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INVADIAMO LA REGIONE DI ONESTÀ, CAPACITÀ,TRASPARENZA, LEGALITÀ.
lunedì 8 ottobre 2012
Da Polverini manifesti e chiacchiere
Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita , Capo Gruppo Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei
venerdì 5 ottobre 2012
Oggi è stato sciolto il Consiglio Regionale. PROMESSA MANTENUTA!!!
di seguito il testo della lettera del 2010 con le mie promesse in Campagna Elettorale:
Perchè non seguiro i consigli dei miei amici………….………
Le Elezioni Regionali del Lazio del 2010 rappresentano un’occasione storica, alcuni ritengono irripetibile, per il movimento radicale.
E’ la prima volta, difatti, che una Radicale, “e che Radicale”, è chiamata a guidare una coalizione di Governo. E’ certo anche che diversi Radicali saranno eletti, per la prima volta, al Consiglio Regionale del Lazio. I nomi di questi Radicali saranno scelti dagli elettori con l’espressione del voto di preferenza che consente di scrivere sulla scheda il nome del candidato prescelto.
Io sono uno dei candidati, dei quattro capilista, della Lista Bonino-Pannella ed ho iniziato la mia campagna elettorale.
Qualche sera fa, ad una cena organizzata da alcuni cari amici, c’erano persone che non avevo avuto, prima di allora, il piacere di conoscere e che si erano mostrate interessate alla mia candidatura.
Persone per bene, persone comuni, come me.
Il riflesso, però, di questi miei commensali, è stato quello, come dire, di mettere sul piatto i loro voti, cercando quale contropartita una via preferenziale con il candidato Consigliere Regionale in caso di elezione.
Niente di male, per carità, niente di illecito, ma la cena non è terminata in modo carino e i miei amici, alla fine, mi hanno rimproverato; mi hanno detto: “Ma sei in campagna elettorale!”, “guarda che così non prendi un voto!”, “ti devi mostrare disponibile”, “devi fare come tutti gli altri, devi promettere, ora devi smetterla di fare il Radicale!”
No!
Non posso smettere di fare il Radicale, perché io sono Radicale, se essere Radicale vuol dire essere come sono.
E’ una visione del mondo, di un mondo migliore, del mondo che vorrei e che con l’impegno di 12 anni di politica, cerco di realizzare, in questo caso a partire dalla mia Regione.
E per realizzare questo mondo migliore c’è solo un metodo da seguire, quello che mi insegnò mio Padre, che Radicale non era affatto, ma che in politica ho visto replicato solamente nel Partito di Marco Pannella e di Emma Bonino.
Onestà, legalità, rispetto delle regole e degli individui, trasparenza, amore per il diritto e per i diritti, senza compromessi; è il metodo per rimanere liberi, non ricattabili, per meglio difendere i nostri diritti di cittadini.
Non credo che i politici servano per promettere e per fare favori, quella non è politica, è altro.
Mi sono sempre battuto, anche professionalmente, per veder riconosciuti diritti, ed un diritto è tale, realmente esistente, se tutti, con semplicità, possono usufruirne.
La creazione di ostacoli all’esercizio di un diritto, quale che sia, è strumento utilizzato dalla burocrazia malata, dalle istituzioni illegali che sono nelle mani dei partiti, per consentire alla partitocrazia di gestire potere attraverso l’elargizione di favori; tramite i favori, tramite l’illegalità, si controlla il consenso ed il sistema di potere si autoconserva.
Questo vuol dire sempre la stessa politica, sempre gli stessi politici gelatinosi, sempre lo stesso mondo che non mi piace. Lo stato di diritto e la legalità non sono optional, ma presupposti per far crescere il Paese sia dal punto di vista economico che da quello umano ed il contesto attuale agevola solo pochi potenti e prepotenti.
Lotto, quotidianamente, da 12 anni, per spezzare questa catena, per fare di me, anzitutto, un cittadino, non un suddito in speranzosa attesa della concessione del “Re” o del “Barone” di turno.
Lo faccio liberamente in un Partito che non ha bisogno di poltrone o poltroncine dove sistemare i “Reucci” locali portatori di voti e di clientele come accade nei partiti maggiori, nei partiti mangiatutto tradizionali; che poi questi portatori di voti e di clientele, più che militanti per delle idee e per degli obiettivi si rivelano militanti dei propri affari.
Non è un caso che l’unico Partito, da 50 anni, che non è mai neppure stato sfiorato dalle Tangentopoli varie - e oggi ne abbiamo una in pieno corso - è solo il Partito RADICALE di Emma Bonino e Marco Pannella.
Chi oggi, in campagna elettorale, per la brama di essere eletto, di conquistare quel potere che gli consentirà poi di elargire favori, è disposto a promettere, domani, sarà disposto a ben altro, pur di esercitarlo e conservarlo quel potere; ne dobbiamo essere consapevoli, la cronaca e la storia ce lo insegnano.
Il Lazio, la nostra Regione, ha una straordinaria opportunità, Emma Bonino, tanto amata ed apprezzata, lo è perché per 35 anni ha dato corpo e vita, giorno dopo giorno, alla storia Radicale, una storia diversa, fatta di un modo altro di concepire la politica, Radicale appunto.
No, non smetterò, non smetteremo, con Emma, di fare i Radicali, noi siamo Radicali; questa è l’unica cosa che posso promettere in campagna elettorale, anche se mi dovesse costare tutti i voti del mondo.
Giuseppe Rossodivita
Perchè non seguiro i consigli dei miei amici………….
Le Elezioni Regionali del Lazio del 2010 rappresentano un’occasione storica, alcuni ritengono irripetibile, per il movimento radicale.
E’ la prima volta, difatti, che una Radicale, “e che Radicale”, è chiamata a guidare una coalizione di Governo.
E’ certo anche che diversi Radicali saranno eletti, per la prima volta, al Consiglio Regionale del Lazio. I nomi di questi Radicali saranno scelti dagli elettori con l’espressione del voto di preferenza che consente di scrivere sulla scheda il nome del candidato prescelto.
Io sono uno dei candidati, dei quattro capilista, della Lista Bonino-Pannella ed ho iniziato la mia campagna elettorale.
Qualche sera fa, ad una cena organizzata da alcuni cari amici, c’erano persone che non avevo avuto, prima di allora, il piacere di conoscere e che si erano mostrate interessate alla mia candidatura.
Persone per bene, persone comuni, come me.
Il riflesso, però, di questi miei commensali, è stato quello, come dire, di mettere sul piatto i loro voti, cercando quale contropartita una via preferenziale con il candidato Consigliere Regionale in caso di elezione.
Niente di male, per carità, niente di illecito, ma la cena non è terminata in modo carino e i miei amici, alla fine, mi hanno rimproverato; mi hanno detto: “Ma sei in campagna elettorale!”, “guarda che così non prendi un voto!”, “ti devi mostrare disponibile”, “devi fare come tutti gli altri, devi promettere, ora devi smetterla di fare il Radicale!”
No!
Non posso smettere di fare il Radicale, perché io sono Radicale, se essere Radicale vuol dire essere come sono.
E’ una visione del mondo, di un mondo migliore, del mondo che vorrei e che con l’impegno di 12 anni di politica, cerco di realizzare, in questo caso a partire dalla mia Regione.
