INVADIAMO LA REGIONE DI ONESTÀ, CAPACITÀ,TRASPARENZA, LEGALITÀ.



mercoledì 18 luglio 2012

RADICALI SU SPENDING REVIEW REGIONE LAZIO. SERIA PREOCCUPAZIONE PER L’OCCUPAZIONE DI MIGLIAIA DI PERSONE MA CLASSE POLITICA SIA CREDIBILE. LE NOSTRE PROPOSTE SU TAGLI E SPRECHI IGNORATE DAL SISTEMA PARTITOCRATICO.

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Radicali del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei:

“Il decreto del Governo sulla Spending Review sta determinando un forte allarme, in particolare sull’occupazione di migliaia di persone dipendenti di società in house della Regione Lazio. Allarme più che giustificato per gli effetti che tale decisione causerà sul piano sociale ed economico nella Regione.

Come Radicali da sempre, sin dalla campagna elettorale, abbiamo proposto di razionalizzare molte delle spese e di avviare politiche di tagli laddove gli sprechi e privilegi hanno incrementato e continuano a incrementare il deficit economico della Regione. Nessuno ci ha ascoltati, nemmeno quando in occasione del voto sulle leggi finanziarie e degli assestamenti di bilancio abbiamo proposto forti tagli alle spese clientelari e partitocratiche a partire, solo per fare un esempio, da quando ci siamo trovati soli in aula a batterci contro le nuove quattro Commissioni speciali che hanno così portato il loro numero totale di venti commissioni nel Consiglio Regionale del Lazio, record italiano: 5 milioni di euro buttati in una legislatura. Nonostante le varie promesse nulla è cambiato e quasi tutta la classe politica continua a ignorare la grave situazione economico-finanziaria del paese e della Regione.

La Presidente della Regione ed altri esponenti della Giunta si sono subito preoccupati di dire che le società in house della Regione non possono essere privatizzate, l’ alternativa, secondo il decreto del Governo, è la loro chiusura entro il 31 dicembre di quest’anno. Davvero non comprendiamo le ragioni di questa presa di posizione della Giunta senza che nemmeno si avvii uno studio sugli effetti che la privatizzazione potrebbe determinare. Le motivazioni date dalla Presidente Polverini sulla sensibilità dei dati trattati da alcune delle società in house sono davvero pretestuosi. Basterebbe porre delle condizioni molto severe, con forti penalità e questo problema si potrebbe facilmente risolvere, ma questo è solo un esempio.

La verità è che quasi tutta la classe politica regionale non intende rinunciare ad avere un controllo diretto sulle 50 strutture (19 società, 26 enti pubblici e 5 agenzie) divenute oramai un territorio protetto dove la politica scatena pratiche degenerative difficilmente contenibili: assunzioni clientelari, assegnazione discrezionale dei progetti, spartizione dei posti nei consigli di amministrazione. E’ evidente oramai l’incapacità di governare questa situazione, salvo che per i tornaconti della partitocrazia e dei privilegi garantiti dalle diverse spartizioni, tutto a scapito delle migliaia di lavoratori che si trovano oggi in una grave situazione di rischio. Basta una cifra per tutti: il plotone degli amministratori  (tra presidenti, consiglieri di amministrazione e sindaci) composto da oltre 300 persone che ha un costo complessivo superiore ai 2 milioni di euro l’anno.

Ciò che sorprende è che  in questa situazione manca del tutto una presa di coscienza seria e credibile su quanto sta avvenendo. Basta ricordare la vicenda che prevede la costruzione di due nuove palazzine presso la sede del Consiglio Regionale del Lazio, per un costo di circa 10 milioni di euro, assolutamente non necessario viste le nuove regole che si applicheranno sulla formazione dei gruppi regionali e all'opportuno dimezzamento delle commissioni consiliari.

E mentre almeno una decina di società partecipate sia direttamente che indirettamente da parte della Regione  rischia la chiusura, la Giunta ne ha appena costituite due: LazioMar s.p.a. e Lazio Ambiente s.p.a. più un’altra s.p.a. che dovrebbe occuparsi di riscossione dei tributi.

Noi Radicali siamo disponibili a qualsiasi dialogo che abbia la finalità di limitare le gravi conseguenze che la Spending review potrebbe causare ma a condizione che ci sia una vera e reale volontà di rinunciare a tutte le prebende, le spartizioni, i privilegi che hanno ridotto così il paese e la nostra Regione, assicurando ai lavoratori non astratte promesse ma riforme per un Welfare che assicuri reali ammortizzatori sociali".

lunedì 16 luglio 2012

LAZIO, RADICALI: ALLA REGIONE LAZIO SU SINDACATO ISPETTIVO E’ IN ATTO UN VERGOGNOSO SCARICA BARILE

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, ListaBonino Pannella Federalisti europei

Dall’inizio della legislatura la Presidente Polverini, nella sua qualità di Assessore alla salute ad interim, non ha mai fornito alcuna risposta alle numerosissime interrogazioni poste dai Consiglieri regionali e da tempo altri Assessori interrogati su materie che interessano entrambi gli assessorati declinano la risposta rinviando all’Assessorato alla salute.

Oggi a ben due interrogazioni aventi ad oggetto “Decesso di un detenuto nella sezione psichiatrica della Casa di Reclusione di Rebibbia" e “Gravi carenze sanitarie nel Carcere romano di Regina Coeli" Giuseppe Emanuele Cangemi, Assessore ai Rapporti con gli Enti Locali e Politiche per la Sicurezza, ci scrive dicendo di non poter rispondere perché le questioni poste non rientrano nelle materie di sua competenza. Riteniamo questo scarica barile una grave ed ulteriore violazione delle prerogative dei Consiglieri previste dallo Statuto e dal Regolamento regionali.

venerdì 13 luglio 2012

Spiaggia dell’Arenauta di Gaeta: continuano le ronde di vigilantes armati. dopo l’interrogazione presentata al Senato, i consiglieri regionali radicali, pd, socialisti, verdi, idv, sel e fds ne presentano una al Consiglio regionale del Lazio. Ad un bagna

Su quanto sta avvenendo alla Spiaggia dell’Arenauta di Gaeta, dopo l’interrogazione urgente a risposta scritta presentata la scorsa settimana dai Senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, ne è stata depositata un’altra anche al Consiglio Regionale del Lazio rivolta alla Presidente Renata Polverini e agli Assessori al Turismo, all’Ambiente, agli Enti Locali e al Demanio della Regione Lazio. L’interrogazione urgente è firmata dai Consiglieri Regionali,  Giuseppe Rossodivita, Rocco Berardo, Radicali, Enzo Foschi e Tonino D’Annibale, Pd, Angelo Bonelli, Verdi, Luciano  Romanzi, Psi, Luigi Nieri, Sel, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, Fds e da Annamaria Tedeschi di Idv.

Nel testo dell’interrogazione è stata ricostruita la vicenda che vede la Spiaggia dell’Arenauta oggetto di incredibili vicende relative alla ipotetica mancata messa in sicurezza di una parte della falesia. Tale situazione si protrae da tre anni, sin da quando nel luglio 2010 è stato persino ‘ingabbiato’ un ampio tratto della spiaggia, con la preclusione di ampi tratti, anche laddove non esiste alcun tipo di rischio.

In particolare la limitazione all’accesso veniva effettuata in un tratto di spiaggia dell’Arenauta solitamente frequentato da persone che praticano il naturismo, e addirittura del tutto preclusa all’area solitamente frequentata da persone della comunità Lgbt. Le stesse strutture messe in opera sull’arenile, in violazione di tutte le leggi ambientaliste, a causa di diverse mareggiate, sono tutte crollate, sparse tra il litorale e il mare con conseguenti pericoli per i bagnanti e per le imbarcazioni; altre strutture sono state installate anche nell’estate 2011 con lo stesso risultato.

Nell’interrogazione viene anche segnalato che nello stesso tratto di spiaggia recintato nel 2011, e non nel 2012,  sono apparsi in questi giorni alcuni vigilantes armati di una società privata che vanno vicino ai bagnanti che praticano il naturismo e dicono loro di indossare il costume da bagno. Proprio ieri, mercoledì 11 luglio è stato da loro imposto ad un bagnante  il divieto di indossare in alternativa il pareo, che non andava bene, ‘ordinandogli’ di indossare il costume da bagno.

Secondo quanto denunciato dal Comitato per la Difesa e la Tutela della Spiaggia dell’Arenauta, dall’Associazione Radicale Certi Diritti, dall’Unione Naturisti della Campania e dall’Associazione Gaeta Ventura, tali azioni hanno l’obiettivo di spaventare e intimidire i bagnanti che praticano da decenni il naturismo e le centinaia di persone lesbiche e gay che frequentano la spiaggia.

L’Associazione Gaeta Ventura ha presentato oltre due anni fa al Comune di Gaeta un progetto per mettere in sicurezza con strutture di rete, al costo di circa 20.000 Euro, una zona limitata della falesia di pochi metri della spiaggia  considerata pericolosa senza ricevere nessuna risposta da parte degli amministratori locali.

Nell’interrogazione si chiede di conoscere per quale motivo da due anni ad inizio stagione vengono installate strutture composte da pali e reti per limitare l’accesso ad un tratto della spiaggia e quali sono i costi che ogni anno vengono sostenuti, per quale motivo se vi sono tratti della falesia vicina alla spiaggia dell’Arenauta dove è necessaria la messa in sicurezza non si interviene con i fondi previsti e se non ritengano che tali strutture installate in modo precario arrechino pericoli per i bagnanti e i mezzi di navigazione da loro utilizzati.

Si chiede inoltre di sapere cosa è cambiato riguardo il supposto pericolo di frane e crolli della falesia nell’ estesa area oggetto della recinzione nel 2010 non più recintata nel 2012. Infine si chiede di sapere se non ritengano urgente intervenire per preservare il turismo in quell’area della spiaggia che per la sua peculiarità attira decine di migliaia di turisti italiani e stranieri ogni stagione estiva.

mercoledì 11 luglio 2012

Spending Review Regione Lazio: non ci risulta che la Polverini parli con noi, neanche tramite i canali istituzionali. Semmai parla con il PD e IDV

Dichiarazione dell’Avvocato Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei al Consiglio Regionale del Lazio

Secondo notizie di stampa risulterebbe che la Presidente della Regione Lazio ‘parli’ con le opposizioni e che già domani incontrerebbe le minoranze. Di quali minoranze si parla? Sin dall’inizio della Legislatura la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini con noi non parla, semmai parla con il Pd e l’Idv e forse altri, ma con noi no, nemmeno sul piano istituzionale, tant’è che non ha mai nemmeno risposto alle decine e decine  di interrogazioni che le abbiamo fino ad oggi rivolto. Di quale incontro previsto domani con le opposizioni e le minoranze si parla dunque? Non vorremmo si trattasse di operazioni diverse finalizzate a fornire una stampella alla claudicante maggioranza della Polverini.

Spending Review, Regione Lazio: iniziamo dalla convenzione Ares 118-CRI. La Polverini risponda

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

 Nei giorni scorsi ho proseguito l’attività ispettiva, prerogativa statutariamente prevista per i Consiglieri Regionali, in merito alla vicenda del famoso, forse famigerato, Protocollo d’Intesa siglato tra Regione, Ares 118, CRI. Ho così chiesto all’Ares 118 di inviarmi la bozza di capitolato da loro predisposta ed inviata alla centrale acquisti della Regione, nonché le informazioni relative ai costi sopportati nel 2011 e nel 2012, sino al mese di maggio, per l’affidamento ai privati del servizio in emergenza sanitaria in sostituzione della CRI (precedente affidataria del servizio). In precedenza avevo già acquisito, non senza difficoltà, dato l’ostruzionismo della Giunta, sia il Protocollo d’intesa siglato il 29 marzo tra Regione, CRI, e Ares 118, sia il Decreto n. 70 del 28/05/2012 con il quale il Commissario ad acta, Presidente Renata Polverini, ha revocato il Decreto 88 del 27.09.2011, nella parte in cui demandava alla centrale Acquisti di svolgere le procedure concorsuali per la selezione del contraente ed ha ratificato il summenzionato Protocollo d’Intesa.

