Comitato di controllo contabile del Consiglio regionale.

Il Documento di programmazione economico-finanziaria regionale da ben due anni non viene predisposto e sottoposto al Consiglio eppure la programmazione è sempre e a maggior ragione nei periodi di crisi uno strumento essenziale per l’azione di governo.

Nel frattempo però, abbiamo ricevuto una proposta di modifica al Regolamento dei lavori del Consiglio che vuole impedire anche il dibattito, oltre che il voto, su eventuali proposte di iniziativa dei consiglieri in materia di Bilancio.

L’esautorazione del ruolo dei consiglieri regionali nel Lazio – sia sul sindacato ispettivo ove le interrogazioni non trovano risposta, sia sul piano legislativo ove a fronte di 23 leggi approvate soltanto 5 sono di iniziativa dei consiglieri regionali - si sta consumando in modo costante in questa legislatura e questa proposta rappresenta l’ultimo atto che la partitocrazia sta cercando di porre in essere per annientare del tutto il ruolo del Consiglio regionale.

Piano rifiuti Lazio, inviata lettera al commissario UE all’ambiente

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

I Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo hanno inviato al Commissario Europeo all’Ambiente Janez Potočnik una integrazione del report-denuncia che fu inviato il 04/02/2011 per segnalare le incongruenze del Piano Regionale dei Rifiuti- che di seguito si rende pubblica -al fine di evidenziare e segnalare ulteriori elementi emersi nel corso di questi mesi e che forniscono pieno riscontro alle censure mosse all'operato della Giunta con il primo esposto di febbraio, oltre a segnalare la stasi dei lavori della Commissione consiliare competente per il completamento del provvedimento.

La denuncia prende le mosse dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea che, nel giugno 2007, ha condannato l’Italia per violazione della direttiva 75/442/CEE ritenendo fondata la censura della Commissione per la mancata elaborazione del piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio e valutando il Piano inefficace a rispettare la direttiva Ue. Non avendo l’Italia ottemperato alla sentenza della Corte di Giustizia, la Commissione ha deciso di procedere con una seconda lettera di messa in mora e a tale atto di diffida la Giunta regionale, guidata dalla Presidente Polverini, ha risposto approvando il 19/11/2010 un Piano dei rifiuti.

La lettera inviata dai Consiglieri Radicali evidenzia quanto segue:

“Il Piano presentato in realtà ne contiene due: il primo tiene conto della normativa vigente in Italia (art.1108, L.296/06) quindi fissa come obiettivo al 2011 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata; il secondo viene definito “scenario di controllo”, questo nasce dall’ipotesi di avere negli anni una crescita inerziale sia di produzione dei rifiuti che di percentuale di raccolta differenziata e prevede che la stragrande maggioranza di RSU venga smaltita in discarica I due piani sono l’uno irrealizzabile, l’altro non in grado di rispettare la gerarchia dei rifiuti più volte definita dalle Direttive europee.

La Regione Lazio, ad oggi, può contare su un 15% di riciclo. Oltre all’enorme gap esistente tra obiettivi dichiarati e situazione attuale, segnaliamo anche l’enorme deficit impiantistico. Questo aspetto è stato ribadito dalla COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti che, il 2 marzo 2011, ha approvato all’unanimità la relazione sul Lazio. Nel testo licenziato dal Parlamento italiano vengono sottolineate varie criticità del ciclo dei rifiuti. Questi due grandi problemi per essere risolti richiederebbero, da parte della Giunta Polverini, lo stanziamento di ingenti risorse economiche che, ad oggi, non sono previste in nessun documento di programmazione. (Alleghiamo il documento parlamentare).

A dimostrazione che la giunta Polverini persegua il cosiddetto “scenario di controllo”si segnala che il Commissario Delegato per il superamento dell'emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma, prefetto Pecoraro, ha individuato in Corcolle (Comune di Roma) e Quadro Alto (Comune di Riano) i siti “temporanei” che dovrebbero sostituire la discarica di Malagrotta. Queste zone sono state scelte anche in base alla loro grandezza, le volumetrie a disposizione per tre anni, infatti, sono paragonabili a quelle riempite nel periodo 2008/2011 a Malagrotta. Questo decisione conferma l’ipotesi di avere negli anni una crescita inerziale sia di produzione dei rifiuti che di percentuale di raccolta differenziata.

Il Piano dei rifiuti, a distanza di quasi un anno, non è stato approvato dal consiglio regionale ed è fermo in commissione ambiente dove i lavori sono quasi in stasi. Questa inerzia dell’assemblea degli eletti è in netto contrasto con la motivazione d’urgenza sottoposta all’Italia tramite la seconda lettera di messa in mora della Commissione europea.”

mercoledì 9 novembre 2011

Consiglio regionale Lazio come Camera dei Deputati? Senza maggioranza?

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Posto che il voto di oggi alla Camera dei Deputati certifica come la maggioranza del centrodestra sia ormai una ex-maggioranza, è curioso constatare come il voto del deputato Buonfiglio, che ha aderito nelle settimane scorse alla Fondazione Città Nuove di Renata Polverini, sia venuto a mancare alla conta del centrodestra. Dunque si può dire, per la proprietà transitiva, che il Pdl perde la maggioranza alla Camera grazie anche al contributo della Fondazione Città Nuove della Presidente Polverini? Se così è, c'è da temere per la stabilità del Consiglio regionale del Lazio che ormai da mesi rincorre e non trova più quel numero legale che la coalizione Polverini-PDL-La Destra fa puntualmente mancare. Ci domandiamo cosa faranno ora, rispetto alla giunta della Presidente Polverini, i fedelissimi del Presidente Berlusconi che siedono in Consiglio Regionale, e che grazie a lui sono stati eletti.

venerdì 4 novembre 2011

Striscia la Notizia nasconde la verità sull'ecomostro di Sezze

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Striscia la Notizia ha nascosto la vera situazione dell'Anfiteatro di Sezze (LT) con un servizio fuorviante ed a senso unico che ha utilizzato le sole dichiarazioni del sindaco di Sezze, Campoli, senza dare alcun tipo di spazio alla controparte. Brumotti, in un clima goliardico è riuscito a disegnare un quadro della vicenda assolutamente non rispondente alla realtà. Sorvolando sul fatto che non sono stati ascoltati coloro che dell'Ecomostro hanno fatto un caso, denunciandolo anche a Striscia con varia documentazione, cioè il Movimento Libero Iniziativa Sociale e il Gruppo Radicale alla Regione Lazio; sono state riportate cifre non corrispondenti al vero: nel servizio si parla di un milione e centomila euro finora utilizzati, mentre a noi risultano impegnate cifre molto maggiori.

Il servizio, poi, è stato impostato in modo tale che passi l'idea che quello scempio deve essere ultimato con utilizzo di ulteriore denaro pubblico, altri 800.000 euro, ma il vecchio anfiteatro, cioè il Teatro Sacro Italiano, non poteva essere abbattuto e l'Ecomostro non poteva essere edificato, perché i finanziamenti utilizzati arrivano da fondi DOCUP 2000 -2006 per "lavori di ristrutturazione", mentre nell'area interessata a tutto si è proceduto tranne che ad una ristrutturazione che si poteva completare al massimo con un quarto della cifra già spesa. Il complesso originario dell'Anfiteatro, opera del famoso architetto Piacentini, era perfettamente inserito nell’ambiente circostante ed è stato demolito con le ruspe piuttosto che essere recuperato, mentre al suo posto è stato costruito un vero e proprio mostro in cemento inutilizzato. Si dovrebbe indagare sulle responsabilità delle diverse amministrazioni coinvolte, dall’Europa alla Regione Lazio, dalla Provincia di Latina al Comune di Sezze, invece Striscia la notizia ha "dimenticato" di ricordare che da mesi attendiamo dalla presidente Renata Polverini risposta alle nostre interrogazioni. Niente è dato sapere sui progetti, sulle varianti in corso d'opera, sulle relative approvazioni, sulle valutazioni di impatto ambientale, sui vincoli paesaggistici e idrogeologici, nulla su pareri relativi a vincoli archeologici e su eventuali collaudi

mercoledì 2 novembre 2011

Rifiuti, il 5 novembre aderiamo alla manifestazione indetta dalla rete Zero Waste Lazio

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo,Lista Bonino Pannella Federalisti europei

Il Gruppo della Lista Bonino Pannella aderisce alla manifestazione “Noi non ci stiamo, Roma Differenziati” di sabato 5 novembre a Piazza SS. Apostoli, condividendone sia le denunce che le proposte.

La situazione del Lazio è esplosiva e le continue procedure dell’Unione europea non

fanno altro che confermare i disastri della partitocrazia. Bruxelles ha inviato una seconda lettera di messa in mora per la mancanza, ormai più che decennale, di un Piano dei rifiuti e da pochi mesi ha riaperto una procedura di infrazione su Malagrotta. Continuiamo a ritenere necessario ed urgente - per governare la “transizione” ed avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti – un investimento economico imponente.

Rifiuti, Malagrotta e i suoi siti con questa partitocrazia non chiuderanno mai

Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

In merito alla dichiarazioni odierne del sindaco Alemanno, che prospetta un'ulteriore proroga per Malagrotta e, dunque, una chiusura rimandata a marzo 2012, va ricordato che l’avvocato Cerroni, proprietario della discarica più grande d’Europa, ha più volte affermato che le volumetrie autorizzate di Malagrotta andranno in esaurimento il 31 dicembre 2011. Ciò vuol dire che, come al solito, la partitocrazia è autrice dell'ennesimo disastro ed ora, per non vedere Roma invasa dai rifiuti, dovrà scendere a compromessi con lo stesso avvocato Cerroni e, dunque, con la sua società CoLaRi. Tutto questo potrebbe avere gravi ripercussioni sulla decisioni che dovrà assumere il Prefetto Pecoraro sia per quanto riguarda la gestione del sito di Quadro Alto che sulla stessa Malagrotta, proprio mentre i siti di Testa di Cane e Monti dell’Ortaccio, come al solito di proprietà Cerroni e attigui a Malagrotta, sono quasi pronti...

mercoledì 26 ottobre 2011

Rossodivita, sconvocazione d’imperio del Consiglio è un atto gravissimo

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita,Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti europei

E’ gravissimo sotto il profilo istituzionale e regolamentare che, senza che sia stata fornita alcuna motivazione, neppure di facciata e solo qualche ora dopo che si è tenuta la Conferenza dei Capigruppo nel corso della quale nulla era stato detto in proposito, il Presidente del Consiglio Mario Abbruzzese abbia proceduto d’imperio alla sconvocazione del Consiglio convocato, da giorni, per domani 26 ottobre 2011. Ancora una volta, purtroppo, il Presidente non si comporta come garante del Consiglio quale Istituzione e dei singoli consiglieri eletti, bensì come garante dei desiderata della sola maggioranza e della Giunta. Sotto il profilo politico la sconvocazione del Consiglio dimostra, ove ve ne fosse ancora bisogno, che la maggioranza uscita vincitrice dalle urne è implosa ed è incapace di gestire persino i semplici lavori del Consiglio. Sino ad ora solamente quando c’è stato l’ordine perentorio della Presidente Polverini si è approvato qualcosa di simile ad una legge: di solito a colpi di submaxiemendamenti, di solito incostituzionale.