E per realizzare questo mondo migliore c’è solo un metodo da seguire, quello che mi insegnò mio Padre, che Radicale non era affatto, ma che in politica ho visto replicato solamente nel Partito di Marco Pannella e di Emma Bonino.
Onestà, legalità, rispetto delle regole e degli individui, trasparenza, amore per il diritto e per i diritti, senza compromessi; è il metodo per rimanere liberi, non ricattabili, per meglio difendere i nostri diritti di cittadini.
Non credo che i politici servano per promettere e per fare favori, quella non è politica, è altro.
Mi sono sempre battuto, anche professionalmente, per veder riconosciuti diritti, ed un diritto è tale, realmente esistente, se tutti, con semplicità, possono usufruirne.
La creazione di ostacoli all’esercizio di un diritto, quale che sia, è strumento utilizzato dalla burocrazia malata, dalle istituzioni illegali che sono nelle mani dei partiti, per consentire alla partitocrazia di gestire potere attraverso l’elargizione di favori; tramite i favori, tramite l’illegalità, si controlla il consenso ed il sistema di potere si autoconserva.
Questo vuol dire sempre la stessa politica, sempre gli stessi politici gelatinosi, sempre lo stesso mondo che non mi piace. Lo stato di diritto e la legalità non sono optional, ma presupposti per far crescere il Paese sia dal punto di vista economico che da quello umano ed il contesto attuale agevola solo pochi potenti e prepotenti.
Lotto, quotidianamente, da 12 anni, per spezzare questa catena, per fare di me, anzitutto, un cittadino, non un suddito in speranzosa attesa della concessione del “Re” o del “Barone” di turno.
Lo faccio liberamente in un Partito che non ha bisogno di poltrone o poltroncine dove sistemare i “Reucci” locali portatori di voti e di clientele come accade nei partiti maggiori, nei partiti mangiatutto tradizionali; che poi questi portatori di voti e di clientele, più che militanti per delle idee e per degli obiettivi si rivelano militanti dei propri affari.
Non è un caso che l’unico Partito, da 50 anni, che non è mai neppure stato sfiorato dalle Tangentopoli varie - e oggi ne abbiamo una in pieno corso - è solo il Partito RADICALE di Emma Bonino e Marco Pannella.
Chi oggi, in campagna elettorale, per la brama di essere eletto, di conquistare quel potere che gli consentirà poi di elargire favori, è disposto a promettere, domani, sarà disposto a ben altro, pur di esercitarlo e conservarlo quel potere; ne dobbiamo essere consapevoli, la cronaca e la storia ce lo insegnano.
Il Lazio, la nostra Regione, ha una straordinaria opportunità, Emma Bonino, tanto amata ed apprezzata, lo è perché per 35 anni ha dato corpo e vita, giorno dopo giorno, alla storia Radicale, una storia diversa, fatta di un modo altro di concepire la politica, Radicale appunto.
No, non smetterò, non smetteremo, con Emma, di fare i Radicali, noi siamo Radicali; questa è l’unica cosa che posso promettere in campagna elettorale, anche se mi dovesse costare tutti i voti del mondo.
Giuseppe Rossodivita
REGIONE, RADICALI: IL GOVERNO IMPONE CIÒ CHE I RADICALI CHIEDONO DA DUE ANNI E MEZZO DI LEGISLATURA ALLA POLVERINI. SE CI AVESSE DATO RETTA OGGI SAREBBE ANCORA PRESIDENTE
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Gruppo Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei
Dopo lo scandalo
dei fondi ai gruppi Consiglieri del Lazio, emerso grazie alla iniziativa
di denuncia pubblica dei Radicali del gruppo della Lista
Bonino-Pannella e la valanga che ne è conseguita e che sta
travolgendo un gran numero di Regioni, il Governo, con il decreto che
interviene sul contenimento della spesa degli organi politici degli enti
territoriali, la riduzione dell’apparato politico e la trasparenza, non
fa altro che imporre una parte di ciò che
noi Radicali chiediamo da decenni e che abbiamo inutilmente chiesto,
con atti ed iniziative istituzionali, alla ex- Presidente Polverini e
alla sua maggioranza, durante tutta l’ultima legislatura. Parliamo della
famosa anagrafe pubblica degli eletti e dei
nominati che è stata la prima proposta di legge presentata dal Gruppo
Lista Bonino Pannella Federalisti Europei alla Regione Lazio.
Ora
possiamo dire che se la ex Presidente e la sua ex maggioranza ci
avessero dato retta oggi la Polverini sarebbe ancora la
Presidente della Regione avendo lasciato un segno indelebile di
alternativa alla partitocrazia senza esserne risucchiata nel peggiore
dei modi, mentre tanti scandali e tanti sperperi non si sarebbero potuti
consumare all’ombra dei palazzi regionali. In questo
sta il suo più grande fallimento politico di cui porta per intero la
responsabilità nei confronti dei cittadini del Lazio.
Batman & c., lo scandalo Lazio spiegato in un libro allegato al Corriere della Sera di mercoledì 5 ottobre
Dal Corriere della Sera di mercoledì 3 ottobre 2012, pag. 2:
(...)In 145 pagine viene ricostruita tutta la storia della Regione Lazio, dalla prima denuncia fatta dai Radicali sui soldi che arrivavano ai gruppi politici della Pisana allo scoop, sempre sul Corriere, relativo ai bonifici in Italia e all'estero fatti da Fiorito (...)
di Sergio Rizzo ed Ernesto Menicucci
Inizio del libro:
LA VALANGA
Perché il crollo della Regione Lazio è un’emergenza nazionale.
“Dice qualcuno che è il risultato di un regolamento di conti tra piccoli boss di partito finito male. Che sia accaduto non è da escludere. Ma noi sappiamo esattamente chi ha messo in moto la valanga. E’ un signore mingherlino con gli occhiali, ha quarant’anni e fa l’avvocato penalista. Da un paio d’anni è sbarcato su Marte: il Consiglio Regionale del Lazio. Non si capacita di quello che vede. Dal primo giorno comincia a chiedere conto di alcune spese assurde, come quelle per i lavori di manutenzione della sede: otto o nove milioni che vengono messi tutti gli anni in bilancio. Manco la Pisana, dove ha sede il Consiglio, fosse la fabbrica di San Pietro. Gli rispondono facendo spallucce. Lui insiste, e loro ancora spallucce. Finchè un giorno il muro di gomma comincia a incrinarsi.
Quel venerdì di inizio agosto Roma è un forno. L’Avvocato è Giuseppe Rossodivita, consigliere regionale radicale, è seduto al tavolino di un bar insieme al giornalista del Corriere. Stanno parlando di una vicenda di strani appalti per un parco eolico vicino Campobasso, una storiaccia sulla quale indaga la magistratura, quando la discussione prende un’altra piega: gli sprechi del Consiglio Regionale. E ce n’è una nuova., suggerisce Rossodivita.
