INVADIAMO LA REGIONE DI ONESTÀ, CAPACITÀ,TRASPARENZA, LEGALITÀ.
mercoledì 22 agosto 2012
La trasparenza ha bisogno di concretezza
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Per parte nostra abbiamo dato e stiamo dando vita e corpo a quell’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati per la cui istituzione abbiamo, fin dall’inizio della legislatura, depositato la relativa proposta di legge che però, di fatto, giace nei cassetti del Presidente Abbruzzese.
Non è certo compito nostro, cioè di un’opposizione non consociativa, rendere noti gli eventuali tagli che il Presidente Abbruzzese e questa maggioranza sostengono di aver applicato e di cui pure la stampa locale ha dato amplissimo risalto ogni volta che il Presidente lo ha dichiarato; noi abbiamo pubblicato - e continueremo a farlo - i nostri dati rendendo conoscibili ai cittadini i Rendiconti annuali delle risorse per il funzionamento del nostro Gruppo consiliare.
Non si tratta di alimentare l’antipolitica o di demonizzare l’erogazione di servizi alla politica si tratta piuttosto di rendere onore alla politica e di avere la serenità di volerne e poterne rendere conto ai cittadini.
La trasparenza che ormai tutti decantano ha bisogno di concretezza, questo è quello che noi stiamo cercando di fare, gli altri perché ne rifuggono? E’ questa la domanda da porsi.
Se il Presidente Abbruzzese e questa maggioranza vogliono davvero dare il segno di un’inversione di tendenza e rivendicare il loro operato pubblicizzino gli atti di cui dispongono, dai Rendiconti del Consiglio regionale con dati disaggregati e con l’evidenziazione dei tagli o degli incrementi, alle delibere dell’Ufficio di Presidenza – cui anche a noi consiglieri è stato ad oggi negato l’accesso – dai rendiconti dei gruppi consiliari, ai vari contratti di servizio che il Consiglio, tramite la Segreteria Generale, stipula per le attività di funzionamento, di comunicazione e così via.
Dei nostri Rendiconti, pubblici da tempo, finalmente la stampa se ne è accorta e ne ha dato risalto superando quelle acquiescenze cui troppo spesso si sottopone.
Non sappiamo se il Presidente Abbruzzese facesse riferimento a noi richiamando la correttezza e l’onestà intellettuale, certo è che la trasparenza non può mai essere disonesta e certo è che tale richiamo lo abbiamo invocato noi, a ragione, più volte nei suoi confronti nell’ambito della gestione dei lavori d’Aula.
Caro Presidente Abbruzzese non si può continuare a parlare di trasparenza quando viene finanche impedito, in violazione del regolamento, l'ingresso di giornalisti ed operatori Tv non nell'Aula, ma negli uffici dei Gruppi Consiliari come è accaduto.
Perpetrata l’ennesima violazione delle prerogative dei consiglieri regionali
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Al Gruppo consiliare della Lista Bonino Pannella è stato impedito di ricevere nei propri uffici due ospiti in violazione di quanto previsto dall’articolo 6 del “Regolamento per l’accesso alla sede del Consiglio regionale”. I due ospiti erano operatori televisivi dell’emittente T9, ma non accedevano alla sede del Consiglio in senso lato, quindi tenuti ad ottemperare a quanto previsto dall’articolo 7 del medesimo regolamento, bensì ad essere ricevuti dal Gruppo consiliare.
Contrariamente a quanto avvenuto nei mesi precedenti, senza alcun preventivo avviso di nuove disposizioni, siamo stati costretti a ricevere queste persone nel parcheggio delle auto degli ospiti.
E’ un’ennesima gravissima violazione delle prerogative dei Consiglieri per la quale ci attendiamo delle spiegazioni dalla Presidenza del Consiglio regionale. A cosa è dovuta questa ulteriore restrizione? Si tratta forse di una ritorsione, dell’ennesimo tentativo della partitocrazia di voler porre disperatamente limiti alla “troppa” trasparenza che i Radicali tentano in ogni modo di voler fornire ai cittadini?
Presentata un’interrogazione urgente sulle gravi carenze sanitarie e assistenziali nel carcere di Velletri
La Commissione tecnica paritetica tra la Regione Lazio e il Ministro della Giustizia oggi insediata si occupi anche della situazione del carcere di Velletri.
Roma, 10 agosto 2012
I consiglieri regionali Radicali, Giuseppe Rossodivita, Capogruppo e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei hanno oggi depositato una interrogazione urgente alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini anche nella sua qualità di Assessore alla Salute, sulle gravi carenze riscontrate nella Casa Circondariale di Velletri dalla deputata Radicale Rita Bernardini durante la visita ispettiva effettuata lunedì 6 agosto insieme al suo consulente avvocato Alessandro Gerardi.
L’Istituto di pena conta 263 detenuti, molti dei quali sono in attesa di giudizio (di questi 160 sono imputati, 77 appellanti e 26 ricorrenti), i rimanenti (118) stanno invece scontando una pena definitiva. Tra i reclusi, 186 risultano essere tossicodipendenti e 115 di nazionalità straniera. Oltre all’elevato tasso di sovraffollamento, il disagio che i detenuti sono costretti a patire, vi è la carenza di educatori che sono quattro sui sei previsti in pianta organica e due soli psicologi operativi (di cui solo uno a tempo pieno). La carenza di psicologi è molto grave, anche perché nel carcere velitemo si riscontra un elevato indice di detenuti affetti da gravi disagi psichici (peraltro all’interno dell’Istituto manca un reparto di Osservazione psichiatrica), costretti a rimanere chiusi in cella 20 ore al giorno. Negli ultimi tempi nell’istituto si sono verificati frequenti casi di autolesionismo e di tentato suicidio, mentre due detenuti si sono tolti la vita nel 2009 e nel 2010. Tra le gravi carenze di personal e vi è anche quella degli assistenti sociali, educatori e psicologi.
L’Istituto penitenziario di Velletri, pur essendo stato edificato sul finire degli anni ’80 presenta condizioni materiali non ottimali: la struttura, infatti, è spesso soggetta ad infiltrazioni d’acqua e necessita di periodici lavori di manutenzione a causa della continua e repentina usura delle strutture e anche le condizioni igieniche sono pessime e ai limiti della tollerabilità. Inoltre la cronica carenza di fondi non permette alla direzione dell’Istituto di far fronte in modo adeguato a tutte le esigenze della popolazione detenuta con riferimento al reperimento dei medicinali, sicché molti farmaci scarseggiano e altri sono fruibili però non a titolo gratuito.
Nell’interrogazione i consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo chiedono di sapere quali iniziative la Regione intende fare per garantire il diritto alla salute dei detenuti e, in particolare, entro quali tempi verrà ripristinata un'adeguata assistenza psicologica e psichiatrica; se non si intendano adottare urgentemente le opportune iniziative al fine di aumentare l'organico degli educatori, degli psicologi e degli assistenti sociali in servizio, in modo da renderlo adeguato al numero delle persone recluse. Infine, se e in che modo si intendano potenziare, all'interno della struttura penitenziaria in questione, le attività di orientamento e formazione al lavoro e di ricerca di posti di lavoro da offrire ai detenuti, in particolar modo per quelli che hanno quasi finito di scontare la pena.
I Consiglieri Regionali Radicali chiedono che la Commissione paritetica tra Regione Lazio e Ministero della Giustizia oggi insediatasi si occupi anche del Carcere di Velletri.
venerdì 10 agosto 2012
Abbruzzese, radicali: sul dimezzamento delle commissioni si passi dalle parole ai fatti. Confermiamo il deposito della denuncia alla Procura di Roma sulle violazioni al Regolamento.
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco
Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei: La posizione del
Presidente Abbruzzese sul dimezzamento delle Commissioni del Consiglio,
data in pasto ai lettori de Il Tempo, rischia di essere il peggiore
paradigma della politica dell’annuncio se non passerà, in tempi
brevissimi, dalle parole ai fatti.
In questo senso ci uniamo all’auspicio di altri consiglieri affinché, individuata la tempistica del taglio delle commissioni, sia immediatamente comunicata la convocazione, nel primo giorno utile, della Giunta per il regolamento.
Lo chiediamo con la coerenza che abbiamo costantemente espresso in Aula, tanto da vederci, soli, opporci all'istituzione delle quattro commissioni speciali votate invece anche da chi oggi richiama Abbruzzese “ai suoi doveri”.
Quanto all’affermazione del Presidente circa la rigorosa osservanza del Regolamento del Consiglio dobbiamo ricordare, anzitutto per il rispetto dovuto all'Istituzione e alla verità, che proprio sotto la sua Presidenza l’inosservanza della Legge dell’Aula, cioè del Regolamento del Consiglio, si è costantemente ripetuta e aggravata.
Lo scorso anno ci costrinse a rivolgerci al Capo dello Stato dopo le dure censure espresse dal Prof. Michele Ainis in un parere pro veritate in cui evidenziava ben 8 motivi di illegittimità dello strumento del submaxiemendamento dal Presidente Abbruzzese sempre ammesso secondo i desiderata della Giunta.
Più di recente, in occasione della discussione delle modifiche al Piano Casa, mutatosi per gli emendamenti della Giunta in “Piano Casa e Chiesa”, proprio a seguito delle sue decisioni regolamentari, ci siamo visti costretti, dopo averlo preannunciato in corso di seduta, a depositare presso la Procura della Repubblica di Roma una dettagliata denuncia dei fatti accaduti.
Spetterà ora alla magistratura inquirente romana, guidata dal Procuratore Capo dott. Pignatone, accertare le responsabilità personali, nell'auspicio che la Procura della Capitale, sotto la nuova guida, abbia definitivamente cessato - come alcuni recenti provvedimenti sembrerebbero dimostrare - di essere il sicuro porto delle nebbie per le inchieste che toccano la politica romana.
In questo senso ci uniamo all’auspicio di altri consiglieri affinché, individuata la tempistica del taglio delle commissioni, sia immediatamente comunicata la convocazione, nel primo giorno utile, della Giunta per il regolamento.
Lo chiediamo con la coerenza che abbiamo costantemente espresso in Aula, tanto da vederci, soli, opporci all'istituzione delle quattro commissioni speciali votate invece anche da chi oggi richiama Abbruzzese “ai suoi doveri”.
Quanto all’affermazione del Presidente circa la rigorosa osservanza del Regolamento del Consiglio dobbiamo ricordare, anzitutto per il rispetto dovuto all'Istituzione e alla verità, che proprio sotto la sua Presidenza l’inosservanza della Legge dell’Aula, cioè del Regolamento del Consiglio, si è costantemente ripetuta e aggravata.
Lo scorso anno ci costrinse a rivolgerci al Capo dello Stato dopo le dure censure espresse dal Prof. Michele Ainis in un parere pro veritate in cui evidenziava ben 8 motivi di illegittimità dello strumento del submaxiemendamento dal Presidente Abbruzzese sempre ammesso secondo i desiderata della Giunta.
Più di recente, in occasione della discussione delle modifiche al Piano Casa, mutatosi per gli emendamenti della Giunta in “Piano Casa e Chiesa”, proprio a seguito delle sue decisioni regolamentari, ci siamo visti costretti, dopo averlo preannunciato in corso di seduta, a depositare presso la Procura della Repubblica di Roma una dettagliata denuncia dei fatti accaduti.
Spetterà ora alla magistratura inquirente romana, guidata dal Procuratore Capo dott. Pignatone, accertare le responsabilità personali, nell'auspicio che la Procura della Capitale, sotto la nuova guida, abbia definitivamente cessato - come alcuni recenti provvedimenti sembrerebbero dimostrare - di essere il sicuro porto delle nebbie per le inchieste che toccano la politica romana.
Fare luce su eventuali concorsi e consulenze affidati a Vincenzo Papadia
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Come Consiglieri regionali Radicali abbiamo presentato un’interrogazione alla Presidente Polverini per sapere se risulta che il Vincenzo Papadia coinvolto nelle indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Latina per truffa aggravata ed evasione fiscale in merito ad incarichi di consulenza svolti per i comuni di Sabaudia ed Aprilia, senza possedere i titoli indispensabili ai fini legali, sia stato componente effettivo di commissioni esaminatrici per concorsi indetti dalla Regione Lazio o abbia in qualche modo svolto per questo Ente incarichi di consulenza.
Come Consiglieri regionali Radicali abbiamo presentato un’interrogazione alla Presidente Polverini per sapere se risulta che il Vincenzo Papadia coinvolto nelle indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Latina per truffa aggravata ed evasione fiscale in merito ad incarichi di consulenza svolti per i comuni di Sabaudia ed Aprilia, senza possedere i titoli indispensabili ai fini legali, sia stato componente effettivo di commissioni esaminatrici per concorsi indetti dalla Regione Lazio o abbia in qualche modo svolto per questo Ente incarichi di consulenza.
mercoledì 8 agosto 2012
Interrogazione urgente su aree a rischio idrogeologico. In caso di condizioni meteo avverse rischi elevati in molte aree del territorio della Regione
I Consiglieri Radicali regionali del Lazio, Avv. Giuseppe
Rossodivita, Capogruppo e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella,
Federalisti Europei, hanno oggi depositato una interrogazione urgente
alla Presidente della Regione e agli Assessori competenti dove vengono
elencate le aree a rischio idrogeologico nel territorio della Regione
Lazio.
Secondo dati diffusi negli ultimi due anni da Lega Ambiente, Protezione Civile, Ordine dei Geologi del Lazio, Ministero dell’Ambiente, Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari e dall’Unione delle Province italiane, il 97% dei Comuni della Regione ha delle gravi criticità riguardo il rischio idrogeologico in caso di avverse condizioni meteo. Secondo lo studio ‘Ecosistema’ il 30% dei Comuni ha abitazioni costruite su aree franabili, il 50% svolge attività di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e solo il 12% svolge lavori di prevenzione adeguata sul rischio idrogeologico.
Queste fragilità, dovute alla disattenzione con le quali si costruiscono a ridosso degli argini dei fiumi insediamenti abitativi e produttivi, può causare tragedie, visto che con il cambiamento climatico si vanno moltiplicando temporali di portata eccezionale come è avvenuto in queste ultime settimane e giorni in altre regioni italiane. I danni sono spesso gravissimi con il coinvolgimento della popolazione, l’ambiente e le infrastrutture. Le aree in grave dissesto idraulico o geomorfologico interessano una superficie pari a circa 1.309 kmq che costituisce il 7,6% della superficie regionale. Le frane più pericolose occupano il 5 % del territorio, più di 350.000 persone vivono in aree potenzialmente a rischio di frana o alluvione. In caso di esondazioni dei fiumi, i Comuni che presentano il più alto rischio idrogeologico nel Lazio sono Roma, Rieti e Fiumicino.
Nell’interrogazione si chiede di sapere quali urgenti iniziative sono state attivate per scongiurare gli effetti negativi di alluvioni e condizioni meteo che potrebbero riversarsi a breve anche sul territorio della Regione Lazio, quali piani di intervento urgente sono stati attivati per salvaguardare aree e infrastrutture del territorio, quali azioni sono state concordate con la Protezione civile e i Comuni a rischio idrogeologico della regione affinchè la popolazione stia in situazione di allerta qualora si verificassero gravi condizioni meteo, qual è il reale fabbisogno economico affinchè vi sia una messa in sicurezza di quelle aree a grave rischio idrogeologico e se vi sono tavoli di confronto periodici con le Autorità di Bacino, con l’Ordine dei Geologi della Regione Lazio, Lega Ambiente, Ministero dell’Ambiente, Upi, Anbi, Protezione Civile, Associazioni ambientaliste anche locali, per monitorare continuamente la situazione.
I consiglieri Radicali chiedono anche di conoscere se esiste un piano di intervento urgente per la popolazione che vive in aree di maggior rischio e se comunque in quelle stesse aree sono previste campagne di informazione e prevenzione qualora si creassero gravi condizioni di emergenza a causa delle condizioni metereologiche con il coinvolgimento di associazioni ed enti locali.
Secondo dati diffusi negli ultimi due anni da Lega Ambiente, Protezione Civile, Ordine dei Geologi del Lazio, Ministero dell’Ambiente, Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari e dall’Unione delle Province italiane, il 97% dei Comuni della Regione ha delle gravi criticità riguardo il rischio idrogeologico in caso di avverse condizioni meteo. Secondo lo studio ‘Ecosistema’ il 30% dei Comuni ha abitazioni costruite su aree franabili, il 50% svolge attività di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e solo il 12% svolge lavori di prevenzione adeguata sul rischio idrogeologico.
Queste fragilità, dovute alla disattenzione con le quali si costruiscono a ridosso degli argini dei fiumi insediamenti abitativi e produttivi, può causare tragedie, visto che con il cambiamento climatico si vanno moltiplicando temporali di portata eccezionale come è avvenuto in queste ultime settimane e giorni in altre regioni italiane. I danni sono spesso gravissimi con il coinvolgimento della popolazione, l’ambiente e le infrastrutture. Le aree in grave dissesto idraulico o geomorfologico interessano una superficie pari a circa 1.309 kmq che costituisce il 7,6% della superficie regionale. Le frane più pericolose occupano il 5 % del territorio, più di 350.000 persone vivono in aree potenzialmente a rischio di frana o alluvione. In caso di esondazioni dei fiumi, i Comuni che presentano il più alto rischio idrogeologico nel Lazio sono Roma, Rieti e Fiumicino.
Nell’interrogazione si chiede di sapere quali urgenti iniziative sono state attivate per scongiurare gli effetti negativi di alluvioni e condizioni meteo che potrebbero riversarsi a breve anche sul territorio della Regione Lazio, quali piani di intervento urgente sono stati attivati per salvaguardare aree e infrastrutture del territorio, quali azioni sono state concordate con la Protezione civile e i Comuni a rischio idrogeologico della regione affinchè la popolazione stia in situazione di allerta qualora si verificassero gravi condizioni meteo, qual è il reale fabbisogno economico affinchè vi sia una messa in sicurezza di quelle aree a grave rischio idrogeologico e se vi sono tavoli di confronto periodici con le Autorità di Bacino, con l’Ordine dei Geologi della Regione Lazio, Lega Ambiente, Ministero dell’Ambiente, Upi, Anbi, Protezione Civile, Associazioni ambientaliste anche locali, per monitorare continuamente la situazione.
I consiglieri Radicali chiedono anche di conoscere se esiste un piano di intervento urgente per la popolazione che vive in aree di maggior rischio e se comunque in quelle stesse aree sono previste campagne di informazione e prevenzione qualora si creassero gravi condizioni di emergenza a causa delle condizioni metereologiche con il coinvolgimento di associazioni ed enti locali.
Imprese, Radicali: nostra proposta pagamenti certi PA c'è già, speriamo maggioranza faccia tesoro
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti europei
Apprendiamo con soddisfazione del deposito da parte del Presidente della Commissione allo Sviluppo Economico, Giancarlo Miele, di una specifica proposta di legge regionale finalizzata ad "assicurare alle imprese private che si rapportano con soggetti pubblici, pagamenti puntuali entro i limiti prestabiliti". Con questa proposta di legge, afferma il Presidente Miele, la Regione sarà in grado di rispondere adeguatamente ed in tempi brevi alle necessità e alle richieste di aiuto che provengono dall'imprenditoria del Lazio.
Apprendiamo con soddisfazione del deposito da parte del Presidente della Commissione allo Sviluppo Economico, Giancarlo Miele, di una specifica proposta di legge regionale finalizzata ad "assicurare alle imprese private che si rapportano con soggetti pubblici, pagamenti puntuali entro i limiti prestabiliti". Con questa proposta di legge, afferma il Presidente Miele, la Regione sarà in grado di rispondere adeguatamente ed in tempi brevi alle necessità e alle richieste di aiuto che provengono dall'imprenditoria del Lazio.
Come
consiglieri Radicali della Lista Bonino Pannella ricordiamo al
presidente Miele che dal 24 novembre del 2011 c' è una proposta di
legge, la n. 274, intitolata "Misure contro i ritardi di pagamento da
parte della pubblica amministrazione regionale", che propone in chiave
regionale, quel che, come Radicali, in Parlamento stiamo proponendo da
tempo con la mobilitazione sull'iniziativa "Liquidità alle imprese, più ossigeno al Paese".