Dimissioni assessori PdL: magari fossero irrevocabili

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti europei

Le dimissioni degli assessori del PDL del Lazio finiranno in una sceneggiata. Magari fossero dimissioni irrevocabili. Anche la restituzione delle deleghe è una sceneggiata, posto che fino a poco tempo fa la Presidente Polverini non aveva dato alcuna delega, salvo che al suo Assessore Cetica.

Prenda atto la Presidente che ha fallito sul Piano Casa, così come ha fallito sull’altra legge proposta dalla Giunta e relativa alla disciplina dei campeggi. Prenda atto la Presidente che ha fallito perché la sua maggioranza ha voluto calpestare non solo le regole del Consiglio, ma con arroganza e protervia, ha voluto calpestare persino la Costituzione.

Il capogruppo del PDL Franco Fiorito, in aula durante la discussione estiva del Piano casa e dell’assestamento di Bilancio ebbe a dire che i Radicali, con la Costituzione sotto un braccio e il Regolamento del Consiglio sotto l’altro, impedivano di fare politica, appellandosi, per fare ostruzionismo, alle regole.

E affermò, in termini davvero emblematici: “le regole non sono l’oggetto del nostro lavoro”.

Bene, oggi abbiamo la dimostrazione lampante di ciò che accade a voler fare leggi e più in generale amministrazione e politica senza rispettare le regole.

Qualsiasi manager o dirigente privato che avesse causato alla propria azienda i danni che questa classe dirigente della maggioranza sta causando alla nostra povera regione Lazio sarebbe stato mandato a casa ed avrebbe faticato non poco a trovare un qualsiasi altro posto di lavoro.

Il Piano Casa è in realtà un piano palazzinari contro qualsiasi razionalità urbanistica. il governo lo fermi

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti europei

In questo momento si sta svolgendo l'ultimo Consiglio dei Ministri per sollevare in tempo utile il conflitto di costituzionalità sulla legge del cosiddetto "piano casa", legge regionale concepita e fatta approvare in manifesta violazione delle regole assembleari dalla Giunta Polverini e dalla maggioranza consiliare che la sostiene.

Il Piano Casa è in realtà non un Piano per la stanzetta in più, ma per un Palazzo in più; e va contro qualsiasi razionalità urbanistica.

Ci auguriamo che i ministri Galan e Prestigiacomo, esercitando appieno le competenze derivanti dalla responsabilità ministeriale loro affidata, anche sulla base di una memoria inviata da tutti i gruppi consiliari dell'opposizione alla loro attenzione, siano efficaci nel convincere il consiglio tutto nell'impugnare la legge;

ci auguriamo che le ragioni di merito, quali la tutela dell'ambiente e del paesaggio contro appetiti cementiferi che nulla hanno a che fare con l'emergenza abitativa demagogicamente richiamata a mo' di cantilena dai fautori del piano casa, consentano questo atto di "buon governo".

Quando era in discussione la legge con migliaia di emendamenti conquistammo il tempo perché ne giungesse una eco al ministro Galan che fin da allora rilevò grossi vizi di cositituzionalità; sempre in quelle ore come opposizione indicammo i punti controversi dando la massima disponibilità a lavorare ad un concreto superamento delle forzature del testo. Oggi il governo potrebbe salvare la Regione da una ancora più gravosa condizione, probabile, che la Corte Costituzionale dichiari, in base ad un ricorso incidentale, la legge incostituzionale tra qualche mese.

Se dovesse accadere, accadrà a cantieri aperti gettando nel marasma più totale i cittadini e le imprese del Lazio, questa maggioranza, questa Giunta ne sarà l'unica responsabile, e purtroppo non per la prima volta, visto quanto accadde con la legge sugli accreditamenti in materia di sanità, anche quella impugnata dal Gov

venerdì 21 ottobre 2011

Rifiuti, scacco matto di Cerroni alla Polverini

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti europei

Il Consiglio straordinario di oggi è stato davvero istruttivo soprattutto perché si è tenuto in contemporanea all’audizione di vari soggetti presso la Commissione presieduta dall’On. Pecorella, che si occupa delle ecomafie presso la Camera dei Deputati. Dal combinato disposto di quanto ascoltato in aula qui alla Pisana con quanto dichiarato in particolar modo dal Cerroni presso la Commissione emerge chiaramente un quadro di questo tipo. Cerroni aveva opzionato il terreno di Quadro Alto e il Prefetto Pecoraro non lo sapeva. Pochissimi giorni dopo il decreto del Prefetto che ha indicato la discarica di Quadro Alto a Riano come la più importante tra le due provvisorie per far fronte al dopo Malagrotta la Co.la.ri di Cerroni, già proprietaria e gestore di Malagrotta, ha acquistato il terreno di quadro alto, a quanto pare condizionando l’efficacia dell’acquisto al fatto che sul terreno entro dieci anni si realizzi una discarica.

Il Prefetto, rimproverato dall’On. Pecorella, per bocca della Polverini, ha detto che agirà con l’esproprio.

Il Cerroni per bocca sua ha detto che se la vedranno gli avvocati.

Fino a qui il profilo relativo alla proprietà.

Quanto al profilo della gestione della discarica l’assessore Di Paolo ha detto che si agirà con gara comunitaria.

Il Cerroni ha detto che lui non parteciperà ad alcuna gara, e dunque probabilmente impugnerà il bando, avendo la Co.la.ri diritto in qualità di proprietaria del terreno, a gestire direttamente la discarica.

E questa è la situazione relativa alla gestione della prospettata discarica di Riano. Dal punto di vista amministrativo Cerroni pare proprio aver fatto scacco matto alla Polverini.

È infatti evidente che se non si raggiunge l’accordo con la Co.la.ri quanto al profilo della gestione la discarica di Riano non aprirà e Malagrotta non chiuderà fino a quando non sarà risolta la querelle solo oggi iniziata.

Comunque la si veda tantissimi soldi continueranno a finire nelle casse della Co.la.ri perché ove Cerroni dovesse mettersi di traverso nel breve volgere di due o tre giorni si arriverebbe alla situazione Napoletana. Allo stato delle conoscenze appare chiaro che questa giunta è stata assolutamente incapace di rompere il monopolio della Co.la.ri e del Cerroni.

Rifiuti, un patto per e con i cittadini

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

La Regione Lazio si sta avviando verso una pericolosa emergenza rifiuti. La più volte preannunciata chiusura di Malagrotta, questa volta sembra finalmente concretizzarsi. Ma a sostituire la discarica più grande d’Europa, saranno altri invasi, a conferma che la politica regionale negli ultimi undici anni non è stata capace di avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti come più volte Bruxelles ci ha chiesto. I partiti di centro, di destra e di sinistra, tranne i Radicali, hanno avuto ruoli strategici sia in Regione Lazio che al Comune di Roma, ma nessuno ha lasciato un segno positivo su questa materia. La decisione del Prefetto Pecoraro, che per volere della Presidente Polverini, è stato nominato dal Governo commissario per la chiusura di Malagrotta e l’individuazione di più siti “temporanei”, sta portando molteplici comitati dei cittadini alla mobilitazione per scongiurare l’apertura dell’ennesima discarica e per avviare un progetto denominato: “Rifiuti zero”. Capiamo e sosteniamo quei cittadini che non vogliono né altre discariche e né altri inceneritori.

A supporto di questa denuncia, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha prodotto un feroce resoconto del disastro partitocratico di questi anni che ha avuto come fine ultimo quasi esclusivamente l’autorizzazione di volumetrie straordinarie di discariche. Il testo si conclude lanciando l’allarme di un’imminente emergenza. Proprio per evitarla, anche se all’opposizione e non complici di questo disastro, facciamo una proposta: la presidente Polverini sottoscriva un patto chiaro per e con i cittadini. Tale accordo dovrebbe prevedere lo stanziamento - già nella finanziaria da approvare entro il 31 dicembre del 2011- di quei fondi necessari a: intraprendere un programma di riduzione dei rifiuti ad iniziare dalla pubblica amministrazione, avviare la raccolta differenziata porta a porta in tutti i comuni del Lazio, costruire e ammodernare gli impianti di compostaggio necessari a supportare il programma straordinario di recupero del materiale umido, rendere economicamente sconveniente conferire il “tal quale” in discarica, favorire un mercato delle materie prime seconde e del compost, monitorare in continuo i fumi degli inceneritori e aumentare i controlli dell’Arpa sulle discariche. Questo è il patto che chiediamo alla Polverini di proporre ai cittadini. Senza questo, nessun cittadino dei territori interessati si fiderà della tanto decantata provvisorietà.

lunedì 17 ottobre 2011

Radicali non hanno salvato il Governo: storia del primo pogrom digitale di massa

di Vittorio Zambardino.

Ex responsabile strategie internet presso il Gruppo Editoriale L'Espresso. Cura la rubrica Scene Digitali in forma di blog su Repubblica.it e Zetavu all'interno dei blog di Kataweb.

Partiamo dalle prossime ore: non vorrei che nel corso della manifestazione "indig-nada" di Roma, quella dei 200 mila annunciati, ci fosse qualche testa calda che vada a tentar qualcosa contro la sede radicale. Nelle prime ore a ridosso della votazione, è successo anche questo: che su Twitter qualcuno dava l'indirizzo e si fermava lì: lasciava alla creatività delle masse il prosieguo dell'azione. Quello di oggi contro i radicali è stato un vero pogrom. Il primopogrom digitale di massa.

Le mie simpatie radicali non c'entrano. C'entra che quella notizia, che ancora adesso, a 5 ore dal voto di Monte Citorio (si scrive con due parole, sì) flotta nella rete: che i radicali hanno salvato il governo. E' falsa, ma non c'è niente da fare: domani lo scriverà un bel po' di giornali, il Fatto Quotidiano in testa, e di osservatori. E qui la discussione potrebbe prendere due direzioni.

Direzione politica pura, si può essere d'accordo o no: ma i radicali sono sempre stati chiari sul punto. Hanno sempre condannato ogni aventinismo, perché il rispetto formale dell'istituzione e della legge sono il solo rispetto sostanziale possibile della democrazia. Fuori dalla forma non c'è democrazia: sembra arabo ad orecchie e bocche che in queste ore dicono che il Presidente della Repubblica dovrebbe sciogliere d'autorità il Governo, cioè fare un colpo di stato (un giorno si dovrà fare questa riflessione, che la scuola italiana sforna gente che non conosce la Costituzione e non capisce la differenza tra diritto e potere, tra le regole che valgono per tutti e l'interesse di parte o individuale). Ma forse è meglio seguire l'altra direzione.

Occupiamoci del processo sociale di costruzione della menzogna, del suo "making" nel tempo reale della rete e dei media. Che contiene assurdità e paradossi che non toccano i suoi fedeli talebani.

E' vero, è perfino marginale che i radicali non siano stati decisivi nella votazione di oggi. Lo fossero stati, avrebbero ragione lo stesso: perché se non hai la forza politica per far cadere secondo le regole un governo, non è corretto che quel governo cada. Io personalmente penso che debba cadere al più presto. Ma alla fine di uno scontro politico. E se alla fine dello scontro politico quelli hanno la maggioranza e tu non hai la forza per farli cadere, questo sarà anche - oltre che frutto di scilipotismo - il segno che tu, opposizione, hai dei problemi? Nella fattispecie - nella versione radicale - sarà segno di una "equipollenza" qualitativa con quegli altri, un "essere regime", che dovrebbe far riflettere, non sputar veleno.