A quel punto ci mettiamo a fare i conti. Nel 2011 il Consiglio Regionale ha versato al gruppo radicale, composto da Rossodivita e Rocco Berardo, 422.128 euro. Più di quattrocentomila euro per due sole persone. Questo significa che ogni singolo consigliere avrebbe avuto a disposizione lo scorso anno duecentomila euro e spicci. Oltre, naturalmente, a stipendio, diaria, annessi e connessi. Il paragone con i contributi ai gruppi parlamentari della Camera fa venire i brividi. Perché se dividiamo i 36 milioni 250 mila euro destinati ai politici di Montecitorio per 630 onorevoli otteniamo 57.539 euro. Morale: i gruppi politici del Consiglio Regionale del Lazio incassano contributi quasi quadrupli rispetto a quelli di Montecitorio. E siccome i consiglieri del Lazio sono 70, senza considerare Renata Polverini, ecco che si arriva facilmente a 14 milioni. La cosa esce sul Corriere il 20 agosto. Si capisce subito che c’è una pentola a pressione pronta a esplodere. E quando ancora il Corriere, il 7 settembre, rivela che i denari del Popolo della libertà finivano sui conti correnti personali del capogruppo, Franco Fiorito da Anagni, la deflagrazione è impressionante.
(…)
(...)In 145 pagine viene ricostruita tutta la storia della Regione Lazio, dalla prima denuncia fatta dai Radicali sui soldi che arrivavano ai gruppi politici della Pisana allo scoop, sempre sul Corriere, relativo ai bonifici in Italia e all'estero fatti da Fiorito (...)
di Sergio Rizzo ed Ernesto Menicucci
Inizio del libro:
LA VALANGA
Perché il crollo della Regione Lazio è un’emergenza nazionale.
“Dice qualcuno che è il risultato di un regolamento di conti tra piccoli boss di partito finito male. Che sia accaduto non è da escludere. Ma noi sappiamo esattamente chi ha messo in moto la valanga. E’ un signore mingherlino con gli occhiali, ha quarant’anni e fa l’avvocato penalista. Da un paio d’anni è sbarcato su Marte: il Consiglio Regionale del Lazio. Non si capacita di quello che vede. Dal primo giorno comincia a chiedere conto di alcune spese assurde, come quelle per i lavori di manutenzione della sede: otto o nove milioni che vengono messi tutti gli anni in bilancio. Manco la Pisana, dove ha sede il Consiglio, fosse la fabbrica di San Pietro. Gli rispondono facendo spallucce. Lui insiste, e loro ancora spallucce. Finchè un giorno il muro di gomma comincia a incrinarsi.
Quel venerdì di inizio agosto Roma è un forno. L’Avvocato è Giuseppe Rossodivita, consigliere regionale radicale, è seduto al tavolino di un bar insieme al giornalista del Corriere. Stanno parlando di una vicenda di strani appalti per un parco eolico vicino Campobasso, una storiaccia sulla quale indaga la magistratura, quando la discussione prende un’altra piega: gli sprechi del Consiglio Regionale. E ce n’è una nuova.
A quel punto ci mettiamo a fare i conti. Nel 2011 il Consiglio Regionale ha versato al gruppo radicale, composto da Rossodivita e Rocco Berardo, 422.128 euro. Più di quattrocentomila euro per due sole persone. Questo significa che ogni singolo consigliere avrebbe avuto a disposizione lo scorso anno duecentomila euro e spicci. Oltre, naturalmente, a stipendio, diaria, annessi e connessi. Il paragone con i contributi ai gruppi parlamentari della Camera fa venire i brividi. Perché se dividiamo i 36 milioni 250 mila euro destinati ai politici di Montecitorio per 630 onorevoli otteniamo 57.539 euro. Morale: i gruppi politici del Consiglio Regionale del Lazio incassano contributi quasi quadrupli rispetto a quelli di Montecitorio. E siccome i consiglieri del Lazio sono 70, senza considerare Renata Polverini, ecco che si arriva facilmente a 14 milioni. La cosa esce sul Corriere il 20 agosto. Si capisce subito che c’è una pentola a pressione pronta a esplodere. E quando ancora il Corriere, il 7 settembre, rivela che i denari del Popolo della libertà finivano sui conti correnti personali del capogruppo, Franco Fiorito da Anagni, la deflagrazione è impressionante.
(…)
mercoledì 3 ottobre 2012
Come stanno veramente le cose?
Agli organi di informazione - che in queste ore
stanno cancellando l'opera di trasparenza dei consiglieri regionali
Radicali, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, che hanno reso possibile
all'Italia la conoscenza del bilancio del proprio gruppo e dunque, come
riconosciuto da Sergio Rizzo, la possibilità di conoscere un secondo
finanziamento pubblico ai partiti attraverso i gruppi regionali -
raccomandiamo la lettura di quanto segue:
ANAGRAFE PUBBLICA
I Radicali hanno proposto l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati come primo atto della legislatura, dopo due anni nonostante la preparazione di un testo base, la commissione non licenzia per l’Aula il testo perché “c’è un problema sulla vostra norma che vuole la pubblicità sul bilancio dei gruppi e i rendiconti dei consiglieri”. Continua a leggere >>>
TRASPARENZA
In assenza di una legge che lo imponesse i Radicali del gruppo della Lista Bonino Pannella pubblicano in questa pagina http://www.radicalilazio.it/sito/node/14 prima il bilancio consuntivo del gruppo del 2010 e poi quello del 2011 (nei primi mesi del 2012) e dunque non dopo lo “scandalo Fiorito”.
NE PARLIAMO CON SERGIO RIZZO
I CONSIGLIERI SI INTASCANO I SOLDI: (100 mila a consigliere)
Questa affermazione, per quanto riguarda il Gruppo Radicale è falsa. I soldi che abbiamo ricevuto come voce “finanziamento delle attività del gruppo consiliare” sono stati bonificati sul conto del gruppo e mai sono stati girati sui conti dei consiglieri. I soldi sono stati spesi, non tutti ma solo una parte come si può riscontrare dal bilancio online, solo ed esclusivamente per le finalità di attività politica: convegni, congressi, stampa di opuscoli etc. Posto che come Radicali siamo da sempre contro il finanziamento pubblico dei partiti, quello che abbiamo denunciato questa volta era l’assoluta mancanza di trasparenza sull’utilizzo di quei fondi: abbiamo ragione di credere che i soldi venissero utilizzati per finanziare le passate e le future campagne elettorali.
CHI HA DECISO LO STANZIAMENTO DI QUEI FONDI
I fondi per i gruppi consiliari sono stanziati nel bilancio del Consiglio che è parte del Bilancio della Regione. Il Bilancio del Consiglio è proposto dall’Ufficio di Presidenza, accettato dalla Giunta e votato a maggioranza prima dalla Commissione Bilancio e poi dal Consiglio regionale. Come Radicali abbiamo votato contro i bilanci presentati. Peraltro, per il Bilancio della Regione, la giunta della Polverini cinque volte su sei (fra assestamenti e leggi di bilancio) ha imposto il suo maxi-emendamento, che vuol dire in parole semplici che ha scritto, senza dare opportunità al Consiglio di modificare alcuna virgola del testo, il bilancio della Regione.
Successivamente è all’interno dell’Ufficio di Presidenza che è stato deliberato lo stanziamento di quei fondi. Fanno parte dell’Ufficio di Presidenza del consiglio: Pdl, Lista Polverini, Udc, Pd e Idv.
