La Commissione di Vigilanza sul pluralismo dell'informazione del Consiglio Regionale del Lazio, ha dato parere favorevole, per quanto di competenza come Commissione secondaria, alla proposta di legge radicale contro le discriminazioni sessuali e di genere. Astenuti Pdl e Lista Polverini.
Giuseppe Rossodivita: “Astensione inspiegabile e incoerente rispetto alle dichiarazioni rese alla stampa dalla Presidente Polverini in occasione delle aggressioni agli omosessuali verificatesi, anche ultimamente, a Roma e nel Lazio"
Nel corso della seduta odierna la III Commissione consiliare di Vigilanza sul pluralismo dell’informazione ha reso parere favorevole, per quanto di propria competenza, sulla Proposta di legge n. 40 “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall'identità di genere” presentata il 12 luglio scorso dai consiglieri della Lista Bonino Pannella Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo. La III Commissione, in sede secondaria, ha espresso parere favorevole sull'intera proposta di legge dopo avere esaminato favorevolmente i due articoli relativi all'impegno della Regione a realizzare campagne di comunicazione contro i comportamenti discriminatori basati sugli orientamenti sessuali e sull'identità di genere ed all'impegno, allo stesso scopo, a monitorare la programmazione televisiva locale.
“Se per un verso, con il voto della III Commissione, registriamo un avvio positivio dell'iter legislativo, per altro verso” ha dichiarato Giuseppe Rossodivita, capogruppo della Lista Bonino Pannella e vicepresidente della III Commissione “l’astensione dei consiglieri del Pdl e della Lista Polverini appare inspiegabile ed incoerente con le dichiarazioni di impegno nella lotta alle discriminazioni e alla violenza contro le persone omosessuali e transessuali rilasciate dalla Polverini e da esponenti di spicco del Pdl in occasione della brutale aggressione alla coppia gay inglese avvenuta nel settembre scorso nella nostra regione od ancora di recente in occasione del torneo di tennis Lgbt. Ancora una volta la Presidente Polverini e la maggioranza che la sostiene, fanno esattamente il contrario di quello che dicono attraverso i giornali e le Tv. Purtroppo non ne siamo più sorpresi.".
INVADIAMO LA REGIONE DI ONESTÀ, CAPACITÀ,TRASPARENZA, LEGALITÀ.
martedì 26 ottobre 2010
giovedì 14 ottobre 2010
Malasanità, Rossodivita: depositata interrogazione su Aurelia Hospital di Roma. Domani esposto denuncia alla Procura della Repubblica
Alto tasso di infezioni, spesso mortali, nei reparti, precarie condizioni igieniche generali e scarsa manutenzione. Queste le ragioni dell’interrogazione che i consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo hanno inviato alla presidente Polverini in merito alla situazione dell’Aurelia Hospital di Roma su cui, nei giorni scorsi, è stata pubblicata un’inchiesta dal quotidiano “la Repubblica”. Domani 13 ottobre i consiglieri Rossodivita e Berardo e la deputata radicale Rita Bernardini depositeranno un esposto denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
Il presidio ospedaliero, di proprietà del Gruppo Garofalo, che opera in regime di convenzione con la Regione Lazio, in soli nove mesi (dal gennaio al settembre 2009), ha registrato 80 casi, di cui 26 mortali, di infezioni ospedaliere provocate dall'acinetobacter baumanii, un batterio che si diffonde in ambienti dove c'è scarsa igiene e pulizia e resiste a moltissimi antibiotici. L’indagine sollecitata dal presidente della Commissione d'inchiesta, Leoluca Orlando, ha dimostrato uno stretto rapporto fra l'alto numero di infezioni e le precarie condizioni igienico strutturali dell'Aurelia Hospital. Un sopralluogo del Dipartimento di prevenzione (Sisp, Spresal e Area Governo della Rete) diretto dal professor Daniele Gamberale ha dato l'allarme sulle precarie condizioni igieniche di molti reparti, pronto soccorso compreso.
Nell’interrogazione, i consiglieri radicali alla Regione Lazio, chiedono, anzitutto, di sapere se l’alto numero di decessi all’Aurelia Hospital non renda opportuno il ritiro dell’accreditamento regionale. Richiedono, inoltre, di conoscere quanti controlli da parte dell’Asl competente siano stati effettuati nella struttura dell’Aurelia Hospital negli ultimi quattro anni, con quali risultati e quali iniziative si intendano adottare per scongiurare altre infezioni ospedaliere e altri decessi sia nell’Aurelia Hospital che in tutte le altre strutture pubbliche ed accreditate della Regione Lazio.
I consiglieri Rossodivita e Berardo chiedono, poi, di conoscere i dati regionali (numeri assoluti e tasso di infezioni ospedaliere) e quale sia la cifra che la Regione Lazio ha dovuto sostenere per le degenze verificatesi a seguito delle infezioni. Nell’interrogazione si chiede, infine, se i dati riguardanti i tassi di infezione dei singoli ospedali, pubblici e privati, siano conoscibili agli utenti e, in caso affermativo, dove siano pubblicizzati e se sono pubblicati in Internet e a che punto si trova la costituzione dei CIO (Comitato infezioni ospedaliere) in tutti gli ospedali della Regione Lazio.
Il presidio ospedaliero, di proprietà del Gruppo Garofalo, che opera in regime di convenzione con la Regione Lazio, in soli nove mesi (dal gennaio al settembre 2009), ha registrato 80 casi, di cui 26 mortali, di infezioni ospedaliere provocate dall'acinetobacter baumanii, un batterio che si diffonde in ambienti dove c'è scarsa igiene e pulizia e resiste a moltissimi antibiotici. L’indagine sollecitata dal presidente della Commissione d'inchiesta, Leoluca Orlando, ha dimostrato uno stretto rapporto fra l'alto numero di infezioni e le precarie condizioni igienico strutturali dell'Aurelia Hospital. Un sopralluogo del Dipartimento di prevenzione (Sisp, Spresal e Area Governo della Rete) diretto dal professor Daniele Gamberale ha dato l'allarme sulle precarie condizioni igieniche di molti reparti, pronto soccorso compreso.
Nell’interrogazione, i consiglieri radicali alla Regione Lazio, chiedono, anzitutto, di sapere se l’alto numero di decessi all’Aurelia Hospital non renda opportuno il ritiro dell’accreditamento regionale. Richiedono, inoltre, di conoscere quanti controlli da parte dell’Asl competente siano stati effettuati nella struttura dell’Aurelia Hospital negli ultimi quattro anni, con quali risultati e quali iniziative si intendano adottare per scongiurare altre infezioni ospedaliere e altri decessi sia nell’Aurelia Hospital che in tutte le altre strutture pubbliche ed accreditate della Regione Lazio.
I consiglieri Rossodivita e Berardo chiedono, poi, di conoscere i dati regionali (numeri assoluti e tasso di infezioni ospedaliere) e quale sia la cifra che la Regione Lazio ha dovuto sostenere per le degenze verificatesi a seguito delle infezioni. Nell’interrogazione si chiede, infine, se i dati riguardanti i tassi di infezione dei singoli ospedali, pubblici e privati, siano conoscibili agli utenti e, in caso affermativo, dove siano pubblicizzati e se sono pubblicati in Internet e a che punto si trova la costituzione dei CIO (Comitato infezioni ospedaliere) in tutti gli ospedali della Regione Lazio.
Taglio agli sprechi e rispetto ambientale, depositata dai consiglieri Radicali Rossodivita e Berardo proposta di legge regionale
Dal 1° gennaio 2001 il Bollettino ufficiale della Regione Lazio è disponibile gratuitamente in forma telematica. Il sistema mette a disposizione strumenti di ricerca ipertestuale che permettono di reperire gli atti pubblicati sul Bollettino senza la necessità di avere a disposizione tutti gli estremi dell’atto stesso, cosa assolutamente non praticabile nel caso di archivio cartaceo.
Nonostante tale ottimo servizio telematico, settimanalmente vengono stampate enormi quantitativi di copie cartacee per la distribuzione gratuita a tutta una serie di destinatari. Copie che per lo più finiscono al macero.
Che tali azioni producono gravi danni ambientali sembra essere una consapevolezza dei più, eppure i comportamenti non sono conseguenti.
Non volendo contribuire, per quanto possibile, alla distruzione delle foreste e all’inquinamento prodotto dagli inchiostri e dalle altre attività di produzione, con tale proposta di legge proponiamo la limitazione della stampa delle copie cartacee in base agli effettivi quantitativi richiesti e venduti.
Nonostante tale ottimo servizio telematico, settimanalmente vengono stampate enormi quantitativi di copie cartacee per la distribuzione gratuita a tutta una serie di destinatari. Copie che per lo più finiscono al macero.
Che tali azioni producono gravi danni ambientali sembra essere una consapevolezza dei più, eppure i comportamenti non sono conseguenti.
Non volendo contribuire, per quanto possibile, alla distruzione delle foreste e all’inquinamento prodotto dagli inchiostri e dalle altre attività di produzione, con tale proposta di legge proponiamo la limitazione della stampa delle copie cartacee in base agli effettivi quantitativi richiesti e venduti.
martedì 12 ottobre 2010
Tassa automobilistica regionale. cittadini tartassati per aggirare un’esenzione o per inefficienza?
INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI RADICALI ALLA PRESIDENTE POLVERINI.
I Consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo hanno depositato una interrogazione alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini denunciando che molti cittadini aventi diritto all’esenzione in virtù di quanto stabilito dalla finanziaria 2007, nonché cittadini che hanno regolarmente pagato la tassa automobilistica regionale vedono recapitarsi “Atti di accertamento e contestuale irrogazione di sanzioni” salvo prova contraria a loro carico.
La Presidente Polverini dovrà rispondere se il verificarsi di tali situazioni deriva dal fatto che sistematicamente vengono inviate a tutti gli aventi diritto all’esenzione gli avvisi di mancato pagamento, o se questo derivi da disfunzioni nella gestione riscontrabili anche nei casi di contestazione a chi ha regolarmente pagato. Inoltre, dovrà chiarire quali siano i provvedimenti che intende adottare per sanare tale inefficienza dell’amministrazione regionale e il relativo dispendio di risorse.
Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione dei Consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo:
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
dei Consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo
Oggetto: tassa automobilistica regionale
Premesso che:
- la legge 296 del 27 dicembre 2006 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)" prevede al comma 236 che a decorrere dal 1° dicembre 2006 e fino al 31 dicembre 2007, in caso di acquisto di un motociclo nuovo di categoria "euro 3", con contestuale sostituzione di un motociclo appartenente alla categoria "euro 0", e' concessa l'esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per cinque annualità;
- per usufruire dell’esenzione non è previsto alcun adempimento da parte dell’acquirente se non la consegna al rivenditore del motociclo appartenente alla categoria “euro 0” per la rottamazione di cui deve farsi carico il venditore stesso;
- riceviamo numerose segnalazioni da parte di cittadini acquirenti che, avendo aderito all’agevolazione di cui sopra, vedono recapitarsi dalla Regione Lazio “Atti di accertamento e contestuale irrogazione di sanzioni”;
Considerato che:
- sono molti anche i cittadini che, non godendo dell’esenzione, pagano regolarmente la tassa automobilistica regionale e ricevono la contestazione di mancato o tardivo pagamento, con l’onere a proprio carico di dover provare il contrario;
- tali inutili contestazioni comportano un dispendio di risorse e determinano una immagine di inefficienza della Regione Lazio;
TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO
INTERROGANO LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
Per sapere:
- se la Regione Lazio, nel caso di cittadini aventi diritto all’esenzione, sistematicamente invia la richiesta di pagamento sanando la posizione in caso di contestazione;
- a quali disfunzioni è imputabile la richiesta di pagamento nei confronti di coloro che hanno regolarmente pagato;
- quali provvedimenti intende adottare per evitare tale dispendio di risorse e sanare tale inefficienza della Regione Lazio.
I Consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo hanno depositato una interrogazione alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini denunciando che molti cittadini aventi diritto all’esenzione in virtù di quanto stabilito dalla finanziaria 2007, nonché cittadini che hanno regolarmente pagato la tassa automobilistica regionale vedono recapitarsi “Atti di accertamento e contestuale irrogazione di sanzioni” salvo prova contraria a loro carico.
La Presidente Polverini dovrà rispondere se il verificarsi di tali situazioni deriva dal fatto che sistematicamente vengono inviate a tutti gli aventi diritto all’esenzione gli avvisi di mancato pagamento, o se questo derivi da disfunzioni nella gestione riscontrabili anche nei casi di contestazione a chi ha regolarmente pagato. Inoltre, dovrà chiarire quali siano i provvedimenti che intende adottare per sanare tale inefficienza dell’amministrazione regionale e il relativo dispendio di risorse.
Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione dei Consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo:
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
dei Consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo
Oggetto: tassa automobilistica regionale
Premesso che:
- la legge 296 del 27 dicembre 2006 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)" prevede al comma 236 che a decorrere dal 1° dicembre 2006 e fino al 31 dicembre 2007, in caso di acquisto di un motociclo nuovo di categoria "euro 3", con contestuale sostituzione di un motociclo appartenente alla categoria "euro 0", e' concessa l'esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per cinque annualità;
- per usufruire dell’esenzione non è previsto alcun adempimento da parte dell’acquirente se non la consegna al rivenditore del motociclo appartenente alla categoria “euro 0” per la rottamazione di cui deve farsi carico il venditore stesso;
- riceviamo numerose segnalazioni da parte di cittadini acquirenti che, avendo aderito all’agevolazione di cui sopra, vedono recapitarsi dalla Regione Lazio “Atti di accertamento e contestuale irrogazione di sanzioni”;
Considerato che:
- sono molti anche i cittadini che, non godendo dell’esenzione, pagano regolarmente la tassa automobilistica regionale e ricevono la contestazione di mancato o tardivo pagamento, con l’onere a proprio carico di dover provare il contrario;
- tali inutili contestazioni comportano un dispendio di risorse e determinano una immagine di inefficienza della Regione Lazio;
TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO
INTERROGANO LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
Per sapere:
- se la Regione Lazio, nel caso di cittadini aventi diritto all’esenzione, sistematicamente invia la richiesta di pagamento sanando la posizione in caso di contestazione;
- a quali disfunzioni è imputabile la richiesta di pagamento nei confronti di coloro che hanno regolarmente pagato;
- quali provvedimenti intende adottare per evitare tale dispendio di risorse e sanare tale inefficienza della Regione Lazio.
giovedì 7 ottobre 2010
Parco dei Castelli Romani, perché tagliare i fondi e poi aumentare i compensi di un commissario esterno?
I consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella – Federalisti Europei Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo hanno depositato oggi una interrogazione alla presidente Polverini in merito ai criteri di gestione del Parco Regionale dei Castelli Romani, attualmente in regime di commissariamento. Per l’anno 2010 la Regione Lazio ha tagliato di circa il 50% il bilancio del Parco, passando da circa 450mila euro a poco più di 200mila euro e, tuttavia, dalle informazioni acquisite sul sito web www.parcocastelliromani.it/public/it/servizi/delibere_2010.asp risulta che il compenso del commissario del Parco, che ha assorbito le funzioni di tutti gli organi di gestione oggi vacanti, ammonta intorno agli 80mila euro annui, pari a oltre un terzo del bilancio complessivo dell’Ente.
I Consiglieri radicali chiedono alla presidente Polverini, anzitutto, con quali criteri sia stata decisa la nomina di un commissario esterno all’amministrazione regionale e non quella di un dirigente regionale già in servizio, cosa che avrebbe portato ad un notevole risparmio di risorse, oltre che a verosimile maggiore competenza tecnica.
Rossodivita e Berardo chiedono, inoltre, perché, a fronte di tagli consistenti al bilancio del Parco si sia notevolmente aumentata l’indennità del commissario e quali siano i suoi altri eventuali incarichi.
I Consiglieri radicali chiedono alla presidente Polverini, anzitutto, con quali criteri sia stata decisa la nomina di un commissario esterno all’amministrazione regionale e non quella di un dirigente regionale già in servizio, cosa che avrebbe portato ad un notevole risparmio di risorse, oltre che a verosimile maggiore competenza tecnica.
Rossodivita e Berardo chiedono, inoltre, perché, a fronte di tagli consistenti al bilancio del Parco si sia notevolmente aumentata l’indennità del commissario e quali siano i suoi altri eventuali incarichi.
martedì 5 ottobre 2010
Costruzione immobile del Vaticano senza autorizzazioni destinato a usi sanitari Regione Lazio. Consiglieri Radicali: Chi e quando ha autorizzato
•INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI RADICALI ALLA POLVERINI.
I Consiglieri regionali radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita hanno depositato una interrogazione urgente alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini sull’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma dal Segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini in merito alla costruzione di un edificio su territorio vaticano, nei pressi della Basilica San Paolo di Roma.
Il Palazzo di sei piani sembrerebbe destinato ad ospitare ambulatori e servizi sanitari gestiti dal Vaticano e poi finanziati dalla Regione Lazio.
Nell’interrogazione, tra le altre cose, si chiede alla Presidente Polverini quali siano le ragioni e la compatibilità di tale ulteriore struttura sanitaria in relazione al piano di rientro e razionalizzazione dal debito sanitario in corso di realizzazione e quali siano le ragioni straordinarie che hanno condotto alla autorizzazione all’apertura di una nuova struttura.
Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione dei Consiglieri regionali radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita:
Interrogazione urgente a risposta scritta alla Presidente
della Regione Lazio Renata Polverini
Oggetto: Costruzione di un immobile destinato ai servizi sanitari della Regione Lazio limitrofo alla Basilica di San Paolo in violazione della disciplina di tutela storica, ambientale e paesaggistica.
PREMESSO CHE
- dal alcuni mesi, in località Roma, altezza di Viale Ferdinando Baldelli, sono in corso lavori consistenti nella edificazione di un immobile dalle proporzioni apparentemente di sei piani di altezza per alcuni centinaia di metri di lunghezza. A tale immobile se ne aggiunge un altro che si erge nella stessa area costeggiando viale di San Paolo sino ad arrivare nei pressi della Basilica di San Paolo fuori le mura;
- i lavori svolti nell’area interessata, di proprietà presumibilmente della Chiesa cattolica, sono tutt’ora in corso e vedono la presenza di due gru ben visibili;
- all’esterno del cantiere non vi è la presenza di alcuna cartellonistica esplicativa a parte quella relativa alla società Italiana Costruzioni che sta lavorando al cantiere;
- l’area interessata deve ritenersi particolarmente protetta per la presenza nelle adiacenze della Basilica di San Paolo fuori le mura la quale, insieme al territorio circostante, è un sito ricompreso dall’Unesco all’interno della lista dei patrimoni dell’umanità;
- l'area su cui si sta edificando è di grande interesse storico e culturale. In epoca romana era infatti occupata da un vasto cimitero subdiale, in uso costante dal I secolo a.C. al III secolo d.C. ma sporadicamente riutilizzato, soprattutto per la costruzione di mausolei, fino alla tarda antichità. Era un cimitero esteso e comprendeva diverse tipologie di tombe, dai colombari di famiglia a piccole cappelle funerarie spesso affrescate e decorate con stucchi. La quasi totalità di quest’area sepolcrale è ancora sepolta (per la gran parte sotto il livello del vicino Tevere), ed è stimata estendersi sotto tutta l'area della basilica e della zona circostante. Una minima ma significativa parte di essa è visibile lungo la Via Ostiense, appena fuori del transetto nord della basilica;
- le nuove costruzioni modificheranno in maniera consistente il paesaggio della zona, impedendo la visuale della Basilica e, per converso, saranno ben visibili dalla Basilica stessa. Inoltre, la destinazione attualmente ignota degli immobili in costruzione impatterà in maniera rilevante sui carichi urbanistici della zona;
CONSIDERATO CHE
- l’edificio in costruzione appare contrastare in maniera abnorme con i vincoli storici, ambientali e paesaggistici previsti dalle normative nazionali nonché con le disposizioni a tutela dei beni culturali e con le stesse previsioni del PRG;
- la struttura in costruzione, sembra essere, organicamente connessa all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù;
- che in caso di apertura di una nuova struttura sanitaria è necessaria la preventiva autorizzazione della ASL di competenza;
- che nella disciplina delle autorizzazioni sanitarie spetta alle regioni la disciplina dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi per l’esercizio da parte delle strutture pubbliche e private nel rispetto dei requisiti minimi nazionali fissati dal Dpr del 14 gennaio del 1997;
- che è la ASL di competenza che, ricevuta la richiesta e valutata la necessità di apertura di nuovo strutture ospedaliere e/o poliambulatori a la sussistenza degli standards necessari all’accreditamento a presentare la domanda presso l’Assessorato alla Sanità della Regione motivando le esigenze straordinarie che giustificherebbero l’apertura;
- che ogni riarticolazione dell’offerta dei servizi sanitari si deve confrontare con il piano di rientro dal disavanzo dovuto alla spesa sanitaria della regione Lazio;
- che la Presidente della Regione Lazio è interessata dalla materia sia come Commissario di Governo per il rientro del deficit della Spesa Sanitaria sia come Assessorato alla Sanità.