Ci sarebbe da aggiungere, se passiamo alla sostanza, che tutto questo avviene perché i radicali devono essere allontanati: questo è uno dei prezzi da pagare all'intesa con Casini e con i cattolici.

Ma dove sta il pogrom? In questo, che una serie di siti - purtroppo anche quelli di Repubblica e delCorriere, così come del Post - hanno avallato la balla del salvataggio radicale del governo: tutti possono sbagliare, ma dirlo e ripeterlo cinque ore dopo è una scelta professionale e politica: si sceglie un capro espiatorio, si indirizza la discussione, si aizzano le canizze.

Dire perché lo hanno fatto sarebbe un altro pezzo. Dire che questo modo di informare ha scatenato un processo sommario di massa è il minimo che si possa dire: una "dinamica" che la dice assai triste e lunga sul futuro "democratico" della rete e sull'onestà dei giornali di bandiera.

Molto poco e per molto poco tempo si sono sentite le voci delle vestali funzionarie della lotta per la libertà antiberlusconiana, i sempre pronti all'urlo contro la censura in rete, aiuto, oddio, ci tolgono la libertà, avevano tutti un week end lungo. Qualcuna è partita e si è fermata, si sentiva in fuori gioco. Un'altra prova che da tempo c'è chi lavora sulla rete per torcerla a strumento di manipolazione di massa. Brutta storia. Brutta fine.

Sulla grottesca caccia ai Radicali

S’è consumata la messa in scena dell’ennesimo sostegno posticcio al Governo Berlusconi. Bersani per una volta ci ha azzeccato: “di fiducia si muore” ha sintetizzato. Al netto delle votazioni, i deputati che sostengono la maggioranza di centrodestra sono diminuiti e, come ha subito notato Termometro Politico, se togliamo i voti dei ministri, che possono partecipare solo saltuariamente alle votazioni, di fatto Pdl e Lega Nord sono congenitamente in minoranza, anche in Parlamento e non solo nelle intenzioni di voto. Una coalizione con questi numeri può reggersi giorni, al massimo settimane e noi di sinistra dovremmo saperne qualcosa (Do you remember Romano Prodi II?).

Ce ne sarebbe abbastanza per prepararsi a succedere al peggior governo di sempre, invece in casa Democratica hanno deciso di lanciarsi in una grottesca caccia alle streghe, accusando i sei deputati Radicali d’essere “inaffidabili” e “stronzi”, in quanto, una volta raggiunto il numero legale1, sono entrati e hanno votato contro la fiducia a Berlusconi.

A partire da dichiarazioni infondate e falsificanti rilasciate da numerosi esponenti del Partito Democratico, s’è aperta una caccia alle streghe, che evidentemente coagula nella sua inconsistenza fattuale la rabbia, la delusione e le aspettative di una larga fetta d’Italia che non ne può più della destra e del satrapo di Arcore.

Resta da chiedersi, per i pochi e poche che ancora riescono e vogliono ragionare con la testa e non con gambe e mani, perché dalle parti dei caminetti democratici s’è scelta questa strada pericolosa.

Infatti non si ha memoria che la virginale e neo-barricadera Rosy Bindi abbia mai definito “stronzi” i catto-fondamentalisti del Pd, tra cui la Binetti (altra vergine consacrata alla politica), che si rifiutarono di votare la fiducia al Governo Prodi, in seguito alla proposta dei Dico, né che nei loro confronti sia mai stato posto un problema di “affidabilità” (quanti pesi, quanti sistemi di misurazione, quante morali: una per ogni occasione).

Attenzione però, una spiegazione esiste. Chi racconta balle a proposito d’un presunto collateralismo dei Radicali sostiene altresì la linea centrista del Pd e vorrebbe un accordo con la filo-clericale Udc, in funzione del quale i pannelliani debbono essere necessariamente eliminati, in quanto laici. In più, attaccare i Radicali oggi significa attaccare Veltroni, con cui s’accordarono tre anni fa. In altre parole è tutta una battaglia interna, come al solito, tra d’alemiani/bersaniani e veltroniani; roba misera, come i tempi che viviamo.

Riassumendo: oggi il Pd ha dimostrato d’esser parte del problema di questo ventennio berlusconiano (e d’averne in parte mutuato i modi e le gesta) e che non ne sarà la soluzione.

Uffici Camera: Numero legale è a quota 265. Il servizio Assemblea di Montecitorio rende noto infatti che oggi i deputati in missione sono 50. L’articolo 46 del Regolamento della Camera stabilisce che i deputati in missione sono “computati come presenti per fissare il numero legale”. Da quota 316 va quindi sottratto il numero di 50 più il Presidente Fini che non vota. Il primo deputato radicale che ha votato era il numero 298.

venerdì 14 ottobre 2011

Piano casa, quel voto fu illegittimo come prova situazione Camera

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti europei

Ormai è provato, semmai ce ne fosse stato bisogno, con il voto avvenuto alla Camera sul Rendiconto Generale dello Stato, dove il centrodestra non ha raggiunto la maggioranza e non è riuscito a far approvare l'art. 1: quando un articolo è bocciato da un'aula assembleare non può essere riprodotto e approvato, nello stesso iter legislativo del provvedimento, con un subemendamento identico.

E' quanto abbiamo denunciato essere avvenuto in Consiglio Regionale con il famoso art. 3 ter del Piano Casa, lungo ben tre pagine, che bocciato il giorno prima in aula, è stato riprodotto tale e quale con un subemendamento l'indomani.

Regole basilari del diritto assembleare sono state più volte violate con l'avallo del servizio legislativo del Consiglio, in spregio ai diritti dei consiglieri tutti, per assecondare i desiderata di una Giunta irrispettosa della autonomia dell'organo legislativo.

E' stato un voto illegittimo, che documenteremo al Capo dello Stato quale garante ultimo della legalità Costituzionale, che sarà illustrata da pareri di autorevoli giuristi, e in ogni altra sede nazionale e internazionale.

Non quereliamo perché abbiamo nervi saldi

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

In merito alle dichiarazioni rilasciate ieri dall’Assessore Ciocchetti, ci corre l’obbligo di ricordare che il gruppo Lista Bonino Pannella ha, da più di un anno, depositato diverse proposte di legge, tra le quali quelle per l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti, per la definizione di nuovi criteri di nomina dei Direttori generali delle Asl, per la trasparenza e il controllo del ciclo e della gestione dei rifiuti, per assicurare assistenza indiretta e vita indipendente ai disabili, per la soppressione delle Comunità montane. Nessuna di questa è stata mai discussa dal Consiglio regionale, perché, allora, il Vice Presidente della Giunta non chiede la calendarizzazione di queste proposte? Assessore Ciocchetti non sono queste proposte serie?

Per quanto riguarda, poi, quanto dichiarato ieri dai consiglieri Illuzzi, Miele e Perazzolo su fantomatici costi che avrebbe comportato l’organizzazione della conferenza stampa di Marco Pannella in occasione della seduta straordinaria del Consiglio sull’emergenza carceri, non sappiamo come loro organizzano le conferenze stampa, ma possiamo assicurare che la nostra non ha fatto spendere alla Regione Lazio un centesimo in più di quel che quotidianamente spende o avrebbe speso in quel giorno. Non li quereliamo perché abbiamo nervi più saldi di quelli della Polverini e perché, attese le loro dichiarazioni confessorie di ieri, li indicheremo, tra gli altri, quali preziosi testimoni a discarico qualora la Polverini ritenesse effettivamente di querelarci.

mercoledì 12 ottobre 2011

REGIONE, RADICALI: BEN VENGA LA QUERELA DELLA POLVERINI

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

“Ben venga la querela della Polverini, poche idee ma confuse anche sui presupposti della diffamazione, almeno nell’aula di Tribunale avremo il piacere di vederla. Chiederemo a Radio Radicale di registrare il processo, ove mai si faccia. Vedremo se lei farà registrare il suo di processo, quando accusò falsamente i Radicali di avere con la violenza impedito al PDL la presentazione delle liste.”

REGIONE, POLVERINI QUERELA GRUPPO RADICALI

Roma, 12 OTTOBRE:
La presidente della Regione Lazio, Renata
Polverini, ha dato mandato ai propri legali di presentare querela nei
confronti degli esponenti radicali del gruppo del Consiglio regionale del
Lazio, per le dichiarazioni odierne relative all'evento che si è svolto al
Tempio di Adriano per la presentazione dei 18 mesi della Giunta Polverini".
E' quanto comunica una nota dell'ufficio stampa.

Esperienza di governo di Storace e Polverini meriterebbe il silenzio. Altro che teatro dell’assurdo rappresentato oggi, e pagato da chi?

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo:

"Ha ragione Storace a domandarsi come sarebbe stato il Lazio dopo 18 mesi di governo di Emma Bonino, purtroppo non ci possiamo fare la stessa domanda rispetto ai suoi cinque anni di governo della Regione e ai 18 mesi di Renata Polverini che, tra deficit di miliardi di Euro, 500 dirigenti esterni assunti per politiche clientelari, tabulati telefonici utilizzati per interessi partitocratici, viaggi in elicottero per una fiera del peperoncino dopo una riunione per abbassare i costi della politica, chiusura di Ospedali e Pronto Soccorso, nomine sulle poltrone d'oro di amici e amici degli amici, incapacità di governo di questioni complesse come i rifiuti, imporrebbe loro almeno di fare silenzio.

La bassa propaganda di partito demagogica e basata sul nulla, è esercizio che oramai non interessa più nessuno. Sarebbe piuttosto utile sapere se anche questa ulteriore rappresentazione del teatro dell’assurdo* (persino Beckett e Ionesco avrebbero di che imparare) è stata pagata con i soldi della Regione, cioè con le supertasse più alte d’Italia di tutti i poveri cittadini laziali o con i fondi dei rispettivi partiti (frutto anche quelli del furto partitocratico del finanziamento pubblico) o di tasca propria.

Da Wikipedia:

Il teatro dell'assurdo si caratterizza per dialoghi senza senso, ripetitivi e serrati, capaci di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma che stanno vivendo i personaggi

Rifiuti Regione Lazio: gravissima l’azione autoritaria del Prefetto che prende decisioni autoritarie per l’incapacità della giunta a governare il territorio. La presidente Polverini aveva detto di voler mettere la faccia

Appello ai cittadini di Riano di non reagire con violenza ma di attuare piuttosto la disobbedienza civile e azioni nonviolente.

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo:

“Quanto accaduto in queste ore riguardo la decisione del Prefetto di Roma di individuare due aree per le discariche alternative a Malagrotta dimostra, ancora una volta, di come la Giunta sia incapace a governare situazioni complesse e difficili nel territorio della Regione Lazio. La Presidente Renata Polverini aveva sempre sostenuto che su questa vicenda ‘ci avrebbe messo la faccia’ invece la decisione di individuare le aree alternative a Malagrotta è stato demandato d’imperio, e con metodo assolutamente autoritario, al Prefetto di Roma.