Non ne fanno parte i Radicali.
MA VOI LO SAPEVATE?
Certo che no. Le delibere dell’ufficio di Presidenza nonostante i nostri emendamenti per la trasparenza non sono pubbliche e non ci sono state neanche fornite in relazioni agli accessi agli atti che abbiamo inoltrato ai sensi dell’art. 30, comma 3, dello Statuto della Regione.
Abbiamo preso coscienza dell’entità complessiva delle somme annuali destinate al nostro gruppo, di fatto, alla fine di ogni anno perché queste cifre vengono accreditate in varie rate. Entro i 28 febbraio di ciascun anno abbiamo provveduto, come previsto, a rendicontarle al Comitato regionale di controllo contabile e pubblicarle sul nostro sito.
LA POLVERINI SAPEVA?
La Presidente Polverini è capo della maggioranza, e sa benissimo tutto. Uno dei maggiori gruppi presenti in Consiglio porta il suo nome: Lista Polverini, 13 consiglieri.
In realtà queste cifre sono state verosimilmente contrattate nelle sessioni di bilancio proprio dalla maggioranza, la Presidente Polverini infatti tramite l’Assessore Cetica, per tenere buona la maggioranza e far passare tranquillamente le leggi finanziarie e di bilancio sapeva che questo era il prezzo da pagare ai consiglieri della propria maggioranza.
ANAGRAFE PUBBLICA
I Radicali hanno proposto l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati come primo atto della legislatura, dopo due anni nonostante la preparazione di un testo base, la commissione non licenzia per l’Aula il testo perché “c’è un problema sulla vostra norma che vuole la pubblicità sul bilancio dei gruppi e i rendiconti dei consiglieri”. Continua a leggere >>>
TRASPARENZA
In assenza di una legge che lo imponesse i Radicali del gruppo della Lista Bonino Pannella pubblicano in questa pagina http://www.radicalilazio.it/sito/node/14 prima il bilancio consuntivo del gruppo del 2010 e poi quello del 2011 (nei primi mesi del 2012) e dunque non dopo lo “scandalo Fiorito”.
NE PARLIAMO CON SERGIO RIZZO
Una
volta reso pubblico online il nostro bilancio (dopo averlo depositato
presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio), nonostante a più riprese
avessimo denunciato il problema della non trasparenza, decidiamo di
mostrare a Sergio Rizzo il nostro bilancio spiegandogli nel dettaglio le
voci da cui era composto. A seguito di questo incontro avvenuto intorno
a luglio del 2012, Sergio Rizzo lavora al suo articolo, in cui si dà
per la prima volta notizia dei fondi ai gruppi di cui oggi tanto si
parla. Infatti il Corriere della sera del 20 agosto 2012 pubblica per
primo la notizia: “Regione Lazio: ai partiti 4 volte più della Camera”:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/12_agosto_20/cosi-regione-....
Nell’articolo Sergio Rizzo scrive:
Da
destra a sinistra non c'è chi non abbia invocato più trasparenza sui
soldi pubblici destinati alla politica. Ma di passare ai fatti non se ne
parla proprio. Se si eccettuano, naturalmente, alcune meritorie
iniziative purtroppo isolate.
Qualche
settimana fa il gruppo radicale al Consiglio regionale del Lazio
presieduto dall'avvocato Giuseppe Rossodivita ha pubblicato sul sito
internet il proprio bilancio. Un documento impressionante, che illumina
un angolo del capitolo costi della politica finora tenuto accuratamente
all'oscuro. Ovvero, i contributi che le Regioni erogano ai gruppi
«consiliari».
I CONSIGLIERI SI INTASCANO I SOLDI: (100 mila a consigliere)
Questa affermazione, per quanto riguarda il Gruppo Radicale è falsa. I soldi che abbiamo ricevuto come voce “finanziamento delle attività del gruppo consiliare” sono stati bonificati sul conto del gruppo e mai sono stati girati sui conti dei consiglieri. I soldi sono stati spesi, non tutti ma solo una parte come si può riscontrare dal bilancio online, solo ed esclusivamente per le finalità di attività politica: convegni, congressi, stampa di opuscoli etc. Posto che come Radicali siamo da sempre contro il finanziamento pubblico dei partiti, quello che abbiamo denunciato questa volta era l’assoluta mancanza di trasparenza sull’utilizzo di quei fondi: abbiamo ragione di credere che i soldi venissero utilizzati per finanziare le passate e le future campagne elettorali.
CHI HA DECISO LO STANZIAMENTO DI QUEI FONDI
I fondi per i gruppi consiliari sono stanziati nel bilancio del Consiglio che è parte del Bilancio della Regione. Il Bilancio del Consiglio è proposto dall’Ufficio di Presidenza, accettato dalla Giunta e votato a maggioranza prima dalla Commissione Bilancio e poi dal Consiglio regionale. Come Radicali abbiamo votato contro i bilanci presentati. Peraltro, per il Bilancio della Regione, la giunta della Polverini cinque volte su sei (fra assestamenti e leggi di bilancio) ha imposto il suo maxi-emendamento, che vuol dire in parole semplici che ha scritto, senza dare opportunità al Consiglio di modificare alcuna virgola del testo, il bilancio della Regione.
Successivamente è all’interno dell’Ufficio di Presidenza che è stato deliberato lo stanziamento di quei fondi. Fanno parte dell’Ufficio di Presidenza del consiglio: Pdl, Lista Polverini, Udc, Pd e Idv.
Non ne fanno parte i Radicali.
MA VOI LO SAPEVATE?
Certo che no. Le delibere dell’ufficio di Presidenza nonostante i nostri emendamenti per la trasparenza non sono pubbliche e non ci sono state neanche fornite in relazioni agli accessi agli atti che abbiamo inoltrato ai sensi dell’art. 30, comma 3, dello Statuto della Regione.
Abbiamo preso coscienza dell’entità complessiva delle somme annuali destinate al nostro gruppo, di fatto, alla fine di ogni anno perché queste cifre vengono accreditate in varie rate. Entro i 28 febbraio di ciascun anno abbiamo provveduto, come previsto, a rendicontarle al Comitato regionale di controllo contabile e pubblicarle sul nostro sito.
LA POLVERINI SAPEVA?
La Presidente Polverini è capo della maggioranza, e sa benissimo tutto. Uno dei maggiori gruppi presenti in Consiglio porta il suo nome: Lista Polverini, 13 consiglieri.
In realtà queste cifre sono state verosimilmente contrattate nelle sessioni di bilancio proprio dalla maggioranza, la Presidente Polverini infatti tramite l’Assessore Cetica, per tenere buona la maggioranza e far passare tranquillamente le leggi finanziarie e di bilancio sapeva che questo era il prezzo da pagare ai consiglieri della propria maggioranza.
Fondi Lazio, Vespa ignora i radicali veri antagonisti alla spartizione dei partiti
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Gruppo Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei
Apprendiamo dalle agenzie che la trasmissione "Porta a Porta" tratterà dell'arresto dell'ex Capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito.
Tra gli invitati, in difetto del protagonista, vi sarà quale unica voce del Consiglio a commento di quel che è effettivamente accaduto in questi anni alla Pisana, Francesco Storace, Consigliere regionale di lungo corso già Presidente della Regione Lazio.