CONSIDERATO ALTRESÌ CHE
- il terreno su cui insiste il cantiere non è definibile come extraterritoriale, ricadendo pienamente nel territorio italiano, ai sensi dell'articolo 15 del Trattato lateranense, il quale dispone che “Gli immobili indicati nell’art. 13 (tra cui la Basilica di San Paolo) e negli alinea primo e secondo dell’art. 14, nonché ipalazzi […] e gli altri edifici nei quali la Santa Sede in avvenire crederà di sistemare altri suoi Dicasteri, benché facenti parte del territorio dello Stato italiano, godranno delle immunità riconosciute dal diritto internazionale alle sedi degli agenti diplomatici di Stati esteri”.
- la Basilica di San Paolo ricade pienamente nel territorio italiano e ad essa viene riconosciuto esclusivamente il godimento delle immunità riconosciute dal diritto internazionale alle sedi degli agenti diplomatici di Stati esteri. Tra di esse, non v’è certo la libertà di edificare, essendo notorio nel diritto internazionale che le sedi diplomatiche debbano comunque sottostare alle disposizioni nazionali in materia di sicurezza, edilizia e sanità;
- che l’articolo 15 del Trattato, infatti opera, un rinvio alle norme, tanto pattizie che consuetudinarie, che regolano il diritto diplomatico, estendendone l'ambito di applicazione oggettivo. In particolare, viene qui in rilievo la Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche, convenzione di cui sono parte tanto l'Italia che la Santa Sede e che è generalmente ritenuta costituire una puntuale codificazione del diritto internazionale generale in materia;
La Convenzione è chiara nel porre a carico della missione diplomatica e dei suoi membri l'obbligo generale di rispettare le leggi ed i regolamenti dello Stato ospite (art. 41, 1) salvo le eccezioni espressamente previste, tra le quali non rientra la deroga alla legislazione urbanistica ed edilizia;
- che tale regola generale conforma anche i rapporti tra Stato italiano e Santa Sede. Non solo infatti la lettera dello stesso trattato del Laterano, nel momento in cui riconosce uno status particolare ad alcuni immobili, ne riconosce l'appartenenza al territorio italiano e dunque la sottoposizione alla legge italiana; ma tale applicabilità trova anche conferma in una prassi costante, nonostante i tentativi esperiti dalla Santa Sede di recuperare in più occasioni la nozione superata di extraterritorialità; si vedano da ultimo i processi relativi alle responsabilità per l'inquinamento elettromagnetico prodotto dagli impianti di Radio Vaticana (anch'essi soggetti in base ad un ulteriore accordo bilaterale al regime previsto dal Trattato del Laterano) in cui l'eccezioni volte ad escludere l'applicazione della normativa italiana in materia o la giurisdizione italiana sono state ad oggi integralmente rigettate, tanto dalle corti di merito che dalla corte di Cassazione.
- che ai sensi del diritto internazionale non esiste nessuna deroga alla legislazione edilizia, è bene sottolineare come anche quanto previsto dall’articolo 16 del Trattato, non esimerebbe dal rispetto delle norme urbanistiche ed a tutela del paesaggio e dell’ambiente.
Ed invero l’articolo 16 dispone che “Gli immobili indicati nei tre articoli precedenti, nonché […], non saranno mai assoggettati a vincoli o ad espropriazioni per causa di pubblica utilità, se non previo accordo con la Santa Sede, e saranno esenti da tributi sia ordinari che straordinari tanto verso lo Stato quanto verso qualsiasi altro ente. È in facoltà della Santa Sede di dare a tutti i suddetti immobili, indicati nel presente articolo e nei tre articoli precedenti, l’assetto che creda, senza bisogno di autorizzazioni o consensi da parte di autorità governative, provinciali o comunali italiane, le quali possono all’uopo fare sicuro assegnamento sulle nobili tradizioni artistiche che vanta la Chiesa Cattolica”.
- che le facoltà riconosciute dal Trattato, dunque, non fanno riferimento alla libertà di edificare, ma esclusivamente all’assetto (a cubature invariate) degli immobili già esistenti e non certo a nuove costruzioni, rimanendo in ogni caso in vigore le norme urbanistiche ed a tutela del paesaggio dell’ordinamento italiano. La previsione dell’articolo 16 del Trattato lateranense ricomprende dunque gli interventi in manutenzione ordinaria e straordinaria sugli edifici elencati espressamente nel Trattato ma non anche l'edificazione di nuovi volumi.
I sottoscritti consiglieri regionali
INTERROGANO
il Presidente della Giunta regionale del Lazio per sapere
- se le informazioni riportate corrispondano al vero e se la Regione è stata informata, anche in via informale, delle edificazione in corso e della attività che vi saranno ospitate;
- se l’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio ha in corso od in itinere rapporti con la costruenda struttura di cui ai considerata;
- se il manufatto in corso di realizzazione rispetti la normativa comunale, regionale e nazionale in tema di rispetto delle norme urbanistiche e con i vincoli storici, ambientali e paesaggistici previsti dalle normative vigenti;
- e se non intenda farsi soggetto promotore verso le altre amministrazioni dello Stato perché venga chiarita ed assicurata la legalità dei vari iter autorizzativi posti in essere;
- se non intenda, in caso dovessero di violazione della normativa di settore, agire, per quanto di Sua competenza, sul piano amministrativo in autotutela;
- se non intenda, nel caso dalla vicenda descritta dovessero scaturire iniziative della magistratura inquirente volte all’accertamento di reati, costituire la Regione Lazio parte civile stante la manifesta gravità della violazione.
Giuseppe Rossodivita
Rocco Berardo
I Consiglieri regionali radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita hanno depositato una interrogazione urgente alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini sull’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma dal Segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini in merito alla costruzione di un edificio su territorio vaticano, nei pressi della Basilica San Paolo di Roma.
Il Palazzo di sei piani sembrerebbe destinato ad ospitare ambulatori e servizi sanitari gestiti dal Vaticano e poi finanziati dalla Regione Lazio.
Nell’interrogazione, tra le altre cose, si chiede alla Presidente Polverini quali siano le ragioni e la compatibilità di tale ulteriore struttura sanitaria in relazione al piano di rientro e razionalizzazione dal debito sanitario in corso di realizzazione e quali siano le ragioni straordinarie che hanno condotto alla autorizzazione all’apertura di una nuova struttura.
Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione dei Consiglieri regionali radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita:
Interrogazione urgente a risposta scritta alla Presidente
della Regione Lazio Renata Polverini
Oggetto: Costruzione di un immobile destinato ai servizi sanitari della Regione Lazio limitrofo alla Basilica di San Paolo in violazione della disciplina di tutela storica, ambientale e paesaggistica.
PREMESSO CHE
- dal alcuni mesi, in località Roma, altezza di Viale Ferdinando Baldelli, sono in corso lavori consistenti nella edificazione di un immobile dalle proporzioni apparentemente di sei piani di altezza per alcuni centinaia di metri di lunghezza. A tale immobile se ne aggiunge un altro che si erge nella stessa area costeggiando viale di San Paolo sino ad arrivare nei pressi della Basilica di San Paolo fuori le mura;
- i lavori svolti nell’area interessata, di proprietà presumibilmente della Chiesa cattolica, sono tutt’ora in corso e vedono la presenza di due gru ben visibili;
- all’esterno del cantiere non vi è la presenza di alcuna cartellonistica esplicativa a parte quella relativa alla società Italiana Costruzioni che sta lavorando al cantiere;
- l’area interessata deve ritenersi particolarmente protetta per la presenza nelle adiacenze della Basilica di San Paolo fuori le mura la quale, insieme al territorio circostante, è un sito ricompreso dall’Unesco all’interno della lista dei patrimoni dell’umanità;
- l'area su cui si sta edificando è di grande interesse storico e culturale. In epoca romana era infatti occupata da un vasto cimitero subdiale, in uso costante dal I secolo a.C. al III secolo d.C. ma sporadicamente riutilizzato, soprattutto per la costruzione di mausolei, fino alla tarda antichità. Era un cimitero esteso e comprendeva diverse tipologie di tombe, dai colombari di famiglia a piccole cappelle funerarie spesso affrescate e decorate con stucchi. La quasi totalità di quest’area sepolcrale è ancora sepolta (per la gran parte sotto il livello del vicino Tevere), ed è stimata estendersi sotto tutta l'area della basilica e della zona circostante. Una minima ma significativa parte di essa è visibile lungo la Via Ostiense, appena fuori del transetto nord della basilica;
- le nuove costruzioni modificheranno in maniera consistente il paesaggio della zona, impedendo la visuale della Basilica e, per converso, saranno ben visibili dalla Basilica stessa. Inoltre, la destinazione attualmente ignota degli immobili in costruzione impatterà in maniera rilevante sui carichi urbanistici della zona;
CONSIDERATO CHE
- l’edificio in costruzione appare contrastare in maniera abnorme con i vincoli storici, ambientali e paesaggistici previsti dalle normative nazionali nonché con le disposizioni a tutela dei beni culturali e con le stesse previsioni del PRG;
- la struttura in costruzione, sembra essere, organicamente connessa all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù;
- che in caso di apertura di una nuova struttura sanitaria è necessaria la preventiva autorizzazione della ASL di competenza;
- che nella disciplina delle autorizzazioni sanitarie spetta alle regioni la disciplina dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi per l’esercizio da parte delle strutture pubbliche e private nel rispetto dei requisiti minimi nazionali fissati dal Dpr del 14 gennaio del 1997;
- che è la ASL di competenza che, ricevuta la richiesta e valutata la necessità di apertura di nuovo strutture ospedaliere e/o poliambulatori a la sussistenza degli standards necessari all’accreditamento a presentare la domanda presso l’Assessorato alla Sanità della Regione motivando le esigenze straordinarie che giustificherebbero l’apertura;
- che ogni riarticolazione dell’offerta dei servizi sanitari si deve confrontare con il piano di rientro dal disavanzo dovuto alla spesa sanitaria della regione Lazio;
- che la Presidente della Regione Lazio è interessata dalla materia sia come Commissario di Governo per il rientro del deficit della Spesa Sanitaria sia come Assessorato alla Sanità.