Sin dalla campagna elettorale Emma Bonino aveva fatto alcune importanti proposte strategiche, indicando alcuni step, che si sarebbero dovuti attuare immediatamente all’insediamento della nuova Giunta. Tali proposte sono rimaste inascoltate e si è atteso oltre un anno e mezzo, ignorando le stesse indicazioni che l’Ue aveva dato alla Regione Lazio sui limiti intollerabili in cui si trova la discarica di Malagrotta.

Non possiamo che esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà alla popolazione di Riano e invitiamo i cittadini a non attuare forme di protesta violente, piuttosto a studiare insieme iniziative nonviolente anche con il metodo della disobbedienza civile, per avviare dialogo e ragionevolezza contro chi queste finora non ha utilizzato.

Le nostre proposte sono volte a una grande riforma, in tempi urgentissimi e con risorse straordinarie, del ciclo dei rifiuti per portare la raccolta differenziata a livelli europei e al tempo stesso dare ai cittadini premialità sul modo in cui la raccolta viene fatta; occorre per questo un grande investimento impiantistico ma anche di conoscenza perché l’intera collettività possa essere coinvolta e responsabilizzata senza mettere la croce di volta in volta alle popolazioni locali che non devono e non possono sopportare i rifiuti di tutta Roma”.

venerdì 7 ottobre 2011

Rossodivita-Berardo: in Regione si può cambiare, utilizzate le proposte radicali

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti europei

Anche oggi mancanza del numero legale in Consiglio Regionale del Lazio. Il Presidente del Consiglio Regionale furioso apre e chiude il Consiglio costatando l'assenza dei consiglieri in aula e manda tutti a casa, di fatto censurando una maggioranza che lo fa mancare da ormai settimane. Ci auguriamo che il suo comportamento non sia occasionale, ma possa essere confermato per tutte le sedute a venire, facendo rispettare alla lettera un regolamento che spesso lo stesso Presidente disapplica anche nella parte di inizio delle sedute (ieri, per esempio, la seduta di consiglio straordinario sulle carceri è stata convocata alle 11.30, ma abbiamo visto il Presidente in aula solo alle 12.00)

Intanto in un'altra sala il Pd tenta di dare una sterzata alla politica romana, provinciale e regionale. Individua nel numero eccessivo di commissioni presenti in Consiglio un punto su cui cambiare marcia. Non possiamo che dargli il benvenuto, ricordando che fummo soli, come Radicali, a votare contro l'istituzione di quelle ulteriori quattro commissioni speciali, che hanno comportato un costo per l'intera legislatura pari a 5 milioni di euro in più, che già i cittadini stanno pagando a beneficio della partitocrazia.

Le proposte ci sono per abolire privilegi, commissioni e anche quei monogruppi che non hanno avuto legittimazione elettorale e che tanto costano ai cittadini che mai li hanno scelti; se vogliono, tutti, da destra a sinistra, possono firmarle presso il gruppo Radicale.

Democrazia e politica secondo La Destra

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti europei

Per La Destra le sedute del Consiglio Regionale sono uno sperpero di soldi, la democrazia è uno sperpero di soldi, la spartizione partitocratica di poltrone agli amici no.

Per La Destra l’attività istituzionale ed i provvedimenti che nell’ambito di questa si assumono servono solo ad ottenere visibilità sui giornali, non a migliorare le vite delle persone.

Occorre urgentemente informarne i Molisani che si accingono a votare per il rinnovo del Consiglio Regionale. Ce ne faremo carico noi, anche se non parteciperemo a quella competizione elettorale.

Omniroma-REGIONE, STORACE: POLITICA DEL DISPETTO NON PORTA DA NESSUNA PARTE

(OMNIROMA) Roma, 06 OTT - "Sui costi del consiglio regionale credo che abbia ragione la Polverini. Mi chiedo quanto sono costate tre sedute dell'assemblea per approvare la mozione radicali- vendoliani-Rauti sulle carceri che ha avuto cinque righe di menzione su Repubblica di oggi ed e' servita solo a lacerare i rapporti in maggioranza con lo schizofrenico atteggiamento di tre consiglieri su sei dell'Udc e di settori del Pdl in totale controtendenza con le linee assunte dai loro partiti in campo nazionale. Sul mio blog e su tutte le mie pagine Facebook c'è un video che racconta la giornata di ieri unitamente ad alcuni discutibili atteggiamenti dell'on. Rauti, ma su tutto campeggia una politica del dispetto che non porta da nessuna parte. Noi siamo fieri di aver fatto eleggere Renata Polverini; cominciamo ad essere meno contenti di ritrovarci con certi alleati che appaiono infantili anche se in età avanzata. Soprattutto quanti sono stati eletti nel listino, dovrebbero sapere che devono ringraziare ogni giorno e per cinque anni La Destra e i suoi elettori. Senza di noi, sarebbero rimasti a casa". Lo scrive ai quarantamila utenti della sua pagina sostenitori di Facebook, Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.

Carceri, radicali: bene approvazione del Consiglio sulla mozione carceri

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti europei

“Il Consiglio Regionale del Lazio, dimostrando senso di responsabilità ed attenzione per un problema vero, del mondo reale, che incide sulle condizioni di vita di tutta la comunità penitenziaria, costituita da detenuti, agenti di polizia penitenziaria, direttori, psicologi, assistenti sociali, ha dato oggi una bella prova di se.

Le condizioni in cui sono costretti a vivere coloro che fanno parte della comunità penitenziaria sono semplicemente illegali, al di fuori cioè del dettato di tutte le norme che l’ordinamento, nazionale ed internazionale, prevede, a partire proprio dalle norme della nostra costituzione.

Se c’è chi vuole che i detenuti oltre alla libertà personale, siano sottoposti a torture, lo dica e provi a far cambiare l’Ordinamento penitenziario, la Costituzione, le convenzioni internazionali a partire da quella Europea sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo. Oggi però non è così, e noi ci batteremo sempre per evitare che lo Stato diventi come i criminali che deve punire.

Oggi l’ordinamento prevede che i detenuti, tanto in custodia cautelare quanto definitivi, siano sottoposti alla limitazione della libertà personale, non alla privazione del diritto alla dignità, alla salute e persino – come denunciato ieri dal Garante dei diritti dei detenuti del Lazio con riferimento al carcere di Regina Coeli - al diritto al cibo.

La situazione delle carceri italiane e anche laziali è semplicemente illegale e criminogena.

La Regione non può fare ciò che occorrerebbe per riportare la situazione alla legalità, ma può fare molto per tentare di rimediare a questa situazione ed ora spetta alla giunta della Presidente Polverini di sollecitare i Presidenti di Camera e Senato affinché calendarizzino provvedimenti, di competenza del Parlamento, per ridurre il sovraffollamento che mette a rischio i più elementari diritti umani, di prevedere un Piano di sostegno per favorire l’affidamento terapeutico dei tossicodipendenti presso comunità esterne, di realizzare finalmente l’Icam per portare i bambini fuori dalle carceri, di prevedere un fondo eccezionale di solidarietà per i detenuti dimittendi, di garantire, dando precise indicazioni alle ASL, l’efficienza della sanità penitenziaria, di adottare misure per evitare che i detenuti siano dissetati con acqua all’arsenico nelle carceri laziali, di assicurare un sostegno economico a tutte quelle realtà no-profit che aiutano i detenuti a reinserirsi nella società. Sono cose molto serie ed importanti, per le quali occorre ringraziare anzitutto – come si fa nel testo della mozione - la battaglia di Marco Pannella, a tutt’oggi in sciopero della fame e della sete, e dei 30.000 che insieme a lui hanno intrapreso questa forma di lotta non violenta. Sono cose molto serie ed importanti per le quali noi Radicali vogliamo ringraziare i Gruppi del Consiglio che hanno sostenuto questa battaglia, a partire da SEL, al Gruppo del PD, oggi presente in aula compatto e coeso, al gruppo della FED, al gruppo dell’UDC, sino ai singoli consiglieri della maggioranza che hanno votato insieme questa mozione. Di fronte alla serietà ed all’importanza del tema, passano in totale secondo piano, i tentativi di strumentalizzazione e le solite minacce di rappresaglia di qualche Consigliere che cerca solo visibilità, facendo leva sulla stantia rappresentazione identitaria di una destra fuori dal tempo.

mercoledì 5 ottobre 2011

Criminalità e sicurezza, Rossodivita: basta con la disinformazione pilotata, a Roma solo 13 volanti della polizia pattugliano stabilmente ogni giorno la città, mentre le mafie gongolano grazie al proibizionismo

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino Pannella Federalisti europei

Nel corso della seduta odierna della Commissione Sicurezza e Criminalità del Consiglio Regionale del Lazio è emerso uno scenario sconcertante per Roma e per il Lazio. I rappresentanti dei Sindacati di Polizia hanno denunciato tagli devastanti al comparto che, tanto per fare una esempio, consentono al Servizio Volanti di mettere sulla strada ogni giorno, per una città enorme come Roma, solamente 13 volanti della Polizia.

Un dato sconcertante, che fa il paio con quello, pure denunciato dai sindacati di Polizia, relativo alla età media dei poliziotti in preoccupante aumento. Il taglio delle risorse, operato a livello nazionale per 1 miliardo e 800 milioni di Euro, si fa sentire ogni giorno di più e lascia il territorio nelle mani dei criminalità organizzata e non. Esistono interi quartieri di Roma fuori controllo come San Basilio o che, come Centocelle, pagano il pizzo alla criminalità organizzata mentre Roma e il Lazio oramai da tempo sono nelle mani di ‘ndrangheta, camorra, mafia e sacra corona unita.

Parlare di “infilitrazioni” e cercare di minimizzare quel che accade significa non voler mettere in campo le scelte adeguate, politiche ed investigative, capaci di contrastare un fenomeno che mantiene il proprio ‘core business’ nel traffico di droga e che vede Roma quale primo ponte di approdo dei grandi quantitativi fatti pervenire, soprattutto, dalla ‘ndrangheta, dal Sud America.Il proibizionismo scellerato sta foraggiando le mafia con decine e decine di miliardi di Euro che da soli basterebbero a ripianare i conti in rosso dell’Italia.Con questi miliardi di Euro la criminalità organizzata condiziona le attività economiche e finanziare, altera la concorrenza,impedisce lo sviluppo della imprenditoria sana, compra voti per i politici da piazzare nelle amministrazioni locali che, difatti, da parte loro accolgono di buon grado nel territorio di competenza, omettendo qualsiasi azione di controllo, riconosciuti boss e latitanti.

E’ quella politica che poi diventa amministrazione dei soldi pubblici e che commette, spesso in nome e per conto delle mafie, i cd reati dei colletti bianchi (appalti truccati, tangenti, ecc.) che portano altro denaro nelle casse della criminalità organizzata. Il fenomeno, è stato sottolineato durante l’audizione, è antico almeno di venti anni ed è diventato un vero e proprio cancro, che si è sostituito allo Stato, proprio in quel basso Lazio che tanti e determinanti voti ha portato alla Presidente Polverini. Ovviamente si tratta della stessa politica, o meglio degli stessi partiti che, con il proibizionismo, vogliono continuare a garantire alle mafie il loro ‘core business’, che usano il potere per radicare le clientele sul territorio e che vogliono sistemi elettorali basati sulle preferenze individuali per controllare i voti; sono gli stessi partiti che la mattina fanno demagogia sulla sicurezza, agitando randelli processuali contro gli immigrati ed il disagio sociale e che la notte aprono le proprie liste a personaggi notoriamente collegati alla criminalità organizzata e rendono impossibile, con modifiche selettive a specifiche norme del codice di procedura penale, perseguire efficacemente e tempestivamente i reati dei cd colletti bianchi.