Dalla lettura di questi documenti sorgono spontanee, tra le altre, queste 4 domande:

1) perché nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che l’importo a base di gara nella bozza di capitolato predisposto dall’Ares e da questi trasmesso alla Centrale Acquisti è pari a 20.350.000,00 mentre nella bozza da noi acquisita dall’Ares, quale copia trasmessa alla centrale acquisti, la somma indicata quale base d’asta, seppur corretta a penna, è di Euro 19.350.00,00, cioè di 165.000 Euro inferiore a quanto assicurato, senza gara, senza dunque possibilità di ribassi, alla CRI?

2) perché, sempre nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che a seguito del venir meno dei rapporti con la CRI nel 2011 l’Ares “è stata costretta a rivolgersi ad operatori privati con conseguente aumento dei costi e senza congruo efficientamento del servizio”, se dalle tabelle a noi inviate da Ares 118 risulta che nel periodo ottobre/dicembre 2011 e nel periodo gennaio/maggio 2012 i costi effettivamente sostenuti per i privati oscillano intorno ad 1 milione di Euro al mese, dunque a poco più di 12 milioni di Euro l’anno, con ciò realizzando notevoli economie rispetto a quanto previsto nel Protocollo con la CRI?

3) perché le esigenze dell’Ares 118, che aveva predisposto un bando con 32 postazioni, vengono stravolte dal Commissario ad acta che con il Protocollo assicura 40 postazioni? E' il Direttore Generale dell’Ares che non conosce quali sono le esigenze del servizio d’emergenza sul territorio, o le 8 postazioni in più previste nel Protocollo d’intesa con la CRI non sono affatto necessarie?

4) perché nel Decreto 70, il commissario sottoscrive - dipingendo un quadro sconfortante circa la capacità dell'Ares 118 di individuare le esigenze che sono a fondamento della sua stessa esistenza - che “considerato nel suo complesso, il servizio offerto dalla Croce Rossa italiana appare economicamente più vantaggioso (ndr., cfr. domanda 1), organizzativamente più completo, territorialmente più capillare e qualitativamente superiore rispetto a quello individuato dal capitolato di gara predisposto dall’Ares 118”, senza trarne le dovute conseguenze, nella veste di presidente della Regione in merito alla permanenza del Direttore Generale dell'Ares nel posto dove lei stessa lo ha nominato?

Personalmente, nonostante il periodo di spending review, non nutro troppe illusioni di avere risposte a questi interrogativi – è ancora inevasa l’interrogazione in materia così come una ulteriore istanza di accesso agli atti inviata alla Giunta – ma è bene per ora che i cittadini sappiano, le risposte, forse, saranno altri a fornirle.

venerdì 6 luglio 2012

Ares 118, CRI, Regione Lazio: 4 domande in attesa di risposta

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Nei giorni scorsi ho proseguito l’attività ispettiva, prerogativa statutariamente prevista per i Consiglieri Regionali, in merito alla vicenda del famoso, forse famigerato, Protocollo d’Intesa siglato tra Regione, Ares 118, CRI. Ho così chiesto all’Ares 118 di inviarmi la bozza di capitolato da loro predisposta ed inviata alla centrale acquisti della Regione, nonché le informazioni relative ai costi sopportati nel 2011 e nel 2012, sino al mese di maggio, per l’affidamento ai privati del servizio in emergenza sanitaria in sostituzione della CRI (precedente affidataria del servizio). In precedenza avevo già acquisito, non senza difficoltà, dato l’ostruzionismo della Giunta, sia il Protocollo d’intesa siglato il 29 marzo tra Regione, CRI, e Ares 118, sia il Decreto n. 70 del 28/05/2012 con il quale il Commissario ad acta, Presidente Renata Polverini, ha revocato il Decreto 88 del 27.09.2011, nella parte in cui demandava alla centrale Acquisti di svolgere le procedure concorsuali per la selezione del contraente ed ha ratificato il summenzionato Protocollo d’Intesa.

Dalla lettura di questi documenti sorgono spontanee, tra le altre, queste 4 domande:

1) perché nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che l’importo a base di gara nella bozza di capitolato predisposto dall’Ares e da questi trasmesso alla Centrale Acquisti è pari a 20.350.000,00 mentre nella bozza da noi acquisita dall’Ares, quale copia trasmessa alla centrale acquisti, la somma indicata quale base d’asta, seppur corretta a penna, è di Euro 19.350.00,00, cioè di 165.000 Euro inferiore a quanto assicurato, senza gara, senza dunque possibilità di ribassi, alla CRI?

2) perché, sempre nel Decreto n. 70 il Commissario sottoscrive che a seguito del venir meno dei rapporti con la CRI nel 2011 l’Ares “è stata costretta a rivolgersi ad operatori privati con conseguente aumento dei costi e senza congruo efficientamento del servizio”, se dalle tabelle a noi inviate da Ares 118 risulta che nel periodo ottobre/dicembre 2011 e nel periodo gennaio/maggio 2012 i costi effettivamente sostenuti per i privati oscillano intorno ad 1 milione di Euro al mese, dunque a poco più di 12 milioni di Euro l’anno, con ciò realizzando notevoli economie rispetto a quanto previsto nel Protocollo con la CRI?

3) perché le esigenze dell’Ares 118, che aveva predisposto un bando con 32 postazioni, vengono stravolte dal Commissario ad acta che con il Protocollo assicura 40 postazioni? E' il Direttore Generale dell’Ares che non conosce quali sono le esigenze del servizio d’emergenza sul territorio, o le 8 postazioni in più previste nel Protocollo d’intesa con la CRI non sono affatto necessarie?

4) perché nel Decreto 70, il commissario sottoscrive - dipingendo un quadro sconfortante circa la capacità dell'Ares 118 di individuare le esigenze che sono a fondamento della sua stessa esistenza - che “considerato nel suo complesso, il servizio offerto dalla Croce Rossa italiana appare economicamente più vantaggioso (ndr., cfr. domanda 1), organizzativamente più completo, territorialmente più capillare e qualitativamente superiore rispetto a quello individuato dal capitolato di gara predisposto dall’Ares 118”, senza trarne le dovute conseguenze, nella veste di presidente della Regione in merito alla permanenza del Direttore Generale dell'Ares nel posto dove lei stessa lo ha nominato?

Personalmente, nonostante il periodo di spending review, non nutro troppe illusioni di avere risposte a questi interrogativi – è ancora inevasa l’interrogazione in materia così come una ulteriore istanza di accesso agli atti inviata alla Giunta – ma è bene per ora che i cittadini sappiano, le risposte, forse, saranno altri a fornirle.

Metro B1, Rossodivita: scelte vecchie, sbagliate e costosissime. La parola torni ai cittadini

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

3,9 km, 3 fermate, 7 anni di lavori, 733 milioni di euro, 188 milioni di euro a km, treni sporchi ed indecenti, stop a ripetizione a pochi giorni dall’avvio del servizio sono le cifre di un fallimento circa il modo di pensare e realizzare il trasporto urbano in una città come Roma. Più che di una grande opera per migliorare il trasporto urbano parliamo di un grande affare.

D’ora in poi su temi quali quelli del trasporto pubblico locale occorre ridare la parola ai cittadini, per questo, come Gruppo Consiliare alla Regione Lazio, abbiamo aderito al “Comitato Roma si muove” che propone otto referendum, tra cui, importantissimi, quelli che riguardano le scelte in tema di trasporto pubblico.

mercoledì 4 luglio 2012

Arriva l'estate a rischio il servizio dell'IVG del Lazio

Dopo le denunce dell'Associazione Luca Coscioni e dell'Aied, anche dopo il  "dossier Lazio" elaborato dalla Laiga, la Polverini tace. Il gruppo Radicale della Lista Bonino Pannella incalza la Giunta regionale del Lazio con una serie di questioni urgenti, proposte in un'interrogazione.

Dichiarazione dei consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, consiglieri regionali della Lista Bonino Federalisti Europei:

91,3% è la percentuale effettiva dei ginecologi ospedalieri obiettori di coscienza del Lazio, grazie ai dati forniti dalla LAIGA  - Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l'applicazione della legge 194/78 - è così emerso che nella Regione Lazio la situazione reale è ben più grave di quanto riportato nella relazione annuale presentata in Parlamento dal Ministro della Salute e dai dati in possesso dell Azienda sanità Pubblica della Regione Lazio. Nove centri pubblici non eseguono l'interruzione volontaria della gravidanza; nelle provincie di Frosinone, Rieti e Viterbo non è possibile eseguire aborti terapeutici costringendo le donne ivi residenti alla triste migrazione verso i pochi centri della capitale, sempre più congestionati.

Dichiara a tal proposito Filomena Gallo, segretaria dell'Associazione Luca Coscioni:  "c'è il rischio della concreta possibilità in un prossimo futuro di non riuscire a garantire quanto previsto dalla legge, ciò in considerazione anche al dato dell’età media dei medici non obiettori, molti dei quali sono alla soglia della pensione e non verranno rimpiazzati da nuovi ginecologi non solo per il blocco del turn over ma anche per la totale assenza di formazione professionale, sia sul piano pratico che scientifico. La situazione vivrà un ulteriore peggioramento nell’immediato in considerazione dell’arrivo del periodo estivo che vedrà molti degli ospedali, che attualmente forniscono il servizio, ridurre la propria attività.

"Come consiglieri Radicali della Lista Bonino Pannella Federalisti europei - concludono Rossodivita e Berardo - abbiamo raccolto in una interrogazione ed una mozione i segnali d'allarme emersi dal dossier della LAIGA e le valutazioni di carattere giuridico elaborate dall'Associazione Luca Coscioni e dall' AIED, consapevoli che alla Giunta regionale spetta l'onere di adottare ogni misura idonea a garantire la piena efficienza del servizio pubblico di interruzione volontaria della gravidanza come previsto dall’art. 9, comma 5 della legge n.194 del 1978.

Negli atti richiamati abbiamo elencato alcune delle misure idonee, a legislazione invariata, in grado di contenere il pericolo che sia sempre più pregiudicato il diritto delle donne di interrompere la gravidanza nei tempi e con le modalità previste dalla legge vigente. Alla Presidente Polverini, ad oggi silente rispetto alle sollecitazioni delle associazioni richiamate, abbiamo formalmente richiesto fra le altre cose:
se non ritenga opportuno incontrare in tempi brevissimi i rappresentanti delle associazioni richiamate in premessa per avere piena cognizione dei dati e delle proposte elaborate; se abbia intenzione di agire legalmente nei confronti delle direzioni sanitarie delle strutture inadempienti; se intenda operare affinché le strutture sanitarie bandiscano concorsi riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG; se intenda promuovere l’utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire nell'immediato alle carenze dei medici non obiettori".

lunedì 2 luglio 2012

Gli stipendi dei dirigenti regionali e i costi della politica

Dal sito ufficiale del Consiglio regionale del Lazio: "il gruppo consiliare de La Destra e quello della Lista Bonino - Pannella Federalisti europei avevano annunciato alcuni emendamenti abbastanza simili tra loro, volti a porre limiti ai costi della politica, agli stipendi dell'alta dirigenza regionale e alle consulenze esterne. "Quando arrivai nella stanza in cui oggi c'è la presidente Polverini - ha ricordato nell'Aula consiliare l'ex governatore e attuale capogruppo de La Destra, Francesco Storace - dissi all'allora più alto dirigente della Regione: 'Senti, mi devi preparare una legge - allora c'erano le lire - in cui ci sia scritto che nessuno può guadagnare mille lire più del Presidente della Regione'. Risultato: prepararono la legge. Il testo diceva: 'Il Presidente guadagna un euro più del più alto stipendio della Regione'.". Durante la discussione generale sull'assestamento, Storace aveva parlato anche della necessità di ridurre o eliminare determinati emolumenti degli stessi consiglieri regionali, come l'indennità chilometrica per venire alla Pisana da Roma e la liquidazione.

Poi, però, gli unici emendamenti non ritirati e quindi discussi in tema di costi della politica sono stati soltanto quelli dei consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo della Lista Bonino - Pannella Federalisti europei. I consiglieri radicali si sono visti respingere tutti i loro emendamenti "finalizzati a tagliare, a tagliare delle spese che sono sicuramente superflue, a tagliare in relazione a soggetti che non subiranno drammi, non subiranno tragedie, mentre invece le risorse risparmiate potrebbero andare a rifinanziare la legge sul reddito minimo garantito per disoccupati e precari", come aveva spiegato Rossodivita durante la discussione generale. Quindi, respinta l'abolizione delle tre commissioni consiliari speciali, respinta l'abolizione dei vitalizi agli assessori esterni della Giunta Polverini, e respinto il taglio delle autoblu.