Lo
scorso 18 maggio, durante la seduta straordinaria del Consiglio
regionale del Lazio sulla crisi economica del tessuto imprenditoriale
della Regione, ricordavamo alla Giunta l'urgenza di intervenire
immediatamente ed efficacemente sul tema della certezza dei pagamenti
dei debiti dell’amministrazione regionale adottando la nostra proposta
di legge.
Proponevamo e proponiamo una legge
regionale ragionevole, misurata e immediatamente applicabile.
L’affidavamo e l'affidiamo al Consiglio e alla Giunta, nella convinzione
che quanto di buono essa vuole realizzare possa trovare un sicuro
interesse in chi ha l’onore e onere di determinare l’agenda politico
legislativa di questa Regione.
Seppur con
qualche mese di ritardo diamo atto al Presidente Miele, e speriamo della
maggioranza tutta, di comprendere quell'urgenza d'intervento che
denunciavamo; ora ci aspettiamo che dalle parole ora si passi ai fatti
procedendo, il prima possibile, alla stesura di un testo condiviso per
l'aula sulla falsariga di quanto realizzato per la legge regionale sugli
open data ormai patrimonio comune di tutti i cittadini del Lazio.
Interrogazione su concessioni della Giunta spazi banchine del Tevere: gravi irregolarità. richiesti urgenti chiarimenti.
I consiglieri Regionali Radicali, Avv. Giuseppe Rossodivita,
Capogruppo e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei,
hanno oggi depositato una interrogazione urgente a risposta scritta
alla Presidente della Regione e all’Assessore al Bilancio per conoscere
le ragioni per le quali sono state date in concessione per pochi euro
al metro quadro alcune aree che poi vengono affittate a decine di
migliaia di Euro per la stagione estiva che si svolge nelle banchine del
Lungotevere per attività commerciali e di intrattenimento.
Nell’interrogazione si fa riferimento al dossier diffuso dalla Consigliera dei Verdi del Primo Municipio, Nathalie Naim dal quale si evince il mancato rispetto di tassative indicazioni previste nella delibera della Giunta della Regione Lazio che ha dato in concessione quelle aree con prcesi vincoli.
Difatti, il canone versato alla Regione Lazio da coloro che hanno in concessione quelle aree per il periodo estivo è stabilito da delibera della Giunta regionale n. 462 del 2010 che prevede costi irrisori che oscillano tra 1,47 e 2,94 Euro al metro quadro in aree comprese tra il Ponte Duca d’Aosta fino a Ponte Matteotti sulle banchine del Tevere.
La Delibera della Giunta precisa che “non si possono subaffittare o dare in subconcessione gli spazi sulle banchine, pena la decadenza” mentre dagli accertamenti dei Vigili Urbani risulterebbe che le attività commerciali all’interno delle manifestazioni risultano intestate a terzi.
Nell’interrogazione si chiede di sapere, tra l’altro, se è vero che i livelli di decibel di quel tipo di manifestazioni, vicino alle abitazioni, supera quelli di molto quelli consentiti, quali verifiche sono state effettuate dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, se le diffuse forme di illegalità sono oggetto di iniziative e/o sanzioni e da parte della Regione in base a quanto indicato nella delibera della Giunta dello scorso aprile e quale tipo di adeguamento intende fare la Giunta rispetto ai costi attualmente molto bassi di tutte le aree delle banchine del Tevere date in concessione.
Nell’interrogazione si fa riferimento al dossier diffuso dalla Consigliera dei Verdi del Primo Municipio, Nathalie Naim dal quale si evince il mancato rispetto di tassative indicazioni previste nella delibera della Giunta della Regione Lazio che ha dato in concessione quelle aree con prcesi vincoli.
Difatti, il canone versato alla Regione Lazio da coloro che hanno in concessione quelle aree per il periodo estivo è stabilito da delibera della Giunta regionale n. 462 del 2010 che prevede costi irrisori che oscillano tra 1,47 e 2,94 Euro al metro quadro in aree comprese tra il Ponte Duca d’Aosta fino a Ponte Matteotti sulle banchine del Tevere.
La Delibera della Giunta precisa che “non si possono subaffittare o dare in subconcessione gli spazi sulle banchine, pena la decadenza” mentre dagli accertamenti dei Vigili Urbani risulterebbe che le attività commerciali all’interno delle manifestazioni risultano intestate a terzi.
Nell’interrogazione si chiede di sapere, tra l’altro, se è vero che i livelli di decibel di quel tipo di manifestazioni, vicino alle abitazioni, supera quelli di molto quelli consentiti, quali verifiche sono state effettuate dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, se le diffuse forme di illegalità sono oggetto di iniziative e/o sanzioni e da parte della Regione in base a quanto indicato nella delibera della Giunta dello scorso aprile e quale tipo di adeguamento intende fare la Giunta rispetto ai costi attualmente molto bassi di tutte le aree delle banchine del Tevere date in concessione.
Interrogazione su ospedale oftalmico di Roma. Sospesi gli interventi per malfunzionamento generatore di riserva.
I consiglieri Regionali Radicali, Avv. Giuseppe Rossodivita,
Capogruppo e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei
hanno oggi depositato una interrogazione urgente a risposta scritta alla Presidente della Regione sulla sospensione delle operazioni all’Ospedale Oftalmico di Roma.
Secondo alcune notizie e testimonianze di pazienti alcuni interventi programmati in questi giorni sono stati rinviati e altri pazienti trasferiti all’Ospedale Policlinico di Roma a causa di un guasto al gruppo elettrogeno.
Nell’interrogazione si chiede di conoscere quale tipo di manutenzione viene eseguita negli impianti di riserva dei gruppi elettrogeni degli Ospedali di Roma, quali garanzie sono state attivate per quei pazienti che necessitano in questi giorni di interventi agli occhi all’Ospedale Oftalmico e cosa si intende fare nell'immediato per superare questa situazione.
************************
Omniroma-OSPEDALE OFTALMICO, ASL: RIPRESA ATTIVITÀ OPERATORIA
(OMNIROMA) Roma, 06 AGO - "È ripresa regolarmente l'attività operatoria dell'Ospedale Oftalmico - lo comunica con una nota la Direzione Sanitaria Aziendale della Asl Roma E: "L'anomalia nel funzionamento del gruppo elettrogeno, che aveva determinato una temporanea interruzione dell'attività chirurgica, è stata tempestivamente risolta e la situazione è tornata alla normalità."
Secondo alcune notizie e testimonianze di pazienti alcuni interventi programmati in questi giorni sono stati rinviati e altri pazienti trasferiti all’Ospedale Policlinico di Roma a causa di un guasto al gruppo elettrogeno.
Nell’interrogazione si chiede di conoscere quale tipo di manutenzione viene eseguita negli impianti di riserva dei gruppi elettrogeni degli Ospedali di Roma, quali garanzie sono state attivate per quei pazienti che necessitano in questi giorni di interventi agli occhi all’Ospedale Oftalmico e cosa si intende fare nell'immediato per superare questa situazione.
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Omniroma-OSPEDALE OFTALMICO, ASL: RIPRESA ATTIVITÀ OPERATORIA
(OMNIROMA) Roma, 06 AGO - "È ripresa regolarmente l'attività operatoria dell'Ospedale Oftalmico - lo comunica con una nota la Direzione Sanitaria Aziendale della Asl Roma E: "L'anomalia nel funzionamento del gruppo elettrogeno, che aveva determinato una temporanea interruzione dell'attività chirurgica, è stata tempestivamente risolta e la situazione è tornata alla normalità."
mercoledì 1 agosto 2012
Regina Coeli, presentata interrogazione urgente su condizioni del reparto clinico del carcere
I Consiglieri regionali Radicali, l’Avv. Giuseppe Rossodivita e Rocco
Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, hanno oggi
depositato una interrogazione urgente alla Presidente della Regione
Lazio Renata Polverini e agli Assessori competenti sulle condizioni del
reparto clinico del Carcere di Regina Coeli di Roma.
Nell’interrogazione sono state elencate le gravi criticità strutturali e assistenziali del reparto clinico dove pochi giorni fa si è tolto la vita un detenuto tunisino con problemi psichici di 25 anni.
Secondo quanto denunciato dal Garante dei detenuti della Regione Lazio gli impianti elettrici del reparto sono fuori norma e vi sono gravi carenze igieniche. Nel reparto sono detenute 80 persone con una grave carenza di personale.
Nell’interrogazione si chiede di sapere quali iniziative urgenti intenda prendere la Giunta riguardo le gravi carenze segnalate, se è in corso un monitoraggio riguardo le gravi situazioni di salute in cui versano alcuni detenuti del reparto clinico, quali sollecitazioni sono state inviate al Governo riguardo la carente situazione strutturale e se le Asl e i Dipartimenti di salute mentale competenti informano la Regione Lazio delle criticità presenti. Nell’interrogazione infine si chiede di sapere qual è la situazione delle strutture sanitarie degli altri Istituti penitenziari della Regione Lazio
Nell’interrogazione sono state elencate le gravi criticità strutturali e assistenziali del reparto clinico dove pochi giorni fa si è tolto la vita un detenuto tunisino con problemi psichici di 25 anni.
Secondo quanto denunciato dal Garante dei detenuti della Regione Lazio gli impianti elettrici del reparto sono fuori norma e vi sono gravi carenze igieniche. Nel reparto sono detenute 80 persone con una grave carenza di personale.
Nell’interrogazione si chiede di sapere quali iniziative urgenti intenda prendere la Giunta riguardo le gravi carenze segnalate, se è in corso un monitoraggio riguardo le gravi situazioni di salute in cui versano alcuni detenuti del reparto clinico, quali sollecitazioni sono state inviate al Governo riguardo la carente situazione strutturale e se le Asl e i Dipartimenti di salute mentale competenti informano la Regione Lazio delle criticità presenti. Nell’interrogazione infine si chiede di sapere qual è la situazione delle strutture sanitarie degli altri Istituti penitenziari della Regione Lazio
Sla, interrogazione alla Polverini su situazione interventi a sostegno malati
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lisa Bonino Pannella Federalisti europei
I Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei, hanno presentato una interrogazione urgente alla presidente Polverini e all’Assessore alle Politiche sociali e Famiglia Aldo Forte, in merito allo stato di avanzamento del programma attuativo degli interventi a favore di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla) nel Lazio.
La Regione Lazio, con la delibera n. 233 del 25 maggio 2012, ha destinato un fondo pari a 9 milioni e 80mila euro per un programma di interventi in favore delle persone affette da Sla. Sono previsti interventi articolati in quattro diverse azioni: la prima riguarda l'assegnazione di assegni di cura per garantire l’assistenza domiciliare e aiuto personale anche 24 ore su 24 mediante attraverso l’assunzione di assistenti familiari.
La seconda prevede la realizzazione di una prima “isola di sollievo”ovvero un luogo di residenzialità temporanea in grado di accogliere 8-10 pazienti affetti da Sla cui possa essere garantita la continuità assistenziale degli operatori sanitari e sociali.
La terza riguarda l’attività di formazione del personale deputato all’assistenza dei malati e al sostegno dei familiari.
La quarta prevede lo sviluppo ed il potenziamento dei percorsi assistenziali attraverso il monitoraggio epidemiologico nella regione. “Con la nostra interrogazione, analoga a quella presentata a livello nazionale dalla parlamentare Radicale Maria Antonietta Farina Coscioni” dichiarano i Consiglieri Rossodivita e Berardo “vogliamo conoscere l’effettiva entità delle richieste di assistenza presentate nel Lazio e quanti dei progetti di assistenza sono stati valutati e approvati. ”Vogliamo inoltre conoscere” precisano i Consiglieri Radicali “quale sia lo stato di realizzazione del registro regionale delle persone affette da Sla previsto dalla delibera regionale e, infine, se non si ritenga opportuno monitorare, almeno trimestralmente, l’avanzamento, l’efficacia e appropriatezza degli interventi ed eventualmente correggerne carenze e inappropriatezze”.
I Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei, hanno presentato una interrogazione urgente alla presidente Polverini e all’Assessore alle Politiche sociali e Famiglia Aldo Forte, in merito allo stato di avanzamento del programma attuativo degli interventi a favore di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla) nel Lazio.
La Regione Lazio, con la delibera n. 233 del 25 maggio 2012, ha destinato un fondo pari a 9 milioni e 80mila euro per un programma di interventi in favore delle persone affette da Sla. Sono previsti interventi articolati in quattro diverse azioni: la prima riguarda l'assegnazione di assegni di cura per garantire l’assistenza domiciliare e aiuto personale anche 24 ore su 24 mediante attraverso l’assunzione di assistenti familiari.
La seconda prevede la realizzazione di una prima “isola di sollievo”ovvero un luogo di residenzialità temporanea in grado di accogliere 8-10 pazienti affetti da Sla cui possa essere garantita la continuità assistenziale degli operatori sanitari e sociali.
La terza riguarda l’attività di formazione del personale deputato all’assistenza dei malati e al sostegno dei familiari.
La quarta prevede lo sviluppo ed il potenziamento dei percorsi assistenziali attraverso il monitoraggio epidemiologico nella regione. “Con la nostra interrogazione, analoga a quella presentata a livello nazionale dalla parlamentare Radicale Maria Antonietta Farina Coscioni” dichiarano i Consiglieri Rossodivita e Berardo “vogliamo conoscere l’effettiva entità delle richieste di assistenza presentate nel Lazio e quanti dei progetti di assistenza sono stati valutati e approvati. ”Vogliamo inoltre conoscere” precisano i Consiglieri Radicali “quale sia lo stato di realizzazione del registro regionale delle persone affette da Sla previsto dalla delibera regionale e, infine, se non si ritenga opportuno monitorare, almeno trimestralmente, l’avanzamento, l’efficacia e appropriatezza degli interventi ed eventualmente correggerne carenze e inappropriatezze”.
lunedì 30 luglio 2012
Piano casa, Radicali: Regione Lazio esempio di antidemocrazia e illegalità. Pronti alla denuncia penale
Dichiarazione dei consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
L'Italia è un antidemocrazia. La Regione Lazio ne è uno dei massimi esempi. E quello di stanotte è stato il caso da manuale da studiare in tutte le facoltà di Giurisprudenza su come non può svolgersi una procedura assembleare o parlamentare. Come Radicali della Lista Bonino Pannella sulla nuova legge piano casa ci siamo opposti nel merito e nel metodo, praticando anche un ostruzionismo in Aula, piegato solo da scelte antidemocratiche, e in violazione della legge del Regolamento del Consiglio regionale, che hanno leso i diritti dei consiglieri regionali.
Se da una parte, infatti, per questa Giunta regionale il Lazio deve essere "tutto Casa, Chiesa e cemento", e non deve avere riguardo per le zone agricole e non deve fare retromarcia sull'applicazione della legge anche nei Parchi, dall'altra emerge come non vi fosse un'intesa fra la giunta e i ministeri dell'ambiente e dei beni culturali, che avevano contestato e impugnato le norme sul piano casa, tale da scongiurare il giudizio della Corte Costituzionale. In un qualsiasi altro paese europeo, ne scelga uno a caso l'Assessore Ciocchetti, questo comportamento avrebbe comportato le dimissioni. Probabilmente in questa Regione comporterà una qualche promozione.
Non solo: a sugellare l'irresponsabilità di questa Giunta e di questa maggioranza è arrivata anche la mano tesa del Presidente del Consiglio Mario Abbruzzese, il quale in violazione delle norme regolamentari, prima ammette un subemendamento della Giunta pacificamente inamissibile, facendo decadere gli emendamenti di tutti i consiglieri regionali, e poi dichiara non votabili oltre 200 ordini del giorno che dovevano essere votati, come dice chiaramente il Regolamento, prima della votazione finale.
Come Radicali abbiamo ripetutamente messo in guardia il Presidente del Consiglio Abbruzzese dal prendere decisioni lesive dei diritti dei consiglieri, ma invece di farsi garante delle prerogative del Consiglio, il Presidente ha scelto la strada della violazione del Regolamento. Per questo essendo il caso trattato del tutto analago a quello verificatosi presso l'Assemblea Capitolina sulla votazione degli ordini del giorno Acea, sul quale pochi giorni fa il Consiglio di Stato si è pronunciato dando ragione ai consiglieri ricorrenti, ricorreremo in ogni sede come Radicali contro le decisioni prese dal Presidente Abbruzzese. Inoltre - come annunciato in aula - procederemo con il deposito di una denuncia per abuso di ufficio nonché per il falso ideologico relativo alla nota istruttoria prodotta dagli uffici alla base di questa decisione e con la quale gli uffici stessi, dopo aver proceduto all'esame degli ordini del giorno, hanno falsamente affermato che gli stessi non possedevano i requisiti richiesti dall'articolo 69 comma 1 del Regolamento del Consiglio.
L'Italia è un antidemocrazia. La Regione Lazio ne è uno dei massimi esempi. E quello di stanotte è stato il caso da manuale da studiare in tutte le facoltà di Giurisprudenza su come non può svolgersi una procedura assembleare o parlamentare. Come Radicali della Lista Bonino Pannella sulla nuova legge piano casa ci siamo opposti nel merito e nel metodo, praticando anche un ostruzionismo in Aula, piegato solo da scelte antidemocratiche, e in violazione della legge del Regolamento del Consiglio regionale, che hanno leso i diritti dei consiglieri regionali.
Se da una parte, infatti, per questa Giunta regionale il Lazio deve essere "tutto Casa, Chiesa e cemento", e non deve avere riguardo per le zone agricole e non deve fare retromarcia sull'applicazione della legge anche nei Parchi, dall'altra emerge come non vi fosse un'intesa fra la giunta e i ministeri dell'ambiente e dei beni culturali, che avevano contestato e impugnato le norme sul piano casa, tale da scongiurare il giudizio della Corte Costituzionale. In un qualsiasi altro paese europeo, ne scelga uno a caso l'Assessore Ciocchetti, questo comportamento avrebbe comportato le dimissioni. Probabilmente in questa Regione comporterà una qualche promozione.
Non solo: a sugellare l'irresponsabilità di questa Giunta e di questa maggioranza è arrivata anche la mano tesa del Presidente del Consiglio Mario Abbruzzese, il quale in violazione delle norme regolamentari, prima ammette un subemendamento della Giunta pacificamente inamissibile, facendo decadere gli emendamenti di tutti i consiglieri regionali, e poi dichiara non votabili oltre 200 ordini del giorno che dovevano essere votati, come dice chiaramente il Regolamento, prima della votazione finale.
Come Radicali abbiamo ripetutamente messo in guardia il Presidente del Consiglio Abbruzzese dal prendere decisioni lesive dei diritti dei consiglieri, ma invece di farsi garante delle prerogative del Consiglio, il Presidente ha scelto la strada della violazione del Regolamento. Per questo essendo il caso trattato del tutto analago a quello verificatosi presso l'Assemblea Capitolina sulla votazione degli ordini del giorno Acea, sul quale pochi giorni fa il Consiglio di Stato si è pronunciato dando ragione ai consiglieri ricorrenti, ricorreremo in ogni sede come Radicali contro le decisioni prese dal Presidente Abbruzzese. Inoltre - come annunciato in aula - procederemo con il deposito di una denuncia per abuso di ufficio nonché per il falso ideologico relativo alla nota istruttoria prodotta dagli uffici alla base di questa decisione e con la quale gli uffici stessi, dopo aver proceduto all'esame degli ordini del giorno, hanno falsamente affermato che gli stessi non possedevano i requisiti richiesti dall'articolo 69 comma 1 del Regolamento del Consiglio.
venerdì 27 luglio 2012
Piano casa-chiesa, primi cedimenti della maggioranza
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lisa Bonino Pannella Federalisti europei
Primi cedimenti della maggioranza sul piano casa. Dopo le forzature al regolamento con il deposito di un maxi subemendamento di nove pagine sottratto alla possibilità di ogni dibattito per l'opposizione, proseguono in aula le votazioni sui 250 ordini del giorno depositati dalla lista Bonino Pannella, Sel, Fds e sostenuti in aula dall'intera opposizione. La maggioranza va sfaldandosi avendo consentito l'approvazione di un Odg a firma radicale che prevede l'obbligo per la Giunta di pubblicare sul sito istituzionale gli interventi di modifica di destinazione d'uso derivanti dall'applicazione del "nuovo" piano casa-chiesa.