Sono gli stessi partiti che non vogliono l’amnistia per continuare a tenere, in nome dell’obbligatorietà dell’azione penale, le scrivanie dei magistrati ingolfate da reati bagatellari commessi dai disagiati sociali recidivi per necessità ed impedire che vengano tempestivamente ed efficacemente accertati i reati di maggior allarme sociale – da sempre esclusi in provvedimenti di amnistia - inevitabilmente destinati alla prescrizione che rappresenta la garanzia certa dell’impunità. Le carceri scoppiano di immigrati e di poveracci, i ricchi colletti bianchi, pur indagati, imputati o condannati sono fuori e qualcuno siede pure su importanti scranni istituzionali, ma a Roma si continua a sparare con 27 omicidi in un anno di cui 9 dalle tipiche modalità mafiose e nessuna traccia dei colpevoli. No, il traffico di tonnellate di cocaina non lo organizzano gli immigrati clandestini in carcere, l’usura, il pizzo, il riciclaggio, l’estorsione, i reati finanziari, gli omicidi mafiosi non sono tipici reati da poveracci recidivi per qualche furto. Sarebbe opportuno e doveroso far conoscere questi dati ai cittadini, chi ci governa questo lo sa benissimo, anche se ogni giorno racconta, a reti e testate unificate, una storia diversa.

venerdì 30 settembre 2011

Lettera di Abbruzzese alla Polverini sulla mancata risposta alle interrogazioni

Cara Presidente,

ti invio, in allegato, la lettera aperta dei Consiglieri regionali Rossodivita e Berardo, del Gruppo consiliare Lista Bonino Pannella – Federalisti Europei, con la quale viene sollecitata la risposta alle numerose interrogazioni scritte da essi presentate dall’inizio della legislatura e non ancora evase.

Colgo l’occasione per farti rilevare, ancora una volta, che il fenomeno della mancata risposta alle interrogazioni ha ormai assunto proporzioni allarmanti.

Infatti, delle 565 interrogazioni a risposta scritta, ne sono state evase soltanto 115 che corrispondono all’esigua percentuale del 20%, mentre giacciono ancora inevase ben 152 interrogazioni a risposta immediata.

Faccio seguito ai miei precedenti solleciti, l’ultimo dei quali in data 26 giugno 2011, per evidenziare, l’urgente e imprescindibile necessità di ridurre al minimo il numero delle interrogazioni cui non viene fornita risposta, non essendo assolutamente accettabile un atteggiamento che, per le proporzioni assunte, viola in modo così palese le disposizioni regolamentari (Art. 101 Regolamento funzionamento Consiglio).

Con riferimento ai compiti affidatimi dall’art. 21 dello Statuto regionale, e per il rispetto dovuto a ciascun consigliere regionale e, quindi, all’intero Consiglio regionale, ti chiedo con forza di eliminare l’incresciosa situazione che si è creata nei rapporti tra Giunta e Consiglio in relazione alla mancata risposta alle interrogazioni presentate dai consiglieri regionali.

Per evidenziarti la macroscopicità del fenomeno ti invio l’elenco aggiornato della situazione, redatto recentemente dagli uffici.

Carceri Lazio, Rossodivita: su mozione da Storace strumentalizzazione demagogica ed irresponsabile

Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei al Consiglio Regionale del Lazio

Il Consigliere Francesco Storace pensa di essere Vasco Rossi e ci delizia con delle belle perle audio video sulla sua pagina facebook. Purtroppo per lui senza lo stesso successo.

Ovviamente ciò che è accaduto in Consiglio Regionale è un tantino diverso da quello che lui racconta ai suoi poveri fans, a partire dal fatto che, contrariamente a quel che lui dice nel videoblog, il Consiglio Regionale non può votare alcuna amnistia, tant’è che l’unico che ha voluto strumentalmente introdurre il tema dell’amnistia nella mozione è stato proprio Storace.

Se lo faccia spiegare Storace, che l’amnistia non può essere votata dal Consiglio Regionale, magari se lo faccia spiegare dal suo consigliere comunale di Roma, on. Avv. Daro Rossin, che ha imposto alla guida dell’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio Arturo Carlo Jemolo, pretendendo la testa del precedente commissario che, dopo anni bui, aveva ben gestito i fondi pubblici riportando l’Istituto a riappropriarsi del prestigio e dell’autorevolezza di un tempo.

Giochettini irresponsabili per puntare i piedi con il resto del centro destra in Consiglio Regionale nel tentativo di conquistarne la leadership.

E giochettini per fare proseliti con infami demagogie e populismi che fondano il loro successo sulla ignoranza indotta nei loro sudditi dalla disinformazione di regime. Pronto, il regime come Storace, ad elargire “le grazie” del potere ai sudditi che al potere si rivolgono con le mani giunte.

Ma che bel Paese, che bella Italia, con questa classe politica che non sa neppure di cosa si parla quando si parla di amnistia, di legalità, di sicurezza – abbiamo sentito interventi esilaranti in Consiglio - con questa classe politica che usa il potere per ridurre i cittadini in sudditi, con questa classe politica che usa i soldi pubblici per ottenere voti – Storace, solo per ricordare un dato, lasciò in eredità a Marrazzo, secondo quanto riferito dal Consigliere Maruccio, 500 dirigenti esterni della Regione (circa 2000 voti considerando le famiglie) – con questa classe politica che ha così portato l’Italia alla bancarotta fraudolenta, altro che default!

Ribadisco che la mozione in Consiglio Regionale non è per l’amnistia – solo chi non sa cosa sia l’amnistia potrebbe pensarlo – è una mozione che vuole e deve portare la Regione a fare quello che la Regione può fare per le disastrate carceri laziali, per i detenuti, definitivi ed in attesa di giudizio, per gli agenti di polizia penitenziaria, per i direttori, per gli assistenti, per gli psicologi, per la legalità internazionale e costituzionale.

Storace lo sta impedendo.

Ribadisco che, invece, a livello nazionale la nostra battaglia è per l’amnistia quale strumento di governo di una situazione non più governata, quale pre condizione per quelle riforme strutturali della giustizia che, sole, possono consentire di interrompere la flagranza di una condotta dello Stato che tiene i propri detenuti (innocenti e colpevoli) come fossero prigionieri da torturare.

Lo dico con il Capo dello Stato, la situazione delle carceri fa vergognare l’Italia davanti al mondo ed all’Europa; il carcere è privazione della libertà personale, non è e non deve essere privazione della dignità, del diritto alla salute, del diritto di lavarsi, del diritto di mangiare, del diritto di vivere in celle pulite o persino del diritto di fare i propri bisogni fisiologici con la dovuta riservatezza.

Allora Amnistia, Amnistia, Amnistia per la nostra Repubblica ed Amnistia anche per Storace ed il suo gruppo di coimputati, a meno che anche lui non punti a quell’amnistia clandestina e di classe che è la prescrizione del processo che a distanza di 6 anni e mezzo dai reati che gli sono stati contestati lo vede ancora condannato solo in primo grado ad una anno e sei mesi di reclusione e che, appunto, tra circa un anno, con due gradi di giudizio ancora da fare, si prescriverà.

Consiglio regionale Lazio, dibattito sulle carceri a singhiozzo. La maggioranza - UdC esclusa - ostaggio di Storace

Dichiarazione dei Consiglieri Regionale Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei

"Per comprendere come le nostre istituzioni hanno a cuore il gravissimo problema della situazione di illegalità delle carceri, definita dallo stesso Capo dello Stato “una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile”, è sufficiente aver seguito i lavori del Consiglio Regionale del Lazio che oggi, per la seconda volta, era convocato in seduta straordinaria su questo tema. La seduta, per mancanza del numero legale, è stata rinviata alla prossima settimana, dunque ci sarà una terza seduta del Consiglio; per ora un nulla di fatto ed il Consiglio è drammaticamente incapace di fornire risposte nonostante le disperate richieste di aiuto della comunità penitenziaria, costituita non solo dai detenuti, ma da tutti gli operatori del mondo carcerario: polizia penitenziaria, direttori, assistenti, sanitari.

Artefice di tutto il Consigliere Francesco Storace, che di fatto praticando il “divide et impera” tiene in ostaggio una maggioranza – con l’esclusione dell’UDC, che ha dimostrato grande attenzione e senso di responsabilità – priva di una identità capace di distinguerla da “La Destra”. Un giochetto politico d’aula, quello di Storace, per dimostrare di essere lui il capo della maggioranza in Consiglio, tanto da arrivare più volte a bacchettare la poco disciplinata Isabella Rauti e gli altri consiglieri del Pdl che sono in dissenso rispetto alle posizioni de “La Destra”.

Poco importa, poi, che le carceri continuino a rappresentare lo specchio di questo Paese, come quello di un Paese incapace di rispettare i più elementari diritti umani degli individui.

La Destra di Storace non è interessata né ai diritti umani, né al Paese; è interessata soltanto ad avere la leadership della maggioranza del Consiglio Regionale del Lazio".

mercoledì 28 settembre 2011

Alla Rauti un attacco inopportuno e offensivo

Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Consiglieri della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei al Consiglio Regionale del Lazio

Vogliamo esprimere la nostra sincera solidarietà a Isabella Rauti per l’attacco inopportuno e offensivo di cui è stata oggetto nelle dichiarazioni del coordinatore del Pdl Lombardia Mantovano. Isabella Rauti, pur nella differenza di visione politica su molte questioni fondamentali, ha, senza preconcetti e con coerenza, sostenuto alcune nostre battaglie e iniziative, ultima delle quali quella sulla gravissima situazione dei detenuti nelle carceri d’Italia e del Lazio.Come Radicali ci battiamo da sempre per il primato della meritocrazia e della legalità in tutti i campi della vita civile, in primis dalla politica. Ma il dibattito sul sistema elettorale è una questione che deve svolgersi su un piano politico, non sotto forma di attacchi personali, per giunta inopportuni. Paragonare la storia politica della Rauti a quella di Nicole Minetti è solo un attacco tanto sterile quanto offensivo.

lunedì 26 settembre 2011

Tagli al Consiglio regionale: buono quanto deciso oggi, si vada avanti in questa direzione

Dichiarazione dei consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella - Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo

Diamo atto al Presidente Abbruzzese di aver compiuto oggi scelte opportune. Dovute, ma non scontate.

Auspichiamo che questo Ufficio di Presidenza prosegua in questa direzione affrontando anche gli altri fronti su cui è necessario intervenire quali la riduzione delle Commissioni e il superamento dei monogruppi che non hanno avuto legittimazione elettorale, scegliendo anche di rendere il bilancio del Consiglio regionale trasparente e pubblico.

venerdì 23 settembre 2011

Marco Pannella in Conferenza stampa sulle emergenza carceri.