CONSIDERATO ALTRESÌ CHE
- il terreno su cui insiste il cantiere non è definibile come extraterritoriale, ricadendo pienamente nel territorio italiano, ai sensi dell'articolo 15 del Trattato lateranense, il quale dispone che “Gli immobili indicati nell’art. 13 (tra cui la Basilica di San Paolo) e negli alinea primo e secondo dell’art. 14, nonché ipalazzi […] e gli altri edifici nei quali la Santa Sede in avvenire crederà di sistemare altri suoi Dicasteri, benché facenti parte del territorio dello Stato italiano, godranno delle immunità riconosciute dal diritto internazionale alle sedi degli agenti diplomatici di Stati esteri”.
- la Basilica di San Paolo ricade pienamente nel territorio italiano e ad essa viene riconosciuto esclusivamente il godimento delle immunità riconosciute dal diritto internazionale alle sedi degli agenti diplomatici di Stati esteri. Tra di esse, non v’è certo la libertà di edificare, essendo notorio nel diritto internazionale che le sedi diplomatiche debbano comunque sottostare alle disposizioni nazionali in materia di sicurezza, edilizia e sanità;
- che l’articolo 15 del Trattato, infatti opera, un rinvio alle norme, tanto pattizie che consuetudinarie, che regolano il diritto diplomatico, estendendone l'ambito di applicazione oggettivo. In particolare, viene qui in rilievo la Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche, convenzione di cui sono parte tanto l'Italia che la Santa Sede e che è generalmente ritenuta costituire una puntuale codificazione del diritto internazionale generale in materia;
La Convenzione è chiara nel porre a carico della missione diplomatica e dei suoi membri l'obbligo generale di rispettare le leggi ed i regolamenti dello Stato ospite (art. 41, 1) salvo le eccezioni espressamente previste, tra le quali non rientra la deroga alla legislazione urbanistica ed edilizia;
- che tale regola generale conforma anche i rapporti tra Stato italiano e Santa Sede. Non solo infatti la lettera dello stesso trattato del Laterano, nel momento in cui riconosce uno status particolare ad alcuni immobili, ne riconosce l'appartenenza al territorio italiano e dunque la sottoposizione alla legge italiana; ma tale applicabilità trova anche conferma in una prassi costante, nonostante i tentativi esperiti dalla Santa Sede di recuperare in più occasioni la nozione superata di extraterritorialità; si vedano da ultimo i processi relativi alle responsabilità per l'inquinamento elettromagnetico prodotto dagli impianti di Radio Vaticana (anch'essi soggetti in base ad un ulteriore accordo bilaterale al regime previsto dal Trattato del Laterano) in cui l'eccezioni volte ad escludere l'applicazione della normativa italiana in materia o la giurisdizione italiana sono state ad oggi integralmente rigettate, tanto dalle corti di merito che dalla corte di Cassazione.
- che ai sensi del diritto internazionale non esiste nessuna deroga alla legislazione edilizia, è bene sottolineare come anche quanto previsto dall’articolo 16 del Trattato, non esimerebbe dal rispetto delle norme urbanistiche ed a tutela del paesaggio e dell’ambiente.
Ed invero l’articolo 16 dispone che “Gli immobili indicati nei tre articoli precedenti, nonché […], non saranno mai assoggettati a vincoli o ad espropriazioni per causa di pubblica utilità, se non previo accordo con la Santa Sede, e saranno esenti da tributi sia ordinari che straordinari tanto verso lo Stato quanto verso qualsiasi altro ente. È in facoltà della Santa Sede di dare a tutti i suddetti immobili, indicati nel presente articolo e nei tre articoli precedenti, l’assetto che creda, senza bisogno di autorizzazioni o consensi da parte di autorità governative, provinciali o comunali italiane, le quali possono all’uopo fare sicuro assegnamento sulle nobili tradizioni artistiche che vanta la Chiesa Cattolica”.
- che le facoltà riconosciute dal Trattato, dunque, non fanno riferimento alla libertà di edificare, ma esclusivamente all’assetto (a cubature invariate) degli immobili già esistenti e non certo a nuove costruzioni, rimanendo in ogni caso in vigore le norme urbanistiche ed a tutela del paesaggio dell’ordinamento italiano. La previsione dell’articolo 16 del Trattato lateranense ricomprende dunque gli interventi in manutenzione ordinaria e straordinaria sugli edifici elencati espressamente nel Trattato ma non anche l'edificazione di nuovi volumi.
I sottoscritti consiglieri regionali
INTERROGANO
il Presidente della Giunta regionale del Lazio per sapere
- se le informazioni riportate corrispondano al vero e se la Regione è stata informata, anche in via informale, delle edificazione in corso e della attività che vi saranno ospitate;
- se l’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio ha in corso od in itinere rapporti con la costruenda struttura di cui ai considerata;
- se il manufatto in corso di realizzazione rispetti la normativa comunale, regionale e nazionale in tema di rispetto delle norme urbanistiche e con i vincoli storici, ambientali e paesaggistici previsti dalle normative vigenti;
- e se non intenda farsi soggetto promotore verso le altre amministrazioni dello Stato perché venga chiarita ed assicurata la legalità dei vari iter autorizzativi posti in essere;
- se non intenda, in caso dovessero di violazione della normativa di settore, agire, per quanto di Sua competenza, sul piano amministrativo in autotutela;
- se non intenda, nel caso dalla vicenda descritta dovessero scaturire iniziative della magistratura inquirente volte all’accertamento di reati, costituire la Regione Lazio parte civile stante la manifesta gravità della violazione.
Giuseppe Rossodivita
Rocco Berardo
Piano casa Regione Lazio: quello in via di definizione è un vero e proprio regalo ai palazzinari. Se confermato dalla giunta i radicali si faranno promotori di una dura campagna di opposizione e ostruzionismo
Dichiarazione del Consigiliere Regionale della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita:
“La legge regionale relativa al piano casa della Giunta Polverini, abbozzata dagli Assessori l’Urbanistica Luciano Ciocchetti con l’assessore alla Casa Teodoro Buontempo, in via di definizione, è un vero e proprio atto di legalizzazione delle colate di cemento realizzate fino ad oggi senza alcun rispetto per l’ambiente. Si fa così un regalo alla peggior specie di palazzinari che hanno fatto del territorio laziale terreno di conquista e di ‘far west’ grazie alla complicità del sistema partitocratico locale e regionale. Con questa proposta di legge, secondo alcune anticipazioni di stampa, si aggireranno le leggi urbanistiche e ambientali legalizzando così, anche nelle aree protette dei parchi regionali, gli abusi relativi agli allargamenti di ville e abitazioni. Con questa legge i Comuni non avrebbero più competenze riguardo i piani regolatori comunali in quanto le deroghe ‘legalizzate’ si estenderebbero fino a stravolgerli del tutto. Se quanto anticipato sarà confermato dalla Giunta Polverini preannunciamo da subito un forte e durissimo ostruzionismo contro questo provvedimento che mette in mano alle lobby del cemento la Regione Lazio. Preannunciamo anche che cercheremo di verificare se, quanto e con quali forme i costruttori del Lazio hanno contribuito alla campagna elettorale della Presidente Polverini e di altri esponenti del centro-destra”.
“La legge regionale relativa al piano casa della Giunta Polverini, abbozzata dagli Assessori l’Urbanistica Luciano Ciocchetti con l’assessore alla Casa Teodoro Buontempo, in via di definizione, è un vero e proprio atto di legalizzazione delle colate di cemento realizzate fino ad oggi senza alcun rispetto per l’ambiente. Si fa così un regalo alla peggior specie di palazzinari che hanno fatto del territorio laziale terreno di conquista e di ‘far west’ grazie alla complicità del sistema partitocratico locale e regionale. Con questa proposta di legge, secondo alcune anticipazioni di stampa, si aggireranno le leggi urbanistiche e ambientali legalizzando così, anche nelle aree protette dei parchi regionali, gli abusi relativi agli allargamenti di ville e abitazioni. Con questa legge i Comuni non avrebbero più competenze riguardo i piani regolatori comunali in quanto le deroghe ‘legalizzate’ si estenderebbero fino a stravolgerli del tutto. Se quanto anticipato sarà confermato dalla Giunta Polverini preannunciamo da subito un forte e durissimo ostruzionismo contro questo provvedimento che mette in mano alle lobby del cemento la Regione Lazio. Preannunciamo anche che cercheremo di verificare se, quanto e con quali forme i costruttori del Lazio hanno contribuito alla campagna elettorale della Presidente Polverini e di altri esponenti del centro-destra”.
Lazio. Piano Sanitario della Polverini elimina non solo i posti letto, ma anche i pronto soccorso mettendo a repentaglio il diritto alla salute di centinaia di migliaia di persone
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita, Capogruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Lista Bonino- Pannella, Federalisti Europei
La Governatrice Polverini, che ha preferito dare il piano di riordino della Sanità prima ai giornalisti che al Consiglio Regionale, continua a fare propaganda ed a privilegiare quelle parole d’ordine che possono fuorviare gli ignari cittadini. Con il piano di riordino della sanità, difatti, non verranno eliminati solo i posti letto, ma anche molti pronto soccorso. In questi giorni la Polverini ha detto, anche attraverso il sub commissario alla Sanità Morlacco, che la salute dei cittadini delle province verrà salvaguardata attraverso il mantenimento di punti di primo soccorso. Il fatto è che questi punti di “primo soccorso”, o in termini tecnicamente più corretti “punti di primo intervento” non hanno nulla a che vedere con i punti di “pronto soccorso” . In questi punti di primo intervento, difatti, i sanitari potranno fare ben poco per le urgenze se non chiamare il 118. Non è un caso che molti medici li ritengano persino dannosi per la salute dei cittadini che recandosi presso i punti di primo intervento anziché chiamare direttamente il 118, spesso finiscono per perdere minuti preziosi e determinanti per salvare delle vite umane.