L'Assessore Ciocchetti, a nome della Giunta, si è detto disponibile a procedere ad oltranza nella seduta, come Consiglieri radicali nel rispetto di quanti lavorano nel Consiglio, ci chiediamo che senso abbia procedere a questa maratona quando nessun termine immediato v'è all'approvazione del provvedimento.
Primi cedimenti della maggioranza sul piano casa. Dopo le forzature al regolamento con il deposito di un maxi subemendamento di nove pagine sottratto alla possibilità di ogni dibattito per l'opposizione, proseguono in aula le votazioni sui 250 ordini del giorno depositati dalla lista Bonino Pannella, Sel, Fds e sostenuti in aula dall'intera opposizione. La maggioranza va sfaldandosi avendo consentito l'approvazione di un Odg a firma radicale che prevede l'obbligo per la Giunta di pubblicare sul sito istituzionale gli interventi di modifica di destinazione d'uso derivanti dall'applicazione del "nuovo" piano casa-chiesa.
L'Assessore Ciocchetti, a nome della Giunta, si è detto disponibile a procedere ad oltranza nella seduta, come Consiglieri radicali nel rispetto di quanti lavorano nel Consiglio, ci chiediamo che senso abbia procedere a questa maratona quando nessun termine immediato v'è all'approvazione del provvedimento.
Piano Casa, ennesimo colpo di mano dell’Assessore Ciocchetti e della Giunta Polverini
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lisa Bonino Pannella Federalisti europei
Stiamo depositando, unitamente ai colleghi di SeL, Verdi e FdS oltre 250 Ordini del giorno al fine di tentare di bloccare l’ennesimo colpo di mano dell’Assessore Ciocchetti e della Giunta Polverini. Sulla scorta della pronuncia del Consiglio di Stato relativo alla vicenda Acea consumatasi al Consiglio comunale di Roma visto che, sul punto, il Regolamento del Consiglio regionale – analogamente a quello del Consiglio comunale di Roma – impone l’esame degli Ordini del giorno prima dell’approvazione finale della legge, abbiamo scelto questa strada per far fronte all’ennesimo ostacolo al dibattito posto dall’esecutivo regionale utilizzando ancora una volta la prassi costituzionalmente fraudolenta di un sub maxi emendamento tombale di ben 11 pagine che riscrive il Piano casa.
Stiamo depositando, unitamente ai colleghi di SeL, Verdi e FdS oltre 250 Ordini del giorno al fine di tentare di bloccare l’ennesimo colpo di mano dell’Assessore Ciocchetti e della Giunta Polverini. Sulla scorta della pronuncia del Consiglio di Stato relativo alla vicenda Acea consumatasi al Consiglio comunale di Roma visto che, sul punto, il Regolamento del Consiglio regionale – analogamente a quello del Consiglio comunale di Roma – impone l’esame degli Ordini del giorno prima dell’approvazione finale della legge, abbiamo scelto questa strada per far fronte all’ennesimo ostacolo al dibattito posto dall’esecutivo regionale utilizzando ancora una volta la prassi costituzionalmente fraudolenta di un sub maxi emendamento tombale di ben 11 pagine che riscrive il Piano casa.
mercoledì 25 luglio 2012
Anagrafe pubblica degli eletti Radicali e del gruppo consiliare Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
La chiamiamo Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati. E' l'iniziativa Radicale che abbiamo trasformato in proposta di legge e
che vogliamo far approvare perché sia applicata da tutte le assemblee,
da quelle parlamentari a quelle regionali, fino a quelle di ogni livello
amministrativo.
Non aspettiamo, però, il dovere alla trasparenza, perché come Radicali riteniamo che questa rappresenti il metodo del nostro agire anche e soprattutto nel momento in cui siamo chiamati a rappresentare i cittadini in un'assemblea.
Per questo pubblichiamo anche in questa pagina la nostra anagrafe pubblica, degli eletti Radicali, e quella del gruppo consiliare a cui apparteniamo al Consiglio regionale del Lazio: Gruppo consiliare Lista Bonino Pannella Federalisti Europei.
L'anagrafe pubblica degli eletti
Giuseppe Rossodivita [la mia anagrafe pubblica da Radicali.it]
Stato patrimoniale 2010 (pdf 3.453,21 KB)
Stato patrimoniale 2011 (pdf 3.450,85 KB)
Non aspettiamo, però, il dovere alla trasparenza, perché come Radicali riteniamo che questa rappresenti il metodo del nostro agire anche e soprattutto nel momento in cui siamo chiamati a rappresentare i cittadini in un'assemblea.
Per questo pubblichiamo anche in questa pagina la nostra anagrafe pubblica, degli eletti Radicali, e quella del gruppo consiliare a cui apparteniamo al Consiglio regionale del Lazio: Gruppo consiliare Lista Bonino Pannella Federalisti Europei.
L'anagrafe pubblica degli eletti
Giuseppe Rossodivita [la mia anagrafe pubblica da Radicali.it]
Stato patrimoniale 2010 (pdf 3.453,21 KB)
Stato patrimoniale 2011 (pdf 3.450,85 KB)
Con il nuovo piano casa una Giunta casa e chiesa
Con un subemendamento dell’Assessore Ciocchetti al Piano Casa la Giunta fa un altro regalo alla Chiesa. Quando la Giunta Polverini Pdl Udc terminerà di pagare i debiti della campagna elettorale utilizzando quale moneta sonante il territorio di tutti i cittadini del Lazio?
L'Assessore Ciocchetti vorrebbe far costruire per ogni edificio religioso un altro della medesima cubatura, a scelta tra: un'abitazione, un ufficio, un negozio, un albergo, un centro fitness etc.
Ogni destinazione d'uso sarebbe consentita pur di far cassa.
Non basta che i comuni del Lazio siano obbligati a stanziare una parte dei contributi sugli oneri di urbanizzazione a favore degli enti religiosi, nonostante il fiume di denaro che arriva nelle loro casse dall’8 per mille, ma adesso gli si vuole garantire la possibilità di far denaro sugli spazi verdi dei cittadini.
Così come abbiamo presentato una proposta di Legge Regionale per eliminare l’obbligo dei comuni del Lazio di versare una parte degli oneri concessori agli enti religiosi cosicché possano essere destinati ad altri servizi quali ad esempio l'edilizia scolastica, gli asili nido ed i servizi sociali in genere; allo stesso modo lotteremo perché questo subemendamento-regalìa non sia approvato.
venerdì 20 luglio 2012
Giustizia, quattro giorni di mobilitazione nonviolenta
Al Consiglio Regionale del Lazio i radicali depositano una interpellanza
urgente firmata da 15 consiglieri di diversi gruppi sulla situazione
del sovrafollamento delle carceri per sollecitare iniziative della
giunta.
In occasione della quattro giorni di mobilitazione nonviolenta per la giustizia, promossa in tutta Italia dai Radicali, al Consiglio Regionale del Lazio il Capogruppo Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, hanno oggi depositato una interpellanza urgente rivolta alla Giunta della Presidente Renata Polverini sulla situazione del sovraffollamento delle Carceri che chiede quali iniziative sono state intraprese, nei confronti del Governo, riguardo la drammatica situazione degli istituti penitenziari del Lazio, così come chiedeva la Mozione approvata quasi all’unanimità nell’ottobre 2011. L’interpellanza urgente è stata firmata oltre che dai consiglieri Radicali anche dal Vice Presidente del Consiglio Regionale Raffaele D’Ambrosio dell’Udc, dai Capigruppo Luigi Nieri di Sel, Esterino Montino del Pd, Ivano Peduzzi, Fds, Angelo Bonelli dei Verdi, Luciano Romanzi, Psi, e dai consiglieri Isabella Rauti, Chiara Colosimo, Giancarlo Miele e Andrea Bernaudo, Pdl, Giulia Rodano, Idv, Tonino D’Annibale, Pd e Fabio Nobile, Fds.
L’interpellanza chiede anche di sapere quali provvedimenti si intendono adottare affinché venga superato lo stato di illegalità delle condizioni dei 14 istituti penitenziari nel territorio della Regione Lazio dove vi sono 6.971 detenuti (6.513 uomini e 458 donne), a fronte di una capienza regolamentare di 4.839 (dato aggiornato al 1° luglio 2012 - fonte Ufficio del Garante dei detenuti Regione Lazio) e si chiede di sollecitare il Governo a promuovere tutte le azioni necessarie ad assicurare al personale penitenziario condizioni di lavoro rispettose dei loro diritti di lavoratori con particolare attenzione alla grave situazione delle piante organiche.
I Consiglieri regionali Radicali hanno anche chiesto con una lettera a tutti i loro colleghi di aderire e sostenere la lettera aperta al Presidente della Repubblica promossa dal Prof. Andrea Pugiotto e sottoscritta da oltre cento professori ordinari di Diritto Costituzionale, di diritto Penale e di Procedura Penale. Si tratta di un importante e straordinario documento culturale, scientifico e politico che chiede al Presidente di farsi forte di una sua prerogativa prevista dal comma 2, art. 87 della nostra Costituzione: il messaggio alle Camere, per favorire un processo deliberativo in Parlamento attraverso la formalizzazione delle sue preoccupazioni istituzionali e costituzionali.
La mobilitazione nonviolenta promossa dai Radicali, che proseguirà fino al 22 luglio, vede coinvolte personalità e decine di migliaia di cittadini insieme ai detenuti e i loro familiari, i direttori degli Istituti, gli agenti di polizia penitenziaria, gli psicologi, gli educatori, il personale sanitario e amministrativo, le associazioni che di carcere si occupano da anni, i volontarie i cappellani che condividono l’ennesimo allarme lanciato da Marco Pannella e che richiama urgentemente la politica “alla più grande questione istituzionale e sociale del nostro Paese”, cioè lo stato drammatico della Giustizia civile e penale.
In occasione della quattro giorni di mobilitazione nonviolenta per la giustizia, promossa in tutta Italia dai Radicali, al Consiglio Regionale del Lazio il Capogruppo Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, hanno oggi depositato una interpellanza urgente rivolta alla Giunta della Presidente Renata Polverini sulla situazione del sovraffollamento delle Carceri che chiede quali iniziative sono state intraprese, nei confronti del Governo, riguardo la drammatica situazione degli istituti penitenziari del Lazio, così come chiedeva la Mozione approvata quasi all’unanimità nell’ottobre 2011. L’interpellanza urgente è stata firmata oltre che dai consiglieri Radicali anche dal Vice Presidente del Consiglio Regionale Raffaele D’Ambrosio dell’Udc, dai Capigruppo Luigi Nieri di Sel, Esterino Montino del Pd, Ivano Peduzzi, Fds, Angelo Bonelli dei Verdi, Luciano Romanzi, Psi, e dai consiglieri Isabella Rauti, Chiara Colosimo, Giancarlo Miele e Andrea Bernaudo, Pdl, Giulia Rodano, Idv, Tonino D’Annibale, Pd e Fabio Nobile, Fds.
L’interpellanza chiede anche di sapere quali provvedimenti si intendono adottare affinché venga superato lo stato di illegalità delle condizioni dei 14 istituti penitenziari nel territorio della Regione Lazio dove vi sono 6.971 detenuti (6.513 uomini e 458 donne), a fronte di una capienza regolamentare di 4.839 (dato aggiornato al 1° luglio 2012 - fonte Ufficio del Garante dei detenuti Regione Lazio) e si chiede di sollecitare il Governo a promuovere tutte le azioni necessarie ad assicurare al personale penitenziario condizioni di lavoro rispettose dei loro diritti di lavoratori con particolare attenzione alla grave situazione delle piante organiche.
I Consiglieri regionali Radicali hanno anche chiesto con una lettera a tutti i loro colleghi di aderire e sostenere la lettera aperta al Presidente della Repubblica promossa dal Prof. Andrea Pugiotto e sottoscritta da oltre cento professori ordinari di Diritto Costituzionale, di diritto Penale e di Procedura Penale. Si tratta di un importante e straordinario documento culturale, scientifico e politico che chiede al Presidente di farsi forte di una sua prerogativa prevista dal comma 2, art. 87 della nostra Costituzione: il messaggio alle Camere, per favorire un processo deliberativo in Parlamento attraverso la formalizzazione delle sue preoccupazioni istituzionali e costituzionali.
La mobilitazione nonviolenta promossa dai Radicali, che proseguirà fino al 22 luglio, vede coinvolte personalità e decine di migliaia di cittadini insieme ai detenuti e i loro familiari, i direttori degli Istituti, gli agenti di polizia penitenziaria, gli psicologi, gli educatori, il personale sanitario e amministrativo, le associazioni che di carcere si occupano da anni, i volontarie i cappellani che condividono l’ennesimo allarme lanciato da Marco Pannella e che richiama urgentemente la politica “alla più grande questione istituzionale e sociale del nostro Paese”, cioè lo stato drammatico della Giustizia civile e penale.
Spending Review, Rossodivita: Di Stefano ha sbagliato indirizzo
Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti europei
Intervenendo anche a nome del Pd, come ha sostenuto nel suo intervento, Marco Di Stefano, consigliere del partito democratico, ha sbagliato indirizzo quando ha detto, in sintesi, che i Radicali sarebbero quelli che parlano bene ma razzolano male.
La realtà dei fatti, come tutti in Consiglio regionale sanno, - ivi compreso il Consigliere Di Stefano – è che la partitocrazia, di destra e sinistra, ha assunto nelle cosiddette società in house in questi anni, fino all’ultimo minuto utile, anche poco prima delle ultime elezioni, personale scelto a chiamata diretta, dunque con sistemi clientelari, per foraggiare voti e preferenze. Questo sistema, che chiamiamo partitocratico, si deve scegliere se perpetuarlo o denunciarlo, come facciamo e abbiamo fatto anche quest’oggi.
Chi si straccia le vesti per la lesione dell’autonomia regionale, in realtà si straccia le vesti per la perdita del potere utilizzato in modo consociativo nell'acquisire consenso partitico e personale sul territorio utilizzando il denaro di tutti i contribuenti. E quel che è più triste è che ci sono gruppi parlamentari e forze politiche che a livello nazionale propagandano la necessità della moralizzazione, mentre a livello regionale e amministrativo si siedono affamati al tavolo di spartizione del denaro pubblico.
In ultimo, siamo contenti che il consigliere Di Stefano sia finalmente giunto sulle nostre posizioni per quanto riguarda il taglio delle commissioni in Consiglio regionale. Quelle speciali le votò lui. I Radicali furono i soli a non farlo. Oggi gli diciamo: benvenuto.
Intervenendo anche a nome del Pd, come ha sostenuto nel suo intervento, Marco Di Stefano, consigliere del partito democratico, ha sbagliato indirizzo quando ha detto, in sintesi, che i Radicali sarebbero quelli che parlano bene ma razzolano male.
La realtà dei fatti, come tutti in Consiglio regionale sanno, - ivi compreso il Consigliere Di Stefano – è che la partitocrazia, di destra e sinistra, ha assunto nelle cosiddette società in house in questi anni, fino all’ultimo minuto utile, anche poco prima delle ultime elezioni, personale scelto a chiamata diretta, dunque con sistemi clientelari, per foraggiare voti e preferenze. Questo sistema, che chiamiamo partitocratico, si deve scegliere se perpetuarlo o denunciarlo, come facciamo e abbiamo fatto anche quest’oggi.
Chi si straccia le vesti per la lesione dell’autonomia regionale, in realtà si straccia le vesti per la perdita del potere utilizzato in modo consociativo nell'acquisire consenso partitico e personale sul territorio utilizzando il denaro di tutti i contribuenti. E quel che è più triste è che ci sono gruppi parlamentari e forze politiche che a livello nazionale propagandano la necessità della moralizzazione, mentre a livello regionale e amministrativo si siedono affamati al tavolo di spartizione del denaro pubblico.
In ultimo, siamo contenti che il consigliere Di Stefano sia finalmente giunto sulle nostre posizioni per quanto riguarda il taglio delle commissioni in Consiglio regionale. Quelle speciali le votò lui. I Radicali furono i soli a non farlo. Oggi gli diciamo: benvenuto.
mercoledì 18 luglio 2012
RADICALI SU SPENDING REVIEW REGIONE LAZIO. SERIA PREOCCUPAZIONE PER L’OCCUPAZIONE DI MIGLIAIA DI PERSONE MA CLASSE POLITICA SIA CREDIBILE. LE NOSTRE PROPOSTE SU TAGLI E SPRECHI IGNORATE DAL SISTEMA PARTITOCRATICO.
Dichiarazione dei Consiglieri Regionali
Radicali del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino
Pannella, Federalisti Europei:
“Il decreto del
Governo sulla Spending Review sta determinando un forte allarme, in particolare
sull’occupazione di migliaia di persone dipendenti di società in house della
Regione Lazio. Allarme più che giustificato per gli effetti che tale decisione
causerà sul piano sociale ed economico nella Regione.
Come Radicali da
sempre, sin dalla campagna elettorale, abbiamo proposto di razionalizzare molte
delle spese e di avviare politiche di tagli laddove gli sprechi e privilegi
hanno incrementato e continuano a incrementare il deficit economico della
Regione. Nessuno ci ha ascoltati, nemmeno quando in occasione del voto sulle
leggi finanziarie e degli assestamenti di bilancio abbiamo proposto forti tagli alle spese clientelari e partitocratiche a
partire, solo per fare un esempio, da quando ci siamo trovati soli in aula a
batterci contro le nuove quattro Commissioni speciali che hanno così portato il loro numero totale
di venti commissioni nel Consiglio Regionale del Lazio, record italiano: 5
milioni di euro buttati in una legislatura. Nonostante le varie promesse
nulla è cambiato e quasi tutta la classe politica continua a ignorare la grave
situazione economico-finanziaria del paese e della Regione.
La Presidente della Regione ed altri esponenti della Giunta si sono
subito preoccupati di dire che le società in house della Regione non possono
essere privatizzate, l’ alternativa, secondo il decreto del Governo, è la loro
chiusura entro il 31 dicembre di quest’anno. Davvero non comprendiamo le
ragioni di questa presa di posizione della Giunta senza che nemmeno si avvii
uno studio sugli effetti che la privatizzazione potrebbe determinare. Le
motivazioni date dalla Presidente Polverini sulla sensibilità dei dati trattati
da alcune delle società in house sono davvero pretestuosi. Basterebbe porre delle condizioni molto severe, con
forti penalità e questo problema si potrebbe facilmente risolvere, ma questo è
solo un esempio.
La verità è che
quasi tutta la classe politica regionale non intende rinunciare ad avere un
controllo diretto sulle 50 strutture (19 società, 26 enti pubblici e 5 agenzie)
divenute oramai un territorio protetto dove la politica scatena pratiche
degenerative difficilmente contenibili: assunzioni clientelari, assegnazione
discrezionale dei progetti, spartizione dei posti nei consigli di
amministrazione. E’ evidente oramai l’incapacità di governare questa
situazione, salvo che per i tornaconti della partitocrazia e dei privilegi
garantiti dalle diverse spartizioni, tutto a scapito delle migliaia di
lavoratori che si trovano oggi in una grave situazione di rischio. Basta una
cifra per tutti: il plotone degli amministratori (tra presidenti,
consiglieri di amministrazione e sindaci) composto da oltre 300 persone che ha
un costo complessivo superiore ai 2 milioni di euro l’anno.
Ciò che
sorprende è che in questa situazione manca del tutto una presa di
coscienza seria e credibile su quanto sta avvenendo. Basta ricordare la vicenda
che prevede la costruzione di due nuove palazzine presso la sede del Consiglio
Regionale del Lazio, per un costo di circa 10 milioni di euro, assolutamente
non necessario viste le nuove regole che si applicheranno sulla formazione dei
gruppi regionali e all'opportuno dimezzamento delle commissioni
consiliari.