Omniroma-carceri, Rossodivita: minuto silenzio alla pisana per detenuti suicidi

OMNIROMA) Roma, 22 SET - "Dedico il mio tempo alle quarantotto persone morte che hanno deciso di togliersi la vita in carcere". E' il capogruppo della Lista Bonino/Pannella Giuseppe Rossodivita, a interrompere il suo intervento per un minuto di silenzio all'interno dell'aula della Pisana. All'ordine dei lavori c'è la discussione dei diritti dei detenuti del Lazio.

Omniroma-CARCERI, PANNELLA: AMMIREVOLE MOZIONE CONSIGLIO REGIONALE

(OMNIROMA) Roma, 22 SET - "E'una bella mozione, il cui pregio è che è ancoratissima alla realta' penitenziaria. Ed e' un atto ammirevole". Lo ha detto il leader radicale Marco Pannella parlando alla Pisana durante una conferenza stampa organizzata per presentare la mozione sui diritti dei detenuti. Alla conferenza hanno partecipato i consiglieri regionali Luciano Romanzi, Rocco Berardo, Luigi Nieri, Giuseppe Rossodivita, Isabella Rauti, Raffaele D'Ambrosio, Angelo Bonelli, Andrea Bernaudo.

Omniroma-REGIONE, IN CONSIGLIO MOZIONE A SOSTEGNO DIRITTI DETENUTI

(OMNIROMA) Roma, 22 SET - Una mozione per impegnare il presidente della Regione e la sua giunta a promuovere azioni a sostegno dei detenuti. Questo è quanto contiene una mozione oggi in discussione in Consiglio regionale e che vede come primi firmatari, Luigi Nieri (Sel) e Giuseppe Rossodivita (L.Bonino/Pannella). Nel dettaglio si invita il presidente a prevedere un piano di sostegno per favorire l'affidamento terapeutico dei tossicodipendenti presso comunità esterne, a dare piena attuazione alla legge 7/2006 e a tutte le disposizioni riguardanti le condizioni di vita penitenziarie, a trovare immediatamente una soluzione logistica e alloggiativa per portare fuori dall'ambiente carcerario i bambini sotto i tre anni, a prevedere un Fondo eccezionale di solidarietà per i diritti fondamentali dei detenuti in corso di dimissione. Inoltre si chiede di dare indicazione alle Asl di prendere in carica la sanità penitenziaria "senza ulteriori ritardi" e di associrare "livelli di protezione della salute totalmente equiparati a quelli della popolazione libera". Nella mozione, anche la richiesta di "misure urgenti affinché, di fronte al rischio arsenico, i detenuti ristretti nelle carceri di Latina, Paliano, Velletri e Civitavecchia, siano dotati, in via straordinaria ed urgente, di acqua potabile minerale gratuita in vista dela mesa a punto di sistemi di filtraggio e depurazione idonei a garantirne la salute" e "ad assicurare pieno sostegno contributivo per tutte quelle aziende, profit e non profit, che danno occupazione alle persone detenute ed ex detenute".

Emergenza carceri Lazio, D'Ambrosio: Ho apprezzato visita Pannella

Roma, 22 SET (il Velino/AGV) - "Ho molto apprezzato la visita di Pannella in Consiglio regionale ennesimo appuntamento della pluriennale campagna di sensibilizzazione sui temi dei diritti dei detenuti condotta dal leader radicale". Lo ha sostenuto il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio D'Ambrosio. "La situazione degli istituti di pena regionali si configura come estremamente critica: il sovraffollamento dei penitenziari, combinato ad una sistematica carenza di personale di polizia carceraria ed operatori sociali, non garantisce nei fatti il rispetto dei diritti dei detenuti così come garantiti dagli articoli 2, 13 e 27 del dettato costituzionale. Auspico dunque - ha concluso il vicepresidente - un miglioramento nelle condizioni di detenzione, che, oltre a garantire i diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, possa far risultare meno gravoso il percorso di reinserimento sociale che gli istituti di pena devono perseguire". - www.ilvelino.it - (com/sol)

Omniroma-CARCERI, RAUTI (PDL): MOZIONE BIPARTISAN DIMOSTRA SENSIBILITÀ

COMUNE (OMNIROMA) Roma, 22 SET - "Marco Pannella ha posto l'attenzione sul sovraffollamento delle carceri. E' una questione che riguarda tutti gli istituti di pena sul territorio nazionale. La condizione carceraria stabilisce lo stato di salute di una società. Il processo bipartisan di questa mozione sottolinea sensibilità comune". Lo ha detto il consigliere regionale della Pisana, Isabella Rauti (Pdl) durante la conferenza stampa organizzata per presentare la mozione sui diritti dei detenuti. "Inoltre, vogliamo istituire nella Regione Lazio un istituto di custodia attenuata per detenute madri: e' un modello di riferimento per accogliere le mamme detenuti con i loro bambini", ha aggiunto.

Valle del Sacco, in aula nostra interrogazione su situazione inquinamento

Dichiarazione dei consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella - Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo:

Questa mattina durante la seduta del Consiglio regionale del Lazio, l’Assessore all’Ambiente e allo Sviluppo sostenibile Marco Mattei ha risposto alla nostra interrogazione concernete lo stato di grave inquinamento ambientale in cui versa la zona della Valle del Sacco nel Comune di Colleferro.

Con la nostra interrogazione presentata ad aprile 2011, abbiamo chiesto all’Assessore Mattei quali siano le azioni della Giunta di fronte ad una situazione di criticità, di un danno ambientale che non solo colpisce uno dei territori più suggestivi del Lazio, ma che mette in serio pericolo l’incolumità e la salute degli abitanti della zona. Abbiamo ricordato all’Assessore che sono recentissime le segnalazioni e le denuncie a mezzo stampa di ritrovamenti di animali morenti o zoppicanti dovuti all’inquinamento del territorio.

L’Assessore Mattei, nella sua replica, ha ammesso il grave stato di emergenza in cui versa la Valle del Sacco, ma ha precisato che non vi è un ulteriore peggioramento dell'inquinamento e che sono attivati strumenti di vigilanza diretta e di controllo attraverso il Nucleo Operativo Ecologico.

A noi risulta invece, a differenza di quanto dichiarato dall’Assessore Mattei, che vi è un allarmante aggravamento delle condizioni ambientali di quel territorio. Di recente infatti, sono state avvistate macchie sospette di inquinamento nel fiume Sacco, questo a riprova che il problema non è tenuto sotto controllo mettendo in pericolo la salute degli abitanti della zona, oltre che degli animali delle aziende agricole. Noi radicali continueremo a tenere alta la vigilanza su una vicenda che ha danneggiato in modo gravissimo, per molti aspetti irreversibile un’area di pregio ambientale e agricolo della nostra regione

Ambiente, oggi in Consiglio regionale interrogazione a risposta immediata su impianto fotovoltaico di Colleferro

Nell’ambito dei lavori della seduta odierna del Consiglio regionale si è svolta la discussione sull’interrogazione urgente a risposta immediata relativa al progetto di costruzione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica di potenza nominale 6.014,25 kWp nel comune di Colleferro (RM), in località Fontana degli Angeli, area già gravata dall’affiancamento di altri tre impianti di analoga potenza e tipologia che vengono insieme a costituire un megaimpianto che si estende complessivamente per 71,54 ettari - superficie superiore a quella della centrale nucleare di Montalto di Castro – e che si trova a soli 2 chilometri di distanza dal centro abitato di Colleferro a Nord e ad appena 150 metri dall'Autostrada del Sole. Con l’interrogazione, presentata nell’aprile 2011 dai Consiglieri della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, si intendevano affrontare e chiarire gli aspetti di impatto ambientale, paesaggistico e agricolo che la realizzazione dell’impianto comporta.

“Abbiamo voluto presentare questa interrogazione”, ha dichiarato il Capogruppo radicale Rossodivita che ha illustrato l’interrogazione,“sulla base di anomalie che abbiamo rilevato sia riguardo alla congruità del progetto che al suo impatto ambientale per sapere quali iniziative la Giunta regionale e l’Assessore all’Ambiente Mattei intendano assumere in merito all'applicazione delle Linee guida nazionali di cui al decreto ministeriale 10 settembre 2010, in modo da evitare che l'area di Colleferro, importante dal punto di vista agricolo e nota per la bellezza del paesaggio, possa essere irrimediabilmente compromessa dalla realizzazione di un impianto di tali dimensioni. La replica dell’Assessore Mattei alla nostra interrogazione” precisa Rossodivita “il quale ha spiegato che tutto l’iter autorizzativo e di valutazione d’impatto ambientale si è svolto nella precedente legislatura è stata puntuale, ma riteniamo comunque doveroso che la Regione prenda tutti i provvedimenti necessari, anche in autotutela. Vogliamo ricordare che l’area interessata deve già sopportare le pesanti conseguenze delle operazioni illegali commesse nella gestione dei rifiuti pericolosi da parte di imprese industriali presenti nella Valle del Sacco. Noi Radicali, come è noto, sosteniamo la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, ma non a costo di scempi ambientali. Colleferro ha già dato”.

Nonostante la sicurezza sia una “priorità” delle giunte di centro destra, nessuna risposta della Regione alle nostre interrogazioni, mentre a Roma proseguono a sparare

Dichiarazione dei consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella - Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo:

"Ancora spari nella capitale, un pregiudicato raggiunto da un colpo d'arma da fuoco in via Portuense, dopo che nella notte tra venerdì e sabato a Tor Bella Monaca una bimba di 10 anni è rimasta ferita e altre sparatorie hanno insanguinato le strade di questa primavera ed estate romana. Pane per i denti della propaganda di centro destra quando si trova all’opposizione, ma ora che la Giunta Polverini governa ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta alle nostre numerose interrogazioni sulla mancanza di un regolamento di attuazione della legge regionale in materia di polizia locale, approvata nel lontano 2005, che preveda una centrale operativa regionale e l’istituzione di un numero di pronto intervento unico, l’istituzione della Scuola di Formazione per tutti gli agenti ed ufficiali di polizia locale della regione e l’attivazione del Comitato Tecnico-consultivo. Si preferisce puntare su slogan ad effetto come “mille occhi sulla città” quando si potrebbero rendere quelli che ci sono maggiormente operativi dando solo seguito a quanto previsto dalla legge e magari accontentandosi di rendere effettivi strumenti sempre sbandierati dal centro destra in campagna elettorale, come il vigile di quartiere per esempio”

lunedì 19 settembre 2011

Blocco dei pagamenti alle piccole e medie imprese: iniziativa radicale in corso per proposta di legge. La Giunta dimostra di fare solo propaganda

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei,:

“Se fosse vero, a partire da oggi, il blocco totale degli impegni e dei pagamenti disposto dall'Assessore al Bilancio Cetica ci troveremmo di fronte alla prova provata della inadeguatezza di questa Giunta nel governare la Regione. All'inadeguatezza però dobbiamo aggiungere l'ipocrisia di una Giunta che pochi giorni or sono magnificava ai quattro venti il programma «Diamo credito all'impresa» costituito dal fondo di rotazione di 25 milioni di euro per favorire l'accesso al credito, da parte delle PMI, le Piccole e Medie Imprese, sotto forma di finanziamento a tasso agevolato.