Con questi tagli alla sanità pubblica, concentrati nelle province e nella provincia di Roma – mentre a Roma alla sanità privata per lo più legata ad ambienti cattolici gli utili continueranno ad essere garantiti dai quattrini pubblici – la Polverini mina seriamente quel minimo di diritto alla salute garantito dall’art. 32 della Costituzione. Per una moltitudine di persone residenti nelle province e nella provincia di Roma - basti pensare alla chiusura dell’ospedale e del Pronto Soccorso di Monterotondo – il rimanere in vita o il morire in caso di gravi incidenti, sarà, di fatto, rimesso alla buona o alla cattiva sorte.
Questo accade nel 2010 nella Regione Lazio governata da chi aveva spergiurato in campagna elettorale che non avrebbe tagliato neppure un posto letto. Per questo studieremo tutte le possibili azioni legali per impugnare davanti al TAR questo piano totalmente privo di logica.
La Governatrice Polverini, che ha preferito dare il piano di riordino della Sanità prima ai giornalisti che al Consiglio Regionale, continua a fare propaganda ed a privilegiare quelle parole d’ordine che possono fuorviare gli ignari cittadini. Con il piano di riordino della sanità, difatti, non verranno eliminati solo i posti letto, ma anche molti pronto soccorso. In questi giorni la Polverini ha detto, anche attraverso il sub commissario alla Sanità Morlacco, che la salute dei cittadini delle province verrà salvaguardata attraverso il mantenimento di punti di primo soccorso. Il fatto è che questi punti di “primo soccorso”, o in termini tecnicamente più corretti “punti di primo intervento” non hanno nulla a che vedere con i punti di “pronto soccorso” . In questi punti di primo intervento, difatti, i sanitari potranno fare ben poco per le urgenze se non chiamare il 118. Non è un caso che molti medici li ritengano persino dannosi per la salute dei cittadini che recandosi presso i punti di primo intervento anziché chiamare direttamente il 118, spesso finiscono per perdere minuti preziosi e determinanti per salvare delle vite umane.
Con questi tagli alla sanità pubblica, concentrati nelle province e nella provincia di Roma – mentre a Roma alla sanità privata per lo più legata ad ambienti cattolici gli utili continueranno ad essere garantiti dai quattrini pubblici – la Polverini mina seriamente quel minimo di diritto alla salute garantito dall’art. 32 della Costituzione. Per una moltitudine di persone residenti nelle province e nella provincia di Roma - basti pensare alla chiusura dell’ospedale e del Pronto Soccorso di Monterotondo – il rimanere in vita o il morire in caso di gravi incidenti, sarà, di fatto, rimesso alla buona o alla cattiva sorte.
Questo accade nel 2010 nella Regione Lazio governata da chi aveva spergiurato in campagna elettorale che non avrebbe tagliato neppure un posto letto. Per questo studieremo tutte le possibili azioni legali per impugnare davanti al TAR questo piano totalmente privo di logica.
Regione Lazio, piano sanità. Consiglieri radicali: il piano di rientro della Polverini lascia irrisolti tutti i problemi
Dichiarazione dei Consigliere radicale Giuseppe Rossodivita.
Il piano di rientro presentato oggi dalla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini non risolve carenze strutturali in ambito sanitario che la nostra Regione si porta dietro da anni.
Anzitutto lo squilibrio tra l’offerta ospedaliera e quella di altri servizi sanitari quali, day hospital, ambulatori e presidi di primo soccorso, assistenza domiciliare e residenze sanitarie assistite.
Si aggrava la concentrazione dell’offerta nella città di Roma, lasciando sguarnite molte aree della Regione soprattutto in termini di efficacia e adeguatezza dell’assistenza sanitaria.
Nulla è previsto inoltre, per la rinegoziazione e partecipazione dei Policlinici universitari al sistema sanitario regionale. Le esigenze didattiche e di ricerca delle Università non possono essere scaricate a piè di lista, sulla Regione che non ha alcuna competenza sul numero e sulla scelta del personale universitario.
Il piano di rientro presentato dalla Polverini, si basa su una logica di tagli lineari, quando invece si doveva intervenire sulla programmazione della spesa ospedaliera, così da adeguare l’offerta agli effettivi bisogni dei cittadini.
E se la chiusura dei piccoli ospedali è fondata su criteri di risparmio e di razionalizzazione dell’offerta sanitaria, ciò doveva valere anche per la miriade di piccole cliniche private, proliferate grazie ad un sistema di accreditamenti spesso opaco e funzionale agli interessi delle lobby e non più finanziariamente sostenibile. Anche gli accreditamenti devono rigorosamente coincidere con l’effettiva domanda del territorio.
Questo piano quindi ,lascia irrisolti i nodi cruciali della sanità laziale, non incide sulla qualità della spesa sanitaria oggi tarata sulla copertura dei costi delle strutture esistenti anziché commisurata ai reali bisogni di salute dei cittadini che vanno invece, riportati al centro delle scelte e della programmazione sanitaria.
Il piano di rientro presentato oggi dalla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini non risolve carenze strutturali in ambito sanitario che la nostra Regione si porta dietro da anni.
Anzitutto lo squilibrio tra l’offerta ospedaliera e quella di altri servizi sanitari quali, day hospital, ambulatori e presidi di primo soccorso, assistenza domiciliare e residenze sanitarie assistite.
Si aggrava la concentrazione dell’offerta nella città di Roma, lasciando sguarnite molte aree della Regione soprattutto in termini di efficacia e adeguatezza dell’assistenza sanitaria.
Nulla è previsto inoltre, per la rinegoziazione e partecipazione dei Policlinici universitari al sistema sanitario regionale. Le esigenze didattiche e di ricerca delle Università non possono essere scaricate a piè di lista, sulla Regione che non ha alcuna competenza sul numero e sulla scelta del personale universitario.
Il piano di rientro presentato dalla Polverini, si basa su una logica di tagli lineari, quando invece si doveva intervenire sulla programmazione della spesa ospedaliera, così da adeguare l’offerta agli effettivi bisogni dei cittadini.
E se la chiusura dei piccoli ospedali è fondata su criteri di risparmio e di razionalizzazione dell’offerta sanitaria, ciò doveva valere anche per la miriade di piccole cliniche private, proliferate grazie ad un sistema di accreditamenti spesso opaco e funzionale agli interessi delle lobby e non più finanziariamente sostenibile. Anche gli accreditamenti devono rigorosamente coincidere con l’effettiva domanda del territorio.
Questo piano quindi ,lascia irrisolti i nodi cruciali della sanità laziale, non incide sulla qualità della spesa sanitaria oggi tarata sulla copertura dei costi delle strutture esistenti anziché commisurata ai reali bisogni di salute dei cittadini che vanno invece, riportati al centro delle scelte e della programmazione sanitaria.
Omniroma: SANITÀ,ROSSODIVITA - (RADICALI):"POLVERINI DISPREZZA CONSIGLIO"
(OMNIROMA) Roma, 01 ott - "Per l'ennesima volta dobbiamo
prendere atto che le funzioni del Consiglio e quindi degli
eletti non vengono prese in considerazione o for...se sarebbe
meglio dire 'non contano nulla'. Infatti è scandaloso che un
provvedimento così importante come quello del piano di riordino
della rete ospedaliera, venga presentato alla stampa senza che
prima sia stato ufficialmente inviato ai consiglieri regionali.
Strana idea del concetto di democrazia!". Lo affermano in una
nota congiunta i consiglieri radicali Giuseppe Rossodivita e
Rocco Berardo.
"Inoltre, entrando nel merito di quello che leggiamo dai
giornali - proseguono - il piano prevede tagli lineari che
colpiscono soprattutto la sanità pubblica, mentre i privati e
accreditati Opus Dei in testa -campus biomedico- vedono
aumentati i posti letto e c'è finanche l'apertura del pronto
soccorso".
prendere atto che le funzioni del Consiglio e quindi degli
eletti non vengono prese in considerazione o for...se sarebbe
meglio dire 'non contano nulla'. Infatti è scandaloso che un
provvedimento così importante come quello del piano di riordino
della rete ospedaliera, venga presentato alla stampa senza che
prima sia stato ufficialmente inviato ai consiglieri regionali.
Strana idea del concetto di democrazia!". Lo affermano in una
nota congiunta i consiglieri radicali Giuseppe Rossodivita e
Rocco Berardo.
"Inoltre, entrando nel merito di quello che leggiamo dai
giornali - proseguono - il piano prevede tagli lineari che
colpiscono soprattutto la sanità pubblica, mentre i privati e
accreditati Opus Dei in testa -campus biomedico- vedono
aumentati i posti letto e c'è finanche l'apertura del pronto
soccorso".
giovedì 30 settembre 2010
Teatro del lido, dichiarazione del consigliere Giuseppe Rossodivita.
Dichiarazione del consigliere regionale della Lista Bonino Pannella, Giuseppe Rossodivita in merito all’azione nonviolenta da parte di alcuni manifestanti del Comitato per la riapertura del Teatro del Lido:
“E’ necessario che l’amministrazione capitolina intervenga immediatamente per non far chiudere il Teatro del Lido, dando anche ascolto alle richieste dei rappresentanti del Comitato cittadino. Ogni forzatura della situazione Ormai è chiaramente addebitabile all’insipienza dell’amministrazione capitolina”
“E’ necessario che l’amministrazione capitolina intervenga immediatamente per non far chiudere il Teatro del Lido, dando anche ascolto alle richieste dei rappresentanti del Comitato cittadino. Ogni forzatura della situazione Ormai è chiaramente addebitabile all’insipienza dell’amministrazione capitolina”
Tutti i capigruppo del consiglio regionale del Lazio mobilitati per la vicenda umana di Navtej Sing.
Su iniziativa del Capogruppo della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei, Giuseppe Rossodivita, tutti i Capigruppo del Consiglio Regionale del Lazio hanno oggi firmato il testo di una Lettera Aperta alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e del Consiglio Regionale, Mario Abbruzzese, affinché intervengano per aiutare Navtej Singh Sidhu, l’uomo indiano che nel febbraio 2009 fu malmenato e bruciato con la benzina da un gruppo di teppisti e che ha rischiato di rimanere abbandonato a se stesso.
Il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, On. Mario Abbruzzese si è subito adoperato affinché venga garantita all’uomo tutta l’assistenza sanitaria di cui ha bisogno e ha avuto rassicurazioni in tal senso dalla clinica dove in questo momento il cittadino è ricoverato.E’ scongiurato quindi il rischio che Navtej Singh Sidhu venga abbandonato a se stesso.