E mentre almeno
una decina di società partecipate sia direttamente che indirettamente da parte
della Regione rischia la chiusura, la Giunta ne ha appena costituite due:
LazioMar s.p.a. e Lazio Ambiente s.p.a. più un’altra s.p.a. che dovrebbe
occuparsi di riscossione dei tributi.
Noi Radicali
siamo disponibili a qualsiasi dialogo che abbia la finalità di limitare le
gravi conseguenze che la Spending review potrebbe causare ma a
condizione che ci sia una vera e reale volontà di rinunciare a tutte le
prebende, le spartizioni, i privilegi che hanno ridotto così il paese e la
nostra Regione, assicurando ai
lavoratori non astratte promesse ma riforme per un Welfare che assicuri reali
ammortizzatori sociali".
lunedì 16 luglio 2012
LAZIO, RADICALI: ALLA REGIONE LAZIO SU SINDACATO ISPETTIVO E’ IN ATTO UN VERGOGNOSO SCARICA BARILE
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, ListaBonino Pannella Federalisti europei
Oggi a ben due interrogazioni aventi ad oggetto “Decesso di un detenuto nella sezione psichiatrica della Casa di Reclusione di Rebibbia" e “Gravi carenze sanitarie nel Carcere romano di Regina Coeli" Giuseppe Emanuele Cangemi, Assessore ai Rapporti con gli Enti Locali e Politiche per la Sicurezza, ci scrive dicendo di non poter rispondere perché le questioni poste non rientrano nelle materie di sua competenza. Riteniamo questo scarica barile una grave ed ulteriore violazione delle prerogative dei Consiglieri previste dallo Statuto e dal Regolamento regionali.
venerdì 13 luglio 2012
Spiaggia dell’Arenauta di Gaeta: continuano le ronde di vigilantes armati. dopo l’interrogazione presentata al Senato, i consiglieri regionali radicali, pd, socialisti, verdi, idv, sel e fds ne presentano una al Consiglio regionale del Lazio. Ad un bagna
Su quanto sta avvenendo alla Spiaggia dell’Arenauta di Gaeta, dopo
l’interrogazione urgente a risposta scritta presentata la scorsa
settimana dai Senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, ne è
stata depositata un’altra anche al Consiglio Regionale del Lazio rivolta
alla Presidente Renata Polverini e agli Assessori al Turismo,
all’Ambiente, agli Enti Locali e al Demanio della Regione Lazio.
L’interrogazione urgente è firmata dai Consiglieri Regionali, Giuseppe
Rossodivita, Rocco Berardo, Radicali, Enzo Foschi e Tonino D’Annibale,
Pd, Angelo Bonelli, Verdi, Luciano Romanzi, Psi, Luigi Nieri, Sel,
Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, Fds e da Annamaria Tedeschi di Idv.
Nel testo dell’interrogazione è stata ricostruita la vicenda che vede la Spiaggia dell’Arenauta oggetto di incredibili vicende relative alla ipotetica mancata messa in sicurezza di una parte della falesia. Tale situazione si protrae da tre anni, sin da quando nel luglio 2010 è stato persino ‘ingabbiato’ un ampio tratto della spiaggia, con la preclusione di ampi tratti, anche laddove non esiste alcun tipo di rischio.
In particolare la limitazione all’accesso veniva effettuata in un tratto di spiaggia dell’Arenauta solitamente frequentato da persone che praticano il naturismo, e addirittura del tutto preclusa all’area solitamente frequentata da persone della comunità Lgbt. Le stesse strutture messe in opera sull’arenile, in violazione di tutte le leggi ambientaliste, a causa di diverse mareggiate, sono tutte crollate, sparse tra il litorale e il mare con conseguenti pericoli per i bagnanti e per le imbarcazioni; altre strutture sono state installate anche nell’estate 2011 con lo stesso risultato.
Nell’interrogazione viene anche segnalato che nello stesso tratto di spiaggia recintato nel 2011, e non nel 2012, sono apparsi in questi giorni alcuni vigilantes armati di una società privata che vanno vicino ai bagnanti che praticano il naturismo e dicono loro di indossare il costume da bagno. Proprio ieri, mercoledì 11 luglio è stato da loro imposto ad un bagnante il divieto di indossare in alternativa il pareo, che non andava bene, ‘ordinandogli’ di indossare il costume da bagno.
Secondo quanto denunciato dal Comitato per la Difesa e la Tutela della Spiaggia dell’Arenauta, dall’Associazione Radicale Certi Diritti, dall’Unione Naturisti della Campania e dall’Associazione Gaeta Ventura, tali azioni hanno l’obiettivo di spaventare e intimidire i bagnanti che praticano da decenni il naturismo e le centinaia di persone lesbiche e gay che frequentano la spiaggia.
L’Associazione Gaeta Ventura ha presentato oltre due anni fa al Comune di Gaeta un progetto per mettere in sicurezza con strutture di rete, al costo di circa 20.000 Euro, una zona limitata della falesia di pochi metri della spiaggia considerata pericolosa senza ricevere nessuna risposta da parte degli amministratori locali.
Nell’interrogazione si chiede di conoscere per quale motivo da due anni ad inizio stagione vengono installate strutture composte da pali e reti per limitare l’accesso ad un tratto della spiaggia e quali sono i costi che ogni anno vengono sostenuti, per quale motivo se vi sono tratti della falesia vicina alla spiaggia dell’Arenauta dove è necessaria la messa in sicurezza non si interviene con i fondi previsti e se non ritengano che tali strutture installate in modo precario arrechino pericoli per i bagnanti e i mezzi di navigazione da loro utilizzati.
Si chiede inoltre di sapere cosa è cambiato riguardo il supposto pericolo di frane e crolli della falesia nell’ estesa area oggetto della recinzione nel 2010 non più recintata nel 2012. Infine si chiede di sapere se non ritengano urgente intervenire per preservare il turismo in quell’area della spiaggia che per la sua peculiarità attira decine di migliaia di turisti italiani e stranieri ogni stagione estiva.
Nel testo dell’interrogazione è stata ricostruita la vicenda che vede la Spiaggia dell’Arenauta oggetto di incredibili vicende relative alla ipotetica mancata messa in sicurezza di una parte della falesia. Tale situazione si protrae da tre anni, sin da quando nel luglio 2010 è stato persino ‘ingabbiato’ un ampio tratto della spiaggia, con la preclusione di ampi tratti, anche laddove non esiste alcun tipo di rischio.
In particolare la limitazione all’accesso veniva effettuata in un tratto di spiaggia dell’Arenauta solitamente frequentato da persone che praticano il naturismo, e addirittura del tutto preclusa all’area solitamente frequentata da persone della comunità Lgbt. Le stesse strutture messe in opera sull’arenile, in violazione di tutte le leggi ambientaliste, a causa di diverse mareggiate, sono tutte crollate, sparse tra il litorale e il mare con conseguenti pericoli per i bagnanti e per le imbarcazioni; altre strutture sono state installate anche nell’estate 2011 con lo stesso risultato.
Nell’interrogazione viene anche segnalato che nello stesso tratto di spiaggia recintato nel 2011, e non nel 2012, sono apparsi in questi giorni alcuni vigilantes armati di una società privata che vanno vicino ai bagnanti che praticano il naturismo e dicono loro di indossare il costume da bagno. Proprio ieri, mercoledì 11 luglio è stato da loro imposto ad un bagnante il divieto di indossare in alternativa il pareo, che non andava bene, ‘ordinandogli’ di indossare il costume da bagno.
Secondo quanto denunciato dal Comitato per la Difesa e la Tutela della Spiaggia dell’Arenauta, dall’Associazione Radicale Certi Diritti, dall’Unione Naturisti della Campania e dall’Associazione Gaeta Ventura, tali azioni hanno l’obiettivo di spaventare e intimidire i bagnanti che praticano da decenni il naturismo e le centinaia di persone lesbiche e gay che frequentano la spiaggia.
L’Associazione Gaeta Ventura ha presentato oltre due anni fa al Comune di Gaeta un progetto per mettere in sicurezza con strutture di rete, al costo di circa 20.000 Euro, una zona limitata della falesia di pochi metri della spiaggia considerata pericolosa senza ricevere nessuna risposta da parte degli amministratori locali.
Nell’interrogazione si chiede di conoscere per quale motivo da due anni ad inizio stagione vengono installate strutture composte da pali e reti per limitare l’accesso ad un tratto della spiaggia e quali sono i costi che ogni anno vengono sostenuti, per quale motivo se vi sono tratti della falesia vicina alla spiaggia dell’Arenauta dove è necessaria la messa in sicurezza non si interviene con i fondi previsti e se non ritengano che tali strutture installate in modo precario arrechino pericoli per i bagnanti e i mezzi di navigazione da loro utilizzati.
Si chiede inoltre di sapere cosa è cambiato riguardo il supposto pericolo di frane e crolli della falesia nell’ estesa area oggetto della recinzione nel 2010 non più recintata nel 2012. Infine si chiede di sapere se non ritengano urgente intervenire per preservare il turismo in quell’area della spiaggia che per la sua peculiarità attira decine di migliaia di turisti italiani e stranieri ogni stagione estiva.
mercoledì 11 luglio 2012
Spending Review Regione Lazio: non ci risulta che la Polverini parli con noi, neanche tramite i canali istituzionali. Semmai parla con il PD e IDV
Dichiarazione dell’Avvocato Giuseppe Rossodivita, Capogruppo
Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei al Consiglio Regionale del
Lazio
Secondo notizie di stampa risulterebbe che la Presidente della Regione Lazio ‘parli’ con le opposizioni e che già domani incontrerebbe le minoranze. Di quali minoranze si parla? Sin dall’inizio della Legislatura la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini con noi non parla, semmai parla con il Pd e l’Idv e forse altri, ma con noi no, nemmeno sul piano istituzionale, tant’è che non ha mai nemmeno risposto alle decine e decine di interrogazioni che le abbiamo fino ad oggi rivolto. Di quale incontro previsto domani con le opposizioni e le minoranze si parla dunque? Non vorremmo si trattasse di operazioni diverse finalizzate a fornire una stampella alla claudicante maggioranza della Polverini.
Secondo notizie di stampa risulterebbe che la Presidente della Regione Lazio ‘parli’ con le opposizioni e che già domani incontrerebbe le minoranze. Di quali minoranze si parla? Sin dall’inizio della Legislatura la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini con noi non parla, semmai parla con il Pd e l’Idv e forse altri, ma con noi no, nemmeno sul piano istituzionale, tant’è che non ha mai nemmeno risposto alle decine e decine di interrogazioni che le abbiamo fino ad oggi rivolto. Di quale incontro previsto domani con le opposizioni e le minoranze si parla dunque? Non vorremmo si trattasse di operazioni diverse finalizzate a fornire una stampella alla claudicante maggioranza della Polverini.
Spending Review, Regione Lazio: iniziamo dalla convenzione Ares 118-CRI. La Polverini risponda
Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Nei giorni scorsi ho proseguito l’attività ispettiva, prerogativa statutariamente prevista per i Consiglieri Regionali, in merito alla vicenda del famoso, forse famigerato, Protocollo d’Intesa siglato tra Regione, Ares 118, CRI. Ho così chiesto all’Ares 118 di inviarmi la bozza di capitolato da loro predisposta ed inviata alla centrale acquisti della Regione, nonché le informazioni relative ai costi sopportati nel 2011 e nel 2012, sino al mese di maggio, per l’affidamento ai privati del servizio in emergenza sanitaria in sostituzione della CRI (precedente affidataria del servizio). In precedenza avevo già acquisito, non senza difficoltà, dato l’ostruzionismo della Giunta, sia il Protocollo d’intesa siglato il 29 marzo tra Regione, CRI, e Ares 118, sia il Decreto n. 70 del 28/05/2012 con il quale il Commissario ad acta, Presidente Renata Polverini, ha revocato il Decreto 88 del 27.09.2011, nella parte in cui demandava alla centrale Acquisti di svolgere le procedure concorsuali per la selezione del contraente ed ha ratificato il summenzionato Protocollo d’Intesa.
Dalla lettura di questi documenti sorgono spontanee, tra le altre, queste 4 domande:
1) perché nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che l’importo a base di gara nella bozza di capitolato predisposto dall’Ares e da questi trasmesso alla Centrale Acquisti è pari a 20.350.000,00 mentre nella bozza da noi acquisita dall’Ares, quale copia trasmessa alla centrale acquisti, la somma indicata quale base d’asta, seppur corretta a penna, è di Euro 19.350.00,00, cioè di 165.000 Euro inferiore a quanto assicurato, senza gara, senza dunque possibilità di ribassi, alla CRI?
2) perché, sempre nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che a seguito del venir meno dei rapporti con la CRI nel 2011 l’Ares “è stata costretta a rivolgersi ad operatori privati con conseguente aumento dei costi e senza congruo efficientamento del servizio”, se dalle tabelle a noi inviate da Ares 118 risulta che nel periodo ottobre/dicembre 2011 e nel periodo gennaio/maggio 2012 i costi effettivamente sostenuti per i privati oscillano intorno ad 1 milione di Euro al mese, dunque a poco più di 12 milioni di Euro l’anno, con ciò realizzando notevoli economie rispetto a quanto previsto nel Protocollo con la CRI?
3) perché le esigenze dell’Ares 118, che aveva predisposto un bando con 32 postazioni, vengono stravolte dal Commissario ad acta che con il Protocollo assicura 40 postazioni? E' il Direttore Generale dell’Ares che non conosce quali sono le esigenze del servizio d’emergenza sul territorio, o le 8 postazioni in più previste nel Protocollo d’intesa con la CRI non sono affatto necessarie?
4) perché nel Decreto 70, il commissario sottoscrive - dipingendo un quadro sconfortante circa la capacità dell'Ares 118 di individuare le esigenze che sono a fondamento della sua stessa esistenza - che “considerato nel suo complesso, il servizio offerto dalla Croce Rossa italiana appare economicamente più vantaggioso (ndr., cfr. domanda 1), organizzativamente più completo, territorialmente più capillare e qualitativamente superiore rispetto a quello individuato dal capitolato di gara predisposto dall’Ares 118”, senza trarne le dovute conseguenze, nella veste di presidente della Regione in merito alla permanenza del Direttore Generale dell'Ares nel posto dove lei stessa lo ha nominato?
Personalmente, nonostante il periodo di spending review, non nutro troppe illusioni di avere risposte a questi interrogativi – è ancora inevasa l’interrogazione in materia così come una ulteriore istanza di accesso agli atti inviata alla Giunta – ma è bene per ora che i cittadini sappiano, le risposte, forse, saranno altri a fornirle.
Nei giorni scorsi ho proseguito l’attività ispettiva, prerogativa statutariamente prevista per i Consiglieri Regionali, in merito alla vicenda del famoso, forse famigerato, Protocollo d’Intesa siglato tra Regione, Ares 118, CRI. Ho così chiesto all’Ares 118 di inviarmi la bozza di capitolato da loro predisposta ed inviata alla centrale acquisti della Regione, nonché le informazioni relative ai costi sopportati nel 2011 e nel 2012, sino al mese di maggio, per l’affidamento ai privati del servizio in emergenza sanitaria in sostituzione della CRI (precedente affidataria del servizio). In precedenza avevo già acquisito, non senza difficoltà, dato l’ostruzionismo della Giunta, sia il Protocollo d’intesa siglato il 29 marzo tra Regione, CRI, e Ares 118, sia il Decreto n. 70 del 28/05/2012 con il quale il Commissario ad acta, Presidente Renata Polverini, ha revocato il Decreto 88 del 27.09.2011, nella parte in cui demandava alla centrale Acquisti di svolgere le procedure concorsuali per la selezione del contraente ed ha ratificato il summenzionato Protocollo d’Intesa.
Dalla lettura di questi documenti sorgono spontanee, tra le altre, queste 4 domande:
1) perché nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che l’importo a base di gara nella bozza di capitolato predisposto dall’Ares e da questi trasmesso alla Centrale Acquisti è pari a 20.350.000,00 mentre nella bozza da noi acquisita dall’Ares, quale copia trasmessa alla centrale acquisti, la somma indicata quale base d’asta, seppur corretta a penna, è di Euro 19.350.00,00, cioè di 165.000 Euro inferiore a quanto assicurato, senza gara, senza dunque possibilità di ribassi, alla CRI?
2) perché, sempre nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che a seguito del venir meno dei rapporti con la CRI nel 2011 l’Ares “è stata costretta a rivolgersi ad operatori privati con conseguente aumento dei costi e senza congruo efficientamento del servizio”, se dalle tabelle a noi inviate da Ares 118 risulta che nel periodo ottobre/dicembre 2011 e nel periodo gennaio/maggio 2012 i costi effettivamente sostenuti per i privati oscillano intorno ad 1 milione di Euro al mese, dunque a poco più di 12 milioni di Euro l’anno, con ciò realizzando notevoli economie rispetto a quanto previsto nel Protocollo con la CRI?
3) perché le esigenze dell’Ares 118, che aveva predisposto un bando con 32 postazioni, vengono stravolte dal Commissario ad acta che con il Protocollo assicura 40 postazioni? E' il Direttore Generale dell’Ares che non conosce quali sono le esigenze del servizio d’emergenza sul territorio, o le 8 postazioni in più previste nel Protocollo d’intesa con la CRI non sono affatto necessarie?
4) perché nel Decreto 70, il commissario sottoscrive - dipingendo un quadro sconfortante circa la capacità dell'Ares 118 di individuare le esigenze che sono a fondamento della sua stessa esistenza - che “considerato nel suo complesso, il servizio offerto dalla Croce Rossa italiana appare economicamente più vantaggioso (ndr., cfr. domanda 1), organizzativamente più completo, territorialmente più capillare e qualitativamente superiore rispetto a quello individuato dal capitolato di gara predisposto dall’Ares 118”, senza trarne le dovute conseguenze, nella veste di presidente della Regione in merito alla permanenza del Direttore Generale dell'Ares nel posto dove lei stessa lo ha nominato?
Personalmente, nonostante il periodo di spending review, non nutro troppe illusioni di avere risposte a questi interrogativi – è ancora inevasa l’interrogazione in materia così come una ulteriore istanza di accesso agli atti inviata alla Giunta – ma è bene per ora che i cittadini sappiano, le risposte, forse, saranno altri a fornirle.
venerdì 6 luglio 2012
Ares 118, CRI, Regione Lazio: 4 domande in attesa di risposta
Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Nei giorni scorsi ho proseguito l’attività ispettiva, prerogativa statutariamente prevista per i Consiglieri Regionali, in merito alla vicenda del famoso, forse famigerato, Protocollo d’Intesa siglato tra Regione, Ares 118, CRI. Ho così chiesto all’Ares 118 di inviarmi la bozza di capitolato da loro predisposta ed inviata alla centrale acquisti della Regione, nonché le informazioni relative ai costi sopportati nel 2011 e nel 2012, sino al mese di maggio, per l’affidamento ai privati del servizio in emergenza sanitaria in sostituzione della CRI (precedente affidataria del servizio). In precedenza avevo già acquisito, non senza difficoltà, dato l’ostruzionismo della Giunta, sia il Protocollo d’intesa siglato il 29 marzo tra Regione, CRI, e Ares 118, sia il Decreto n. 70 del 28/05/2012 con il quale il Commissario ad acta, Presidente Renata Polverini, ha revocato il Decreto 88 del 27.09.2011, nella parte in cui demandava alla centrale Acquisti di svolgere le procedure concorsuali per la selezione del contraente ed ha ratificato il summenzionato Protocollo d’Intesa.
Dalla lettura di questi documenti sorgono spontanee, tra le altre, queste 4 domande:
1) perché nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che l’importo a base di gara nella bozza di capitolato predisposto dall’Ares e da questi trasmesso alla Centrale Acquisti è pari a 20.350.000,00 mentre nella bozza da noi acquisita dall’Ares, quale copia trasmessa alla centrale acquisti, la somma indicata quale base d’asta, seppur corretta a penna, è di Euro 19.350.00,00, cioè di 165.000 Euro inferiore a quanto assicurato, senza gara, senza dunque possibilità di ribassi, alla CRI?