"Una banalità, un atto di un secondo", secondo Rossodivita, "potrebbe cambiare la vita di migliaia di persone. Con i tagli alle consulenze fatte agli amici, con i tagli degli stipendi dei dirigenti regionali, potrebbe essere rifinanziato il reddito minimo garantito. Abbiamo proposto, e non si vede il perché debba essere diversamente, che i dirigenti regionali non possano guadagnare più dell'80 per cento dello stipendio del presidente della Regione. Banale! - ha concluso il consigliere radicale - Nessun dirigente regionale morirebbe di fame e qualche soldo potrebbe essere speso meglio.". Emendamento respinto."

TESTO INTEGRALE PAGINA WEB SITO CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO

Regione Lazio, solito assestamento di bilancio da prima e seconda repubblica: cencelliano e sprecone

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

La sessione per l’assestamento di bilancio si è caratterizzata, al solito, nell’essere un momento di contrapposizione di interessi tutto interno alla maggioranza, un luogo in cui, nelle lunghissime pause dei lavori della Commissione bilancio e spesso anche dell’aula, si chiariscono, non senza momenti di vera tensione tra l’Assessore Cetica e il Presidente del Consiglio Abbruzzese, rapporti di forza e sfere di influenza delle varie correnti e dei vari “reucci delle preferenze” allocando, le poche risorse regionali disponibili, con una “cencelliana” perizia. Come Gruppo Radicale della Lista Bonino-Pannella Federalisti Europei, prendiamo atto che la giunta ha espresso parere contrario - sostenuta pedissequamente dalla maggioranza del Pdl, La Destra, Lista Polverini, Udc - ai nostri, pochi, mirati e ragionevoli emendamenti volti a tagliare le spese retaggio di vecchi privilegi della “partitoburocrazia”. 

Avevamo proposto il taglio delle commissioni speciali, delle spese per consulenze esterne, delle auto blu, dei maxi stipendi di cui godono ancora alcuni dirigenti della Regione Lazio , degli oneri di urbanizzazione devoluti agli enti religiosi, del vitalizio per gli assessori esterni, circostanza quest’ultima che rappresenta una assoluta primizia voluta dalla Giunta Polverini. La bocciatura odierna da parte di questa maggioranza non ci scoraggia affatto perché quanto proposto lo reitereremo in ogni occasione utile.

Ci rimane però del rammarico al pensiero che le risorse risparmiate sarebbero potute essere, come da noi proposto, destinate a ben più nobili e urgenti finalità che quelle di continuare a pascere quella “partitoburocrazia” che, a differenza di tanti, denunciamo da sessant’anni.

mercoledì 27 giugno 2012

Su assestamento di bilancio: emendamenti finalizzati al taglio delle commissioni speciali, delle spese su consulenze esterne, auto blu, trattamento economico dirigenti regione, urbanizzazione enti religiosi e per l’eliminazione del vitalizio per gli asses

In occasione della seduta del Consiglio Regionale del Lazio, di domani mercoledì 27 giugno, i Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, hanno oggi presentato alcuni emendamenti che hanno l’obiettivo di tagliare alcune spese sinonimo di sprechi.

Il principale emendamento riguarda l’immediata abrogazione delle tre Commissioni speciali del Consiglio Regionale. Si  chiede inoltre l’eliminazione del vitalizio per gli Assessori esterni, che non sono stati eletti consiglieri regionali, approvato da questa maggioranza lo scorso anno, la limitazione delle consulenze esterne e una relativa maggiore  trasparenza, l’eliminazione delle auto blu e di servizio per l’amministrazione regionale,  enti, aziende, società, agenzie, istituzioni, consorzi e organismi comunque denominati, controllati, vigilati e partecipati dalla Regione Lazio, ivi compresi gli enti del servizio sanitario regionale, e di sospendere subito la stipula di contratti di compravendita, noleggio o leasing per l’acquisto e l’utilizzo di autovetture di servizio; l’emendamento chiede che quelle risorse vengano destinate al ‘Fondo regionale per il reddito minimo garantito’. 

Un altro degli emendamenti riguarda la limitazione dei maxi-stipendi di alcuni dipendenti della Regione e per chi ha incarichi nelle Agenzie Regionali e nelle Aziende sanitarie; se ne chiede la limitazione ad un massimo dell’80% del trattamento economico riservato alla Presidente della Regione.  Si chiede inoltre l’abrogazione dell’articolo 7 della Legge Regionale n. 27 del 1990 che prevede contributi sugli oneri di urbanizzazione a favore degli enti religiosi per gli edifici destinati al culto.

Dichiarazione dei Consiglieri Regionali Giuseppe Rossodivita, Capogruppo e Rocco Berardo, della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei:

“A fronte di una manovra di bilancio che la Giunta regionale ha volutamente blindato e che punta ad essere approvata in poche ore senza di fatto lasciare spazio al dibattito, abbiamo scelto di depositare solo alcuni emendamenti volti a tagliare sprechi e prebende ingiustificati e ingiustificabili sui quali, per lo più, riteniamo possa esserci un ampio sostegno da parte di altri consiglieri e della stessa Giunta regionale.

Con questi emendamenti, sui quali ci auguriamo si possa aprire un confronto concreto e chiaro con tutti i  gruppi politici del Consiglio Regionale del Lazio, abbiamo l’obiettivo di offrire subito una importante occasione di risparmio immediato per le casse della Regione per molti milioni di Euro. E’ ora che dalle parole si passi ai fatti e che gli sprechi, i privilegi, le spese inutili vengano affrontati con maggiore serietà e determinazione da tutti. Lo chiedono i cittadini anche a fronte delle gravi situazioni di disagio che vivono quotidianamente”.

lunedì 25 giugno 2012

l Gruppo Radicale della Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio sostiene i referendum di “roma sì muove”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Il Gruppo Radicale della Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio aderisce al Comitato promotore referendario “Roma Sì Muove” sostenendo e promuovendo l'iniziativa quale opportunità per i cittadini romani di esercitare un fondamentale diritto di democrazia diretta con il referendum locale, anche se ancora una volta si devono segnalare ostacoli frapposti all’esercizio di questo diritto da parte del potere partitocratico.

I singoli quesiti colmano il vuoto prodotto dalla politica romana in merito alla possibilità di veder riconosciuta la libertà di scelta dei cittadini - almeno a livello locale ed in linea con le proposte del Gruppo Radicale in Consiglio Regionale - su temi quali il riconoscimento delle coppie di fatto, la trasparenza, la tutela dell'ambiente, la gestione dei rifiuti, la limitazione del consumo del suolo, la riduzione dei costi dell'amministrazione.

Gli elettori potranno esprimere prima con una firma e poi con il voto la propria opinione sull'operato dell'amministrazione capitolina di questi ultimi anni, confidiamo che i romani sappiano rispondere in modo adeguato a questa opportunità con tutta la loro voglia di partecipazione e di cambiamento”

mercoledì 20 giugno 2012

Omofobia, consiglieri radicali, di Sel e del Pd intervenuti al Consiglio regionale del Lazio contro violenza omofobica e a sostegno del Gay Pride di Roma di sabato 23 giugno

Chiesta la calendarizzazione delle proposte di legge contro l’omofobia depositate da quasi due anni al Consiglio regionale del Lazio.

Questa mattina, nel corso della seduta del Consiglio Regionale del Lazio i Capigruppo dei Radicali Giuseppe Rossodivita, di Sel Luigi Nieri e il Consigliere del Pd Enzo Foschi sono intervenuti in aula per condannare gli atti di violenza subiti nei  giorni scorsi da Guido Allegrezza, militante Lgbt di Roma e altre persone omosessuali. Durante gli interventi in aula i Consiglieri hanno ricordato che la città di Roma ha il più alto tasso di atti di violenza omofobica in Italia.

I Capigruppo di Sel e dei Radicali hanno chiesto che vengano calendarizzate quanto prima le proposte di legge depositate quasi due anni fa che hanno l’obiettivo di prevenire ogni forma di violenza con apposite campagne di informazione e di aiuto alle persone Lgbt della Regione Lazio, così come già avviene nella Regione Liguria che ha approvato  un’ottima legge su questo tema.

I Gruppi della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei e di Sel al Consiglio Regionale del Lazio hanno aderito alla manifestazione contro l'omofobia prevista venerdì sera dalle ore 19 in Piazza Farnese a Roma e al Gay Pride che sfilerà per le strade di Roma sabato 23 giugno.

Rifiuti, pur di risparmiare hanno avvelenato un territorio

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Oggi la Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti ha ascoltato i tecnici dell’Ama e di E.Giovi (società che gestisce due Tmb nonché la discarica di Malagrotta). E finalmente è venuto fuori il vero motivo che, da anni, ha spinto l’azienda capitolina a scaricare il tal quale nella discarica più grande d’Europa: il vero motivo è puramente e semplicemente economico. Tale situazione, purtroppo, come Radicali la denunciamo da molto tempo senza essere ascoltati.

E’ da almeno il 2005, anno in cui è stata recepita dall’Italia la direttiva discariche dell’UE, che chi amministra Roma non rispetta le leggi. Gli impianti di trattamento meccanico biologico non funzionano a regime perché il processo di lavorazione dei rifiuti comporterebbe un aggravio dei costi rispetto al conferimento in discarica.

La partitocrazia, quindi, pur di risparmiare scarica la monnezza come tal quale, incurante della produzione di percolato, gas nocivi e odori nauseabondi.

Cannabis terapeutica: "cara consigliera, fatti una camomilla terapeutica"

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

La furia ideologica della consigliera regionale del Pdl Chiara Colosimo a proposito di cannabis terapeutica quando dice " mi auguro un fenomeno di autocombustione per la proposta di legge Radicale sull'uso della cannabis terapeutica"  si scontra con una dura realtà.

La cannabis ad uso terapeutico, informiamo la consigliera, è già legale e viene prescritta a centinaia di pazienti affetti da patologie acute e croniche spesso resistenti alle terapie convenzionali. Parli con qualche malato prima di avere posizioni ideologiche. La proposta di legge regionale, in particolare, vuole rendere l'approvvigionamento del farmaco meno tortuoso per i malati e meno dispendioso per la Regione, oggi costretta ad importare i farmaci cannabinoidi dall'estero.

Data questa informazione, alla consigliera Colosimo e alle sua piromania, intanto, consigliamo una bella camomilla terapeutica.

Cannabis terapeutica, sosteniamo iniziativa dei parlamentari radicali. Nel lazio nostra PDL giace da due anni nei cassetti della Pisana contro la salute dei malati

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei

Sosteniamo la disobbedienza civile portata avanti dai parlamentari radicali con l'Associazione Luca Coscioni e le associazioni dei malati  affinché si disseppellisca la proposta di legge, presentata proprio dai Radicali e da anni giacente nei cassetti del Senato, che introduce la possibilità per persone affette da alcune gravi patologie di accedere sia alla cannabis in forma naturale sia ai farmaci derivati da estratti di cannabis; mentre alla Camera è stata da poco calendarizzata la proposta di legge (a prima firma Bernardini) che propone di depenalizzare la coltivazione domestica della marijuana.

L'inerzia del Parlamento denunciata ieri alla Camera fa il paio con la stasi che, sul tema, c'è nel Consiglio regionale del Lazio. Come consiglieri Radicali del Lazio fin dal novembre 2010, tra i primi in Italia, abbiamo depositato con Sinistra Ecologia e Libertà un progetto organico di legge regionale - scritto in collaborazione con le associazioni Pazienti Impazienti Cannabis, Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e Cannabis Terapeutica - volta a facilitare l'accesso per uso terapeutico ai farmaci cannabinoidi; da allora un ulteriore testo è stato presentato da Federazione della Sinistra. Entrambi sono lettera morta e giacciono nei cassetti della Commissione regionale Sanità.

Il medesimo progetto di legge è stato depositato, grazie all'attivismo delle suddette associazioni, presso i  Consigli dell' Emilia Romagna,  della Liguria, della Lombardia, del Piemonte e del Veneto, oltre alla Toscana dove dallo scorso maggio è  legge regionale.

La Regione Lazio e la maggioranza che la governa avrebbe potuto, al di fuori di ogni pregiudizio ideologico, fare da apripista sul tema, la prima a farsi carico globalmente delle difficoltà dei malati che cercano di alleviare le proprie sofferenze con i cannabinoidi; oggi, persa la primogenitura, potrebbe seguire l'esempio della Regione Toscana iscrivendosi tra le regioni virtuose e sensibili alla necessità terapeutiche di tanti malati.