Qui di seguito il testo integrale della Lettera Aperta, sottoscritta dai capigruppo alla Pisana, che ricostruisce la vicenda umana di Navtej Singh Sidhu.
Navtej Singh Sidhu viene dal Punjab, ha 35 anni. Il 1 febbraio del 2009 è stato picchiato e bruciato con la benzina da 3 giovani all’interno della stazione di Nettuno vicino Roma. Riuscì a spegnere le fiamme rotolandosi a terra, ma persa conoscenza, solo dopo diverse ore venne notato da un passante. Era solo al mondo, era solo in Italia ed era solo alla stazione quella notte. Molti pensavano che sarebbe morto invece all'Ospedale Sant’Eugenio di Roma fecero un miracolo e lo salvarono.
Ha riportato ustioni di terzo grado sulle gambe fino al bacino e ustioni sul collo. Ma il suo vero calvario è iniziato dopo. I medici gli dissero che la riabilitazione sarebbe stata lunga e che ero vivo per miracolo. Nei giorni seguenti molte persone importanti, politici locali e nazionali, andarono a trovarlo. Tutti manifestarono solidarietà e alcuni dichiararono pubblicamente che l'avrebbero aiutato a trovare un posto dove stare e un lavoro. Navtej intanto ha continuato il suo percorso riabilitativo con fiducia e speranza verso queste persone.
Contemporaneamente un indiano con cittadinanza italiana - Balraj Singh si è accostato a lui dicendogli che lo avrebbe aiutato in tutto e così fece all’inizio. Pensava agli aspetti burocratici e gli fece aprire un conto corrente postale. Navtej si fidava ciecamente di lui: era a letto con le gambe tutte bruciate, senza muscoli. Purtroppo dopo pochi mesi, quando riprese meglio conoscenza, si accorse che Balraj gli aveva fatto firmare un documento con il quale delegava lui anche a prelevare denaro da suo conto.
Ricevette 10.000 euro da Comune di Roma, ma lui, l’indiano con cittadinanza italiana - Balraj Singh, prelevò tutto lasciandolo con 300 euro. È stato letteralmente truffato.
Oggi, a quasi due anni dalla notte di fuoco di Nettuno Navtej riesce a mala pena a camminare; le sue gambe sono quasi totalmente prive di muscoli e non può indossare scarpe: i talloni riportano ancora due ferite di terzo grado (con un'infezione in corso) e avrò bisogno ancora per molto tempo di fisioterapia e cure rilevanti e di un ulteriore intervento chirurgico.
Ma la clinica dove si trova ora, Villa dei Pini di Anzio, vicino Roma, il 29 settembre intende dimetterlo. Lui non può camminare e non ha una casa e non ha il denaro per pagarsi le spese mediche che diventeranno a suo carico
Ora vuole denunciare i fatti che gli sono accaduti e chiedere un fattivo sostegno dalle istituzioni che mentre era in fin di vita dichiararono di volerlo aiutare.
Non riavrà mai più la forza che aveva prima, non farà più il muratore, non farà l’agricoltore, ma vuole vivere con dignità: rivuole la dignità che gli è stata bruciata 2 anni fa da 3 delinquenti e quella che gli è stata calpestata.
Vi chiediamo di intervenire affinché a questa persona non sia negato l’aiuto e il sostegno necessari per tentare di rimettersi in vita in modo autonomo e gli vengano garantite tutte le cure necessarie.
Il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, On. Mario Abbruzzese si è subito adoperato affinché venga garantita all’uomo tutta l’assistenza sanitaria di cui ha bisogno e ha avuto rassicurazioni in tal senso dalla clinica dove in questo momento il cittadino è ricoverato.E’ scongiurato quindi il rischio che Navtej Singh Sidhu venga abbandonato a se stesso.
Qui di seguito il testo integrale della Lettera Aperta, sottoscritta dai capigruppo alla Pisana, che ricostruisce la vicenda umana di Navtej Singh Sidhu.
Navtej Singh Sidhu viene dal Punjab, ha 35 anni. Il 1 febbraio del 2009 è stato picchiato e bruciato con la benzina da 3 giovani all’interno della stazione di Nettuno vicino Roma. Riuscì a spegnere le fiamme rotolandosi a terra, ma persa conoscenza, solo dopo diverse ore venne notato da un passante. Era solo al mondo, era solo in Italia ed era solo alla stazione quella notte. Molti pensavano che sarebbe morto invece all'Ospedale Sant’Eugenio di Roma fecero un miracolo e lo salvarono.
Ha riportato ustioni di terzo grado sulle gambe fino al bacino e ustioni sul collo. Ma il suo vero calvario è iniziato dopo. I medici gli dissero che la riabilitazione sarebbe stata lunga e che ero vivo per miracolo. Nei giorni seguenti molte persone importanti, politici locali e nazionali, andarono a trovarlo. Tutti manifestarono solidarietà e alcuni dichiararono pubblicamente che l'avrebbero aiutato a trovare un posto dove stare e un lavoro. Navtej intanto ha continuato il suo percorso riabilitativo con fiducia e speranza verso queste persone.
Contemporaneamente un indiano con cittadinanza italiana - Balraj Singh si è accostato a lui dicendogli che lo avrebbe aiutato in tutto e così fece all’inizio. Pensava agli aspetti burocratici e gli fece aprire un conto corrente postale. Navtej si fidava ciecamente di lui: era a letto con le gambe tutte bruciate, senza muscoli. Purtroppo dopo pochi mesi, quando riprese meglio conoscenza, si accorse che Balraj gli aveva fatto firmare un documento con il quale delegava lui anche a prelevare denaro da suo conto.
Ricevette 10.000 euro da Comune di Roma, ma lui, l’indiano con cittadinanza italiana - Balraj Singh, prelevò tutto lasciandolo con 300 euro. È stato letteralmente truffato.
Oggi, a quasi due anni dalla notte di fuoco di Nettuno Navtej riesce a mala pena a camminare; le sue gambe sono quasi totalmente prive di muscoli e non può indossare scarpe: i talloni riportano ancora due ferite di terzo grado (con un'infezione in corso) e avrò bisogno ancora per molto tempo di fisioterapia e cure rilevanti e di un ulteriore intervento chirurgico.
Ma la clinica dove si trova ora, Villa dei Pini di Anzio, vicino Roma, il 29 settembre intende dimetterlo. Lui non può camminare e non ha una casa e non ha il denaro per pagarsi le spese mediche che diventeranno a suo carico
Ora vuole denunciare i fatti che gli sono accaduti e chiedere un fattivo sostegno dalle istituzioni che mentre era in fin di vita dichiararono di volerlo aiutare.
Non riavrà mai più la forza che aveva prima, non farà più il muratore, non farà l’agricoltore, ma vuole vivere con dignità: rivuole la dignità che gli è stata bruciata 2 anni fa da 3 delinquenti e quella che gli è stata calpestata.
Vi chiediamo di intervenire affinché a questa persona non sia negato l’aiuto e il sostegno necessari per tentare di rimettersi in vita in modo autonomo e gli vengano garantite tutte le cure necessarie.
TEATRO LIDO, ROSSODIVITA: SGOMBERO INCOMPRENSIBILE.
(OMNIROMA) Roma, 28 set - "E' del tutto incomprensibile la volontà dell'amministrazione comunale di sgomberare con la forza il Teatro del Lido di Ostia, uno dei pochi luoghi di socialità e cultura per i cittadini del XIII Municipio. La riapertura delTeatro da p...arte del comitato cittadino, e la considerevole affluenza di cittadini in questi mesi, ha impedito che la struttura continuasse a versare nel totale stato di abbandono e degrado in cui era stata lasciata. Auspichiamo che il Comune di Roma risolva la situazione a partire dal Protocollo d'intesa tra Regione Lazio, Comune e Provincia di Roma che prevede l'affidamento triennale dei Teatri di cintura al Teatro di Roma. Occorre fare il meglio e non il peggio per i cittadini romani garantendo la continuità dell'attività del Teatro". Così, in una nota, il consigliere regionale della lista Bonino Pannella,Giuseppe Rossodivita.
martedì 28 settembre 2010
Gravissime affermazioni di Bossi: raccolta firme a Roma per querelare Bossi. Appello ai romani offesi e denigrati
Dichiarazione del Consigliere Regionale, avvocato Giuseppe Rossodivita, Presidente del Gruppo Lista Bonino Pannella, Federalisti europei alla Regione Lazio:
“Sulle offese del Ministro Bossi ai romani, chiederemo alla Presidente Polverini e al Sindaco Alemanno di difendere la reputazione dei romani, querelando il Ministro Bossi. Poiché siamo certi che né la Polverini né Alemanno difenderanno la reputazione dei romani, preannunciamo sin d’ora che daremo vita ad una raccolta di sottoscrizioni di tutti i romani che vorranno querelare Bossi per diffamazione. Chiunque, romano, fosse interessato, potrà far pervenire i propri dati e le proprie generalità necessarie per predisporre la querela, all’indirizzo iniziative.radicali@regione.lazio.it I cittadini verranno poi contattati per la sottoscrizione dell’atto. Sfidiamo Bossi a non trincerarsi dietro l’immunità di cui gode quale autorevole esponente della “casta”.
“Sulle offese del Ministro Bossi ai romani, chiederemo alla Presidente Polverini e al Sindaco Alemanno di difendere la reputazione dei romani, querelando il Ministro Bossi. Poiché siamo certi che né la Polverini né Alemanno difenderanno la reputazione dei romani, preannunciamo sin d’ora che daremo vita ad una raccolta di sottoscrizioni di tutti i romani che vorranno querelare Bossi per diffamazione. Chiunque, romano, fosse interessato, potrà far pervenire i propri dati e le proprie generalità necessarie per predisporre la querela, all’indirizzo iniziative.radicali@regione.lazio.it I cittadini verranno poi contattati per la sottoscrizione dell’atto. Sfidiamo Bossi a non trincerarsi dietro l’immunità di cui gode quale autorevole esponente della “casta”.
Affidamento incarichi dirigenziali nelle Direzioni Regionali, depositata interrogazione del consigliere Rossodivita.
I consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta alla presidente della Regione Lazio Polverini in merito alle procedure di affidamento delle strutture verticali vacanti, in corso e già adottate, perché sia reso immediatamente pubblico l’assetto organizzativo delle posizioni dirigenziali vacanti, dei titoli e requisiti di professionalità necessari per coprirle e siano esplicitati i criteri di scelta adottati. Si chiede, inoltre, all’attuale amministrazione se è intenzione della stessa di acquisire un’effettiva disponibilità dei dirigenti interni, nonché la valutazione obiettiva degli stessi; di sospendere nel frattempo le procedure in corso e l’efficacia di quelle già adottate come precedentemente chiesto dalle sigle sindacali CIDA e DIRER, che hanno riscontrato irregolarità e mancanza di trasparenza. Non vorremmo che quanto denunciato dalle sigle sindacali preluda alla mortificazione delle professionalità già presenti all’interno dell’amministrazione, escludendo il merito quale criterio di valutazione nella scelta dei direttori delle Direzioni Regionali.
A Presidente del Consiglio Regionale
Mario Abbruzzese
INTERROGAZIONE URGENTE
A RISPOSTA SCRITTA
Oggetto: affidamento incarichi di Direttore delle Direzioni Regionali
PREMESSO CHE:
•con nota prot. 150/SP del 21 giugno 2010 e nota prot. 219/SP del 22 luglio 2010 della Presidente della Regione, ai sensi della lettera C punto 12 dell’allegato H al Regolamento di Organizzazione n°1/2002, si individuavano le caratteristiche di professionalità ritenute necessarie per affidamento delle direzioni a) Attività produttive, b) Attività della Presidenza; c) Bilancio, ragioneria, finanza e tributi; d) Arte, spettacolo, sport e giovani;
•con nota prot. 53317 del 22 giugno 2010 e nota prot. 68374 del 23 luglio 2010 della Direzione Regionale Organizzazione e Personale, il responsabile del ruolo trasmetteva i curricula dei dirigenti iscritti al ruolo della Giunta Regionale che presentavano tutti i requisiti di professionalità indicati,
CONSIDERATO CHE:
•il 4 agosto 2010 le sigle sindacali CIDA e DIRER firmavano una richiesta di sospensione delle procedure di affidamento di detti incarichi a seguito di rilevate irregolarità, nonché l’attivazione di procedure trasparenti, analiticamente previste dal Decreto Legislativo n. 165/2001 e ss.mm.ii..
INTERROGANO
La Presidente della Giunta della Regione Lazio, On. Renata Polverini, per sapere:
•se è intenzione dell’attuale amministrazione di rendere immediatamente pubblica la documentazione istruttoria completa relativa alle procedure di affidamento delle strutture verticali vacanti, in corso e già adottate;se è intenzione dell’attuale amministrazione di rendere immediatamente pubblico l’assetto organizzativo delle posizioni dirigenziali vacanti, dei titoli e requisiti di professionalità necessari per coprirle e la esplicitazione dei criteri di scelta adottati
•se è intenzione dell’attuale amministrazione di acquisire un’effettiva disponibilità dei dirigenti interni e la valutazione obiettiva degli stessi;
•se è intenzione dell’attuale amministrazione di sospendere nel frattempo le procedure in corso e l’efficacia di quelle già adottate.
A Presidente del Consiglio Regionale
Mario Abbruzzese
INTERROGAZIONE URGENTE
A RISPOSTA SCRITTA
Oggetto: affidamento incarichi di Direttore delle Direzioni Regionali
PREMESSO CHE:
•con nota prot. 150/SP del 21 giugno 2010 e nota prot. 219/SP del 22 luglio 2010 della Presidente della Regione, ai sensi della lettera C punto 12 dell’allegato H al Regolamento di Organizzazione n°1/2002, si individuavano le caratteristiche di professionalità ritenute necessarie per affidamento delle direzioni a) Attività produttive, b) Attività della Presidenza; c) Bilancio, ragioneria, finanza e tributi; d) Arte, spettacolo, sport e giovani;
•con nota prot. 53317 del 22 giugno 2010 e nota prot. 68374 del 23 luglio 2010 della Direzione Regionale Organizzazione e Personale, il responsabile del ruolo trasmetteva i curricula dei dirigenti iscritti al ruolo della Giunta Regionale che presentavano tutti i requisiti di professionalità indicati,
CONSIDERATO CHE:
•il 4 agosto 2010 le sigle sindacali CIDA e DIRER firmavano una richiesta di sospensione delle procedure di affidamento di detti incarichi a seguito di rilevate irregolarità, nonché l’attivazione di procedure trasparenti, analiticamente previste dal Decreto Legislativo n. 165/2001 e ss.mm.ii..
INTERROGANO
La Presidente della Giunta della Regione Lazio, On. Renata Polverini, per sapere:
•se è intenzione dell’attuale amministrazione di rendere immediatamente pubblica la documentazione istruttoria completa relativa alle procedure di affidamento delle strutture verticali vacanti, in corso e già adottate;se è intenzione dell’attuale amministrazione di rendere immediatamente pubblico l’assetto organizzativo delle posizioni dirigenziali vacanti, dei titoli e requisiti di professionalità necessari per coprirle e la esplicitazione dei criteri di scelta adottati
•se è intenzione dell’attuale amministrazione di acquisire un’effettiva disponibilità dei dirigenti interni e la valutazione obiettiva degli stessi;
•se è intenzione dell’attuale amministrazione di sospendere nel frattempo le procedure in corso e l’efficacia di quelle già adottate.
Polo della logistica di Passo Corese, presentata interrogazione del Consigliere Radicale Rossodivita.
Cosa ci fa un Polo della Logistica in un’area di pregio archeologico e paesaggistico? Lo chiedono i Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo che hanno presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta alla Presidente della Regione Lazio Polverini in merito alla realizzazione del Polo della Logistica a Passo Corese nel comune di Fara in Sabina in provincia di Rieti.
Il Consorzio Industriale della Provincia di Rieti ha promosso la realizzazione di un Polo della Logistica, che prevede la costruzione di capannoni industriali per un volume di circa 6 milioni di metri cubi su un’area di circa 200 ettari. L’area individuata per la realizzazione del Polo insiste su una zona archeologica che il recente Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio destina a Parco Archeologico e Culturale “Cures Sabini”. La zona è stata oggetto di numerosi studi archeologici e vi sono stati fatti importanti ritrovamenti. La Soprintendenza per i Beni Archeologi del Lazio, ne ha indagato, a tutt’oggi, circa un terzo della superficie.
Malgrado le dimensioni dell’insediamento – definito il più grande progetto di politica industriale nella provincia di Rieti dal dopoguerra - e l’entità degli investimenti previsti (solo quelli regionali già deliberati prevedono finanziamenti per 1.217.306,16 euro per la realizzazione di un depuratore e 13.912.000,00 euro per la realizzazione del raccordo stradale tra la S.S.4/dir e la S.R. 313 Ternana) sul Polo della Logistica l’informazione è molto scarsa e lacunosa.
Nel documento, dunque, Rossodivita e Berardo chiedono alla Presidente Polverini di sapere con quali criteri la Regione Lazio ha espletato l’iter autorizzativo del Polo Logistico di Passo Corese in un’area che lo stesso PTPR ha indicato come Parco Archeologico e Culturale. Si chiede, inoltre di sapere se sia stata effettuata una rigorosa valutazione di impatto ambientale dell’insediamento e degli effetti sulla qualità della vita dei cittadini e se la Regione Lazio visti anche i consistenti investimenti infrastrutturali deliberati, stia monitorando la realizzazione del Polo e se sia a conoscenza di un preciso cronoprogramma dei lavori.
Si chiede anche “se esista un Piano Industriale del Polo Logistico che ne documenti l’effettiva ricaduta quantitativa e qualitativa sull’occupazione e sullo sviluppo dell’economia provinciale e regionale.”
I Consiglieri Radicali chiedono di sapere, infine, “se tutte la fasi di progettazione e cantieramento dell’opera siano state accompagnate da adeguate azioni di informazione e partecipazione della cittadinanza e quali siano le ragioni per una così evidente mancanza di fonti d’informazione istituzionale sul progetto del Polo Logistico, sugli esiti delle indagini archeologiche effettuate nell’area e sullo stato di avanzamento dei lavori.”
“Con questa interrogazione” ha dichiarato Giuseppe Rossodivita, capogruppo della Lista Bonino Pannella in Consiglio regionale “abbiamo voluto raccogliere le sollecitazioni di Associazioni e Comitati di cittadini per denunciare la grave mancanza di informazione e partecipazione pubblica sul progetto del Polo Logistico, se si eccettua un opuscolo inviato ai cittadini con informazioni del tutto generiche.”
“Sul Polo, infatti, risulta impossibile” ha sottolineato Rossodivita “reperire fonti di informazione completa e trasparente sui siti istituzionali di Regione Lazio, Provincia di Rieti, Comune di Fara in Sabina e del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Rieti. Non ci risulta, inoltre, che esista un sito web del Parco Industriale della Sabina S.p.A., una carenza di informazione che desta preoccupazione e su cui i cittadini devono avere risposte.”
Il Consorzio Industriale della Provincia di Rieti ha promosso la realizzazione di un Polo della Logistica, che prevede la costruzione di capannoni industriali per un volume di circa 6 milioni di metri cubi su un’area di circa 200 ettari. L’area individuata per la realizzazione del Polo insiste su una zona archeologica che il recente Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio destina a Parco Archeologico e Culturale “Cures Sabini”. La zona è stata oggetto di numerosi studi archeologici e vi sono stati fatti importanti ritrovamenti. La Soprintendenza per i Beni Archeologi del Lazio, ne ha indagato, a tutt’oggi, circa un terzo della superficie.
Malgrado le dimensioni dell’insediamento – definito il più grande progetto di politica industriale nella provincia di Rieti dal dopoguerra - e l’entità degli investimenti previsti (solo quelli regionali già deliberati prevedono finanziamenti per 1.217.306,16 euro per la realizzazione di un depuratore e 13.912.000,00 euro per la realizzazione del raccordo stradale tra la S.S.4/dir e la S.R. 313 Ternana) sul Polo della Logistica l’informazione è molto scarsa e lacunosa.
Nel documento, dunque, Rossodivita e Berardo chiedono alla Presidente Polverini di sapere con quali criteri la Regione Lazio ha espletato l’iter autorizzativo del Polo Logistico di Passo Corese in un’area che lo stesso PTPR ha indicato come Parco Archeologico e Culturale. Si chiede, inoltre di sapere se sia stata effettuata una rigorosa valutazione di impatto ambientale dell’insediamento e degli effetti sulla qualità della vita dei cittadini e se la Regione Lazio visti anche i consistenti investimenti infrastrutturali deliberati, stia monitorando la realizzazione del Polo e se sia a conoscenza di un preciso cronoprogramma dei lavori.