2) perché, sempre nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che a seguito del venir meno dei rapporti con la CRI nel 2011 l’Ares “è stata costretta a rivolgersi ad operatori privati con conseguente aumento dei costi e senza congruo efficientamento del servizio”, se dalle tabelle a noi inviate da Ares 118 risulta che nel periodo ottobre/dicembre 2011 e nel periodo gennaio/maggio 2012 i costi effettivamente sostenuti per i privati oscillano intorno ad 1 milione di Euro al mese, dunque a poco più di 12 milioni di Euro l’anno, con ciò realizzando notevoli economie rispetto a quanto previsto nel Protocollo con la CRI?
3) perché le esigenze dell’Ares 118, che aveva predisposto un bando con 32 postazioni, vengono stravolte dal Commissario ad acta che con il Protocollo assicura 40 postazioni? E' il Direttore Generale dell’Ares che non conosce quali sono le esigenze del servizio d’emergenza sul territorio, o le 8 postazioni in più previste nel Protocollo d’intesa con la CRI non sono affatto necessarie?
4) perché nel Decreto 70, il commissario sottoscrive - dipingendo un quadro sconfortante circa la capacità dell'Ares 118 di individuare le esigenze che sono a fondamento della sua stessa esistenza - che “considerato nel suo complesso, il servizio offerto dalla Croce Rossa italiana appare economicamente più vantaggioso (ndr., cfr. domanda 1), organizzativamente più completo, territorialmente più capillare e qualitativamente superiore rispetto a quello individuato dal capitolato di gara predisposto dall’Ares 118”, senza trarne le dovute conseguenze, nella veste di presidente della Regione in merito alla permanenza del Direttore Generale dell'Ares nel posto dove lei stessa lo ha nominato?
Personalmente, nonostante il periodo di spending review, non nutro troppe illusioni di avere risposte a questi interrogativi – è ancora inevasa l’interrogazione in materia così come una ulteriore istanza di accesso agli atti inviata alla Giunta – ma è bene per ora che i cittadini sappiano, le risposte, forse, saranno altri a fornirle.
Nei giorni scorsi ho proseguito l’attività ispettiva, prerogativa statutariamente prevista per i Consiglieri Regionali, in merito alla vicenda del famoso, forse famigerato, Protocollo d’Intesa siglato tra Regione, Ares 118, CRI. Ho così chiesto all’Ares 118 di inviarmi la bozza di capitolato da loro predisposta ed inviata alla centrale acquisti della Regione, nonché le informazioni relative ai costi sopportati nel 2011 e nel 2012, sino al mese di maggio, per l’affidamento ai privati del servizio in emergenza sanitaria in sostituzione della CRI (precedente affidataria del servizio). In precedenza avevo già acquisito, non senza difficoltà, dato l’ostruzionismo della Giunta, sia il Protocollo d’intesa siglato il 29 marzo tra Regione, CRI, e Ares 118, sia il Decreto n. 70 del 28/05/2012 con il quale il Commissario ad acta, Presidente Renata Polverini, ha revocato il Decreto 88 del 27.09.2011, nella parte in cui demandava alla centrale Acquisti di svolgere le procedure concorsuali per la selezione del contraente ed ha ratificato il summenzionato Protocollo d’Intesa.
Dalla lettura di questi documenti sorgono spontanee, tra le altre, queste 4 domande:
1) perché nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che l’importo a base di gara nella bozza di capitolato predisposto dall’Ares e da questi trasmesso alla Centrale Acquisti è pari a 20.350.000,00 mentre nella bozza da noi acquisita dall’Ares, quale copia trasmessa alla centrale acquisti, la somma indicata quale base d’asta, seppur corretta a penna, è di Euro 19.350.00,00, cioè di 165.000 Euro inferiore a quanto assicurato, senza gara, senza dunque possibilità di ribassi, alla CRI?
2) perché, sempre nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che a seguito del venir meno dei rapporti con la CRI nel 2011 l’Ares “è stata costretta a rivolgersi ad operatori privati con conseguente aumento dei costi e senza congruo efficientamento del servizio”, se dalle tabelle a noi inviate da Ares 118 risulta che nel periodo ottobre/dicembre 2011 e nel periodo gennaio/maggio 2012 i costi effettivamente sostenuti per i privati oscillano intorno ad 1 milione di Euro al mese, dunque a poco più di 12 milioni di Euro l’anno, con ciò realizzando notevoli economie rispetto a quanto previsto nel Protocollo con la CRI?
3) perché le esigenze dell’Ares 118, che aveva predisposto un bando con 32 postazioni, vengono stravolte dal Commissario ad acta che con il Protocollo assicura 40 postazioni? E' il Direttore Generale dell’Ares che non conosce quali sono le esigenze del servizio d’emergenza sul territorio, o le 8 postazioni in più previste nel Protocollo d’intesa con la CRI non sono affatto necessarie?
4) perché nel Decreto 70, il commissario sottoscrive - dipingendo un quadro sconfortante circa la capacità dell'Ares 118 di individuare le esigenze che sono a fondamento della sua stessa esistenza - che “considerato nel suo complesso, il servizio offerto dalla Croce Rossa italiana appare economicamente più vantaggioso (ndr., cfr. domanda 1), organizzativamente più completo, territorialmente più capillare e qualitativamente superiore rispetto a quello individuato dal capitolato di gara predisposto dall’Ares 118”, senza trarne le dovute conseguenze, nella veste di presidente della Regione in merito alla permanenza del Direttore Generale dell'Ares nel posto dove lei stessa lo ha nominato?
Personalmente, nonostante il periodo di spending review, non nutro troppe illusioni di avere risposte a questi interrogativi – è ancora inevasa l’interrogazione in materia così come una ulteriore istanza di accesso agli atti inviata alla Giunta – ma è bene per ora che i cittadini sappiano, le risposte, forse, saranno altri a fornirle.
Metro B1, Rossodivita: scelte vecchie, sbagliate e costosissime. La parola torni ai cittadini
Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
3,9 km, 3 fermate, 7 anni di lavori, 733 milioni di euro, 188 milioni di euro a km, treni sporchi ed indecenti, stop a ripetizione a pochi giorni dall’avvio del servizio sono le cifre di un fallimento circa il modo di pensare e realizzare il trasporto urbano in una città come Roma. Più che di una grande opera per migliorare il trasporto urbano parliamo di un grande affare.
D’ora in poi su temi quali quelli del trasporto pubblico locale occorre ridare la parola ai cittadini, per questo, come Gruppo Consiliare alla Regione Lazio, abbiamo aderito al “Comitato Roma si muove” che propone otto referendum, tra cui, importantissimi, quelli che riguardano le scelte in tema di trasporto pubblico.
3,9 km, 3 fermate, 7 anni di lavori, 733 milioni di euro, 188 milioni di euro a km, treni sporchi ed indecenti, stop a ripetizione a pochi giorni dall’avvio del servizio sono le cifre di un fallimento circa il modo di pensare e realizzare il trasporto urbano in una città come Roma. Più che di una grande opera per migliorare il trasporto urbano parliamo di un grande affare.
D’ora in poi su temi quali quelli del trasporto pubblico locale occorre ridare la parola ai cittadini, per questo, come Gruppo Consiliare alla Regione Lazio, abbiamo aderito al “Comitato Roma si muove” che propone otto referendum, tra cui, importantissimi, quelli che riguardano le scelte in tema di trasporto pubblico.
mercoledì 4 luglio 2012
Arriva l'estate a rischio il servizio dell'IVG del Lazio
Dopo le denunce dell'Associazione Luca Coscioni e dell'Aied, anche
dopo il "dossier Lazio" elaborato dalla Laiga, la Polverini tace. Il
gruppo Radicale della Lista Bonino Pannella incalza la Giunta regionale
del Lazio con una serie di questioni urgenti, proposte in un'interrogazione.
Dichiarazione dei consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, consiglieri regionali della Lista Bonino Federalisti Europei:
91,3% è la percentuale effettiva dei ginecologi ospedalieri obiettori di coscienza del Lazio, grazie ai dati forniti dalla LAIGA - Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l'applicazione della legge 194/78 - è così emerso che nella Regione Lazio la situazione reale è ben più grave di quanto riportato nella relazione annuale presentata in Parlamento dal Ministro della Salute e dai dati in possesso dell Azienda sanità Pubblica della Regione Lazio. Nove centri pubblici non eseguono l'interruzione volontaria della gravidanza; nelle provincie di Frosinone, Rieti e Viterbo non è possibile eseguire aborti terapeutici costringendo le donne ivi residenti alla triste migrazione verso i pochi centri della capitale, sempre più congestionati.
Dichiara a tal proposito Filomena Gallo, segretaria dell'Associazione Luca Coscioni: "c'è il rischio della concreta possibilità in un prossimo futuro di non riuscire a garantire quanto previsto dalla legge, ciò in considerazione anche al dato dell’età media dei medici non obiettori, molti dei quali sono alla soglia della pensione e non verranno rimpiazzati da nuovi ginecologi non solo per il blocco del turn over ma anche per la totale assenza di formazione professionale, sia sul piano pratico che scientifico. La situazione vivrà un ulteriore peggioramento nell’immediato in considerazione dell’arrivo del periodo estivo che vedrà molti degli ospedali, che attualmente forniscono il servizio, ridurre la propria attività.
"Come consiglieri Radicali della Lista Bonino Pannella Federalisti europei - concludono Rossodivita e Berardo - abbiamo raccolto in una interrogazione ed una mozione i segnali d'allarme emersi dal dossier della LAIGA e le valutazioni di carattere giuridico elaborate dall'Associazione Luca Coscioni e dall' AIED, consapevoli che alla Giunta regionale spetta l'onere di adottare ogni misura idonea a garantire la piena efficienza del servizio pubblico di interruzione volontaria della gravidanza come previsto dall’art. 9, comma 5 della legge n.194 del 1978.
Negli atti richiamati abbiamo elencato alcune delle misure idonee, a legislazione invariata, in grado di contenere il pericolo che sia sempre più pregiudicato il diritto delle donne di interrompere la gravidanza nei tempi e con le modalità previste dalla legge vigente. Alla Presidente Polverini, ad oggi silente rispetto alle sollecitazioni delle associazioni richiamate, abbiamo formalmente richiesto fra le altre cose:
se non ritenga opportuno incontrare in tempi brevissimi i rappresentanti delle associazioni richiamate in premessa per avere piena cognizione dei dati e delle proposte elaborate; se abbia intenzione di agire legalmente nei confronti delle direzioni sanitarie delle strutture inadempienti; se intenda operare affinché le strutture sanitarie bandiscano concorsi riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG; se intenda promuovere l’utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire nell'immediato alle carenze dei medici non obiettori".
Dichiarazione dei consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, consiglieri regionali della Lista Bonino Federalisti Europei:
91,3% è la percentuale effettiva dei ginecologi ospedalieri obiettori di coscienza del Lazio, grazie ai dati forniti dalla LAIGA - Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l'applicazione della legge 194/78 - è così emerso che nella Regione Lazio la situazione reale è ben più grave di quanto riportato nella relazione annuale presentata in Parlamento dal Ministro della Salute e dai dati in possesso dell Azienda sanità Pubblica della Regione Lazio. Nove centri pubblici non eseguono l'interruzione volontaria della gravidanza; nelle provincie di Frosinone, Rieti e Viterbo non è possibile eseguire aborti terapeutici costringendo le donne ivi residenti alla triste migrazione verso i pochi centri della capitale, sempre più congestionati.
Dichiara a tal proposito Filomena Gallo, segretaria dell'Associazione Luca Coscioni: "c'è il rischio della concreta possibilità in un prossimo futuro di non riuscire a garantire quanto previsto dalla legge, ciò in considerazione anche al dato dell’età media dei medici non obiettori, molti dei quali sono alla soglia della pensione e non verranno rimpiazzati da nuovi ginecologi non solo per il blocco del turn over ma anche per la totale assenza di formazione professionale, sia sul piano pratico che scientifico. La situazione vivrà un ulteriore peggioramento nell’immediato in considerazione dell’arrivo del periodo estivo che vedrà molti degli ospedali, che attualmente forniscono il servizio, ridurre la propria attività.
"Come consiglieri Radicali della Lista Bonino Pannella Federalisti europei - concludono Rossodivita e Berardo - abbiamo raccolto in una interrogazione ed una mozione i segnali d'allarme emersi dal dossier della LAIGA e le valutazioni di carattere giuridico elaborate dall'Associazione Luca Coscioni e dall' AIED, consapevoli che alla Giunta regionale spetta l'onere di adottare ogni misura idonea a garantire la piena efficienza del servizio pubblico di interruzione volontaria della gravidanza come previsto dall’art. 9, comma 5 della legge n.194 del 1978.
Negli atti richiamati abbiamo elencato alcune delle misure idonee, a legislazione invariata, in grado di contenere il pericolo che sia sempre più pregiudicato il diritto delle donne di interrompere la gravidanza nei tempi e con le modalità previste dalla legge vigente. Alla Presidente Polverini, ad oggi silente rispetto alle sollecitazioni delle associazioni richiamate, abbiamo formalmente richiesto fra le altre cose:
se non ritenga opportuno incontrare in tempi brevissimi i rappresentanti delle associazioni richiamate in premessa per avere piena cognizione dei dati e delle proposte elaborate; se abbia intenzione di agire legalmente nei confronti delle direzioni sanitarie delle strutture inadempienti; se intenda operare affinché le strutture sanitarie bandiscano concorsi riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG; se intenda promuovere l’utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire nell'immediato alle carenze dei medici non obiettori".
lunedì 2 luglio 2012
Gli stipendi dei dirigenti regionali e i costi della politica
Dal sito ufficiale del Consiglio regionale del Lazio: "il gruppo
consiliare de La Destra e quello della Lista Bonino - Pannella
Federalisti europei avevano annunciato alcuni emendamenti abbastanza
simili tra loro, volti a porre limiti ai costi della politica, agli
stipendi dell'alta dirigenza regionale e alle consulenze esterne.
"Quando arrivai nella stanza in cui oggi c'è la presidente Polverini -
ha ricordato nell'Aula consiliare l'ex governatore e attuale capogruppo
de La Destra, Francesco Storace - dissi all'allora più alto dirigente
della Regione: 'Senti, mi devi preparare una legge - allora c'erano le
lire - in cui ci sia scritto che nessuno può guadagnare mille lire più
del Presidente della Regione'. Risultato: prepararono la legge. Il testo
diceva: 'Il Presidente guadagna un euro più del più alto stipendio
della Regione'.". Durante la discussione generale sull'assestamento,
Storace aveva parlato anche della necessità di ridurre o eliminare
determinati emolumenti degli stessi consiglieri regionali, come
l'indennità chilometrica per venire alla Pisana da Roma e la
liquidazione.
Poi, però, gli unici emendamenti non ritirati e quindi discussi in tema di costi della politica sono stati soltanto quelli dei consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo della Lista Bonino - Pannella Federalisti europei. I consiglieri radicali si sono visti respingere tutti i loro emendamenti "finalizzati a tagliare, a tagliare delle spese che sono sicuramente superflue, a tagliare in relazione a soggetti che non subiranno drammi, non subiranno tragedie, mentre invece le risorse risparmiate potrebbero andare a rifinanziare la legge sul reddito minimo garantito per disoccupati e precari", come aveva spiegato Rossodivita durante la discussione generale. Quindi, respinta l'abolizione delle tre commissioni consiliari speciali, respinta l'abolizione dei vitalizi agli assessori esterni della Giunta Polverini, e respinto il taglio delle autoblu.
"Una banalità, un atto di un secondo", secondo Rossodivita, "potrebbe cambiare la vita di migliaia di persone. Con i tagli alle consulenze fatte agli amici, con i tagli degli stipendi dei dirigenti regionali, potrebbe essere rifinanziato il reddito minimo garantito. Abbiamo proposto, e non si vede il perché debba essere diversamente, che i dirigenti regionali non possano guadagnare più dell'80 per cento dello stipendio del presidente della Regione. Banale! - ha concluso il consigliere radicale - Nessun dirigente regionale morirebbe di fame e qualche soldo potrebbe essere speso meglio.". Emendamento respinto."
TESTO INTEGRALE PAGINA WEB SITO CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO
Poi, però, gli unici emendamenti non ritirati e quindi discussi in tema di costi della politica sono stati soltanto quelli dei consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo della Lista Bonino - Pannella Federalisti europei. I consiglieri radicali si sono visti respingere tutti i loro emendamenti "finalizzati a tagliare, a tagliare delle spese che sono sicuramente superflue, a tagliare in relazione a soggetti che non subiranno drammi, non subiranno tragedie, mentre invece le risorse risparmiate potrebbero andare a rifinanziare la legge sul reddito minimo garantito per disoccupati e precari", come aveva spiegato Rossodivita durante la discussione generale. Quindi, respinta l'abolizione delle tre commissioni consiliari speciali, respinta l'abolizione dei vitalizi agli assessori esterni della Giunta Polverini, e respinto il taglio delle autoblu.
"Una banalità, un atto di un secondo", secondo Rossodivita, "potrebbe cambiare la vita di migliaia di persone. Con i tagli alle consulenze fatte agli amici, con i tagli degli stipendi dei dirigenti regionali, potrebbe essere rifinanziato il reddito minimo garantito. Abbiamo proposto, e non si vede il perché debba essere diversamente, che i dirigenti regionali non possano guadagnare più dell'80 per cento dello stipendio del presidente della Regione. Banale! - ha concluso il consigliere radicale - Nessun dirigente regionale morirebbe di fame e qualche soldo potrebbe essere speso meglio.". Emendamento respinto."
TESTO INTEGRALE PAGINA WEB SITO CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO
Regione Lazio, solito assestamento di bilancio da prima e seconda repubblica: cencelliano e sprecone
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
La sessione per l’assestamento di bilancio si è caratterizzata, al solito, nell’essere un momento di contrapposizione di interessi tutto interno alla maggioranza, un luogo in cui, nelle lunghissime pause dei lavori della Commissione bilancio e spesso anche dell’aula, si chiariscono, non senza momenti di vera tensione tra l’Assessore Cetica e il Presidente del Consiglio Abbruzzese, rapporti di forza e sfere di influenza delle varie correnti e dei vari “reucci delle preferenze” allocando, le poche risorse regionali disponibili, con una “cencelliana” perizia. Come Gruppo Radicale della Lista Bonino-Pannella Federalisti Europei, prendiamo atto che la giunta ha espresso parere contrario - sostenuta pedissequamente dalla maggioranza del Pdl, La Destra, Lista Polverini, Udc - ai nostri, pochi, mirati e ragionevoli emendamenti volti a tagliare le spese retaggio di vecchi privilegi della “partitoburocrazia”.
Avevamo proposto il taglio delle commissioni speciali, delle spese per consulenze esterne, delle auto blu, dei maxi stipendi di cui godono ancora alcuni dirigenti della Regione Lazio , degli oneri di urbanizzazione devoluti agli enti religiosi, del vitalizio per gli assessori esterni, circostanza quest’ultima che rappresenta una assoluta primizia voluta dalla Giunta Polverini. La bocciatura odierna da parte di questa maggioranza non ci scoraggia affatto perché quanto proposto lo reitereremo in ogni occasione utile.
Ci rimane però del rammarico al pensiero che le risorse risparmiate sarebbero potute essere, come da noi proposto, destinate a ben più nobili e urgenti finalità che quelle di continuare a pascere quella “partitoburocrazia” che, a differenza di tanti, denunciamo da sessant’anni.
La sessione per l’assestamento di bilancio si è caratterizzata, al solito, nell’essere un momento di contrapposizione di interessi tutto interno alla maggioranza, un luogo in cui, nelle lunghissime pause dei lavori della Commissione bilancio e spesso anche dell’aula, si chiariscono, non senza momenti di vera tensione tra l’Assessore Cetica e il Presidente del Consiglio Abbruzzese, rapporti di forza e sfere di influenza delle varie correnti e dei vari “reucci delle preferenze” allocando, le poche risorse regionali disponibili, con una “cencelliana” perizia. Come Gruppo Radicale della Lista Bonino-Pannella Federalisti Europei, prendiamo atto che la giunta ha espresso parere contrario - sostenuta pedissequamente dalla maggioranza del Pdl, La Destra, Lista Polverini, Udc - ai nostri, pochi, mirati e ragionevoli emendamenti volti a tagliare le spese retaggio di vecchi privilegi della “partitoburocrazia”.