Non vorremmo che, per denunciare lo stallo legislativo, malati frustrati nelle loro aspettative di cura debbano inscenare disobbedienze civili analoghe o più gravide di conseguenze di quanto fatto ieri alla Camera dei Deputati.

Per questo facciamo appello ai consiglieri della maggioranza, molti dei quali medici e per questo attenti all'evoluzione delle terapie a base di prodotti cannabinoidi, affinché prendano in mano queste proposte e le facciano proprie restituendo ai malati una possibilità di terapia oggi legale ma ostruita dalla burocrazia della sanità regionale. Attraverso le soluzioni legislative presentate, peraltro, si porterebbe alla sanità del Lazio un ingente risparmio, evitando l'importazione di questi medicinali dall'estero.

Piano casa, da correggere alcune norme inapplicabili e di dubbia costituzionalità

Comunicato del gruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei al Consiglio regionale del Lazio.

Nel minestrone legislativo approvato ad agosto del 2010 con il nome di Piano Casa, sono state introdotte delle modifiche alle leggi regionali esistenti, delle quali è incerta non solo la costituzionalità, ma anche l’applicabilità. Le modifiche agli articoli 1 e 1bis della legge 36/1987 stabiliscono per i piani urbanistici esecutivi, nel caso in cui siano conformi alla strumentazione urbanistica generale, due procedure in esplicito contrasto tra di loro, senza precisare in quale caso vada applicata una o l'altra.

In base all’articolo 1, infatti, devono essere adottati dall’Amministrazione comunale, pubblicati ai fini della presentazione delle osservazioni e successivamente trasmessi alla Regione e infine approvati con una delibera della Giunta comunale.
In base all’articolo 1-bis, invece, gli stessi piani attuativi, se conformi al PRG, devono essere approvati direttamente dalla Giunta e, come dice letteralmente la norma, senza applicare le procedure dell’articolo 1, richiamate sopra.

Una modifica legislativa di questo tipo non soltanto lascia le amministrazioni locali in una grande incertezza,  ma introduce nell’ordinamento regionale una disposizione incostituzionale. La Consulta ha già censurato, infatti, con la sentenza 343/2005 una legge regionale, la 34/1992 della regione Marche, che non prevedeva la trasmissione alla Regione di quei piani urbanistici esecutivi, che era facoltà dei Comuni  approvare direttamente perché conformi al piano regolatore generale. Il motivo della censura, tuttora valido, è l’assunto in base al quale l’articolo 24 della legge statale n. 47/1985, che prevede la trasmissione alla regione dei piani urbanistici attuativi, “assume il carattere di principio fondamentale”.

Per questa ragione, nel corso dell’esame della proposta di legge della Giunta regionale (la n.340)  abbiamo presentato  degli emendamenti alla legge 36/1987, (così come modificata dalla legge 10/2011 "Piano casa"), con i quali, tra le altre cose, chiediamo l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 1-bis, che non soltanto contiene una disposizione di dubbia applicazione, ma cancella anche l’obbligo, derivante da un principio riconosciuto come fondamentale dalla Corte Costituzionale, di trasmettere comunque i medesimi piani alla Regione.

Si discuteranno domani: ci auguriamo che l'Assessore Ciocchetti voglia, almeno questi, prenderli attentamente in esame e valutarli favorevolmente.

lunedì 18 giugno 2012

Cotral, Rossodivita: bene Montino su pubblicazione online relazione collegio sindacale, radicali invieranno la relazione alla Procura della Repubblica

Dichiarazione del Capogruppo Giuseppe Rossodivita, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei

“Apprezziamo la decisione del Capogruppo del Pd al Consiglio Regionale del Lazio, Esterino Montino di rendere pubblica la Relazione del Collegio sindacale Cotral e della società di revisione per la gravità di quanto contenuto. Occorre però fare un ulteriore passo, oltre a quello della ‘trasparenza necessaria’, che concretizzeremo con l’invio alla Procura della Repubblica dello stesso Comunicato Stampa di Esterino Montino insieme al documento che raccoglie la storia degli sprechi, dei debiti, favori, affidamenti incomprensibili per migliaia di euro  a società  senza dipendenti, fuori regione, da San Marino a Napoli.

Il fatto che la relazione “descriva una gestione del Cotral dissennata tanto che i revisori, alla fine, denunciano di non essere in grado di esprimere un giudizio compiuto visto il caos gestionale in essere” diventa certamente materia di lavoro per i  magistrati ai quali chiediamo di verificare la correttezza di tutti gli atti amministrativi - gestionali del Cotral. Secondo quanto riportato dal comunicato stampa del Capogruppo del Pd Esterino Montino, il documento racconta anche che nel 2009 la Regione doveva al Cotral 200 milioni, con la gestione Polverini siamo arrivati a oltre 500 milioni. In mancanza di rimesse regionali, le uniche visto che la Regione Lazio è il socio di maggioranza con il 99% delle quote, l'Azienda deve  fare ricorso al mercato finanziario, cioè alle banche.

Vuol dire che si stanno buttando dalla finestra decine di milioni di euro in interessi.

Il disavanzo previsto per quest'anno  supera i 30 milioni, per ricapitalizzare il Cotral la Regione dovrà immettere nelle sue casse almeno 83 milioni di euro.  Tutto questo mentre la relazione racconta una sequela impressionante di sprechi e favori.

venerdì 15 giugno 2012

Violenza omofobica a Roma: radicali e Sel presentano interrogazione urgente a Presidente Polverini e all’Assessore alla sicurezza della Regione Lazio

Comunicato Stampa del Gruppo Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei al Consiglio Regionale del Lazio:

I Capigruppo dei Radicali e di Sel al Consiglio Regionale del Lazio, Giuseppe Rossodivita e Luigi Nieri, insieme al Consigliere  Rocco Berardo, hanno oggi depositato una interrogazione urgente alla Presidente Renata Polverini e all’Assessore alla Sicurezza della Regione Lazio sulla grave violenza subito la notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 giugno a Roma da Guido Allegrezza, noto esponente della comunità Lgbt. Responsabili dell’aggressione sono quattro ragazzi che hanno ferito alla testa Guido Allegrezza con una grossa pietra e poi lo hanno malmenato con calci e pugni.

Nell’interrogazione viene anche segnalato che nella città di Roma sono avvenuti negli ultimi anni diversi atti di violenza contro le persone omosessuali e transessuali senza che vi siano state risposte adeguate da parte delle istituzioni.

Nel testo depositato viene chiesto ai rappresentanti istituzionali della Regione  quanti sono i casi di violenza contro le persone omosessuali e transessuali nel territorio della Regione, quali iniziative intendano prendere sul piano dell’informazione e della prevenzione degli atti di violenza anche di tipo omofobico e transfobico e se non ritengano urgente attivare campagne di informazione e prevenzione contro ogni forma di violenza nelle scuole e nei diversi ambiti sociali.

Rifiuti, inviare la monnezza all'estero non e' soluzione ma solo rimandare problema

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Se dovessimo seguire il principio secondo cui laddove esiste una discarica di tal quale questa andrebbe chiusa portando i rifiuti fuori Regione, tale idea dovrebbe valere per tutti i 102 invasi sotto procedura di infrazione dell’Unione europea.

Iniziando proprio da quei territori della Campania dove sono stoccate sei milioni di tonnellate di ecoballe  che, ogni giorno, devastano l’ambiente.In merito al paragone tra Roma e Napoli, ci corre l’obbligo di sottolineare alcune differenze. La prima è riferita alla quantità dei rifiuti indifferenziati che la Capitale produce in volume molto superiore al capoluogo partenopeo.

La seconda attiene al tipo di discarica,  considerando esclusivamente il materiale da conferirci, Napoli non ha gli impianti per la produzione di frazione organica stabilizzata, Roma invece sì, e se questi funzionassero a regime avremmo risolto una buona parte del problema. E’ utile ricordare, inoltre, come i viaggi della monnezza napoletana non siano nati con il sindaco De Magistris. La Regione Campania, per far fronte a diverse emergenze, ha già usato questo metodo senza mai raggiungere risultati apprezzabili.

Tale ragionamento vale anche per Roma. Infatti senza un forte investimento economico utile ad avviare un vero ciclo dei rifiuti, ogni soluzione temporanea, sia essa la discarica che il trasporto dei rifiuti all’estero, non farà altro che rimandare il problema. Si cominci a rispettare le leggi senza nascondersi dietro a proroghe, deroghe e viaggi fuori regione.

mercoledì 6 giugno 2012

Vigilanza, Rossodivita: risoluzione complessa da leggere tutta

Dichiarazione del Cons. Giuseppe Rossodivita, Capogruppo al Consiglio Regionale del Lazio del Gruppo Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei e Vice Presidente della Commissione di Vigilanza sull’informazione.

La risoluzione approvata oggi dalla Commissione di Vigilanza sull’informazione del Consiglio Regionale del Lazio è un testo complesso, frutto di un ampio confronto tra i commissari finalizzato a valutare i dati forniti, tramite il Corecom Lazio, dall’osservatorio di Pavia. Per questo ritengo riduttive certe letture ed interpretazioni che non pongono in evidenza due punti che caratterizzano la mozione.

Il primo riguarda la metodologia del monitoraggio che, nel 2012, è decisamente ora di rivedere. Non possono certo essere i soli dati relativi alla ‘quantità’ dell’informazione a consentire una valutazione esatta di quel che accade nei palinsesti dei notiziari. Questi dati devono essere assolutamente integrati con gli indici di ascolto – altro è un minuto di tempo nel TG dell’una di notte, altro è lo stesso minuto nei Tg di maggior ascolto – e con sistemi che rilevino la ‘qualità della notizia’ ed i temi trattati.

La Commissione è impegnata a realizzare, almeno per la TGR Lazio, un monitoraggio di questo tipo. Il secondo punto, non meno importante del primo, anzi, è che si è dato atto dell’evidente squilibrio nella rappresentazione delle diverse forze politiche presenti in Consiglio, anche nell’ambito delle diverse coalizioni. In altri termini se è vero che si è registrato un sostanziale equilibrio quantitativo nella rappresentazione delle diverse coalizioni, è altrettanto vero che si sono registrati degli intollerabili squilibri tra gruppi politici anche della stessa consistenza. E se la quantità è pari allo zero, certo non si può neppure iniziare a discutere di qualità.

La Commissione trasmetterà la delibera alla RAI e vedremo come d’ora innanzi riterrà di comportarsi la TGR Lazio.

Astral, quand’è che il sindaco di Palombara Sabina fa il sindaco?

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

“Nella giornata di oggi è pervenuta ai nostri uffici la risposta dell’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luca Malcotti, alla nostra interrogazione relativa all’assunzione in qualità di dirigente con contratto a tempo determinato per 5 anni stipulato tra l’Azienda Strade Lazio S.p.a. ed il Sindaco di Palombara Sabina, Paolo Della Rocca. 

Il sig. Paolo Della Rocca, difatti, sino a pochi giorni prima della sua assunzione era membro di minoranza, in quota centrodestra, del Cda dell'Astral all'epoca a guida centrosinistra e prossimo alla sua scadenza naturale. Il Della Rocca si dimise con anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato, come detto comunque molto prossima, e pochi giorni dopo venne firmato il contratto di lavoro da dirigente a tempo determinato con la medesima società pubblica. L’Assessore Malcotti nel rispondere afferma che il Sindaco Della Rocca si presenta regolarmente in ufficio tutte le mattine nella sede dell’Astral e che alla Regione non interessa quel che il sig. Della Rocca fa in termini extralavorativi.

Bene, ma a questo punto sorge spontanea una domanda: se il Sindaco di Palombara Sabina sig. Della Rocca ogni mattina si reca negli uffici dell’Astral per svolgere la funzione di dirigente, quando trova il tempo per fare anche il Sindaco?  Vorremmo che i cittadini di Palombara Sabina ci contattassero per farci sapere quando il Sindaco è in Comune, vorremmo che ci dicessero se loro hanno eletto un Sindaco affinchè facesse a tempo pieno, non il Sindaco, bensì il dirigente pubblico.

Vorremmo ancora sapere come mai gli altri Sindaci, se dipendenti pubblici, si mettono in aspettativa per fare il Sindaco e questo dirigente pubblico invece no. Attendiamo fiduciosi altre risposte, questa dell'Assessore Luca Malcotti ci soddisfa assai poco.”