Il suddetto fondo, a fronte di un blocco dei pagamenti della PA regionale, sarebbe poco più di una goccia nel mare delle difficoltà che gli imprenditori, specie quelli piccoli e medi, incontreranno nel gestire i crediti inevasi "made in Lazio".

Come Radicali alla Regione Lazio, sulla falsariga di quanto abbiamo fatto in Parlamento con la proposta di legge Beltrandi-Misiani, abbiamo predisposto, e depositeremo a breve, un progetto di legge regionale, in questi giorni all'attenzione di tutte le associazioni di imprenditori della Regione, che tratta specificamente il fenomeno dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione prevedendone l'obbligatorietà circa la certezza dei tempi.

Riteniamo infatti che la Pubblica Amministrazione non possa e non debba compromettere il corretto funzionamento del mercato, incidendo negativamente sulla liquidità delle imprese, riducendo la possibilità di investimenti e limitando la competitività delle imprese e frenando la ripresa dello sviluppo economico. La presidente Polverini provi a spiegare alle migliaia di famiglie dei creditori della Regione Lazio l' "atto tecnico" di queste ore, la sua neutralità sulla qualità delle vita e capacità di spesa di queste persone. L'adempimento al pagamento dei propri debiti è il presupposto di qualsiasi politica pubblica di sviluppo e di tutela dell'imprenditoria regionale, presidente, questo lo sa?”.

venerdì 16 settembre 2011

Carceri: la conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale del Lazio all’unanimità decide una seduta straordinaria sulle carceri per giovedì 22 settembre 2011

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Giuseppe Rossodivia e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

“La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale del Lazio, ha deciso stamane di accogliere la proposta dei Gruppi Lista Bonino Federalisti Europei e di Sel, di tenere una seduta straordinaria del Consiglio Regionale del Lazio sul tema della carceri il prossimo 22 settembre 2011

Esprimiamo viva soddisfazione e ringraziamo tutti i Capigruppo e il Presidente del Consiglio Regionale per aver deciso di dedicare una intera seduta del Consiglio Regionale del Lazio al drammatico tema delle carceri, dimostrando così attenzione e sensibilità all’appello del Capo dello Stato che aveva detto che 'La questione del sovraffollamento nelle carceri e' un tema di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile. La convocazione di questo consiglio è una prima risposta positiva all'iniziativa nonviolenta che, insieme a Marco Pannella, decine di migliaia di detenuti hanno promosso in questi mesi, dimostrando grande senso di responsabilità a fronte di una condizione disastrosa, dal punto di vista dei diritti umani, nelle carceri”.

Interrogazione dei consiglieri regionali radicali sulle presunte intercettazioni in merito ai rapporti tra la Presidente Polverini e l’imprenditore Caltagirone

Dichiarazione dei Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella - Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo:

"Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sul caso Lavitola – Tarantini sono state pubblicate da alcuni organi di stampa presunte intercettazioni in cui si farebbe riferimento ad un rapporto quotidiano tra la Presidente Polverini e l’imprenditore Caltagirone, in particolar modo si riferisce di un interessamento di quest’ultimo alla gestione dell’acquedotto del Peschiera. E' per questo motivo che abbiamo deciso di presentare un’interrogazione urgente per sapere se sono vere tali indiscrezioni su rapporti quasi quotidiani tra la Presidente della Regione Lazio ed uno dei maggiori imprenditori italiani; se è vero che la Giunta Polverini è intenzionata a presentare un provvedimento finalizzato a far acquisire al Gruppo Caltagirone, ovvero a società ad esso collegate direttamente o indirettamente, la concessione di gestione e costruzione dell’acquedotto del Peschiera; se l’imprenditore Caltagirone abbia direttamente influito sulla redazione del Piano Casa regionale presentato dall’attuale Giunta ed approvato dalla maggioranza in Consiglio”.

Pmi: ben vengano azioni di sostegno, ma si rispettino innanzi tutto gli impegni già assunti

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo:

In settimana spediremo a Confindustria, Confcommercio, Unioncamere oltre che a tutti i fornitori della Regione Lazio, il testo di una proposta di legge che abbiamo elaborato affinché non ci siano più, almeno da parte della pubblica amministrazione regionale, ritardi nei pagamenti. Invieremo questo testo per raccogliere ulteriori suggerimenti dai diretti interessati per poi procedere al deposito.

Come già fatto dai parlamentari Radicali, primo firmatario Marco Beltrandi, con una proposta più complessiva, il testo che intendiamo depositare in Consiglio regionale è una proposta di legge che, nelle more del recepimento della Direttiva Europea 2000/35/CE, intende porre almeno un argine ai ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali che vedono l’Amministrazione pubblica regionale in veste di debitore.

Le transazioni commerciali tra operatori economici o tra operatori economici e amministrazioni pubbliche sono connotate da reiterati ritardi nei pagamenti rispetto a quanto concordato nel contratto o stabilito nelle condizioni generali che regolano gli scambi. Queste prassi incidono sulla liquidità delle imprese e ne complicano la gestione finanziaria. I ritardi di pagamento pregiudicano la competitività e la redditività delle imprese, soprattutto delle piccole e medie imprese (Pmi).

Questo comportamento provoca una grave iniquità che rischia di soffocare soprattutto la parte più dinamica della nostra imprenditoria.

Le Pmi non hanno alcuna altra opzione, oltre l'attesa, poiché il tempo necessario ad ottenere un provvedimento giudiziario non lascia neanche la possibilità della scelta di citare in giudizio un proprio cliente, soprattutto se è un ente pubblico, poiché hanno come unica certezza una sentenza talmente differita nel tempo da equivalere, di fatto, a una perdita. Si consideri ulteriormente che, troppo spesso, la parte che subisce il ritardo, oltre a essere la parte contrattuale più debole teme, con l'esercizio del proprio diritto, di perdere i rapporti commerciali con la controparte e quindi di subire un danno economico ancora più grave.

Che le amministrazioni pubbliche figurino tra gli attori protagonisti del fallimento delle PMI, principale risorsa economica e di sviluppo della Regione, è inaccettabile.

La non prosperità dei bilanci delle PP.AA. può scoraggiare dal voler introdurre norme per il rispetto delle scadenze dei pagamenti, ma il dover scegliere tra la messa in sicurezza dei conti delle PP.AA. e il fallimento delle imprese non è certo una soluzione. È necessario, piuttosto, misurarsi con la ricerca di approcci che evitino entrambi gli esiti negativi.

Riteniamo necessario adottare tutte le misure in grado di ridurre agli imprenditori gli ostacoli procedurali, giudiziari e di sistema per il recupero dei propri legittimi crediti.

Siamo certi che la Giunta Polverini vorrà, parallelamente a quanto annunciato oggi, cogliere anche questa riforma per consentire a tutti gli operatori economici e in particolare alla piccole e medie imprese di resistere sul mercato a parità di condizioni.

mercoledì 14 settembre 2011

Sanità, come preannunciato ieri ispezione in corso della Asl Roma F per accreditamento centro RI.REI. di Santa Severa. La farsa continua e la Polverini tace (e acconsente?)

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali del Lazio Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo Lista Bonino Pannella- Federalisti Europei

E' in corso l’ispezione-farsa della Asl Roma F presso il Centro Ri.Rei. di Santa Severa. L'avevamo preannunciato ieri, sulla base di notizie che provenivano dal Centro che, difatti, si trovava in uno stato di grande "fermento" per predisporre tutto quanto necessario ad accogliere gli ispettori nel migliore dei modi, auspicando un intervento della Presidente della Regione Lazio. Purtroppo questa è l'Italia di Pulcinella e questa è la Regione Lazio della Presidente Polverini. Gli ispettori troveranno tutto in ordine e pulito e forse anche un tappeto rosso e qualche aperitivo. Nulla a che vedere con le condizioni quotidiane in cui vengono mantenuti i disabili psichici gravi ricoverati in quella struttura. Presente la Sig.ra Rosanna Varrone, gli ispettori si sono presentati con grande dispiegamento di forze giungendo con ben 4 autovetture.

Quanto sta avvenendo non è né serio né dignitoso, in primo luogo per le istituzioni e l’amministrazione di questa regione, che paga a suon di milioni di Euro prelevati dalle tasche dei cittadini del Lazio i servizi, le cure e le terapie - si fa per dire - erogate dal Centro di Santa Severa.

Nelle prossime ore presenteremo una interrogazione urgente a risposta immediata perché la Giunta risponda pubblicamente circa il suo operato e la sua inerzia, differentemente se persisterà in un ottuso silenzio non si potrà che prendere atto di una collusione nei fatti della Giunta di Centro destra con il sistema delle Cooperative di Centro sinistra oltreché di una più generale volontà di procedere sull’annoso tema degli accreditamenti con modalità che, in nome del più deleterio consociativismo partitocratico, distinguono le strutture accreditande in figlie (alle quali le ispezioni, le verifiche ed i controlli vengono preannunciate) e figlioccie (senza santi in paradiso, né di destra né di sinistra, nei cui confronti verificare scrupolosamente tutti i parametri condizionanti l’accreditamento).

Infine della vicenda interesseremo la Magistratura di Civitavecchia nell’ambito dei procedimenti penali pendenti proprio sulla gestione del centro e, una volta acquisiti i verbali dell’ispezione odierna, valuteremo l’interessamento della magistratura amministrativa e contabile perché ciascuna per quanto di competenza valuti profili d’illegittimità quanto alla procedura di accreditamento e l’uso distorto di risorse pubbliche.

Emergenza TBC, la richiesta dei consiglieri Berardo, Foschi e Rodano di convocazione urgente della commissione sanità sollecitata anche dal Presidente Abbruzzese

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Rocco Berardo (Lista Bonino Pannella – Federalisti Europei), Enzo Foschi (Partito democratico) e Giulia Rodano(Italia dei Valori), membri della XIII Commissione Consiliare Sanità

La richiesta di convocazione urgente della Commissione regionale Sanità sull’emergenza di casi di infezione da tubercolosi presso il Policlinico “Gemelli” di Roma, inviata alla presidente della Commissione Alessandra Mandarelli il 30 agosto scorso dai Consiglieri Rocco Berardo (Radicali), Enzo Foschi (Pd) e Giulia Rodano (Idv) e rimasta inspiegabilmente senza risposta, ha ricevuto oggi una formale sollecitazione da parte del Presidente del Consiglio Regionale Mario Abbruzzese.

Nella sua comunicazione alla Presidente della Commissione Sanità, Abbruzzese ne chiede espressamente la convocazione urgente “nell’ottica della garanzia del miglior funzionamento delle strutture consiliari affidatami dalle norme statutarie e regolamentari vigenti”.