Avevamo proposto il taglio delle commissioni speciali, delle spese per consulenze esterne, delle auto blu, dei maxi stipendi di cui godono ancora alcuni dirigenti della Regione Lazio , degli oneri di urbanizzazione devoluti agli enti religiosi, del vitalizio per gli assessori esterni, circostanza quest’ultima che rappresenta una assoluta primizia voluta dalla Giunta Polverini. La bocciatura odierna da parte di questa maggioranza non ci scoraggia affatto perché quanto proposto lo reitereremo in ogni occasione utile.
Ci rimane però del rammarico al pensiero che le risorse risparmiate sarebbero potute essere, come da noi proposto, destinate a ben più nobili e urgenti finalità che quelle di continuare a pascere quella “partitoburocrazia” che, a differenza di tanti, denunciamo da sessant’anni.
mercoledì 27 giugno 2012
Su assestamento di bilancio: emendamenti finalizzati al taglio delle commissioni speciali, delle spese su consulenze esterne, auto blu, trattamento economico dirigenti regione, urbanizzazione enti religiosi e per l’eliminazione del vitalizio per gli asses
In occasione della seduta del Consiglio
Regionale del Lazio, di domani mercoledì 27 giugno, i Consiglieri
regionali della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, Giuseppe
Rossodivita e Rocco Berardo, hanno oggi presentato alcuni emendamenti
che hanno l’obiettivo di tagliare alcune spese sinonimo di sprechi.
Il principale emendamento riguarda l’immediata abrogazione delle tre Commissioni speciali del Consiglio Regionale. Si chiede inoltre l’eliminazione del vitalizio per gli Assessori esterni, che non sono stati eletti consiglieri regionali, approvato da questa maggioranza lo scorso anno, la limitazione delle consulenze esterne e una relativa maggiore trasparenza, l’eliminazione delle auto blu e di servizio per l’amministrazione regionale, enti, aziende, società, agenzie, istituzioni, consorzi e organismi comunque denominati, controllati, vigilati e partecipati dalla Regione Lazio, ivi compresi gli enti del servizio sanitario regionale, e di sospendere subito la stipula di contratti di compravendita, noleggio o leasing per l’acquisto e l’utilizzo di autovetture di servizio; l’emendamento chiede che quelle risorse vengano destinate al ‘Fondo regionale per il reddito minimo garantito’.
Un altro degli emendamenti riguarda la limitazione dei maxi-stipendi di alcuni dipendenti della Regione e per chi ha incarichi nelle Agenzie Regionali e nelle Aziende sanitarie; se ne chiede la limitazione ad un massimo dell’80% del trattamento economico riservato alla Presidente della Regione. Si chiede inoltre l’abrogazione dell’articolo 7 della Legge Regionale n. 27 del 1990 che prevede contributi sugli oneri di urbanizzazione a favore degli enti religiosi per gli edifici destinati al culto.
Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Giuseppe Rossodivita, Capogruppo e Rocco Berardo, della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei:
“A fronte di una manovra di bilancio che la Giunta regionale ha volutamente blindato e che punta ad essere approvata in poche ore senza di fatto lasciare spazio al dibattito, abbiamo scelto di depositare solo alcuni emendamenti volti a tagliare sprechi e prebende ingiustificati e ingiustificabili sui quali, per lo più, riteniamo possa esserci un ampio sostegno da parte di altri consiglieri e della stessa Giunta regionale.
Con questi emendamenti, sui quali ci auguriamo si possa aprire un confronto concreto e chiaro con tutti i gruppi politici del Consiglio Regionale del Lazio, abbiamo l’obiettivo di offrire subito una importante occasione di risparmio immediato per le casse della Regione per molti milioni di Euro. E’ ora che dalle parole si passi ai fatti e che gli sprechi, i privilegi, le spese inutili vengano affrontati con maggiore serietà e determinazione da tutti. Lo chiedono i cittadini anche a fronte delle gravi situazioni di disagio che vivono quotidianamente”.
Il principale emendamento riguarda l’immediata abrogazione delle tre Commissioni speciali del Consiglio Regionale. Si chiede inoltre l’eliminazione del vitalizio per gli Assessori esterni, che non sono stati eletti consiglieri regionali, approvato da questa maggioranza lo scorso anno, la limitazione delle consulenze esterne e una relativa maggiore trasparenza, l’eliminazione delle auto blu e di servizio per l’amministrazione regionale, enti, aziende, società, agenzie, istituzioni, consorzi e organismi comunque denominati, controllati, vigilati e partecipati dalla Regione Lazio, ivi compresi gli enti del servizio sanitario regionale, e di sospendere subito la stipula di contratti di compravendita, noleggio o leasing per l’acquisto e l’utilizzo di autovetture di servizio; l’emendamento chiede che quelle risorse vengano destinate al ‘Fondo regionale per il reddito minimo garantito’.
Un altro degli emendamenti riguarda la limitazione dei maxi-stipendi di alcuni dipendenti della Regione e per chi ha incarichi nelle Agenzie Regionali e nelle Aziende sanitarie; se ne chiede la limitazione ad un massimo dell’80% del trattamento economico riservato alla Presidente della Regione. Si chiede inoltre l’abrogazione dell’articolo 7 della Legge Regionale n. 27 del 1990 che prevede contributi sugli oneri di urbanizzazione a favore degli enti religiosi per gli edifici destinati al culto.
Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Giuseppe Rossodivita, Capogruppo e Rocco Berardo, della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei:
“A fronte di una manovra di bilancio che la Giunta regionale ha volutamente blindato e che punta ad essere approvata in poche ore senza di fatto lasciare spazio al dibattito, abbiamo scelto di depositare solo alcuni emendamenti volti a tagliare sprechi e prebende ingiustificati e ingiustificabili sui quali, per lo più, riteniamo possa esserci un ampio sostegno da parte di altri consiglieri e della stessa Giunta regionale.
Con questi emendamenti, sui quali ci auguriamo si possa aprire un confronto concreto e chiaro con tutti i gruppi politici del Consiglio Regionale del Lazio, abbiamo l’obiettivo di offrire subito una importante occasione di risparmio immediato per le casse della Regione per molti milioni di Euro. E’ ora che dalle parole si passi ai fatti e che gli sprechi, i privilegi, le spese inutili vengano affrontati con maggiore serietà e determinazione da tutti. Lo chiedono i cittadini anche a fronte delle gravi situazioni di disagio che vivono quotidianamente”.
lunedì 25 giugno 2012
l Gruppo Radicale della Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio sostiene i referendum di “roma sì muove”
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Il Gruppo Radicale della Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio aderisce al Comitato promotore referendario “Roma Sì Muove” sostenendo e promuovendo l'iniziativa quale opportunità per i cittadini romani di esercitare un fondamentale diritto di democrazia diretta con il referendum locale, anche se ancora una volta si devono segnalare ostacoli frapposti all’esercizio di questo diritto da parte del potere partitocratico.
I singoli quesiti colmano il vuoto prodotto dalla politica romana in merito alla possibilità di veder riconosciuta la libertà di scelta dei cittadini - almeno a livello locale ed in linea con le proposte del Gruppo Radicale in Consiglio Regionale - su temi quali il riconoscimento delle coppie di fatto, la trasparenza, la tutela dell'ambiente, la gestione dei rifiuti, la limitazione del consumo del suolo, la riduzione dei costi dell'amministrazione.
Gli elettori potranno esprimere prima con una firma e poi con il voto la propria opinione sull'operato dell'amministrazione capitolina di questi ultimi anni, confidiamo che i romani sappiano rispondere in modo adeguato a questa opportunità con tutta la loro voglia di partecipazione e di cambiamento”
Il Gruppo Radicale della Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio aderisce al Comitato promotore referendario “Roma Sì Muove” sostenendo e promuovendo l'iniziativa quale opportunità per i cittadini romani di esercitare un fondamentale diritto di democrazia diretta con il referendum locale, anche se ancora una volta si devono segnalare ostacoli frapposti all’esercizio di questo diritto da parte del potere partitocratico.
I singoli quesiti colmano il vuoto prodotto dalla politica romana in merito alla possibilità di veder riconosciuta la libertà di scelta dei cittadini - almeno a livello locale ed in linea con le proposte del Gruppo Radicale in Consiglio Regionale - su temi quali il riconoscimento delle coppie di fatto, la trasparenza, la tutela dell'ambiente, la gestione dei rifiuti, la limitazione del consumo del suolo, la riduzione dei costi dell'amministrazione.
Gli elettori potranno esprimere prima con una firma e poi con il voto la propria opinione sull'operato dell'amministrazione capitolina di questi ultimi anni, confidiamo che i romani sappiano rispondere in modo adeguato a questa opportunità con tutta la loro voglia di partecipazione e di cambiamento”
mercoledì 20 giugno 2012
Omofobia, consiglieri radicali, di Sel e del Pd intervenuti al Consiglio regionale del Lazio contro violenza omofobica e a sostegno del Gay Pride di Roma di sabato 23 giugno
Chiesta la calendarizzazione delle proposte di legge contro
l’omofobia depositate da quasi due anni al Consiglio regionale del Lazio.
Questa mattina, nel corso della seduta del Consiglio Regionale del Lazio i Capigruppo dei Radicali Giuseppe Rossodivita, di Sel Luigi Nieri e il Consigliere del Pd Enzo Foschi sono intervenuti in aula per condannare gli atti di violenza subiti nei giorni scorsi da Guido Allegrezza, militante Lgbt di Roma e altre persone omosessuali. Durante gli interventi in aula i Consiglieri hanno ricordato che la città di Roma ha il più alto tasso di atti di violenza omofobica in Italia.
I Capigruppo di Sel e dei Radicali hanno chiesto che vengano calendarizzate quanto prima le proposte di legge depositate quasi due anni fa che hanno l’obiettivo di prevenire ogni forma di violenza con apposite campagne di informazione e di aiuto alle persone Lgbt della Regione Lazio, così come già avviene nella Regione Liguria che ha approvato un’ottima legge su questo tema.
I Gruppi della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei e di Sel al Consiglio Regionale del Lazio hanno aderito alla manifestazione contro l'omofobia prevista venerdì sera dalle ore 19 in Piazza Farnese a Roma e al Gay Pride che sfilerà per le strade di Roma sabato 23 giugno.
Questa mattina, nel corso della seduta del Consiglio Regionale del Lazio i Capigruppo dei Radicali Giuseppe Rossodivita, di Sel Luigi Nieri e il Consigliere del Pd Enzo Foschi sono intervenuti in aula per condannare gli atti di violenza subiti nei giorni scorsi da Guido Allegrezza, militante Lgbt di Roma e altre persone omosessuali. Durante gli interventi in aula i Consiglieri hanno ricordato che la città di Roma ha il più alto tasso di atti di violenza omofobica in Italia.
I Capigruppo di Sel e dei Radicali hanno chiesto che vengano calendarizzate quanto prima le proposte di legge depositate quasi due anni fa che hanno l’obiettivo di prevenire ogni forma di violenza con apposite campagne di informazione e di aiuto alle persone Lgbt della Regione Lazio, così come già avviene nella Regione Liguria che ha approvato un’ottima legge su questo tema.
I Gruppi della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei e di Sel al Consiglio Regionale del Lazio hanno aderito alla manifestazione contro l'omofobia prevista venerdì sera dalle ore 19 in Piazza Farnese a Roma e al Gay Pride che sfilerà per le strade di Roma sabato 23 giugno.
Rifiuti, pur di risparmiare hanno avvelenato un territorio
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Oggi la Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti ha ascoltato i tecnici dell’Ama e di E.Giovi (società che gestisce due Tmb nonché la discarica di Malagrotta). E finalmente è venuto fuori il vero motivo che, da anni, ha spinto l’azienda capitolina a scaricare il tal quale nella discarica più grande d’Europa: il vero motivo è puramente e semplicemente economico. Tale situazione, purtroppo, come Radicali la denunciamo da molto tempo senza essere ascoltati.
E’ da almeno il 2005, anno in cui è stata recepita dall’Italia la direttiva discariche dell’UE, che chi amministra Roma non rispetta le leggi. Gli impianti di trattamento meccanico biologico non funzionano a regime perché il processo di lavorazione dei rifiuti comporterebbe un aggravio dei costi rispetto al conferimento in discarica.
La partitocrazia, quindi, pur di risparmiare scarica la monnezza come tal quale, incurante della produzione di percolato, gas nocivi e odori nauseabondi.
Oggi la Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti ha ascoltato i tecnici dell’Ama e di E.Giovi (società che gestisce due Tmb nonché la discarica di Malagrotta). E finalmente è venuto fuori il vero motivo che, da anni, ha spinto l’azienda capitolina a scaricare il tal quale nella discarica più grande d’Europa: il vero motivo è puramente e semplicemente economico. Tale situazione, purtroppo, come Radicali la denunciamo da molto tempo senza essere ascoltati.
E’ da almeno il 2005, anno in cui è stata recepita dall’Italia la direttiva discariche dell’UE, che chi amministra Roma non rispetta le leggi. Gli impianti di trattamento meccanico biologico non funzionano a regime perché il processo di lavorazione dei rifiuti comporterebbe un aggravio dei costi rispetto al conferimento in discarica.
La partitocrazia, quindi, pur di risparmiare scarica la monnezza come tal quale, incurante della produzione di percolato, gas nocivi e odori nauseabondi.
Cannabis terapeutica: "cara consigliera, fatti una camomilla terapeutica"
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
La furia ideologica della consigliera regionale del Pdl Chiara Colosimo a proposito di cannabis terapeutica quando dice " mi auguro un fenomeno di autocombustione per la proposta di legge Radicale sull'uso della cannabis terapeutica" si scontra con una dura realtà.
La cannabis ad uso terapeutico, informiamo la consigliera, è già legale e viene prescritta a centinaia di pazienti affetti da patologie acute e croniche spesso resistenti alle terapie convenzionali. Parli con qualche malato prima di avere posizioni ideologiche. La proposta di legge regionale, in particolare, vuole rendere l'approvvigionamento del farmaco meno tortuoso per i malati e meno dispendioso per la Regione, oggi costretta ad importare i farmaci cannabinoidi dall'estero.
Data questa informazione, alla consigliera Colosimo e alle sua piromania, intanto, consigliamo una bella camomilla terapeutica.
La furia ideologica della consigliera regionale del Pdl Chiara Colosimo a proposito di cannabis terapeutica quando dice " mi auguro un fenomeno di autocombustione per la proposta di legge Radicale sull'uso della cannabis terapeutica" si scontra con una dura realtà.
La cannabis ad uso terapeutico, informiamo la consigliera, è già legale e viene prescritta a centinaia di pazienti affetti da patologie acute e croniche spesso resistenti alle terapie convenzionali. Parli con qualche malato prima di avere posizioni ideologiche. La proposta di legge regionale, in particolare, vuole rendere l'approvvigionamento del farmaco meno tortuoso per i malati e meno dispendioso per la Regione, oggi costretta ad importare i farmaci cannabinoidi dall'estero.
Data questa informazione, alla consigliera Colosimo e alle sua piromania, intanto, consigliamo una bella camomilla terapeutica.
Cannabis terapeutica, sosteniamo iniziativa dei parlamentari radicali. Nel lazio nostra PDL giace da due anni nei cassetti della Pisana contro la salute dei malati
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei
Sosteniamo la disobbedienza civile portata avanti dai parlamentari radicali con l'Associazione Luca Coscioni e le associazioni dei malati affinché si disseppellisca la proposta di legge, presentata proprio dai Radicali e da anni giacente nei cassetti del Senato, che introduce la possibilità per persone affette da alcune gravi patologie di accedere sia alla cannabis in forma naturale sia ai farmaci derivati da estratti di cannabis; mentre alla Camera è stata da poco calendarizzata la proposta di legge (a prima firma Bernardini) che propone di depenalizzare la coltivazione domestica della marijuana.
L'inerzia del Parlamento denunciata ieri alla Camera fa il paio con la stasi che, sul tema, c'è nel Consiglio regionale del Lazio. Come consiglieri Radicali del Lazio fin dal novembre 2010, tra i primi in Italia, abbiamo depositato con Sinistra Ecologia e Libertà un progetto organico di legge regionale - scritto in collaborazione con le associazioni Pazienti Impazienti Cannabis, Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e Cannabis Terapeutica - volta a facilitare l'accesso per uso terapeutico ai farmaci cannabinoidi; da allora un ulteriore testo è stato presentato da Federazione della Sinistra. Entrambi sono lettera morta e giacciono nei cassetti della Commissione regionale Sanità.
Il medesimo progetto di legge è stato depositato, grazie all'attivismo delle suddette associazioni, presso i Consigli dell' Emilia Romagna, della Liguria, della Lombardia, del Piemonte e del Veneto, oltre alla Toscana dove dallo scorso maggio è legge regionale.
La Regione Lazio e la maggioranza che la governa avrebbe potuto, al di fuori di ogni pregiudizio ideologico, fare da apripista sul tema, la prima a farsi carico globalmente delle difficoltà dei malati che cercano di alleviare le proprie sofferenze con i cannabinoidi; oggi, persa la primogenitura, potrebbe seguire l'esempio della Regione Toscana iscrivendosi tra le regioni virtuose e sensibili alla necessità terapeutiche di tanti malati.
Non vorremmo che, per denunciare lo stallo legislativo, malati frustrati nelle loro aspettative di cura debbano inscenare disobbedienze civili analoghe o più gravide di conseguenze di quanto fatto ieri alla Camera dei Deputati.
Per questo facciamo appello ai consiglieri della maggioranza, molti dei quali medici e per questo attenti all'evoluzione delle terapie a base di prodotti cannabinoidi, affinché prendano in mano queste proposte e le facciano proprie restituendo ai malati una possibilità di terapia oggi legale ma ostruita dalla burocrazia della sanità regionale. Attraverso le soluzioni legislative presentate, peraltro, si porterebbe alla sanità del Lazio un ingente risparmio, evitando l'importazione di questi medicinali dall'estero.
Sosteniamo la disobbedienza civile portata avanti dai parlamentari radicali con l'Associazione Luca Coscioni e le associazioni dei malati affinché si disseppellisca la proposta di legge, presentata proprio dai Radicali e da anni giacente nei cassetti del Senato, che introduce la possibilità per persone affette da alcune gravi patologie di accedere sia alla cannabis in forma naturale sia ai farmaci derivati da estratti di cannabis; mentre alla Camera è stata da poco calendarizzata la proposta di legge (a prima firma Bernardini) che propone di depenalizzare la coltivazione domestica della marijuana.
L'inerzia del Parlamento denunciata ieri alla Camera fa il paio con la stasi che, sul tema, c'è nel Consiglio regionale del Lazio. Come consiglieri Radicali del Lazio fin dal novembre 2010, tra i primi in Italia, abbiamo depositato con Sinistra Ecologia e Libertà un progetto organico di legge regionale - scritto in collaborazione con le associazioni Pazienti Impazienti Cannabis, Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e Cannabis Terapeutica - volta a facilitare l'accesso per uso terapeutico ai farmaci cannabinoidi; da allora un ulteriore testo è stato presentato da Federazione della Sinistra. Entrambi sono lettera morta e giacciono nei cassetti della Commissione regionale Sanità.
Il medesimo progetto di legge è stato depositato, grazie all'attivismo delle suddette associazioni, presso i Consigli dell' Emilia Romagna, della Liguria, della Lombardia, del Piemonte e del Veneto, oltre alla Toscana dove dallo scorso maggio è legge regionale.
La Regione Lazio e la maggioranza che la governa avrebbe potuto, al di fuori di ogni pregiudizio ideologico, fare da apripista sul tema, la prima a farsi carico globalmente delle difficoltà dei malati che cercano di alleviare le proprie sofferenze con i cannabinoidi; oggi, persa la primogenitura, potrebbe seguire l'esempio della Regione Toscana iscrivendosi tra le regioni virtuose e sensibili alla necessità terapeutiche di tanti malati.