Rifiuti, per UE ordinanze Polverini inapplicate e inutili

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Nel parere motivato inviato ieri dall’Unione europea alle autorità italiane, si sottolinea, tra le altre cose, l’inutilità delle ordinanze firmate dalla Polverini e da Pecoraro su Malagrotta. La Commissione, infatti, osserva come gli atti sottoscritti dal Presidente della Regione il 31/12/2012 e il 30/06/2011 (n. Z0012 e n. Z0002) non hanno portato a nessun risultato.

In questi documenti ufficiali veniva fissato un termine di sei mesi entro cui gli operatori dovevano far entrare in funzione a pieno regime i quattro impianti di Tmb ed inoltre si prevedeva la messa in opera di unità di trito vagliatura a Malagrotta. Niente di questo è avvenuto. Inoltre, l’ex commissario Pecoraro con l’ordinanza (n.245566/3633/2011) del 29 dicembre del 2011 misteriosamente non parla più degli impianti di trito vagliatura e reitera, per l’ennesima volta, l’ordine di portare alla massima efficienza i quattro impianti di trattamento ubicati a Roma. Ma anche questa ordinanza del prefetto Pecoraro rimarrà lettera morta. Sempre nel parere motivato, per di più, viene evidenziato quanto noi Radicali denunciamo da diverso tempo, cioè che gli impianti di trito vagliatura, anche se fossero stati istallati a Malagrotta, non avrebbero comunque fermato la procedura di infrazione, visto che tali impianti non garantiscono un trattamento del rifiuto indifferenziato conforme all’art.6, lettera a), della direttiva 1999/31/CE.

Quindi le ordinanze della Polverini possono ritenersi, non solo inapplicate, ma anche inutili a risolvere il problema relativo al trattamento dell’Rsu. Abbiamo sempre denunciato come il mancato funzionamento degli impianti Tmb sia riconducibile ad una questione puramente economica.

Per tantissimi anni, infatti, si è preferito buttare il tal quale in discarica perché costava di meno rispetto al previo trattamento e al successivo conferimento in invasi. L’ennesimo richiamo dell’Unione europea è da ritenersi molto opportuno. Ci auguriamo che la Polverini inizi finalmente a rispettare le leggi e le direttive di Bruxelles. Infatti, rimaniamo convinti che la crisi dei rifiuti a Roma vada risolta attraverso la piena attuazione delle norme in materia.

Basta deroghe e proroghe.

Ostia, ripascimento spiagge è un flop, quanto spende la Regione?

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Lo stato degli interventi di risanamento delle spiagge di Ostia è l’oggetto di una interrogazione urgente dei Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo rivolta alla Presidente Polverini, all’Assessore all'Ambiente e Sviluppo sostenibile Marco Mattei e all’Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, Luca Malcotti.

 “Apprendiamo da varie fonti di stampa che il ripascimento degli arenili di Ostia è un completo flop” dichiarano i Consiglieri Radicali “e che già la scorsa estate i lavori annunciati dalla Polverini non sono mai stati completati.”
“E’ delle scorse settimane” aggiungono “la notizia che le nuove scogliere si sgretolano e che a  Ostia Ponente si sono fatti i pannelli a mare senza alcun insabbiamento, mentre a Ostia Levante si sta facendo ma senza scogliere. Risultato: pannelli che si indeboliscono da una parte, sabbia spazzata dalle mareggiate dall’altra nonché costi enormi a carico della collettività per lavori realizzati senza alcun criterio”.

“Con la nostra interrogazione” precisano Rossodivita e Berardo “chiediamo, anzitutto, di sapere quanto è stato speso dalla Regione negli ultimi dieci per il ripascimento  delle spiagge di Ostia”. “Chiediamo, poi, se il progetto di ripascimento  può definirsi risolutivo del problema dell’erosione del litorale, o se, comunque, vi sono garanzie sull’efficacia e durata nel tempo dell’intervento previsto e se vi è stata verifica a scongiurare che l’intervento tramite nuove scogliere sposti il problema dell’erosione della costa nelle zone limitrofe”.

 “Chiediamo, infine, di sapere quando la Giunta intenda rispondere all’interrogazione a risposta scritta n° 283 del 4 gennaio 2011 sull’utilizzo di sacchi in materiale plastico filamentoso come frangiflutti sul litorale di Ostia Ponente, fenomeno che crea enormi danni all’ecosistema mediterraneo, risultandoci il numero dei sacchetti in questione notevolmente aumentato.”

Buono scuola, dimissioni Tarzia? Accolte!

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Le dimissioni annunciate quest'oggi da Olimpia Tarzia,  Presidente della Commissione Scuola al Consiglio Regionale del Lazio, per quanto ci riguarda, viste le ragioni che sono state addotte, sono "provvidenziali".
Affermare che il diritto di libertà di scelta educativa rappresenti un principio non negoziabile, e che non negoziabile debba essere di conseguenza il sostegno da parte della Regione alle famiglie che scelgono la via privata è, evidentemente, l'applicazione dell'assolutismo religioso al campo politico e istituzionale.

Sentivamo, infatti, applicare impropriamente questo principio "vaticano" della non negoziabilità al concetto astratto di "Vita" dell'embrione, meglio buttarlo che donarlo alla ricerca scientifica secondo il loro ragionamento, ma passare questo concetto addirittura ad una proposta di legge che mira a destinare un milione di euro alle famiglie che iscrivono i propri figli a scuole private, cioè di fatto, mettere a disposizione finanziamenti a pioggia a famiglie che non ne hanno bisogno, proprio mentre le risorse per il diritto allo studio sono ridotte a zero, riduce il principio a quello che è: una fallace argomentazione clericale.

Le dimissioni, se questa è la motivazione che le ha causate, sono, dunque, per parte nostra, accolte.

Rifiuti, replica ridicola e pressappochista della Polverini alle osservazioni UE

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

La Giunta Polverini incassa una nuova sonora bocciatura dell’Europa sulla gestione dei rifiuti nel Lazio. Appare pienamente giustificato il nuovo avvertimento formale che la Commissione Europea ha inviato all’Italia nel quale si bocciano senza mezzi termini le procedure adottate nella discarica di Malagrotta e negli altri siti del Lazio per il pretrattamento dei rifiuti. E altrettanto adeguata la minacciata azione da parte dell’Ue di adire la Corte di Giustizia se entro due mesi l’Italia, e il Lazio in particolare, non recepiranno le norme europee.

Ed è incredibile apprendere con quale ridicola e pressappochista risposta la Polverini abbia replicato alla lettera di messa in mora inviata dalla Commissione che, richiamando esplicitamente il Piano rifiuti del Lazio, è preoccupata “del fatto che non tutti i rifiuti che vengono interrati nelle discariche abbiano subito il prescritto trattamento meccanico-biologico”.

La Regione, invece, ritiene che “i rifiuti interrati a Malagrotta dovrebbero essere considerati come se avessero subito un pretrattamento, in quanto sono stati sminuzzati prima di essere interrati”. Anche un bambino capirebbe che la sola frantumazione dei rifiuti prima di interrarli ne riduce tutt’al più il volume ma non l’impatto sull’inquinamento del suolo dai percolati.

Insomma, un’altra brutta figura da ‘furbetti’ che tentano di svicolare le leggi, come più volte abbiamo denunciato attraverso i nostri dossier inviati al Commissario Ue all’Ambiente Potocnik. Si cerca di mischiare le carte in spregio della salute dei cittadini, visto che, come ammonisce l’Ue, le discariche che operano violando le normative “costituiscono una seria minaccia alla salute umana e all’ambiente”.

Rifiuti, Berardo: nel Lazio troppe anomalie, si faccia piena luce

Dichiarazione del Consigliere regionale Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei, Vicepresidente Commissione Ambiente

Oggi in commissione ambiente della Regione Lazio è stata ascoltata l’Ama così come richiesto del comitato dei cittadini di Villa Spada. Questi ultimi, da diversi mesi, denunciano odori nauseabondi provenienti dall’impianto di trattamento meccanico biologico ubicato in via Salaria.

Premesso che, rispetto alle giuste istanze dei cittadini, l’Ama non ha dato nessuna risposta esaustiva, ci preme sottolineare anche un altro passaggio dell’audizione. Ascoltando le parole dei dirigenti dell’azienda romana, si è appreso che i due impianti di trattamento meccanico biologico lavorano esclusivamente quando gli inceneritori del Lazio sono disponibili a ricevere il combustibile derivato da rifiuti.

Visto che, come più volte denunciato, da ottobre del 2011 il gassificatore di Malagrotta è fermo per motivi misteriosi, ci continuiamo a chiedere quante delle 4.000 tonnellate di indifferenziato prodotte a Roma ogni giorno, vanno a finire come tal quale a Malagrotta. Questo quesito, come tanti altri, non hanno mai trovato nessuna risposta da parte della presidente Polverini.

Per tale motivo, e considerando la grave situazione di Roma, chiediamo al ministro Clini e al commissario Sottile di fare piena luce sulle troppe anomalie che si celano dietro al ciclo dei rifiuti nel Lazio.

mercoledì 30 maggio 2012

Rossodivita: finalmente ottenuto il protocollo d’intesa tra regione, Ares 118 e la CRI. Il cd. piano mare, del valore di 2,5 milioni di euro è latitante. La regione dovrà spendere altri denari dei contribuenti per garantire il servizio estivo sul litorale

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

“Nel protocollo d’intesa stipulato tra la Regione, l’Ares 118 e la CRI, che oggi finalmente ci è stato trasmesso dal Capo Gabinetto della Presidenza della Regione, non leggo alcunché in ordine al cd. piano mare che dovrà partire tra poco per garantire l’assistenza sanitaria d’urgenza sul litorale laziale a partire dalla prossima stagione.La CRI non lo garantirà dunque in base a quanto stabilito nel Protocollo d’Intesa. Vogliamo scommettere che c’è un bando separato per il costo di altri 2,5milioni di euro?“

Roma-Latina, inoltrata istanza per accesso ai lodi arbitrali emessi per l'affaire

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti Europei


Vista la tardiva quando non addirittura assente risposta della Giunta Polverini alle interrogazioni proposte dai consiglieri regionali, abbiamo provveduto direttamente ad inoltrare un’istanza di accesso agli atti ai sensi dell’art. 30, comma 3 e 4 dello Statuto della Regione Lazio, per avere copia dei lodi arbitrali che risultano essere stati emessi nell'ambito degli arbitrati richiesti dai soci privati di Arcea Lazio S.p.a. e che hanno visto contrapposta la Regione Lazio al Consorzio 2050 oltre che alla società  Autostrade per l’Italia.

Risulta, infatti, da notizie di stampa, che quanto al primo arbitrato il lodo  sarebbe stato pronunciato a marzo scorso con la condanna della Regione Lazio al pagamento di 43 milioni di Euro per violazione degli obblighi di buona fede e correttezza, mentre per il secondo lodo notizie non confermate vedrebbero la Regione soccombente con la condanna al pagamento di ulteriori 25 milioni di euro.

La vicenda relativa alla costruzione dell’autostrada Roma – Latina si protrae da anni, i soci privati di Arcea hanno già incassato circa 45 milioni di Euro di denaro pubblico per la sola progettazione dell'opera ed ora, probabilmente,  si preparano all'incasso di altri 68 milioni di Euro in forza dei due lodi arbitrali.
Complessivamente sono 113 i milioni di Euro dei contribuenti che i soci privati dovrebbero incassare (di cui i 45 della progettazione sono stati già incassati) senza che sia stato realizzato neppure un millimetro della Roma-Latina.

Per i privati un ottimo affare non c'è che dire, considerando che normalmente per realizzare 113 milioni di Euro di utili occorre investirne e rischiarne almeno 1500 di milioni di Euro.

Per i cittadini un pessimo affare per il quale devono ringraziare le Giunte Storace, Marrazzo e Polverini.
Per comprendere meglio tutto questo, per individuare precise responsabilità di questo incredibile sperpero di denaro prelevato con le tasse dalle tasche dei cittadini, noi Radicali, da soli, nell'assordante silenzio di tutta la partitocrazia di destra, di centro e di sinistra, abbiamo depositato, in Consiglio Regionale  e alla Camera dei Deputati due proposte di legge per istituire una commissione di inchiesta che faccia luce su tutta la vicenda.