Spiace, ma non sorprende, notare che questa trasmissione di approfondimento politico non abbia mai sentito la necessità di ascoltare i Consiglieri regionali del Gruppo Radicale; quegli stessi Consiglieri protagonisti nel sollevare pubblicamente, attraverso la l’immediata rendicontazione dei contributi ricevuti, la questione dei finanziamenti abnormi ai gruppi.
Il senso della notizia e la sensibilità giornalistica di Vespa è evidentemente diversa da quella di professionisti alla Sergio Rizzo, che non a caso fin dall'introduzione dell' instant book da domani in edicola "Batman & Co.", dedicato allo scandalo laziale, riconosce l'attività e l'eccezionalità Radicale rispetto al pantano della politica regionale del Lazio.
La stessa eccezionalità per la quale Furio Colombo ha scritto che ci sono due schieramenti su questa vicenda: “ i Radicali da una parte e tutti gli altri partiti dall'altra”.
Ma, come al solito, è meglio che gli italiani non lo sappiano troppo.
Vero sig. Bruno Vespa?
Apprendiamo dalle agenzie che la trasmissione "Porta a Porta" tratterà dell'arresto dell'ex Capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito.
Tra gli invitati, in difetto del protagonista, vi sarà quale unica voce del Consiglio a commento di quel che è effettivamente accaduto in questi anni alla Pisana, Francesco Storace, Consigliere regionale di lungo corso già Presidente della Regione Lazio.
Spiace, ma non sorprende, notare che questa trasmissione di approfondimento politico non abbia mai sentito la necessità di ascoltare i Consiglieri regionali del Gruppo Radicale; quegli stessi Consiglieri protagonisti nel sollevare pubblicamente, attraverso la l’immediata rendicontazione dei contributi ricevuti, la questione dei finanziamenti abnormi ai gruppi.
Il senso della notizia e la sensibilità giornalistica di Vespa è evidentemente diversa da quella di professionisti alla Sergio Rizzo, che non a caso fin dall'introduzione dell' instant book da domani in edicola "Batman & Co.", dedicato allo scandalo laziale, riconosce l'attività e l'eccezionalità Radicale rispetto al pantano della politica regionale del Lazio.
La stessa eccezionalità per la quale Furio Colombo ha scritto che ci sono due schieramenti su questa vicenda: “ i Radicali da una parte e tutti gli altri partiti dall'altra”.
Ma, come al solito, è meglio che gli italiani non lo sappiano troppo.
Vero sig. Bruno Vespa?
Rossodivita: sulle farneticanti dichiarazioni di Taormina
Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei
Non querelerò, per ora, Taormina - che dice che mancano all'appello degli arrestati gli altri 70 consiglieri del Lazio con altre analoghe amenità riferite in trasmissioni televisive - perché provo per lui tanta tristezza. Gli consiglio però di frequentare di meno la stampa e i salotti televisivi e un po' di più i Tribunali. Se lo avesse fatto forse il suo assistito non sarebbe stato arrestato.
FONDI PDL:ARRESTATO FIORITO:TAORMINA,PECULATO NON PERTINENTE LEGALE SU IPOTESI REATO:DENARO IN TASCHE PARTITO DIVENTA PRIVATO
(ANSA) - ROMA, 2 OTT - " Si aspettava e si temeva per la pressione dell'opinione pubblica e per il dibattito che è nato. L'arresto di Fiorito per l'ipotesi di peculato non è pertinente. C'è una giurisprudenza che dice che quando questo denaro pubblico entra nelle tasche di un partito, piaccia o non piaccia, diventa denaro privato. Inoltre, se hanno arrestato Franco Fiorito, mancano all'appello gli altri 70 consiglieri della Regione Lazio" E' il commento in diretta a Tgcom24 di Carlo Taormina, legale di Franco Fiorito, al suo arresto.(SEGUE)
Non querelerò, per ora, Taormina - che dice che mancano all'appello degli arrestati gli altri 70 consiglieri del Lazio con altre analoghe amenità riferite in trasmissioni televisive - perché provo per lui tanta tristezza. Gli consiglio però di frequentare di meno la stampa e i salotti televisivi e un po' di più i Tribunali. Se lo avesse fatto forse il suo assistito non sarebbe stato arrestato.
FONDI PDL:ARRESTATO FIORITO:TAORMINA,PECULATO NON PERTINENTE LEGALE SU IPOTESI REATO:DENARO IN TASCHE PARTITO DIVENTA PRIVATO
(ANSA) - ROMA, 2 OTT - " Si aspettava e si temeva per la pressione dell'opinione pubblica e per il dibattito che è nato. L'arresto di Fiorito per l'ipotesi di peculato non è pertinente. C'è una giurisprudenza che dice che quando questo denaro pubblico entra nelle tasche di un partito, piaccia o non piaccia, diventa denaro privato. Inoltre, se hanno arrestato Franco Fiorito, mancano all'appello gli altri 70 consiglieri della Regione Lazio" E' il commento in diretta a Tgcom24 di Carlo Taormina, legale di Franco Fiorito, al suo arresto.(SEGUE)
lunedì 1 ottobre 2012
Piano Casa, ennesima bocciatura Polverini
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Gruppo Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei
Il Governo impugna per l'ennesima volta una legge della Regione Lazio: il Piano casa 2, conosciuto anche come "Piano Casa e Chiesa", che paradossalmente doveva servire per superare il conflitto di competenze con lo Stato in relazione alla precedente norma sul Piano casa.
Il Governo così oggi motiva l'impugnazione: la Legge regionale "contiene alcune disposizioni in contrasto con le norme statali in materia di tutela del paesaggio ed in materia di governo del territorio". La Presidente Polverini probabilmente si potrà rifugiare dentro un "non sapevo, non potevo immaginare", solo che - anche in questo caso - consigliamo di rileggere resoconti e comunicati delle sedute in cui noi Radicali, insieme a gran parte dell'opposizione, avvertivamo di quanto fosse scontato e prevedibile questo conflitto di costituzionalità.
Peraltro la nuova legge sul piano casa era fatta per soddisfare appetiti Vaticani, o di sottopotere Vaticano, trovando sponda anche nel Partito Democratico, che - a differenza di tutte le altre opposizioni - ha presentato un solo emendamento che inseriva un blandissimo limite di cubatura, alla regalia elaborata da un consigliere di maggioranza e poi trasfusa, versione PD, nel solito maxiemendamento di Giunta.
Dunque, tra le poche leggi che sono state approvate in questa legislatura, proposte e sostenute dalla Giunta Polverini e dalla sua maggioranza, ricordiamo che il Governo ha impugnato anche, solo per citarne alcune, le leggi regionali sugli accreditamenti nella sanità privata, quelle sul turismo e i campeggi, il piano casa 1, quella sull'aumento dell’accise sui carburanti e quella sulla realizzazione di aviosuperfici e campi volo.
Il Governo impugna per l'ennesima volta una legge della Regione Lazio: il Piano casa 2, conosciuto anche come "Piano Casa e Chiesa", che paradossalmente doveva servire per superare il conflitto di competenze con lo Stato in relazione alla precedente norma sul Piano casa.