Non vorremmo che, per denunciare lo stallo legislativo, malati frustrati nelle loro aspettative di cura debbano inscenare disobbedienze civili analoghe o più gravide di conseguenze di quanto fatto ieri alla Camera dei Deputati.
Per questo facciamo appello ai consiglieri della maggioranza, molti dei quali medici e per questo attenti all'evoluzione delle terapie a base di prodotti cannabinoidi, affinché prendano in mano queste proposte e le facciano proprie restituendo ai malati una possibilità di terapia oggi legale ma ostruita dalla burocrazia della sanità regionale. Attraverso le soluzioni legislative presentate, peraltro, si porterebbe alla sanità del Lazio un ingente risparmio, evitando l'importazione di questi medicinali dall'estero.
Piano casa, da correggere alcune norme inapplicabili e di dubbia costituzionalità
Comunicato del gruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei al Consiglio regionale del Lazio.
Nel minestrone legislativo approvato ad agosto del 2010 con il nome di Piano Casa, sono state introdotte delle modifiche alle leggi regionali esistenti, delle quali è incerta non solo la costituzionalità, ma anche l’applicabilità. Le modifiche agli articoli 1 e 1bis della legge 36/1987 stabiliscono per i piani urbanistici esecutivi, nel caso in cui siano conformi alla strumentazione urbanistica generale, due procedure in esplicito contrasto tra di loro, senza precisare in quale caso vada applicata una o l'altra.
In base all’articolo 1, infatti, devono essere adottati dall’Amministrazione comunale, pubblicati ai fini della presentazione delle osservazioni e successivamente trasmessi alla Regione e infine approvati con una delibera della Giunta comunale.
In base all’articolo 1-bis, invece, gli stessi piani attuativi, se conformi al PRG, devono essere approvati direttamente dalla Giunta e, come dice letteralmente la norma, senza applicare le procedure dell’articolo 1, richiamate sopra.
Una modifica legislativa di questo tipo non soltanto lascia le amministrazioni locali in una grande incertezza, ma introduce nell’ordinamento regionale una disposizione incostituzionale. La Consulta ha già censurato, infatti, con la sentenza 343/2005 una legge regionale, la 34/1992 della regione Marche, che non prevedeva la trasmissione alla Regione di quei piani urbanistici esecutivi, che era facoltà dei Comuni approvare direttamente perché conformi al piano regolatore generale. Il motivo della censura, tuttora valido, è l’assunto in base al quale l’articolo 24 della legge statale n. 47/1985, che prevede la trasmissione alla regione dei piani urbanistici attuativi, “assume il carattere di principio fondamentale”.
Per questa ragione, nel corso dell’esame della proposta di legge della Giunta regionale (la n.340) abbiamo presentato degli emendamenti alla legge 36/1987, (così come modificata dalla legge 10/2011 "Piano casa"), con i quali, tra le altre cose, chiediamo l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 1-bis, che non soltanto contiene una disposizione di dubbia applicazione, ma cancella anche l’obbligo, derivante da un principio riconosciuto come fondamentale dalla Corte Costituzionale, di trasmettere comunque i medesimi piani alla Regione.
Si discuteranno domani: ci auguriamo che l'Assessore Ciocchetti voglia, almeno questi, prenderli attentamente in esame e valutarli favorevolmente.
Nel minestrone legislativo approvato ad agosto del 2010 con il nome di Piano Casa, sono state introdotte delle modifiche alle leggi regionali esistenti, delle quali è incerta non solo la costituzionalità, ma anche l’applicabilità. Le modifiche agli articoli 1 e 1bis della legge 36/1987 stabiliscono per i piani urbanistici esecutivi, nel caso in cui siano conformi alla strumentazione urbanistica generale, due procedure in esplicito contrasto tra di loro, senza precisare in quale caso vada applicata una o l'altra.
In base all’articolo 1, infatti, devono essere adottati dall’Amministrazione comunale, pubblicati ai fini della presentazione delle osservazioni e successivamente trasmessi alla Regione e infine approvati con una delibera della Giunta comunale.
In base all’articolo 1-bis, invece, gli stessi piani attuativi, se conformi al PRG, devono essere approvati direttamente dalla Giunta e, come dice letteralmente la norma, senza applicare le procedure dell’articolo 1, richiamate sopra.
Una modifica legislativa di questo tipo non soltanto lascia le amministrazioni locali in una grande incertezza, ma introduce nell’ordinamento regionale una disposizione incostituzionale. La Consulta ha già censurato, infatti, con la sentenza 343/2005 una legge regionale, la 34/1992 della regione Marche, che non prevedeva la trasmissione alla Regione di quei piani urbanistici esecutivi, che era facoltà dei Comuni approvare direttamente perché conformi al piano regolatore generale. Il motivo della censura, tuttora valido, è l’assunto in base al quale l’articolo 24 della legge statale n. 47/1985, che prevede la trasmissione alla regione dei piani urbanistici attuativi, “assume il carattere di principio fondamentale”.
Per questa ragione, nel corso dell’esame della proposta di legge della Giunta regionale (la n.340) abbiamo presentato degli emendamenti alla legge 36/1987, (così come modificata dalla legge 10/2011 "Piano casa"), con i quali, tra le altre cose, chiediamo l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 1-bis, che non soltanto contiene una disposizione di dubbia applicazione, ma cancella anche l’obbligo, derivante da un principio riconosciuto come fondamentale dalla Corte Costituzionale, di trasmettere comunque i medesimi piani alla Regione.
Si discuteranno domani: ci auguriamo che l'Assessore Ciocchetti voglia, almeno questi, prenderli attentamente in esame e valutarli favorevolmente.
lunedì 18 giugno 2012
Cotral, Rossodivita: bene Montino su pubblicazione online relazione collegio sindacale, radicali invieranno la relazione alla Procura della Repubblica
Dichiarazione del Capogruppo Giuseppe Rossodivita, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei
“Apprezziamo la decisione del Capogruppo del Pd al Consiglio Regionale del Lazio, Esterino Montino di rendere pubblica la Relazione del Collegio sindacale Cotral e della società di revisione per la gravità di quanto contenuto. Occorre però fare un ulteriore passo, oltre a quello della ‘trasparenza necessaria’, che concretizzeremo con l’invio alla Procura della Repubblica dello stesso Comunicato Stampa di Esterino Montino insieme al documento che raccoglie la storia degli sprechi, dei debiti, favori, affidamenti incomprensibili per migliaia di euro a società senza dipendenti, fuori regione, da San Marino a Napoli.
Il fatto che la relazione “descriva una gestione del Cotral dissennata tanto che i revisori, alla fine, denunciano di non essere in grado di esprimere un giudizio compiuto visto il caos gestionale in essere” diventa certamente materia di lavoro per i magistrati ai quali chiediamo di verificare la correttezza di tutti gli atti amministrativi - gestionali del Cotral. Secondo quanto riportato dal comunicato stampa del Capogruppo del Pd Esterino Montino, il documento racconta anche che nel 2009 la Regione doveva al Cotral 200 milioni, con la gestione Polverini siamo arrivati a oltre 500 milioni. In mancanza di rimesse regionali, le uniche visto che la Regione Lazio è il socio di maggioranza con il 99% delle quote, l'Azienda deve fare ricorso al mercato finanziario, cioè alle banche.
Vuol dire che si stanno buttando dalla finestra decine di milioni di euro in interessi.
Il disavanzo previsto per quest'anno supera i 30 milioni, per ricapitalizzare il Cotral la Regione dovrà immettere nelle sue casse almeno 83 milioni di euro. Tutto questo mentre la relazione racconta una sequela impressionante di sprechi e favori.
“Apprezziamo la decisione del Capogruppo del Pd al Consiglio Regionale del Lazio, Esterino Montino di rendere pubblica la Relazione del Collegio sindacale Cotral e della società di revisione per la gravità di quanto contenuto. Occorre però fare un ulteriore passo, oltre a quello della ‘trasparenza necessaria’, che concretizzeremo con l’invio alla Procura della Repubblica dello stesso Comunicato Stampa di Esterino Montino insieme al documento che raccoglie la storia degli sprechi, dei debiti, favori, affidamenti incomprensibili per migliaia di euro a società senza dipendenti, fuori regione, da San Marino a Napoli.
Il fatto che la relazione “descriva una gestione del Cotral dissennata tanto che i revisori, alla fine, denunciano di non essere in grado di esprimere un giudizio compiuto visto il caos gestionale in essere” diventa certamente materia di lavoro per i magistrati ai quali chiediamo di verificare la correttezza di tutti gli atti amministrativi - gestionali del Cotral. Secondo quanto riportato dal comunicato stampa del Capogruppo del Pd Esterino Montino, il documento racconta anche che nel 2009 la Regione doveva al Cotral 200 milioni, con la gestione Polverini siamo arrivati a oltre 500 milioni. In mancanza di rimesse regionali, le uniche visto che la Regione Lazio è il socio di maggioranza con il 99% delle quote, l'Azienda deve fare ricorso al mercato finanziario, cioè alle banche.
Vuol dire che si stanno buttando dalla finestra decine di milioni di euro in interessi.
Il disavanzo previsto per quest'anno supera i 30 milioni, per ricapitalizzare il Cotral la Regione dovrà immettere nelle sue casse almeno 83 milioni di euro. Tutto questo mentre la relazione racconta una sequela impressionante di sprechi e favori.
venerdì 15 giugno 2012
Violenza omofobica a Roma: radicali e Sel presentano interrogazione urgente a Presidente Polverini e all’Assessore alla sicurezza della Regione Lazio
Comunicato Stampa del Gruppo Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei al Consiglio Regionale del Lazio:
I Capigruppo dei Radicali e di Sel al Consiglio Regionale del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Luigi Nieri, insieme al Consigliere Rocco Berardo, hanno oggi depositato una interrogazione urgente alla Presidente Renata Polverini e all’Assessore alla Sicurezza della Regione Lazio sulla grave violenza subito la notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 giugno a Roma da Guido Allegrezza, noto esponente della comunità Lgbt. Responsabili dell’aggressione sono quattro ragazzi che hanno ferito alla testa Guido Allegrezza con una grossa pietra e poi lo hanno malmenato con calci e pugni.
Nell’interrogazione viene anche segnalato che nella città di Roma sono avvenuti negli ultimi anni diversi atti di violenza contro le persone omosessuali e transessuali senza che vi siano state risposte adeguate da parte delle istituzioni.
Nel testo depositato viene chiesto ai rappresentanti istituzionali della Regione quanti sono i casi di violenza contro le persone omosessuali e transessuali nel territorio della Regione, quali iniziative intendano prendere sul piano dell’informazione e della prevenzione degli atti di violenza anche di tipo omofobico e transfobico e se non ritengano urgente attivare campagne di informazione e prevenzione contro ogni forma di violenza nelle scuole e nei diversi ambiti sociali.
I Capigruppo dei Radicali e di Sel al Consiglio Regionale del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Luigi Nieri, insieme al Consigliere Rocco Berardo, hanno oggi depositato una interrogazione urgente alla Presidente Renata Polverini e all’Assessore alla Sicurezza della Regione Lazio sulla grave violenza subito la notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 giugno a Roma da Guido Allegrezza, noto esponente della comunità Lgbt. Responsabili dell’aggressione sono quattro ragazzi che hanno ferito alla testa Guido Allegrezza con una grossa pietra e poi lo hanno malmenato con calci e pugni.
Nell’interrogazione viene anche segnalato che nella città di Roma sono avvenuti negli ultimi anni diversi atti di violenza contro le persone omosessuali e transessuali senza che vi siano state risposte adeguate da parte delle istituzioni.
Nel testo depositato viene chiesto ai rappresentanti istituzionali della Regione quanti sono i casi di violenza contro le persone omosessuali e transessuali nel territorio della Regione, quali iniziative intendano prendere sul piano dell’informazione e della prevenzione degli atti di violenza anche di tipo omofobico e transfobico e se non ritengano urgente attivare campagne di informazione e prevenzione contro ogni forma di violenza nelle scuole e nei diversi ambiti sociali.
Rifiuti, inviare la monnezza all'estero non e' soluzione ma solo rimandare problema
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Se dovessimo seguire il principio secondo cui laddove esiste una discarica di tal quale questa andrebbe chiusa portando i rifiuti fuori Regione, tale idea dovrebbe valere per tutti i 102 invasi sotto procedura di infrazione dell’Unione europea.
Iniziando proprio da quei territori della Campania dove sono stoccate sei milioni di tonnellate di ecoballe che, ogni giorno, devastano l’ambiente.In merito al paragone tra Roma e Napoli, ci corre l’obbligo di sottolineare alcune differenze. La prima è riferita alla quantità dei rifiuti indifferenziati che la Capitale produce in volume molto superiore al capoluogo partenopeo.
La seconda attiene al tipo di discarica, considerando esclusivamente il materiale da conferirci, Napoli non ha gli impianti per la produzione di frazione organica stabilizzata, Roma invece sì, e se questi funzionassero a regime avremmo risolto una buona parte del problema. E’ utile ricordare, inoltre, come i viaggi della monnezza napoletana non siano nati con il sindaco De Magistris. La Regione Campania, per far fronte a diverse emergenze, ha già usato questo metodo senza mai raggiungere risultati apprezzabili.
Tale ragionamento vale anche per Roma. Infatti senza un forte investimento economico utile ad avviare un vero ciclo dei rifiuti, ogni soluzione temporanea, sia essa la discarica che il trasporto dei rifiuti all’estero, non farà altro che rimandare il problema. Si cominci a rispettare le leggi senza nascondersi dietro a proroghe, deroghe e viaggi fuori regione.
Se dovessimo seguire il principio secondo cui laddove esiste una discarica di tal quale questa andrebbe chiusa portando i rifiuti fuori Regione, tale idea dovrebbe valere per tutti i 102 invasi sotto procedura di infrazione dell’Unione europea.
Iniziando proprio da quei territori della Campania dove sono stoccate sei milioni di tonnellate di ecoballe che, ogni giorno, devastano l’ambiente.In merito al paragone tra Roma e Napoli, ci corre l’obbligo di sottolineare alcune differenze. La prima è riferita alla quantità dei rifiuti indifferenziati che la Capitale produce in volume molto superiore al capoluogo partenopeo.
La seconda attiene al tipo di discarica, considerando esclusivamente il materiale da conferirci, Napoli non ha gli impianti per la produzione di frazione organica stabilizzata, Roma invece sì, e se questi funzionassero a regime avremmo risolto una buona parte del problema. E’ utile ricordare, inoltre, come i viaggi della monnezza napoletana non siano nati con il sindaco De Magistris. La Regione Campania, per far fronte a diverse emergenze, ha già usato questo metodo senza mai raggiungere risultati apprezzabili.
Tale ragionamento vale anche per Roma. Infatti senza un forte investimento economico utile ad avviare un vero ciclo dei rifiuti, ogni soluzione temporanea, sia essa la discarica che il trasporto dei rifiuti all’estero, non farà altro che rimandare il problema. Si cominci a rispettare le leggi senza nascondersi dietro a proroghe, deroghe e viaggi fuori regione.
lunedì 11 giugno 2012
mercoledì 6 giugno 2012
Vigilanza, Rossodivita: risoluzione complessa da leggere tutta
Dichiarazione del Cons. Giuseppe Rossodivita, Capogruppo al
Consiglio Regionale del Lazio del Gruppo Lista Bonino-Pannella,
Federalisti Europei e Vice Presidente della Commissione di Vigilanza
sull’informazione.
La risoluzione approvata oggi dalla Commissione di Vigilanza sull’informazione del Consiglio Regionale del Lazio è un testo complesso, frutto di un ampio confronto tra i commissari finalizzato a valutare i dati forniti, tramite il Corecom Lazio, dall’osservatorio di Pavia. Per questo ritengo riduttive certe letture ed interpretazioni che non pongono in evidenza due punti che caratterizzano la mozione.
Il primo riguarda la metodologia del monitoraggio che, nel 2012, è decisamente ora di rivedere. Non possono certo essere i soli dati relativi alla ‘quantità’ dell’informazione a consentire una valutazione esatta di quel che accade nei palinsesti dei notiziari. Questi dati devono essere assolutamente integrati con gli indici di ascolto – altro è un minuto di tempo nel TG dell’una di notte, altro è lo stesso minuto nei Tg di maggior ascolto – e con sistemi che rilevino la ‘qualità della notizia’ ed i temi trattati.
La Commissione è impegnata a realizzare, almeno per la TGR Lazio, un monitoraggio di questo tipo. Il secondo punto, non meno importante del primo, anzi, è che si è dato atto dell’evidente squilibrio nella rappresentazione delle diverse forze politiche presenti in Consiglio, anche nell’ambito delle diverse coalizioni. In altri termini se è vero che si è registrato un sostanziale equilibrio quantitativo nella rappresentazione delle diverse coalizioni, è altrettanto vero che si sono registrati degli intollerabili squilibri tra gruppi politici anche della stessa consistenza. E se la quantità è pari allo zero, certo non si può neppure iniziare a discutere di qualità.
La Commissione trasmetterà la delibera alla RAI e vedremo come d’ora innanzi riterrà di comportarsi la TGR Lazio.
La risoluzione approvata oggi dalla Commissione di Vigilanza sull’informazione del Consiglio Regionale del Lazio è un testo complesso, frutto di un ampio confronto tra i commissari finalizzato a valutare i dati forniti, tramite il Corecom Lazio, dall’osservatorio di Pavia. Per questo ritengo riduttive certe letture ed interpretazioni che non pongono in evidenza due punti che caratterizzano la mozione.
Il primo riguarda la metodologia del monitoraggio che, nel 2012, è decisamente ora di rivedere. Non possono certo essere i soli dati relativi alla ‘quantità’ dell’informazione a consentire una valutazione esatta di quel che accade nei palinsesti dei notiziari. Questi dati devono essere assolutamente integrati con gli indici di ascolto – altro è un minuto di tempo nel TG dell’una di notte, altro è lo stesso minuto nei Tg di maggior ascolto – e con sistemi che rilevino la ‘qualità della notizia’ ed i temi trattati.
La Commissione è impegnata a realizzare, almeno per la TGR Lazio, un monitoraggio di questo tipo. Il secondo punto, non meno importante del primo, anzi, è che si è dato atto dell’evidente squilibrio nella rappresentazione delle diverse forze politiche presenti in Consiglio, anche nell’ambito delle diverse coalizioni. In altri termini se è vero che si è registrato un sostanziale equilibrio quantitativo nella rappresentazione delle diverse coalizioni, è altrettanto vero che si sono registrati degli intollerabili squilibri tra gruppi politici anche della stessa consistenza. E se la quantità è pari allo zero, certo non si può neppure iniziare a discutere di qualità.
La Commissione trasmetterà la delibera alla RAI e vedremo come d’ora innanzi riterrà di comportarsi la TGR Lazio.
Astral, quand’è che il sindaco di Palombara Sabina fa il sindaco?
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
“Nella giornata di oggi è pervenuta ai nostri uffici la risposta dell’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luca Malcotti, alla nostra interrogazione relativa all’assunzione in qualità di dirigente con contratto a tempo determinato per 5 anni stipulato tra l’Azienda Strade Lazio S.p.a. ed il Sindaco di Palombara Sabina, Paolo Della Rocca.
Il sig. Paolo Della Rocca, difatti, sino a pochi giorni prima della sua assunzione era membro di minoranza, in quota centrodestra, del Cda dell'Astral all'epoca a guida centrosinistra e prossimo alla sua scadenza naturale. Il Della Rocca si dimise con anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato, come detto comunque molto prossima, e pochi giorni dopo venne firmato il contratto di lavoro da dirigente a tempo determinato con la medesima società pubblica. L’Assessore Malcotti nel rispondere afferma che il Sindaco Della Rocca si presenta regolarmente in ufficio tutte le mattine nella sede dell’Astral e che alla Regione non interessa quel che il sig. Della Rocca fa in termini extralavorativi.