Piano eliminazione barriere architettoniche obbligo di tutti gli enti locali. Richiesta alla Giunta numero dei commissariamenti per omessa adozione

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo,  Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

 Abbiamo depositato una interrogazione urgente sullo stato dell’azione di controllo e dell’ esercizio dei poteri sostitutivi della Regione Lazio per assicurare l’adozione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche, i cosiddetti PEBA, previsti dalla legge.

 L’interrogazione nasce a seguito dell’iniziativa dell’ Associazione “Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica” che, occupandosi anche della tutela delle persone con disabilità dell’affermazione dei loro diritti, ha promosso nel 2009 e vinto quest’anno, un ricorso contro il Comune di Roma per la mancanza di regolamentari scivoli per accedere con la sedia a rotelle sui marciapiedi dove sono poste le fermate degli autobus per il trasporto pubblico, limitando, in questo modo, la possibilità ai disabili di poter fruire dei bus pubblici in totale autonomia; nel corso del processo, sebbene richiesto, il Comune di Roma non ha mai depositato il suo PEBA. 

Lo Stato italiano in questi decenni ha emanato una serie di norme per tutelare i diritti dei disabili e in particolare per l’abbattimento delle barriere architettoniche; in particolare - ricordano i consiglieri - è dal lontano 1987 che la legge nazionale impone agli Enti locali  l'adozione dei sistematici Piani di eliminazione delle barriere architettoniche. 

La legge n. 41 del 1986  prevede che per gli interventi di competenza dei Comuni e delle Province, trascorso inutilmente il termine previsto, sia obbligo delle Regioni nomiare  un Commissario ad acta, per ciascuna amministrazione, per realizzare l’adozione del Piano. Interroghiamo la Giunta per sapere se la Regione abbia mai adottato ed aggiornato il proprio  PEBA per quanto riguarda gli edifici  del proprio patrimonio e quante volte e verso quali amministrazioni provinciali e comunali, abbia esercitato il proprio obbligo sostitutivo nominando i Commissari ad acta come imposto dalla legge

Rossodivita, Abbruzzese conferma l’illegittimità del divieto di accesso al protocollo d'intesa Regione- CRI opposto dalla Giunta

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo  Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Venerdì scorso il Presidente Mario Abbruzzese ha inviato una lettera al Capo di Gabinetto della Regione Lazio, dr. Giovanni Zoroddu, a sostegno della mia richiesta circa l'accessibilità, in qualità di Consigliere regionale,  alla bozza di protocollo d'intesa tra Regione e Croce Rossa Italiana.

Il Presidente, facendo una ricognizione delle norme e della giurisprudenza in tema di prerogative dei Consiglieri regionali, afferma che " nessun limite appare opponibile, nel caso specifico, all'istanza del Consigliere Rossodivita" precisando poi che vi è"la necessità di consentire la piena e sollecita esplicazione del diritto di accesso ed estrazione copia del documento richiesto dal menzionato Consigliere regionale." Nell' apprezzare la tempestività del Presidente nell'esprimersi sulla vicenda in oggetto mi auguro che la Giunta, nella persona del Capo di Gabinetto, non voglia perseguire nella strada di un illegittimo, quanto defatigante, ostruzionismo alla attività dei Consiglieri radicali; ne va del rispetto della legalità e, prima ancora,  della leale collaborazione tra le istituzioni regionali, che, ogni giorno di più, questa Giunta mostra di tenere in minima considerazione con nefasti effetti sulla qualità della vita dei cittadini amministrati.

lunedì 28 maggio 2012

Rifiuti, Clini gestisca direttamente rifiuti Roma e Lazio.

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Non possiamo che condividere l’odierno comunicato del Consiglio dei Ministri rispetto alle considerazioni fatte dal Ministro dell'Ambiente Corrado Clini il quale evidenzia la responsabilità cronica delle amministrazioni competenti. Per un lunghissimo periodo, infatti, hanno chiesto deroghe a leggi che imponevano precise percentuali di raccolta differenziata, per moltissimo tempo hanno preteso deroghe alla legge che impediva il conferimento di tal quale negli invasi, per svariati anni hanno prorogato la chiusura della discarica di Malagrotta.

Lo ripetiamo da tempo, la situazione dei rifiuti a Roma si risolve attraverso il rispetto delle leggi e delle direttive europee.

Le dimissioni di Pecoraro potrebbero a questo punto aiutare il Ministro Clini a perseguire un governo diverso della gestione dei rifiuti realizzando una vera raccolta differenziata spinta, verso, tendenzialmente, l'obiettivo di rifiuti zero.

Carceri, suicidio detenuto di 28 anni nel carcere di Latina.

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei

Questa mattina i Consiglieri Regionali Radicali, il Capogruppo Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, hanno depositato una interrogazione urgente alla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e all'Assessore ai  Rapporti con gli Enti Locali e Politiche per la sicurezza  Giuseppe Emanuele Cangemi riguardo il suicidio avvenuto ieri nel carcere di Latina di un detenuto italiano di 28 anni. La stessa interrogazione è stata depositata alla Camera dei deputati da Rita Bernardini, deputata Radicale-Pd.

Il giovane originario di Gaeta subito dopo il suo ingresso nel penitenziario aveva accusato dei dolori ad un fianco, era stato visitato e gli era stato somministrato un antidolorifico. Ad accorgersi del decesso, sarebbe stato il compagno di cella che rientrando dall'ora d'aria lo ha trovato esanime. Si tratta del settimo decesso dall'inizio dell'anno nelle carceri della Regione Lazio: prima di questo, cinque altri decessi erano stati registrati a Roma ed uno a Viterbo. Il carcere di Latina, con evidenti problemi strutturali, aggravati dalle carenze di organico della polizia penitenziaria, così come segnalato dal Garante dei detenuti della Regione Lazio, ha un sovraffollamento record: i detenuti sono 193 a fronte di una capienza regolamentare di 86 posti. Da mesi il saldo fra chi entra e chi esce dal carcere è negativo e, ormai da giorni, una ventina di detenuti devono dormire per terra per mancanza di spazi. In queste condizioni diventa problematico non solo salvare vite, ma anche garantire condizioni minime di vivibilità.

I Consiglieri della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei chiedono di sapere quali siano le cause che hanno provocato il decesso dell’uomo, con chi divideva la cella e di quanti metri quadrati disponesse il detenuto rinvenuto cadavere nella sua cella; se il detenuto morto fosse alloggiato all’interno di una cella rispondente a requisiti di sanità e igiene; se al momento del decesso all’interno del carcere fosse presente il medico di turno; quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di contrastare il grave e preoccupante sovraffollamento che si registra nel carcere di Latina e quali segnalazioni sono state fatte finora al Governo rispetto a tali fatti.

venerdì 25 maggio 2012

Regione, Rossodivita: la Giunta nega ad un consigliere regionale l’accesso agli atti regolamentato dall’art. 30 dello statuto della Regione Lazio

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei
Si rende nota, per il superiore interesse pubblico alla conoscenza degli atti e dei comportamenti di chi governa, la corrispondenza intercorsa tra il Capogruppo Rossodivita e la Presidenza della Regione Lazio in merito ad un’istanza di accesso agli atti da parte di un Consigliere – disciplinati dall’articolo 30 dello Statuto della Regione Lazio – nei confronti della Giunta.
Segue il testo integrale dell’istanza di accesso agli atti inviata dal Capogruppo Rossodivita alla Presidente Polverini il 27. 04. 12
“In data 18 aprile 2012 abbiamo depositato un'interrogazione a risposta immediata a Lei rivolta circa il protocollo d'intesa tra la Regione Lazio, l'Ares 118 e la Croce Rossa Italiana in cui chiedevamo conferma o meno se questo fosse stato siglato. Alla suddetta interrogazione non è pervenuta ancora risposta ed è ragionevolmente inutile attenderla a breve atteso che, dall' inizio della legislatura, Lei non ha fornito alcuna risposta agli atti di sindacato ispettivo. Nel frattempo, da notizie di stampa, risulta che tale accordo sia stato raggiunto con la Croce Rossa Italiana. Ai sensi dell' art. 30, comma 3 e 4 dello Statuto della Regione Lazio, nonché ai sensi dell' arto 328, comma 2, c.p., sono a inoltrare la presente istanza per avere trasmessa copia della convenzione o del protocollo d'intesa sottoscritti con avvertimento che, in difetto di positivo riscontro entro 30 giorni, mi vedrò costretto ad adire l'autorità giudiziaria depositando un esposto alla Procura della Repubblica per il delitto p. e p. dal citato arto 328 c.p.”
Segue la lettera di risposta del Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Lazio, Pietro Giovanni Zoroddu datata il 18.05.12 e pervenuta il 24.05.12

“Egregio Consigliere Avv. Rossodivita,
faccio riferimento alla sua richiesta di accesso al protocollo d’intesa Regione-Croce Rossa Italiana-Ares 118, pretestuosamente motivata imputando alla Presidente di questa Regione di non avere ancora risposto ad una recentissima interrogazione, presentata il 18 aprile scorso. Al riguardo, la informo che il relativo procedimento approvativo non si è ancora perfezionato. Per tale motivo non è possibile – pur nel massimo rispetto delle prerogative dei Consiglieri regionali – aderire, in questa fase, alla sua istanza di accesso. Ritengo infatti che per il documento richiesto – che ha natura di atto programmatorio – trovi applicazione l’art. 455, comma 4, del r.r. 6 settembre 2002, n. 1, a norma del quale “non è ammesso l’accesso agli atti preparati nel corso della formazione degli atti regolamentari, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione”. Ciò – evidentemente – in coerenza con quanto previsto dall’art. 24, comma 1, lett. c), della legge 7 agosto 1990, n. 241, il quale esclude il diritto di accesso “nei confronti delle attività della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione”. Va altresì tenuto conto che il protocollo concernente i servizi di soccorso sanitario in emergenza, coinvolge soggetti diversi dalla Regione Lazio.

Considerato poi che tale documento concerne anche aspetti di carattere finanziario – il che, peraltro, escluderebbe del tutto l’accesso, ai sensi dell’art. 8, comma 5, lett. d), del D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352 – risulta necessario tutelare il diritto alla riservatezza dei soggetti interessati. Per tali ragioni, si rende dunque opportuno il differimento dell’accoglimento della sua istanza ad un momento successivo al perfezionamento del procedimento, al fine di non compromettere il buon andamento dell’azione amministrativa, ai sensi dell’art. 456, comma 1, lett. c), del citato r.r. n. 1 del 2002. Sarà mia cura prontamente la richiesta documentazione non appena l’iter si sarà concluso.”

Segue la lettera di replica del Capogruppo Rossodivita del 24.05.12

“Egregio Capo di Gabinetto della Presidente della Regione Lazio,

faccio riferimento alla Sua nota N. 158-bis/SG – che accludo in copia per la migliore conoscenza del Presidente On. Mario Abbruzzese -con la quale riscontra negativamente, con argomenti totalmente infondati, la mia istanza di accesso agli atti avanzata a’sensi dell’art. 30 dello Statuto della Regione Lazio. Anzitutto mi preme precisare che la mia istanza – che Lei definisce “pretestuosamente motivata imputando alla Presidente di questa Regione di non aver ancora risposto ad una recentissima interrogazione presentata il 18 aprile scorso” – è stata motivata, come pure mi sembrava chiaramente risultasse dalle parole utilizzate, dall’allora ragionevole certezza -oggi assoluta- circa la mancata risposta, posto che la Presidente di questa Regione non ha MAI risposto a nessuna delle numerose interrogazioni che, in materia di sanità, Le sono state rivolte. Ma in realtà, Egregio Capo dell’Ufficio di Gabinetto della Presidente della Regione Lazio, le motivazioni del Consigliere devono essere, per il destinatario dell’atto ispettivo, assolutamente neutre. Con ciò vengo dunque a dirle che a mio avviso le argomentazioni da Lei utilizzate per negarmi la conoscenza dell’atto richiesto sono del tutto infondate e queste sì, mi consenta, chiaramente pretestuose. Invero il Regolamento Regionale del 06.09.2002, da Lei citato, all’art. 455, comma 4, dice altro da quel che Lei gli ha fatto dire poiché si riferisce all’inammissibilità di richieste di ostensione relative “ad intere categorie di documenti”. Debbo dunque ritenere, attesa la Sua citazione letterale della norma invocata, che volesse riferirsi al comma 3 del citato articolo. Ma anche questa disposizione – così come l’art. 24, comma 1, lett. C) della legge 241/90 - come è ben evidente a qualsiasi interprete, non si attaglia affatto alla fattispecie in argomento, poiché l’atto da me richiesto (la convenzione e/o il protocollo d’intesa sottoscritto tra CRI e Regione) non rientra nelle categorie elencate dalla norma non essendo né un atto regolamentare, né un atto amministrativo generale, né un atto di pianificazione o di programmazione. Ciò che però risulta francamente intollerabile è che Lei Voglia assimilare la legittimazione soggettiva del sottoscritto, che ha agito quale Consigliere Regionale in base ad una precisa e chiara norma statutaria che costituisce lex specialis e su cui si fonda una delle principali prerogative dei Consiglieri eletti – quella del sindacato ispettivo – a quella di un cittadino non Consigliere.