Il Governo così oggi motiva l'impugnazione: la Legge regionale "contiene alcune disposizioni in contrasto con le norme statali in materia di tutela del paesaggio ed in materia di governo del territorio". La Presidente Polverini probabilmente si potrà rifugiare dentro un "non sapevo, non potevo immaginare", solo che - anche in questo caso - consigliamo di rileggere resoconti e comunicati delle sedute in cui noi Radicali, insieme a gran parte dell'opposizione, avvertivamo di quanto fosse scontato e prevedibile questo conflitto di costituzionalità.
Peraltro la nuova legge sul piano casa era fatta per soddisfare appetiti Vaticani, o di sottopotere Vaticano, trovando sponda anche nel Partito Democratico, che - a differenza di tutte le altre opposizioni - ha presentato un solo emendamento che inseriva un blandissimo limite di cubatura, alla regalia elaborata da un consigliere di maggioranza e poi trasfusa, versione PD, nel solito maxiemendamento di Giunta.
Dunque, tra le poche leggi che sono state approvate in questa legislatura, proposte e sostenute dalla Giunta Polverini e dalla sua maggioranza, ricordiamo che il Governo ha impugnato anche, solo per citarne alcune, le leggi regionali sugli accreditamenti nella sanità privata, quelle sul turismo e i campeggi, il piano casa 1, quella sull'aumento dell’accise sui carburanti e quella sulla realizzazione di aviosuperfici e campi volo.
venerdì 28 settembre 2012
Regione Lazio: "Un sistema dove i controllori sono nominati dai controllati"
Giuseppe Rossodivita, consigliere regionale e capogruppo dei
Radicali-lista Bonino-Pannella, possiamo fare una chiacchierata sullo
sfacelo in atto a via della Pisana?
“Certamente”.
Bene. E allora, davanti a questo sfacelo credo che in molti si siano pentiti di non aver votato Emma Bonino. E forse più a Sinistra che nel CentroDestra…
“I cittadini onesti sì, loro si sono pentiti di non aver votato Emma Bonino... ma non certo il sistema partitocratico consolidatosi nel tempo. Come Radicali abbiamo da sempre posto il tema della trasparenza e della possibilità di conoscenza per tutti i cittadini dell’intero mondo politico e amministrativo, delle Amministrazioni pubbliche e delle Istituzioni. Se fosse stato garantito non saremmo arrivati a tanto e non saremmo, come Regione e come Paese, ciclicamente al centro di scandali che determinano scoramento e anti-politica, lasciando ulteriormente nelle mani di pochi - sempre i soliti! - la prosecuzione di tale gestione. La conoscibilità di tutto ciò che interessa l’Amministrazione pubblica, in senso lato, oltre a consentire un controllo diffuso avrebbe, se non altro, una funzione di deterrente rispetto a tanti sprechi effettuati con troppa disinvoltura a danno delle casse pubbliche”.
Parliamo di Renata Polverini: a lei si imputa soprattutto la colpa ‘in vigilando’. Ammesso che la si possa accusare del ‘non poteva non sapere’, non ritiene che dimettersi da Governatrice le avrebbe dato prestigio e onore? Nel senso che avrebbe potuto addossarsi responsabilità non proprie… e magari tornare davanti agli elettori proclamando il merito di essersi ‘immolata’.
“Diciamo che questo gioco avrebbe funzionato se i media, come troppo spesso accade, avessero avvalorato questo suo tentativo di costruirsi e ricostruirsi un’immagine “pulita” e da vittima di un sistema al quale lei non apparterrebbe, ma se l’informazione fosse completa ed obiettiva tutti saprebbero che lei non poteva non sapere. Infatti, tutto passa dal Bilancio della Regione, non solo i costi che si continuano a definire “della politica” e che invece sono per lo più costi e sprechi della partitocrazia, ma anche tutte le nomine e le erogazioni per le innumerevoli società, enti, agenzie regionali che in buona parte rappresentano uffici di collocamento per raccomandati e allocazione nei posti di comando per politici. Le funzioni di tali Enti
sono in alcuni casi estranei alle competenze proprie della Regione, o
sovrapponibili alle funzioni assegnate ad altro ente. Molto, troppo
spesso spese che si lasciano intendere proprie dell’istituzione
regionale rappresentano invece la promozione di singoli esponenti della
Giunta regionale.
La lista sarebbe lunga, basta forse un esempio su tutti: come può funzionare un sistema dove i controllori sono nominati dai controllati? E, nello specifico di quello su cui in queste ore si sta concentrando l’attenzione, voglio ricordare che tutti i nostri emendamenti - quando ci è stato consentito di illustrarli e votarli, perché spesso questo viene anche impedito! - che proponevano tagli o che volevano impedire l’istituzione di nuove commissioni consiliari speciali, hanno sempre avuto il parere negativo della Giunta regionale per bocca dell’assessore al Bilancio, Stefano Cetica”.
Onorevole: i comportamenti dell’azzurro Fiorito fanno supporre che in Consiglio Regionale non ci fosse tempo per pensare a cose più serie, ad esempio il ciclo dei rifiuti solidi urbani di Roma e della discarica di Malagrotta. E magari sarà anche per questa ragione che sulla vicenda ci sono state confusioni e sviste, alcune di paternità proprio regionale.
“Sui comportamenti di Fiorito sta indagando la magistratura e ci auguriamo che si arrivi presto alla conclusione delle indagini. Certo è che l’erogazione a pioggia di fondi che, di fatto, non sono soggetti a controlli sull’utilizzo, lascia ampio spazio a chi non ha l’onesta e il senso civico del ruolo e delle responsabilità che assume con l’elezione, a usi impropri. Abbiamo depositato la proposta di legge per l’istituzione della “Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati della Regione Lazio. Disposizioni sulla trasparenza e l’accessibilità alle informazioni” il 3 giugno 2010 ma solo ad aprile 2012 la XII Commissione ha istituito una sottocommissione di lavoro per arrivare a un testo unificato con la proposta di legge presentata della maggioranza. Il lavoro è terminato lo scorso 17 maggio: ma da allora non è più stata iscritta all’ordine del giorno. Informalmente abbiamo saputo che l’ostacolo principale era proprio rappresentato dalla pubblicità alla rendicontazione delle spese dei consiglieri e dei gruppi consiliari.
Non c’è dubbio che l’attività istituzionale è stata scarsa…
A un anno dall’inizio della legislatura abbiamo denunciato la scarsità della produttività, realizzando e fornendo la fotografia di quello che era stato fatto, di quanto aveva fatto l’Aula e quanto le Commissioni, cosa che sarebbe costantemente sotto gli occhi di tutti se solo quell’anagrafe che invochiamo ci fosse. Lei cita la questione dei rifiuti: ma le sembra normale che amministratori quali sono i Sindaci e i Presidenti di Regione, nel tempo e non solo nel Lazio, preferiscano invocare un Commissario anziché assumere le decisioni solo per poter recitare la parte di stare con tutti i cittadini, senza scontentare quelli della zona interessata, contro le decisioni di un Commissario che pure è costretto a prendere. Esistono delibere di Municipi, del Comune e anche del Consiglio Regionale volte a negare il consenso alla apertura di discariche in una zona o nell’altra; trascorrono gli anni senza che si attivi veramente tutto il ciclo dei rifiuti che, se correttamente funzionante, non solo limiterebbe al minimo i disagi, ma creerebbe anche vantaggi economici”.