Bene, ma a questo punto sorge spontanea una domanda: se il Sindaco di Palombara Sabina sig. Della Rocca ogni mattina si reca negli uffici dell’Astral per svolgere la funzione di dirigente, quando trova il tempo per fare anche il Sindaco? Vorremmo che i cittadini di Palombara Sabina ci contattassero per farci sapere quando il Sindaco è in Comune, vorremmo che ci dicessero se loro hanno eletto un Sindaco affinchè facesse a tempo pieno, non il Sindaco, bensì il dirigente pubblico.
Vorremmo ancora sapere come mai gli altri Sindaci, se dipendenti pubblici, si mettono in aspettativa per fare il Sindaco e questo dirigente pubblico invece no. Attendiamo fiduciosi altre risposte, questa dell'Assessore Luca Malcotti ci soddisfa assai poco.”
“Nella giornata di oggi è pervenuta ai nostri uffici la risposta dell’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luca Malcotti, alla nostra interrogazione relativa all’assunzione in qualità di dirigente con contratto a tempo determinato per 5 anni stipulato tra l’Azienda Strade Lazio S.p.a. ed il Sindaco di Palombara Sabina, Paolo Della Rocca.
Il sig. Paolo Della Rocca, difatti, sino a pochi giorni prima della sua assunzione era membro di minoranza, in quota centrodestra, del Cda dell'Astral all'epoca a guida centrosinistra e prossimo alla sua scadenza naturale. Il Della Rocca si dimise con anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato, come detto comunque molto prossima, e pochi giorni dopo venne firmato il contratto di lavoro da dirigente a tempo determinato con la medesima società pubblica. L’Assessore Malcotti nel rispondere afferma che il Sindaco Della Rocca si presenta regolarmente in ufficio tutte le mattine nella sede dell’Astral e che alla Regione non interessa quel che il sig. Della Rocca fa in termini extralavorativi.
Bene, ma a questo punto sorge spontanea una domanda: se il Sindaco di Palombara Sabina sig. Della Rocca ogni mattina si reca negli uffici dell’Astral per svolgere la funzione di dirigente, quando trova il tempo per fare anche il Sindaco? Vorremmo che i cittadini di Palombara Sabina ci contattassero per farci sapere quando il Sindaco è in Comune, vorremmo che ci dicessero se loro hanno eletto un Sindaco affinchè facesse a tempo pieno, non il Sindaco, bensì il dirigente pubblico.
Vorremmo ancora sapere come mai gli altri Sindaci, se dipendenti pubblici, si mettono in aspettativa per fare il Sindaco e questo dirigente pubblico invece no. Attendiamo fiduciosi altre risposte, questa dell'Assessore Luca Malcotti ci soddisfa assai poco.”
Rifiuti, per UE ordinanze Polverini inapplicate e inutili
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Nel parere motivato inviato ieri dall’Unione europea alle autorità italiane, si sottolinea, tra le altre cose, l’inutilità delle ordinanze firmate dalla Polverini e da Pecoraro su Malagrotta. La Commissione, infatti, osserva come gli atti sottoscritti dal Presidente della Regione il 31/12/2012 e il 30/06/2011 (n. Z0012 e n. Z0002) non hanno portato a nessun risultato.
In questi documenti ufficiali veniva fissato un termine di sei mesi entro cui gli operatori dovevano far entrare in funzione a pieno regime i quattro impianti di Tmb ed inoltre si prevedeva la messa in opera di unità di trito vagliatura a Malagrotta. Niente di questo è avvenuto. Inoltre, l’ex commissario Pecoraro con l’ordinanza (n.245566/3633/2011) del 29 dicembre del 2011 misteriosamente non parla più degli impianti di trito vagliatura e reitera, per l’ennesima volta, l’ordine di portare alla massima efficienza i quattro impianti di trattamento ubicati a Roma. Ma anche questa ordinanza del prefetto Pecoraro rimarrà lettera morta. Sempre nel parere motivato, per di più, viene evidenziato quanto noi Radicali denunciamo da diverso tempo, cioè che gli impianti di trito vagliatura, anche se fossero stati istallati a Malagrotta, non avrebbero comunque fermato la procedura di infrazione, visto che tali impianti non garantiscono un trattamento del rifiuto indifferenziato conforme all’art.6, lettera a), della direttiva 1999/31/CE.
Quindi le ordinanze della Polverini possono ritenersi, non solo inapplicate, ma anche inutili a risolvere il problema relativo al trattamento dell’Rsu. Abbiamo sempre denunciato come il mancato funzionamento degli impianti Tmb sia riconducibile ad una questione puramente economica.
Per tantissimi anni, infatti, si è preferito buttare il tal quale in discarica perché costava di meno rispetto al previo trattamento e al successivo conferimento in invasi. L’ennesimo richiamo dell’Unione europea è da ritenersi molto opportuno. Ci auguriamo che la Polverini inizi finalmente a rispettare le leggi e le direttive di Bruxelles. Infatti, rimaniamo convinti che la crisi dei rifiuti a Roma vada risolta attraverso la piena attuazione delle norme in materia.
Basta deroghe e proroghe.
Nel parere motivato inviato ieri dall’Unione europea alle autorità italiane, si sottolinea, tra le altre cose, l’inutilità delle ordinanze firmate dalla Polverini e da Pecoraro su Malagrotta. La Commissione, infatti, osserva come gli atti sottoscritti dal Presidente della Regione il 31/12/2012 e il 30/06/2011 (n. Z0012 e n. Z0002) non hanno portato a nessun risultato.
In questi documenti ufficiali veniva fissato un termine di sei mesi entro cui gli operatori dovevano far entrare in funzione a pieno regime i quattro impianti di Tmb ed inoltre si prevedeva la messa in opera di unità di trito vagliatura a Malagrotta. Niente di questo è avvenuto. Inoltre, l’ex commissario Pecoraro con l’ordinanza (n.245566/3633/2011) del 29 dicembre del 2011 misteriosamente non parla più degli impianti di trito vagliatura e reitera, per l’ennesima volta, l’ordine di portare alla massima efficienza i quattro impianti di trattamento ubicati a Roma. Ma anche questa ordinanza del prefetto Pecoraro rimarrà lettera morta. Sempre nel parere motivato, per di più, viene evidenziato quanto noi Radicali denunciamo da diverso tempo, cioè che gli impianti di trito vagliatura, anche se fossero stati istallati a Malagrotta, non avrebbero comunque fermato la procedura di infrazione, visto che tali impianti non garantiscono un trattamento del rifiuto indifferenziato conforme all’art.6, lettera a), della direttiva 1999/31/CE.
Quindi le ordinanze della Polverini possono ritenersi, non solo inapplicate, ma anche inutili a risolvere il problema relativo al trattamento dell’Rsu. Abbiamo sempre denunciato come il mancato funzionamento degli impianti Tmb sia riconducibile ad una questione puramente economica.
Per tantissimi anni, infatti, si è preferito buttare il tal quale in discarica perché costava di meno rispetto al previo trattamento e al successivo conferimento in invasi. L’ennesimo richiamo dell’Unione europea è da ritenersi molto opportuno. Ci auguriamo che la Polverini inizi finalmente a rispettare le leggi e le direttive di Bruxelles. Infatti, rimaniamo convinti che la crisi dei rifiuti a Roma vada risolta attraverso la piena attuazione delle norme in materia.
Basta deroghe e proroghe.
Ostia, ripascimento spiagge è un flop, quanto spende la Regione?
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Lo stato degli interventi di risanamento delle spiagge di Ostia è l’oggetto di una interrogazione urgente dei Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo rivolta alla Presidente Polverini, all’Assessore all'Ambiente e Sviluppo sostenibile Marco Mattei e all’Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, Luca Malcotti.
“Apprendiamo da varie fonti di stampa che il ripascimento degli arenili di Ostia è un completo flop” dichiarano i Consiglieri Radicali “e che già la scorsa estate i lavori annunciati dalla Polverini non sono mai stati completati.”
“E’ delle scorse settimane” aggiungono “la notizia che le nuove scogliere si sgretolano e che a Ostia Ponente si sono fatti i pannelli a mare senza alcun insabbiamento, mentre a Ostia Levante si sta facendo ma senza scogliere. Risultato: pannelli che si indeboliscono da una parte, sabbia spazzata dalle mareggiate dall’altra nonché costi enormi a carico della collettività per lavori realizzati senza alcun criterio”.
“Con la nostra interrogazione” precisano Rossodivita e Berardo “chiediamo, anzitutto, di sapere quanto è stato speso dalla Regione negli ultimi dieci per il ripascimento delle spiagge di Ostia”. “Chiediamo, poi, se il progetto di ripascimento può definirsi risolutivo del problema dell’erosione del litorale, o se, comunque, vi sono garanzie sull’efficacia e durata nel tempo dell’intervento previsto e se vi è stata verifica a scongiurare che l’intervento tramite nuove scogliere sposti il problema dell’erosione della costa nelle zone limitrofe”.
“Chiediamo, infine, di sapere quando la Giunta intenda rispondere all’interrogazione a risposta scritta n° 283 del 4 gennaio 2011 sull’utilizzo di sacchi in materiale plastico filamentoso come frangiflutti sul litorale di Ostia Ponente, fenomeno che crea enormi danni all’ecosistema mediterraneo, risultandoci il numero dei sacchetti in questione notevolmente aumentato.”
Lo stato degli interventi di risanamento delle spiagge di Ostia è l’oggetto di una interrogazione urgente dei Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo rivolta alla Presidente Polverini, all’Assessore all'Ambiente e Sviluppo sostenibile Marco Mattei e all’Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, Luca Malcotti.
“Apprendiamo da varie fonti di stampa che il ripascimento degli arenili di Ostia è un completo flop” dichiarano i Consiglieri Radicali “e che già la scorsa estate i lavori annunciati dalla Polverini non sono mai stati completati.”
“E’ delle scorse settimane” aggiungono “la notizia che le nuove scogliere si sgretolano e che a Ostia Ponente si sono fatti i pannelli a mare senza alcun insabbiamento, mentre a Ostia Levante si sta facendo ma senza scogliere. Risultato: pannelli che si indeboliscono da una parte, sabbia spazzata dalle mareggiate dall’altra nonché costi enormi a carico della collettività per lavori realizzati senza alcun criterio”.
“Con la nostra interrogazione” precisano Rossodivita e Berardo “chiediamo, anzitutto, di sapere quanto è stato speso dalla Regione negli ultimi dieci per il ripascimento delle spiagge di Ostia”. “Chiediamo, poi, se il progetto di ripascimento può definirsi risolutivo del problema dell’erosione del litorale, o se, comunque, vi sono garanzie sull’efficacia e durata nel tempo dell’intervento previsto e se vi è stata verifica a scongiurare che l’intervento tramite nuove scogliere sposti il problema dell’erosione della costa nelle zone limitrofe”.
“Chiediamo, infine, di sapere quando la Giunta intenda rispondere all’interrogazione a risposta scritta n° 283 del 4 gennaio 2011 sull’utilizzo di sacchi in materiale plastico filamentoso come frangiflutti sul litorale di Ostia Ponente, fenomeno che crea enormi danni all’ecosistema mediterraneo, risultandoci il numero dei sacchetti in questione notevolmente aumentato.”
Buono scuola, dimissioni Tarzia? Accolte!
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Le dimissioni annunciate quest'oggi da Olimpia Tarzia, Presidente della Commissione Scuola al Consiglio Regionale del Lazio, per quanto ci riguarda, viste le ragioni che sono state addotte, sono "provvidenziali".
Affermare che il diritto di libertà di scelta educativa rappresenti un principio non negoziabile, e che non negoziabile debba essere di conseguenza il sostegno da parte della Regione alle famiglie che scelgono la via privata è, evidentemente, l'applicazione dell'assolutismo religioso al campo politico e istituzionale.
Sentivamo, infatti, applicare impropriamente questo principio "vaticano" della non negoziabilità al concetto astratto di "Vita" dell'embrione, meglio buttarlo che donarlo alla ricerca scientifica secondo il loro ragionamento, ma passare questo concetto addirittura ad una proposta di legge che mira a destinare un milione di euro alle famiglie che iscrivono i propri figli a scuole private, cioè di fatto, mettere a disposizione finanziamenti a pioggia a famiglie che non ne hanno bisogno, proprio mentre le risorse per il diritto allo studio sono ridotte a zero, riduce il principio a quello che è: una fallace argomentazione clericale.
Le dimissioni, se questa è la motivazione che le ha causate, sono, dunque, per parte nostra, accolte.
Le dimissioni annunciate quest'oggi da Olimpia Tarzia, Presidente della Commissione Scuola al Consiglio Regionale del Lazio, per quanto ci riguarda, viste le ragioni che sono state addotte, sono "provvidenziali".
Affermare che il diritto di libertà di scelta educativa rappresenti un principio non negoziabile, e che non negoziabile debba essere di conseguenza il sostegno da parte della Regione alle famiglie che scelgono la via privata è, evidentemente, l'applicazione dell'assolutismo religioso al campo politico e istituzionale.
Sentivamo, infatti, applicare impropriamente questo principio "vaticano" della non negoziabilità al concetto astratto di "Vita" dell'embrione, meglio buttarlo che donarlo alla ricerca scientifica secondo il loro ragionamento, ma passare questo concetto addirittura ad una proposta di legge che mira a destinare un milione di euro alle famiglie che iscrivono i propri figli a scuole private, cioè di fatto, mettere a disposizione finanziamenti a pioggia a famiglie che non ne hanno bisogno, proprio mentre le risorse per il diritto allo studio sono ridotte a zero, riduce il principio a quello che è: una fallace argomentazione clericale.
Le dimissioni, se questa è la motivazione che le ha causate, sono, dunque, per parte nostra, accolte.
Rifiuti, replica ridicola e pressappochista della Polverini alle osservazioni UE
Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
La Giunta Polverini incassa una nuova sonora bocciatura dell’Europa sulla gestione dei rifiuti nel Lazio. Appare pienamente giustificato il nuovo avvertimento formale che la Commissione Europea ha inviato all’Italia nel quale si bocciano senza mezzi termini le procedure adottate nella discarica di Malagrotta e negli altri siti del Lazio per il pretrattamento dei rifiuti. E altrettanto adeguata la minacciata azione da parte dell’Ue di adire la Corte di Giustizia se entro due mesi l’Italia, e il Lazio in particolare, non recepiranno le norme europee.
Ed è incredibile apprendere con quale ridicola e pressappochista risposta la Polverini abbia replicato alla lettera di messa in mora inviata dalla Commissione che, richiamando esplicitamente il Piano rifiuti del Lazio, è preoccupata “del fatto che non tutti i rifiuti che vengono interrati nelle discariche abbiano subito il prescritto trattamento meccanico-biologico”.
La Regione, invece, ritiene che “i rifiuti interrati a Malagrotta dovrebbero essere considerati come se avessero subito un pretrattamento, in quanto sono stati sminuzzati prima di essere interrati”. Anche un bambino capirebbe che la sola frantumazione dei rifiuti prima di interrarli ne riduce tutt’al più il volume ma non l’impatto sull’inquinamento del suolo dai percolati.
Insomma, un’altra brutta figura da ‘furbetti’ che tentano di svicolare le leggi, come più volte abbiamo denunciato attraverso i nostri dossier inviati al Commissario Ue all’Ambiente Potocnik. Si cerca di mischiare le carte in spregio della salute dei cittadini, visto che, come ammonisce l’Ue, le discariche che operano violando le normative “costituiscono una seria minaccia alla salute umana e all’ambiente”.
La Giunta Polverini incassa una nuova sonora bocciatura dell’Europa sulla gestione dei rifiuti nel Lazio. Appare pienamente giustificato il nuovo avvertimento formale che la Commissione Europea ha inviato all’Italia nel quale si bocciano senza mezzi termini le procedure adottate nella discarica di Malagrotta e negli altri siti del Lazio per il pretrattamento dei rifiuti. E altrettanto adeguata la minacciata azione da parte dell’Ue di adire la Corte di Giustizia se entro due mesi l’Italia, e il Lazio in particolare, non recepiranno le norme europee.
Ed è incredibile apprendere con quale ridicola e pressappochista risposta la Polverini abbia replicato alla lettera di messa in mora inviata dalla Commissione che, richiamando esplicitamente il Piano rifiuti del Lazio, è preoccupata “del fatto che non tutti i rifiuti che vengono interrati nelle discariche abbiano subito il prescritto trattamento meccanico-biologico”.
La Regione, invece, ritiene che “i rifiuti interrati a Malagrotta dovrebbero essere considerati come se avessero subito un pretrattamento, in quanto sono stati sminuzzati prima di essere interrati”. Anche un bambino capirebbe che la sola frantumazione dei rifiuti prima di interrarli ne riduce tutt’al più il volume ma non l’impatto sull’inquinamento del suolo dai percolati.
Insomma, un’altra brutta figura da ‘furbetti’ che tentano di svicolare le leggi, come più volte abbiamo denunciato attraverso i nostri dossier inviati al Commissario Ue all’Ambiente Potocnik. Si cerca di mischiare le carte in spregio della salute dei cittadini, visto che, come ammonisce l’Ue, le discariche che operano violando le normative “costituiscono una seria minaccia alla salute umana e all’ambiente”.
Rifiuti, Berardo: nel Lazio troppe anomalie, si faccia piena luce
Dichiarazione del Consigliere regionale Rocco Berardo, Lista
Bonino Pannella Federalisti Europei, Vicepresidente Commissione Ambiente
Oggi in commissione ambiente della Regione Lazio è stata ascoltata l’Ama così come richiesto del comitato dei cittadini di Villa Spada. Questi ultimi, da diversi mesi, denunciano odori nauseabondi provenienti dall’impianto di trattamento meccanico biologico ubicato in via Salaria.
Premesso che, rispetto alle giuste istanze dei cittadini, l’Ama non ha dato nessuna risposta esaustiva, ci preme sottolineare anche un altro passaggio dell’audizione. Ascoltando le parole dei dirigenti dell’azienda romana, si è appreso che i due impianti di trattamento meccanico biologico lavorano esclusivamente quando gli inceneritori del Lazio sono disponibili a ricevere il combustibile derivato da rifiuti.
Visto che, come più volte denunciato, da ottobre del 2011 il gassificatore di Malagrotta è fermo per motivi misteriosi, ci continuiamo a chiedere quante delle 4.000 tonnellate di indifferenziato prodotte a Roma ogni giorno, vanno a finire come tal quale a Malagrotta. Questo quesito, come tanti altri, non hanno mai trovato nessuna risposta da parte della presidente Polverini.
Per tale motivo, e considerando la grave situazione di Roma, chiediamo al ministro Clini e al commissario Sottile di fare piena luce sulle troppe anomalie che si celano dietro al ciclo dei rifiuti nel Lazio.
Oggi in commissione ambiente della Regione Lazio è stata ascoltata l’Ama così come richiesto del comitato dei cittadini di Villa Spada. Questi ultimi, da diversi mesi, denunciano odori nauseabondi provenienti dall’impianto di trattamento meccanico biologico ubicato in via Salaria.
Premesso che, rispetto alle giuste istanze dei cittadini, l’Ama non ha dato nessuna risposta esaustiva, ci preme sottolineare anche un altro passaggio dell’audizione. Ascoltando le parole dei dirigenti dell’azienda romana, si è appreso che i due impianti di trattamento meccanico biologico lavorano esclusivamente quando gli inceneritori del Lazio sono disponibili a ricevere il combustibile derivato da rifiuti.
Visto che, come più volte denunciato, da ottobre del 2011 il gassificatore di Malagrotta è fermo per motivi misteriosi, ci continuiamo a chiedere quante delle 4.000 tonnellate di indifferenziato prodotte a Roma ogni giorno, vanno a finire come tal quale a Malagrotta. Questo quesito, come tanti altri, non hanno mai trovato nessuna risposta da parte della presidente Polverini.
Per tale motivo, e considerando la grave situazione di Roma, chiediamo al ministro Clini e al commissario Sottile di fare piena luce sulle troppe anomalie che si celano dietro al ciclo dei rifiuti nel Lazio.
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