Sia la legge n.241/’90 sia il R.R. del 06.09.2002 – come fa chiaro l’articolo che precede quello da Lei citato, e cioè il 454 - forniscono una legittimazione “a chiunque vi abbia un interesse personale e concreto per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti”. E’ evidente che queste norme non si applicano all’azione ispettiva di un Consigliere – che certo non vanta interessi personali per la tutela di proprie situazioni giuridicamente rilevanti – per il quale l’art. 30 dello Statuto della Regione Lazio, proprio in ragione dell’interesse generale perseguito attraverso l’attività istituzionale, non pone i limiti e le condizioni dettati dalla disciplina comune per i cittadini non Consiglieri. Parimenti infondato – e, mi sia consentito, persino imbarazzante per i soggetti coinvolti – il riferimento alla necessità di tutelare la riservatezza di soggetti pubblici – quali sono la Regione e la CRI – poiché nel documento vi sono “aspetti di carattere finanziario” (questione peraltro già superata per l’accesso agli atti negoziali conclusi dalla Camera dei Deputati con i propri fornitori privati). Nel prendere atto che comunque un documento sottoscritto tra Regione e CRI c’è – questo debbo logicamente anche se implicitamente desumere dalla Sua risposta – con la presente ribadisco la precedente istanza, ivi da intendersi integralmente riportata e trascritta, con la diffida a fornirmi copia del documento senza ulteriori indugi finalizzati a frustrare del tutto l’azione di controllo di un Consigliere Regionale nei confronti della Giunta.

Nel chiedere un immediato ed urgente intervento del Presidente del Consiglio Regionale, quale garante dei diritti dei Consiglieri Regionali a’ sensi dell’art. 21, comma 1, dello Statuto della Regione Lazio, mi preme avvertirLa che in difetto di tempestivo riscontro provvederò ad interessare l’Autorità Giudiziaria Ordinaria con riferimento al delitto di cui all’art. 323 c.p. che sanziona la condotta del pubblico ufficiale che in violazione di legge o di regolamento cagiona intenzionalmente ad altri un danno ingiusto.”.

Dichiara il Capogruppo Rossodivita: “Altro che casa di vetro, altro che open data, altro che trasparenza; la Regione Lazio con la presidenza Polverini è diventata una casa buia e senza luce dove non è consentito vedere neppure ai consiglieri regionali eletti che ne fanno richiesta in base allo Statuto della Regione”.



Ares 118, Rossodivita: depositerò subito una querela nei confronti dell’ignoto operatore della CRI

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti europei.




Apprendo da uno sgrammaticato comunicato, pubblicato sul blog fsiares118.blogspot.com a firma di un ignoto Operatore CRI che si guarda bene dal firmare con il suo nome e cognome, che ieri una delegazione di circa 60 operatori del servizio ambulanze avrebbe manifestato presso la sede del Consiglio Regionale, al fine di sostenere l’accordo tra Regione Lazio e Croce Rossa Italiana e di incontrare me, in ragione delle posizioni e dei conseguenti atti istituzionali da me posti in essere in relazione alla convenzione tra CRI e la Regione di cui a tutt’oggi non si conoscono i termini. L’ignoto operatore CRI scrive che “ovviamente” avrei evitato di incontrarli ed insinua, seppur ancora con grammatica perplessa: “Ci chiediamo se avrà la volontà di farlo a breve, o i suoi interventi a favore delle private devo essere interpretati in maniera ambigua”. Poiché la prima è una affermazione falsa, atteso che nella giornata di ieri mai nessun operatore CRI, individualmente o collettivamente, ha chiesto di incontrarmi e la seconda è una grave insinuazione, procederò immediatamente a depositare una querela contro l’ignoto operatore che nel frattempo invito a venir fuori dall’ombra.
Ricordo a tutti, anche all’ignoto operatore CRI, che gli atti istituzionali da me depositati ed i comunicati stampa diramati attestano l’esatto contrario di quanto falsamente dichiarato nel comunicato per cui l’autore sarà chiamato a rispondere in sede giudiziaria. La mia azione è volta esclusivamente a salvaguardare il servizio per i cittadini e la corretta gestione delle risorse derivanti dalle imposte che ciascuno paga ed è stata innanzi tutto esercitata chiedendo chiarimenti e spiegazioni alla Presidente Polverini, che è anche Assessore alla Salute ad interim, la quale proprio oggi, con riferimento all’accesso agli atti, mi ha fatto rispondere dal suo Capo Ufficio di Gabinetto, Pietro Giovanni Zoroddu, negandomi - con motivazioni pretestuose ed infondate – la conoscenza dell’atto richiesto. La Sanità è la prima fonte di sprechi nel Lazio ed in Italia, se qualcuno mi spiegherà che la CRI fornirà all’ARES 118, sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista qualitativo, gli stessi servizi e con i medesimi costi a carico dei cittadini, ben venga la CRI. Ma se la CRI, come pare sia scritto nel fantomatico documento sottoscritto con la Regione, volesse fornire servizi quantitativamente inferiori, senza le medesime garanzie di qualità richieste ai privati, con costi a carico della collettività ben maggiori (circa 4/5 milioni di Euro in più per almeno 5 anni), farò di tutto per impedire questo sperpero di denaro pubblico. Se gli operatori della CRI avessero voluto incontrarmi ieri sarebbe bastato chiederlo, se gli operatori della CRI volessero ancora incontrarmi basterà loro chiederlo, li incontrerò come ho sempre incontrato chiunque me lo abbia chiesto. Con l’ignoto operatore invece ci si vedrà in Tribunale non appena gli inquirenti lo avranno identificato.



mercoledì 23 maggio 2012

Open Data, vittoria radicale sulla trasparenza nel Lazio

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
La legge sugli Open Data approvata oggi dal Consiglio regionale rappresenta una grande vittoria per tutti i cittadini del Lazio. Il nostro impegno per la trasparenza amministrativa ha raggiunto un importante obiettivo di riforma: l'approvazione di questa legge, infatti, non solo impone la digitalizzazione del lavoro svolto quotidianamente dalla Pubblica amministrazione, ma restituisce ai cittadini tutte le informazioni che la stessa produce.

Come Gruppo Radicale siamo stati i primi in Italia - grazie all’impulso dell'associazione Radicale "Agorà Digitale" e dell’Associazione Italiana per l'Open Government - a presentare e far approvare una legge sugli open data. Da oggi la Regione ha un dovere: rendere pubblici gratuitamente in formato aperto i dati che l'amministrazione produce. Mentre i cittadini hanno un diritto: pretendere che le informazioni siano disponibili online.

Saranno coinvolti in questa operazione gli enti dipendenti, le società partecipate, la sanità. I dirigenti saranno valutati per eventuali premi di produttività anche in base all'applicazione di queste norme.

I dati prodotti dalla PA saranno dunque disponibili, ma soprattutto i cittadini avranno diritto a conoscere tante informazioni che in termini di servizi offerti e da offrire potrebbero portare un importante sviluppo sociale e economico nella nostra Regione.
Inoltre sottolineiamo con soddisfazione l’approvazione all’unanimità del nostro Ordine del giorno con il quale si impegna la Giunta ad adottare, per la realizzazione del portale regionale di accesso ai dati, una delle soluzioni già sviluppate da altre regioni, massimizzando così economicità ed efficienza.

La legge c'è. Ora perché funzioni l'Assessore Cetica ha un importante responsabilità, quella di applicare quanto stabilito dalla legge. Vigileremo perché questo avvenga.



Forti dubbi su applicazione piano casa a riqualificazione ex Fiera di Roma. Depositata interrogazione urgente all’assessore Ciocchetti

E’ stata depositata dai Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo un’interrogazione urgente all’Assessore alle Politiche del Territorio e dell'Urbanistica della Regione Lazio Luciano Ciocchetti riguardante il progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione del complesso immobiliare dell’ex Fiera di Roma in Via Cristoforo Colombo.
In occasione del recente convegno "Le grandi varianti: un Prg diverso per le periferie, il piano casa e la città policentrica" è stato annunciato che l’operazione di recupero dell’ ex Fiera di Roma verrà realizzata attraverso l’applicazione della l.r. 21/2009, il cosiddetto Piano Casa, e nello specifico dell’articolo 3ter. Tale articolo stabilisce che gli interventi possono cambiare la destinazione d’uso esistente in residenziale fino ad un massimo di 15.000 metri quadrati di superficie utile lorda esistente, da incrementare con l’ampliamento del 30 per cento, e che i medesimi interventi sono subordinati a riservare una quota della superficie complessiva oggetto di trasformazione alla locazione con canone calmierato per l’edilizia sociale, secondo quanto definito dalla Giunta regionale con regolamento di attuazione.
“Abbiamo forti dubbi sull’applicabilità dell’art. 3ter all’ex Fiera di Roma” dichiarano i Consiglieri Rossodivita e Berardo “poiché nell’area sono presenti numerosi immobili, con destinazione terziaria e allo stato attuale dismessi, la cui superficie utile lorda da trasformare supera il limite fissato dal Piano Casa.”

“Con la nostra interrogazione”, precisano i Consiglieri Radicali “vogliamo anzitutto avere chiarimenti sull’effettiva applicabilità dell’art. 3ter e, in particolare, vogliamo sapere se la trasformazione edilizia dei singoli edifici dell’ex Fiera di Roma attraverso distinti permessi di costruire non rappresenti un frazionamento artificioso dell’intervento di rinnovo e riqualificazione al fine di eludere i limiti di superficie stabiliti, appunto, da quel medesimo articolo del Piano Casa.”
“Inoltre”, aggiungono Rossodivita e Berardo “chiediamo di sapere se, rispetto a un’operazione di rinnovo e riqualificazione come quella prevista all’ex Fiera di Roma, possano trovare corretta applicazione le disposizioni dell’articolo 7 del Piano Casa - che prevedono il ricorso al cosiddetto programma integrato di riqualificazione urbana e ambientale - e non quelle dell’articolo 3ter.”



Ares 118, Rossodivita: servizi di emergenza sanitaria, convenzione CRI Ares 118. La convenzione che forse c’è, ma sicuramente non si vede

Dichiarazione del Consigliere regionale Giuseppe Rossodivita, Capogruppo Lista Bonino Pannella Federalisti europei.



In relazione all’accordo, convenzione o protocollo d’intesa, che sarebbe stato sottoscritto dalla Regione Lazio con la Croce Rossa italiana e per il quale, nel silenzio della Regione e della CRI, continuano a mancare conferme ufficiali - nonostante il deposito lo scorso 18 aprile di una nostra interrogazione a risposta immediata e l’istanza di accesso agli atti, per averne copia, inoltrata in data 27 aprile – questa mattina ho incontrato una rappresentanza della Croce Blu di Guidonia Montecelio.

Dall’incontro è emersa la preoccupazione per il destino delle aziende e degli operatori attualmente impegnati in tale servizio. La vicenda è risalente e come al solito, diciamo che potrebbe non emanare proprio un buon profumo. Sei anni fa la CRI, per assolvere al servizio demandatogli dall'ARES 118, assunse circa un centinaio di persone tramite l'intermediazione di una nota agenzia interinale e sembra che tra gli assunti vi fossero parecchi parenti e affini di dipendenti e dirigenti dell'Ares 118. Alla fine di settembre 2011, quando la Croce Rossa decise di non proseguire nel servizio erogato per l'Ares 118, quest'ultimo dovette rivolgersi ai privati, ai quali fu chiesto di assumere il personale della CRI a quel punto in esubero. I privati così fecero, assumendo con contratti a tempo indeterminato il personale, sopportando ingenti costi e fiduciosi nel fatto che da li a poco sarebbe stata bandita la gara per l'aggiudicazione del servizio.