Speriamo, a questo punto, che la Presidente della Commissione Mandarelli, anche alla luce dell'intervento del Presidente del Consiglio, non ritardi ulteriormente la riunione della Commissione Sanità - che, peraltro, per Regolamento avrebbe dovuto tenersi entro 10 giorni dalla nostra richiesta - e, anzi, ne comunichi tempestivamente la data di convocazione per la prossima settimana con le audizioni richieste. Su una questione tanto allarmante e delicata su cui la Regione ha competenze cruciali, riteniamo davvero inammissibili ulteriori attese.

venerdì 9 settembre 2011

Diritto allo studio, Rossodivita: sul bonus di 500 euro agli studenti laziali e sulle dichiarazioni della consigliera Tarzia

Dichiarazione del Consigliere Regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

La consigliera e capogruppo del monogruppo "Per" Olimpia Tarzia, con puntuale dichiarazione pontifica la delibera di giunta con la quale e' stato riconosciuto un assegno di ben 500 Euro a 2700 studenti laziali e ritiene che sia un risultato di "grande rilevanza economica e sociale" con il quale viene "garantito a tutti i giovani del Lazio il diritto allo studio". A parte il fatto che nel Lazio ci sono certo più di 2700 studenti, e detto che 500 euro sono comunque meglio che un calcio nel didietro, la domanda e' se i costi degli studi della Tarzia sono stati solo di 500 Euro.

Basta con queste stucchevoli e vuote dichiarazioni pontificatorie dell'operato di una Giunta che si colloca al di sotto dei minimi sindacali. In questa situazione appaiono persino grottesche; meglio, molto meglio, se la Capogruppo di se stessa, la consigliera Tarzia decidesse di chiudere il suo monogruppo, di tornare nella lista con la quale e' stata eletta o di confluire nel monogruppo del misto, cosi facendo risparmiare circa 400.000 euro l'anno, 2milioni di euro in 5 anni, di quattrini che le famiglie del Lazio hanno pagato di tasse, imposte e tributi. A occhio e croce potrebbe, da sola, "garantire il diritto allo studio" ad altri 4000 studenti

Presentata interrogazione sulla carenza centri di prima accoglienza per minori stranieri

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei:

"Abbiamo presentato un’interrogazione in merito alla cronica carenza a Roma, e nel Lazio, di posti nei centri di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati che ormai sta diventando una vera e propria emergenza. E’ noto ormai che nella Capitale la Polizia Municipale, non essendoci quasi mai disponibilità di posti, su disposizione del V Dipartimento del Comune accompagna i giovani in Centri di prima accoglienza distanti anche centinaia di chilometri, con evidente disagio e pericolo per il minore e per gli agenti. Chiediamo che l’amministrazione regionale effettui un monitoraggio per quantificare il fabbisogno nella regione di centri di prima accoglienza per minori per prendere immediatamente i necessari provvedimenti”.

Sanità nel Lazio commissariata e oggetto di sempre maggiori tagli. E’ doveroso conoscere il costo pubblico dell'assistenza religiosa negli ospedali

I Consiglieri radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo della lista Bonino Pannella hanno presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere informazioni circa le spese derivanti dal Protocollo d’Intesa tra Regione Lazio e la Chiesa cattolica per il servizio di assistenza religiosa negli ospedali e nelle aziende sanitarie.

Dal 2000 ad oggi numerose Regioni italiane hanno sottoscritto con i Presidenti delle Conferenze episcopali regionali intese onerese per l’assistenza religiosa negli ospedali pubblici.

La Regione Lazio, il 7 dicembre del 2001 ha sottoscritto il "Protocollo d'intesa con la Regione ecclesiastica Lazio per il servizio di assistenza religiosa agli infermi e al personale nelle aziende sanitarie".

In molte Regioni, come in Lombardia o in Toscana, gli assistenti religiosi, in un rapporto numerico proporzionale ai degenti ricoverati, devono essere assunti dalla struttura ospedaliera ospitante; in Toscana l'assunzione a ruolo dell'Azienda sanitaria viene fatta su proposta dell'ordinario diocesano che può revocare e sostituire il personale assunto così come avviene per l'insegnamento della religione cattolica.

Nel Lazio, il commissariamento nel comparto sanitario e il bilancio in rosso comporta il blocco per le nuove assunzioni e in alcuni casi perfino il blocco del turnover, arrivando ad un generale depauperamento delle risorse umane finanziarie destinate alla salute dei cittadini della Regione.

Noi, come gruppo dei radicali in Consiglio della Regione Lazio,abbiamo chiesto alla Giunta di fare chiarezza sul costo degli assunti per l’assistenza religiosa ed i costi degli altri obblighi derivanti dall’intesa sottoscritta dalla Regione chiediamo quali siano le modalità di assunzione degli assistenti religiosi, della loro selezione e dei loro compiti e se questi vadano a discapito di altre assunzioni urgenti di personale medico e sanitario .

Chiediamo quindi alla Presidente Polverini se non ritenga opportuno, considerate anche lo stato delle casse regionali ed il principio supremo della laicità dello stato, che l'intesa sottoscritta debba essere modificata coinvolgendo anche altre confessioni religiose e impostazioni filosofiche laiche, e comunque favorendo una dimensione squisitamente volontaristica, e non l’assunzione di personale stipendiato a carico della collettività.

Perché un commissario governa la Asl Rm A?

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei:

E’ ormai dal 24 novembre 2010 che la Asl Roma A vive una strana situazione: da quel giorno, infatti, invece di avere un Direttore Generale nominato dalla Giunta, a governare quell’Azienda Sanitaria c’è un Commissario Straordinario, sempre nominato dalla Giunta. Ma perché? E’ questo che abbiamo chiesto alla Presidente Renata Polverini attraverso un’interrogazione depositata alcune settimane fa.

A questa domanda però la giunta ha preferito fare come sempre fa, non rispondere. Fino a oggi, quando trasmettendo l’ordine del giorno della Riunione Giunta ci avvisa che ci sarà un “commissariamento dell'Azienda Unità Sanitaria Locale Roma A per un ulteriore periodo di novanta giorni”.

E’ evidente che il motivo per cui si procede ancora una volta con il commissariamento, anziché procedere alla nomina di un Direttore Generale, sia l'aggiramento di una causa di incompatibilità. Il comma 9 dell’art. 3 del D. L.vo 502/92 prescrive che la carica di Direttore Generale è tra l’altro “incompatibile … con l’esistenza di rapporti anche in regime convenzionale con la Unità Sanitaria Locale per cui sono esercitate le funzioni … è altresì incompatibile con la sussistenza di un rapporto di lavoro dipendente, ancorché in regime di aspettativa senza assegni …”;

Il Dott. Camillo Riccioni, nominato ancora una volta commissario straordinario, è da circa 10 anni dipendente dell’Azienda USL RM A con incarico di Direttore dell’UOC Angiologia presso il Presidio Nuovo Regina Margherita; la mera volontà politica di nominare il dott. Riccioni quale vertice amministrativo del Azienda USL RM A non è di per sé idonea a giustificare il commissariamento dell' Azienda; il susseguirsi di proroghe “ponte” del commissariamento, originate solo dalla condizione di incompatibilità del dott. Riccioni, e quindi in mancanza dei presupposti di fatto e di diritto, realizza in capo alla Giunta una attività illegittima idonea a prestare il fianco alla verifica di legalità della magistratura ordinaria e amministrativa.

Per questo continuiamo a chiedere alla Giunta quali siano le ragioni di fatto e di diritto giustificative il commissariamento della Azienda Unità Sanitaria Locale Roma A e quali motivazioni hanno impedito la nomina di un Direttore Generale dell’Azienda medesima che non versi in situazioni di incompatibilità di cui al comma 9 dell’art. 3 del D. L.vo 502/92.

Sanità, la Giunta Polverini ha rispettato gli impegni presi un anno fa per la sperimentazione terapeutica nella sclerosi multipla? I consiglieri radicali presentano interrogazione urgente

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei:

E’ di oltre un anno fa l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio Regionale, di una mozione che impegnava la Giunta Polverini a elaborare, entro un anno, i protocolli per la sperimentazione del trattamento di angioplastica dilatativa per i malati di sclerosi multipla affetti da insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (Ccsvi). La mozione conteneva emendamenti proposti dai Consiglieri della Lista Bonino Pannella – Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo che evidenziavano la necessità di fondi specificamente destinati a tale sperimentazione e con precisi termini di stanziamento.La legge di assestamento del bilancio regionale approvata ad agosto 2010 prevedeva, appunto, la sottoscrizione, da parte della Giunta, di protocolli di intesa con le strutture pubbliche e private idonee alla sperimentazione di tali trattamenti e lo stanziamento di 100mila euro per il 2010 e altrettanto per il 2011. “Essendo ampiamente scaduto il termine di un anno entro cui la Giunta era tenuta ad avviare tutte le iniziative volte a promuovere e sostenere ricerca, sperimentazione e cura in questa terribile patologia” dichiarano i Consiglieri Rossodivita e Berardo “abbiamo ritenuto necessario inviare un’interrogazione urgente alla Presidente Polverini per sapere se siano stati sottoscritti i protocolli d’intesa necessari alla realizzazione dei trattamenti, con quali strutture e quali siano stati i criteri per la loro individuazione. Vogliamo anche sapere” precisano i Consiglieri Radicali “se siano stati effettivamente erogati i finanziamenti previsti e con quali esiti.”

Sanita', su casa di cura Colle Cesarano la ASL Roma G ha dato numeri fuorvianti. Presentata nuova interrogazione urgente su decessi anomali, assistenza e licenziamenti

Una nuova interrogazione urgente volta a fare luce sulla situazione della Casa di Cura neuropsichiatrica ‘Colle Cesarano’ è stata inviata dai Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo alla Presidente Polverini e all’Assessore al Lavoro e Formazione Mariella Zezza. L’interrogazione riprende e precisa quella già presentata il 16 giugno scorso - rimasta, peraltro, senza risposta – sollecitata dall’impressionante numero di decessi avvenuti nella struttura, circa uno ogni cinquanta giorni nell’ultimo triennio. Sul tasso di mortalità la ASL Roma G ha fornito, con un comunicato stampa, dati fuorvianti perché ottenuti includendo anche il quinquennio di gestione virtuosa (zero decessi) antecedente a quella attuale. La Casa di Cura Colle Cesarano, struttura sanitaria privata accreditata provvisoriamente dalla Regione Lazio per 200 posti letto e in via di riconversione, è gestita dal 2004 dalla Geress S.r.l. La società, disattendendo la DGR 424/06 e il Decreto del Commissario ad Acta n. 90/2010, ha avviato le procedure di cassa integrazione per 26 dipendenti, abbassando così il livello assistenziale.

“Con questa ulteriore interrogazione” dichiarano i Consiglieri Rossodivita e Berardo “chiediamo alla Presidente Polverini quali iniziative intenda prendere per verificare le notizie relative ai decessi anomali verificatisi nella Casa di Cura ‘Colle Cesarano’ e per tutelare la salute e garantire un’assistenza adeguata dei pazienti”. “Chiediamo, inoltre, se non si ritenga opportuno sospendere qualsiasi procedura volta ad un accreditamento definitivo della struttura, dati gli elementi di cattiva gestione evidenziatisi in questi anni”. “Per quanto riguarda i dipendenti della Casa di cura”, precisano i Consiglieri Radicali, “vogliamo sapere se non si ritenga necessario salvaguardare i livelli occupazionali degli operatori, anche di quelli in cassa integrazione, garantendo sia la continuità terapeutica dei pazienti secondo la migliore pratica clinica sia il rispetto dei dettami in materia di diritto del lavoro”