Duplici le colpe della ‘cattiva’ politica: la generalizzazione accompagnata dallo slogan ‘tutti sono uguali’ e i fenomeni di rivalsa come i ‘Grillini’. Insomma: la politica che uccide se stessa.
“L’ho già detto: ciò è possibile perché i cittadini non sanno veramente quello che succede. Se lo sapessero, non accadrebbe”.
E’ pur vero, d’altro canto, che in democrazia vince che ottiene più voti. Ma come e dove può un partito trovare la forza per rinunciare, ad esempio, ai 10-20-30mila voti che un personaggio (anche discutibile) può portare in dote?
“Far credere che per garantire la democrazia occorre lo strumento delle preferenze è un altro modo per alimentare questo sistema. Noi consiglieri Radicali veniamo spesso derisi perché abbiamo raccolto poche centinaia di preferenze: ebbene, ne andiamo orgogliosi! Sono frutto di stima personale e della storia del movimento di cui siamo espressione, non certo di favori comprati in cambio del voto”.
Sarebbe ben triste se alla fine - davanti all’evidenza di quanti cadono in tentazione - si dovesse affermare che solo i ricchi possano e debbano far politica. Una sconfitta colossale per la politica, la società e il Paese!
“Infatti: per questo teniamo sempre a sottolineare la differenza tra i costi della politica e quelli della partitocrazia. La politica ha dei costi ed è giusto contemplarli, dai servizi che vanno garantiti agli emolumenti per gli eletti. Quello che non è tollerabile è l’eccesso, i privilegi e le ruberie più o meno lecite”.
Prisma News - Testata Indipendente di Informazione -
Alfonso Palumbo
“Certamente”.
Bene. E allora, davanti a questo sfacelo credo che in molti si siano pentiti di non aver votato Emma Bonino. E forse più a Sinistra che nel CentroDestra…
“I cittadini onesti sì, loro si sono pentiti di non aver votato Emma Bonino... ma non certo il sistema partitocratico consolidatosi nel tempo. Come Radicali abbiamo da sempre posto il tema della trasparenza e della possibilità di conoscenza per tutti i cittadini dell’intero mondo politico e amministrativo, delle Amministrazioni pubbliche e delle Istituzioni. Se fosse stato garantito non saremmo arrivati a tanto e non saremmo, come Regione e come Paese, ciclicamente al centro di scandali che determinano scoramento e anti-politica, lasciando ulteriormente nelle mani di pochi - sempre i soliti! - la prosecuzione di tale gestione. La conoscibilità di tutto ciò che interessa l’Amministrazione pubblica, in senso lato, oltre a consentire un controllo diffuso avrebbe, se non altro, una funzione di deterrente rispetto a tanti sprechi effettuati con troppa disinvoltura a danno delle casse pubbliche”.
Parliamo di Renata Polverini: a lei si imputa soprattutto la colpa ‘in vigilando’. Ammesso che la si possa accusare del ‘non poteva non sapere’, non ritiene che dimettersi da Governatrice le avrebbe dato prestigio e onore? Nel senso che avrebbe potuto addossarsi responsabilità non proprie… e magari tornare davanti agli elettori proclamando il merito di essersi ‘immolata’.
“Diciamo che questo gioco avrebbe funzionato se i media, come troppo spesso accade, avessero avvalorato questo suo tentativo di costruirsi e ricostruirsi un’immagine “pulita” e da vittima di un sistema al quale lei non apparterrebbe, ma se l’informazione fosse completa ed obiettiva tutti saprebbero che lei non poteva non sapere. Infatti, tutto passa dal Bilancio della Regione, non solo i costi che si continuano a definire “della politica” e che invece sono per lo più costi e sprechi della partitocrazia, ma anche tutte le nomine e le erogazioni per le innumerevoli società, enti, agenzie regionali che in buona parte rappresentano uffici di collocamento per raccomandati e allocazione nei posti di comando per politici
La lista sarebbe lunga, basta forse un esempio su tutti: come può funzionare un sistema dove i controllori sono nominati dai controllati? E, nello specifico di quello su cui in queste ore si sta concentrando l’attenzione, voglio ricordare che tutti i nostri emendamenti - quando ci è stato consentito di illustrarli e votarli, perché spesso questo viene anche impedito! - che proponevano tagli o che volevano impedire l’istituzione di nuove commissioni consiliari speciali, hanno sempre avuto il parere negativo della Giunta regionale per bocca dell’assessore al Bilancio, Stefano Cetica”.
Onorevole: i comportamenti dell’azzurro Fiorito fanno supporre che in Consiglio Regionale non ci fosse tempo per pensare a cose più serie, ad esempio il ciclo dei rifiuti solidi urbani di Roma e della discarica di Malagrotta. E magari sarà anche per questa ragione che sulla vicenda ci sono state confusioni e sviste, alcune di paternità proprio regionale.
“Sui comportamenti di Fiorito sta indagando la magistratura e ci auguriamo che si arrivi presto alla conclusione delle indagini. Certo è che l’erogazione a pioggia di fondi che, di fatto, non sono soggetti a controlli sull’utilizzo, lascia ampio spazio a chi non ha l’onesta e il senso civico del ruolo e delle responsabilità che assume con l’elezione, a usi impropri. Abbiamo depositato la proposta di legge per l’istituzione della “Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati della Regione Lazio. Disposizioni sulla trasparenza e l’accessibilità alle informazioni” il 3 giugno 2010 ma solo ad aprile 2012 la XII Commissione ha istituito una sottocommissione di lavoro per arrivare a un testo unificato con la proposta di legge presentata della maggioranza. Il lavoro è terminato lo scorso 17 maggio: ma da allora non è più stata iscritta all’ordine del giorno. Informalmente abbiamo saputo che l’ostacolo principale era proprio rappresentato dalla pubblicità alla rendicontazione delle spese dei consiglieri e dei gruppi consiliari.
Non c’è dubbio che l’attività istituzionale è stata scarsa…
A un anno dall’inizio della legislatura abbiamo denunciato la scarsità della produttività, realizzando e fornendo la fotografia di quello che era stato fatto, di quanto aveva fatto l’Aula e quanto le Commissioni, cosa che sarebbe costantemente sotto gli occhi di tutti se solo quell’anagrafe che invochiamo ci fosse. Lei cita la questione dei rifiuti: ma le sembra normale che amministratori quali sono i Sindaci e i Presidenti di Regione, nel tempo e non solo nel Lazio, preferiscano invocare un Commissario anziché assumere le decisioni solo per poter recitare la parte di stare con tutti i cittadini, senza scontentare quelli della zona interessata, contro le decisioni di un Commissario che pure è costretto a prendere. Esistono delibere di Municipi, del Comune e anche del Consiglio Regionale volte a negare il consenso alla apertura di discariche in una zona o nell’altra; trascorrono gli anni senza che si attivi veramente tutto il ciclo dei rifiuti che, se correttamente funzionante, non solo limiterebbe al minimo i disagi, ma creerebbe anche vantaggi economici”.