Ad oggi però, se quanto trapelato circa i contenuti del recente protocollo d'intesa sottoscritto dalla CRI e dalla Regione fosse vero, questo personale rimarrebbe in carico ai privati, posto che a quanto consta la CRI non intenderebbe riassumere nessuno volendo nuovamente rivolgersi a note società di lavoro interinale. E d'altra parte perché mai un dipendente con contratto a tempo indeterminato dovrebbe tornare a fare l'interinale?

Quel che si profila dunque come probabile sono i licenziamenti collettivi o il ricorso alla cassa integrazione; solo così i privati, esclusi dal servizio in ragione dell'improvviso rientro della CRI nella partita Ares 118, potranno evitare la bancarotta. Davvero una gran bella gestione della vicenda che, nella migliore delle ipotesi vedrà ulteriori costi a carico della collettività in forza del ricorso alla cassa integrazione, senza contare i già evidenziati maggiori costi della convenzione con la CRI. In periodo di spending review sulla spesa sanitaria quanto si sta consumando intorno ad un servizio essenziale dal costo complessivo di circa 120milioni di euro in sei anni è da premio Oscar.

E il silenzio assordante dei sindacati – eccetto F.S.I. Ares 118 - anche in relazione alla sorte di questi lavoratori, è da premio Grammy. Spiace dirlo, ma ancora una volta - sperando che la nuova guida della Procura di Roma affidata al dr. Pignatone possa contribuire a diradare qualche nebbia - qualora l'Assessorato alla Sanità non renda pubblico l'atto sottoscritto con la CRI temo sarà necessario interessare l'Autorità Giudiziaria affinché si faccia luce sui troppi punti ancora oscuri.



venerdì 18 maggio 2012

PA, Berardo: "oggi passo importante per Open Data e trasparenza"

Dichiarazione del Consigliere regionale Radicale Rocco Berardo, primo firmatario insieme al Capogruppo Giuseppe Rossodivita, Lista Bonino Pannella Federalisti Europei, della proposta di legge sugli open data in esame oggi in Aula.




Finalmente oggi potrà diventare legge nella Regione Lazio una proposta che, come Radicali, insieme all'associazione "Agorà digitale" e all'"Associazione Italiana per l'Open Government" stiamo tentando di far approvare in ogni regione italiana: la legge sugli open data. Questa rappresenta per noi uno degli obiettivi politici principali di riforma indicati sin dall'inizio della legislatura e nel nostro programma. La proposta, che per primi abbiamo depositato in questa materia, ha l'ambizione di rivoluzionare quello che fino a oggi è stato il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione: sancire il dovere da parte della Regione di rendere aperti i dati che la Pubblica Amministrazione stessa detiene. Il testo si propone di consentire non solo una maggiore partecipazione e conoscenza ma anche di promuovere la cosiddetta economia immateriale. La prima realizzazione di un portale unico di accesso ai dati pubblici è rappresentata dal portale americano «Data.gov», il cui esempio - all’estero - è stato già seguito da numerosi altre Amministrazioni statali e territoriali. La rivoluzione sarà: culturale, ponendo al centro il cittadino e non le procedure; dei processi, modificando o eliminando i processi che non rispondono alle esigenze dell'utenza; dell'organizzazione, abbandonando il modello gerarchico - spesso non orientato all'efficienza - in cui il cittadino subisce passivamente le decisioni assunte dalle istituzioni; della forma di relazione con l'utenza, passando dalla logica dei certificati a quella della disintermediazione, dalle code alle comunicazioni on line. La proposta di legge che verrà presentata domani in Aula è il prodotto di due testi: il nostro, Radicale a firma Berardo e Rossodivita, e quello presentato dalla maggioranza, a firma Bernaudo e De Romanis. Auspicando che l'intesa raggiunta in commissione possa prendere forma domani in Aula - e dunque se verranno approvati gli emendamenti che la stessa maggioranza ha condiviso con il Presidente Giancarlo Miele, che ha svolto un importante lavoro di mediazione -, nonostante la legge non corrisponda esattamente a quello che avremmo voluto, si realizzerà comunque un importante passo in avanti per la trasparenza e il diritto ai dati aperti nella nostra Regione.



Sanità, cronaca dell’inefficienza del servizio sanitario nella Regione Lazio

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei



Abbiamo presentato l’ennesima interrogazione sulla sanità nel Lazio nella speranza che la Polverini, Governatrice di questa Regione nonché Assessore alla Salute ad interim , decida sia di rispettare lo Statuto e il Regolamento rispondendo agli atti di sindaco ispettivo come invece non fa fin dall’inizio della legislatura, sia di intervenire sulle tante, troppe, carenze del servizio sanitario. Questa interrogazione evidenzia, a partire da un caso individuale, quello con cui i cittadini laziali devono scontrarsi nel caso debbano ricorrere al servizio sanitario e nello specifico nell’ambito dell’allergologia.
Accedere a questo servizio risulta assai difficile sia in termini di possibilità di contatto con le strutture essendo materia estranea di fatto al ReCUP, sia per quanto attiene ai tempi di attesa pari a tre anni, per superare i quali occorrono risorse economiche personali - 700 euro - che non sono nella disponibilità dei più. Riportando la cronaca di quanto è stato necessario fare per ottenere una visita e i costi che si sono dovuti sostenere, abbiamo chiesto alla Presidente Polverini se esistono percorsi alternativi e come è possibile raggiungerli o, viceversa, come intende agire per sanare tali carenze del servizio sanitario.
Segue il testo dell’interrogazione:


“Premesso che:
- in relazione ad una paziente di soli 7 anni, a fronte di continui problemi di salute di cui risulta difficile la diagnosi si ipotizza da parte dei medici il ricorso a visite e test specialistici in relazione a patologie afferenti alle allergie;

- viene indicata dagli stessi medici la struttura del Policlinico Umberto I;

- all’ambulatorio di Allergologia e immunologia pediatrica del Policlinico Umberto I vengono effettuate visite e test solo in relazione alle allergie alimentari e cutanee con tempi di attesa di un mese;

- si rende necessaria ulteriore visita e test allergologici per le allergie da farmaci, si consiglia la struttura del Policlinico Gemelli;

- al numero verde 80 33 33 del ReCUP non si effettuano prenotazioni di alcun tipo per il Policlinico Gemelli e non sanno dare informazioni su strutture che effettuano prestazioni in relazione alle allergie da farmaci;

- al CUP del Policlinico Gemelli, servizio prenotazioni 0630157000, effettuano prenotazioni per tutte le tipologie eccetto l’allergologia per la quale rimandano al numero verde 800 26 22 72 ove indicano nel 2015 - 3 anni di attesa - le prime disponibilità per gli appuntamenti per la visita, mentre non è possibile fissare l’appuntamento per i test se prima non si è passata la visita, senza fornire spontaneamente alcuna informazione su eventuali possibili altre vie da percorrere; solo dopo pressanti insistenze si fa presente che chiamando il primo del mese si può avere la fortuna di essere inseriti al posto di coloro che nel corso del mese trascorso possono aver disdetto un appuntamento precedentemente fissato. Chiedendo espressamente se vi è la possibilità di effettuare gli accertamenti in intramoenia viene riferito che per l’allergologia l’intramoenia viene effettuata attraverso la Casa di cura privata Villa Benedetta (struttura sanitaria privata, di proprietà della Congregazione delle Suore di S. Giovanni Battista, Ente di Culto e di Religione, giuridicamente riconosciuto con R.D. 26/5/32 n°737 ) per le cui prenotazioni è necessario contattare lo 066630497, numero al quale risponde l’Università popolare di Roma. Richiamati per la verifica del numero, lo stesso viene confermato;

- recuperato in modo autonomo il numero della Casa di cura Villa Benedetta viene fissata la visita per la settimana successiva al costo di 193,50 euro;

- nel corso della visita si consiglia di effettuare i test allergologici, presso la medesima struttura Casa di cura Villa Benedetta, al costo di circa 500 euro.

Considerato che:

- l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana sancisce “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” ;

- l’articolo 7 dello Statuto della Regione Lazio sancisce al comma 1 “La Regione, … Promuove come
obiettivi prioritari la salvaguardia della salute …”, al comma 2 “Per il raggiungimento dei propri fini di sviluppo civile e sociale, la Regione, tra l’altro: a) promuove ogni iniziativa per garantire ai bambini la protezione e le cure necessarie per il loro benessere; … f) opera per realizzare un sistema integrato di interventi e servizi di prevenzione, cura e assistenza socio-sanitaria adeguato alle esigenze della popolazione e informato al principio del pieno rispetto della dignità della persona e, in particolare, dei minori, degli anziani e dei disabili.Atteso che:

- quanto accade nella quotidianità ai cittadini del Lazio bisognosi di cure ha più della farsa che dell’assistenza;

- quanto stabilito nell’articolo 32 della Costituzione e nell’articolo 7 dello Statuto della Regione Lazio viene palesemente e oggettivamente violato nella nostra regione;- non tutti i cittadini conoscono la possibilità di accedere a soluzioni diverse dal far riferimento al ReCUP e tantomeno tutti hanno la facoltà economica per sostenere oneri così ingenti per una “prima visita”INTERROGANO
La Presidente della Giunta Regionale, On. Renata Polverini

Per sapere:

- se esistono altri percorsi tra aspettare tre anni per una visita e pagare 700 euro;

- nel caso di risposta positiva al primo quesito come fa un cittadino a venirne a conoscenza;- nel caso di risposta negativa al primo quesito come intende sanare tale carenza del servizio sanitario regionale.”



venerdì 11 maggio 2012

Roma-Lido, barriera antirumore per soddisfare l’esigenza di chi?

Dichiarazione dei Consiglieri regionali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei
Abbiamo depositato questa mattina una interrogazione per conoscere le ragioni che hanno portato a decidere di investire fondi regionali per costruire una barriera antirumore ad Ostia lungo la linea ferroviaria Roma-Lido.
Tale opera si concretizza erigendo una barriera in cemento con pannelli fonoassorbenti abbattendo i pini e gli oleandri oggi presenti, per soddisfare un’esigenza che non risulta essere quella della popolazione locale. Quindi, qual è l’esigenza da soddisfare o meglio chi va accontentato?

Un’esigenza concreta che hanno gli utenti del servizio ferroviario Roma-Lido è il potenziamento del servizio e il completamento della sostituzione dei vecchi convogli con quelli di nuova generazione.

Agli Assessori competenti è stato chiesto, inoltre, nel caso ci fossero comprovate esigenze di realizzare tale intervento la disponibilità a valutare soluzioni alternative di minor impatto ambientale o, viceversa, di destinare quei fondi per il miglioramento del servizio ferroviario.

Segue il testo dell’interrogazione depositata

“Premesso che:

- è prevista la costruzione di una barriera con pannelli fonoassorbenti lungo la linea ferroviaria Roma-Lido;
- è previsto l’impegno di fondi regionali per la costruzione di tale barriera;
- è previsto che la barriera venga costruita in cemento la cui allocazione sarà in sostituzione della vegetazione ora presente, principalmente costituita da pini ed oleandri;
- non risultano richieste, da parte della popolazione locale, di interventi per la salvaguardia dal rumore, né tantomeno risulta che su questo vi sia stata una consultazione dei cittadini per iniziativa delle istituzioni;
- sulla linea ferroviaria Roma-Lido transitano convogli a velocità ridotta e a modesto impatto sonoro.

Considerato che:

- i pendolari, che utilizzano quotidianamente quel servizio ferroviario, lamentano il perdurare dell’utilizzo di vecchi convogli, per almeno la metà dei treni a disposizione su quella tratta;
- anche da un punto di vista turistico sarebbero necessari potenziamenti di questo servizio ferroviario
I sottoscritti consiglieri

INTERROGANO
L’Assessore all'Ambiente e Sviluppo sostenibile, l’Assessore alle Politiche del Territorio e dell'Urbanistica, l’Assessore alle Politiche della Mobilità e del Trasporto Pubblico Locale, l’Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, l’ Assessore al Turismo e Marketing del 'Made in Lazio'
Per sapere:
- le ragioni che sono a monte della decisione di erigere la barriera antirumore con pannelli fonoassorbenti;
- nel caso di comprovata necessità, se vi è la disponibilità a valutare altre tipologie di intervento di minore impatto ambientale e a salvaguardia della vegetazione esistente;
- nel caso di mancata necessità, se vi è la propensione a destinare i fondi disponibili per tale opera al miglioramento del servizio ferroviario della Roma-Lido.