Duplici le colpe della ‘cattiva’ politica: la generalizzazione accompagnata dallo slogan ‘tutti sono uguali’ e i fenomeni di rivalsa come i ‘Grillini’. Insomma: la politica che uccide se stessa.
“L’ho già detto: ciò è possibile perché i cittadini non sanno veramente quello che succede. Se lo sapessero, non accadrebbe”.
E’ pur vero, d’altro canto, che in democrazia vince che ottiene più voti. Ma come e dove può un partito trovare la forza per rinunciare, ad esempio, ai 10-20-30mila voti che un personaggio (anche discutibile) può portare in dote?
“Far credere che per garantire la democrazia occorre lo strumento delle preferenze è un altro modo per alimentare questo sistema. Noi consiglieri Radicali veniamo spesso derisi perché abbiamo raccolto poche centinaia di preferenze: ebbene, ne andiamo orgogliosi! Sono frutto di stima personale e della storia del movimento di cui siamo espressione, non certo di favori comprati in cambio del voto”.
Sarebbe ben triste se alla fine - davanti all’evidenza di quanti cadono in tentazione - si dovesse affermare che solo i ricchi possano e debbano far politica. Una sconfitta colossale per la politica, la società e il Paese!
“Infatti: per questo teniamo sempre a sottolineare la differenza tra i costi della politica e quelli della partitocrazia. La politica ha dei costi ed è giusto contemplarli, dai servizi che vanno garantiti agli emolumenti per gli eletti. Quello che non è tollerabile è l’eccesso, i privilegi e le ruberie più o meno lecite”.
Prisma News - Testata Indipendente di Informazione -
Alfonso Palumbo
Radicali: Presenteremo a ogni livello la nostra alternativa
Il Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini, aprendo la conferenza stampa, è partito dallo scandalo della Regione Lazio e ha ricordato come “in questi giorni le trasmissioni televisive di grande ascolto hanno avuto la funzione di ridare alla Presidente Polverini una verginità politica che non ha, avendo cura che mai un Radicale potesse farle da contraddittore. In questo modo si è voluto impedire agli italiani di distinguere tra chi ha una storia e una pratica di lotta alla partitocrazia e chi invece ne ha fatto parte o aspira a farlo. Ogni anno viene promosso un diverso antagonista che poi alla fine si dimostra anch’esso di regime.”
Nei propri interventi i consiglieri radicali alla regione Lazio Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita hanno ripercorso le tappe dell’affaire Fiorito/Polverini, ribadendo che la Governatrice non poteva non sapere e rivendicando il ruolo avuto dai consiglieri nell’accendere i riflettori sul fiume di denaro che passa attraverso le Regioni e sul loro uso.
Ha poi preso la parola Emma Bonino: "Ritengo che come radicali ci dobbiamo assumere la responsabilità, come alternativa Radicale, di concorrere alle scelte che il paese dovrà fare a tutti i livelli - comunale, regionale, nazionale o relativamente alle più alte istituzioni. Sebbene non si sappia ancora con quale legge elettorale voteremo - non sappiamo se giocheremo a rugby, salto con l'asta o acquagym - mi sento di dire che dobbiamo essere presenti”, ha dichiarato Bonino, aggiungendo poi che “proprio per il livello indiscusso con cui abbiamo operato nel rispetto puntiglioso della legge, possiamo promettere agli italiani di fare tutto quello che abbiamo sempre fatto, mentre tutti gli altri devono promettere di cambiare. Le modalità si vedranno" e ha rinviato al prossimo Congresso di Radicali Italiani.
"Come possiamo essere presenti?", si è domandato Pannella. "Sicurissimamente poveri e sicurissimamente, come in passato siamo stati impegnati sull'aborto e sul divorzio, oggi siamo impegnati sulla giustizia, accanto agli ultimi e gli oppressi".
Il primo impegno a cui i radicali intendono dedicarsi, intanto, è la raccolta di firme per i referendum 'Roma si muove' promossi dai Radicali insieme ai Verdi di Angelo Bonelli e a Umberto Croppi, come ribadito anche in chiusura di conferenza da Emma Bonino e Marco Pannella, che hanno fatto appello ai cittadini perché vadano a firmare, ma soprattutto alle varie figure istituzionali che possono autenticare le firme. La mancanza di autenticatori è infatti il solo vero ostacolo a un’iniziativa che ha raccolto e continua a raccogliere il sostegno dei cittadini e l’entusiasmo di tanti volontari che hanno dato la propria disponibilità per partecipare ai tavoli di raccolta firme.
Elezioni, Bonino: concorreremo come alternativa a tutti i livelli
(OMNIROMA) Roma, 27 SET - "Noi radicali concorreremo come
alternativa alle scelte che questo paese si trovera' a fare nei prossimi
mesi, a tutti i livelli.
Noi Radicali dobbiamo promettere di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto. Gli altri partiti devono promettere di cambiare".
Noi Radicali dobbiamo promettere di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto. Gli altri partiti devono promettere di cambiare".
Lo ha detto Emma Bonino,
durante un incontro con la stampa nella sede dei Radicali di Largo
Argentina. "E quindi - ha spiegato Bonino - di concorrere come alternativa
radicale alle scelte anche in assenza di democrazia, o di quel che ne
rimane.
Vogliamo porre il paese nelle condizioni di scegliere sia
a livello comunale, regionale, nazionale. Le modalita' le vedremo, ma
devo dire che viviamo in un paese in cui non c'e' limite all'indecenza.
Stiamo a fine settembre e ancora non si sa neppure con quali regole del
gioco si andra' alle prossime elezioni".
giovedì 27 settembre 2012
Rossodivita a Sky Tg24 oggi ore 15
Oggi, giovedì 27 settembre dalle ore 15, Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino - Pannella, Federalisti Europei, sarà ospite di Sky Tg24.
mercoledì 26 settembre 2012
Regione, Radicali: dimissioni presidente polverini non pervenute al consiglio regionale. consiglio nel pieno della sue funzioni: c’e’ tempo e spazio per approvare anagrafe pubblica degli eletti, tagli ai vitalizi e per cancellare norma sui contributi ai gruppi.
Dichiarazione dei
consiglieri regionali Radicali, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista
Bonino Pannella, Federalisti Europei
Al Consiglio Regionale del Lazio non risultano pervenute
le dimissioni della Presidente della Regione che, tra l’altro, oggi ha
convocato la Giunta per prorogare cariche dirigenziali in scadenza.
Quindi, secondo quanto prevede lo Statuto della Regione
all’art. 44 , il Consiglio non è sciolto e formalmente è ancora nel pieno delle
sue funzioni. Chiediamo con forza, e facciamo appello a tutti i
gruppi politici del Consiglio, che venga immediatamente convocato il Consiglio
Regionale per votare in 15 minuti tre provvedimenti urgenti: la legge
sull’Anagrafe Pubblica degli Eletti, l’abolizione dei vitalizi con la riforma
del sistema previdenziale e l’abrogazione della legge n. 6 del 1973 (artt. 3 e
3 bis) sui contributi economici ai gruppi.
Se la Presidente Polverini rifiuta questa proposta ne
porterà per intero la
responsabilità politica nei confronti dei cittadini del Lazio.
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