Si chiede anche “se esista un Piano Industriale del Polo Logistico che ne documenti l’effettiva ricaduta quantitativa e qualitativa sull’occupazione e sullo sviluppo dell’economia provinciale e regionale.”
I Consiglieri Radicali chiedono di sapere, infine, “se tutte la fasi di progettazione e cantieramento dell’opera siano state accompagnate da adeguate azioni di informazione e partecipazione della cittadinanza e quali siano le ragioni per una così evidente mancanza di fonti d’informazione istituzionale sul progetto del Polo Logistico, sugli esiti delle indagini archeologiche effettuate nell’area e sullo stato di avanzamento dei lavori.”
“Con questa interrogazione” ha dichiarato Giuseppe Rossodivita, capogruppo della Lista Bonino Pannella in Consiglio regionale “abbiamo voluto raccogliere le sollecitazioni di Associazioni e Comitati di cittadini per denunciare la grave mancanza di informazione e partecipazione pubblica sul progetto del Polo Logistico, se si eccettua un opuscolo inviato ai cittadini con informazioni del tutto generiche.”
“Sul Polo, infatti, risulta impossibile” ha sottolineato Rossodivita “reperire fonti di informazione completa e trasparente sui siti istituzionali di Regione Lazio, Provincia di Rieti, Comune di Fara in Sabina e del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Rieti. Non ci risulta, inoltre, che esista un sito web del Parco Industriale della Sabina S.p.A., una carenza di informazione che desta preoccupazione e su cui i cittadini devono avere risposte.”
Regione Lazio, nessuna risposta alle interrogazioni, il consigliere radicale Rossodivita scrive al presidente del consiglio Abbruzzese per denunciare la gravità della situazione.
E’ con una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese, che i Consiglieri radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo del gruppo Lista Bonino – Pannella denunciano il vulnus istituzionale e di democrazia che si manifesta nel mancato rispetto del ruolo, della funzione e delle prerogative dei Consiglieri Regionali costretti nell’impraticabilità del controllo e del sindacato ispettivo che i Consiglieri ed il Consiglio tutto esercitano - o dovrebbero poter esercitare - nei confronti di chi amministra e Governa, in rappresentanza dei cittadini elettori.
Dal 12 maggio, infatti, esattamente a 125 giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio regionale e dalla prima interrogazione depositata a firma dei Consiglieri radicali, ancora si attende una risposta. Da allora centinaia sono le interrogazioni depositate, ma alcuna risposta è stata mai fornita dalla Giunta e dalla Presidente Polverini.
Una mancanza questa, che svilisce uno degli strumenti più importanti previsti dal Regolamento del Consiglio e che vanifica “l’attività di controllo e di sindacato ispettivo nei confronti della Giunta e del Presidente della Regione” da parte dei consiglieri regionali stabilita dall’art. 21 dello Statuto della Regione Lazio.
“Una vicenda democraticamente gravissima” si legge nella lettera.
Si chiede al Presidente del Consiglio regionale, quale Garante dell’autonomia del Consiglio e dei diritti dei Consiglieri di assumere ogni utile e necessaria iniziativa volta a ristabilire la legalità statutaria ed il rispetto, da parte della Giunta e della Presidente Polverini, del ruolo, delle funzioni e dei diritti dei Consiglieri Regionali e quindi dei cittadini del Lazio.
Con la lettera si da anche atto all’On. Mario Abbruzzese di aver già avuto, lui stesso, tale riflesso quando lo scorso 6 giugno, riconoscendo la rilevanza della questione, aveva sollecitato la Presidente Polverini che, invece, ha lasciato cadere nel vuoto tale sollecitazione.
Dal 12 maggio, infatti, esattamente a 125 giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio regionale e dalla prima interrogazione depositata a firma dei Consiglieri radicali, ancora si attende una risposta. Da allora centinaia sono le interrogazioni depositate, ma alcuna risposta è stata mai fornita dalla Giunta e dalla Presidente Polverini.
Una mancanza questa, che svilisce uno degli strumenti più importanti previsti dal Regolamento del Consiglio e che vanifica “l’attività di controllo e di sindacato ispettivo nei confronti della Giunta e del Presidente della Regione” da parte dei consiglieri regionali stabilita dall’art. 21 dello Statuto della Regione Lazio.
“Una vicenda democraticamente gravissima” si legge nella lettera.
Si chiede al Presidente del Consiglio regionale, quale Garante dell’autonomia del Consiglio e dei diritti dei Consiglieri di assumere ogni utile e necessaria iniziativa volta a ristabilire la legalità statutaria ed il rispetto, da parte della Giunta e della Presidente Polverini, del ruolo, delle funzioni e dei diritti dei Consiglieri Regionali e quindi dei cittadini del Lazio.
Con la lettera si da anche atto all’On. Mario Abbruzzese di aver già avuto, lui stesso, tale riflesso quando lo scorso 6 giugno, riconoscendo la rilevanza della questione, aveva sollecitato la Presidente Polverini che, invece, ha lasciato cadere nel vuoto tale sollecitazione.
Mercato dei fiori, il consigliere regionale Giuseppe Rossodivita ha presentato una interrogazione sulla incredibile vicenda della mancata realizzazione del mercato dei fiori regionale nel comune di Aprilia.
L’incresciosa e parossistica epopea, vissuta dai floricultori dell’Agro Pontino, per arrivare un giorno a vedere finalmente realizzato il Mercato dei fiori di Aprilia (Lt) rappresenta un’emblematica vicenda dai risvolti inquietanti. Le difficoltà politiche e burocratiche, oltre ai numerosi ostacoli affrontati dagli operatori del settore, si trascinano ormai da mezzo secolo.
Dopo anni e anni di richieste, progetti, autorizzazioni, avvii, sigilli, sequestri, tutto ancora sembra immobile e resta, nei fatti, immutato.
E tutto ciò avviene ancora oggi senza che i 100 floricoltori del Confloral srl, Consorzio floricoltori Lazio, abbiano avuto le necessarie e doverose risposte dall’Amministrazione Regionale del Lazio in grado di sbloccare una situazione ormai non più sostenibile.
Dopo anni e anni di richieste, progetti, autorizzazioni, avvii, sigilli, sequestri, tutto ancora sembra immobile e resta, nei fatti, immutato.
E tutto ciò avviene ancora oggi senza che i 100 floricoltori del Confloral srl, Consorzio floricoltori Lazio, abbiano avuto le necessarie e doverose risposte dall’Amministrazione Regionale del Lazio in grado di sbloccare una situazione ormai non più sostenibile.
Rossodivita: candidatura del consigliere Scalia (Pd) alla presidenza della commissione di vigilanza è candidatura contro i Radicali
Noi non molliamo, confermiamo la candidatura radicale e continuiamo a sperare in un pd diverso
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio:
Sappiamo che il Gruppo Consiliare del PD in Consiglio Regionale ha indicato quale proprio componente e candidato alla Presidenza della III Commissione – Vigilanza sul Pluralismo delle Informazioni – il Consigliere Francesco Scalia.
Come noto la III Commissione – Vigilanza sul Pluralismo delle Informazioni – è collocata dallo Statuto della Regione Lazio tra quelle Commissioni Consiliari di Garanzia, la cui Presidenza spetta, da Statuto, alle opposizioni.
Come altresì noto, per questa Commissione, già da tempo ed ancora nel corso del dibattito consiliare del 3 giugno scorso, nell’ambito delle repliche al discorso programmatico della Polverini, noi Radicali abbiamo pubblicamente avanzato la nostra candidatura per ragioni e motivi ben noti a tutti coloro che si occupano dell’informazione in termini di legalità e non in termini – come avviene ed è avvenuto per sessant’anni nel Consiglio di Amministrazione della Rai – di spartizione del potere e delle poltrone.
Sia chiaro allora che questa candidatura del Consigliere Francesco Scalia è nei fatti e di fatto una candidatura contro i Radicali di Marco Pannella e Emma Bonino.
Noi vogliamo, vorremmo, che questo PD fosse diverso, fosse un PD vicino alle speranze di cambiamento di milioni di elettori, incarnate nel corso delle ultime elezioni dalla Radicale Emma Bonino che ha consentito al PD di raggiungere un risultato elettorale solo qualche mese prima insperato.
Anche per questo, proprio per questo, riconfermiamo la nostra candidatura nella persona del Capogruppo Avv. Giuseppe Rossodivita alla Presidenza della Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione, sottoponendola, come tale, non ai partiti, ma a tutti quei singoli Consiglieri, dell’opposizione e della maggioranza, che hanno a cuore la legalità dell’Informazione nella nostra Regione, che hanno a cuore la Politica e non il proprio personale tornaconto.
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio:
Sappiamo che il Gruppo Consiliare del PD in Consiglio Regionale ha indicato quale proprio componente e candidato alla Presidenza della III Commissione – Vigilanza sul Pluralismo delle Informazioni – il Consigliere Francesco Scalia.
Come noto la III Commissione – Vigilanza sul Pluralismo delle Informazioni – è collocata dallo Statuto della Regione Lazio tra quelle Commissioni Consiliari di Garanzia, la cui Presidenza spetta, da Statuto, alle opposizioni.
Come altresì noto, per questa Commissione, già da tempo ed ancora nel corso del dibattito consiliare del 3 giugno scorso, nell’ambito delle repliche al discorso programmatico della Polverini, noi Radicali abbiamo pubblicamente avanzato la nostra candidatura per ragioni e motivi ben noti a tutti coloro che si occupano dell’informazione in termini di legalità e non in termini – come avviene ed è avvenuto per sessant’anni nel Consiglio di Amministrazione della Rai – di spartizione del potere e delle poltrone.
Sia chiaro allora che questa candidatura del Consigliere Francesco Scalia è nei fatti e di fatto una candidatura contro i Radicali di Marco Pannella e Emma Bonino.
Noi vogliamo, vorremmo, che questo PD fosse diverso, fosse un PD vicino alle speranze di cambiamento di milioni di elettori, incarnate nel corso delle ultime elezioni dalla Radicale Emma Bonino che ha consentito al PD di raggiungere un risultato elettorale solo qualche mese prima insperato.
Anche per questo, proprio per questo, riconfermiamo la nostra candidatura nella persona del Capogruppo Avv. Giuseppe Rossodivita alla Presidenza della Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione, sottoponendola, come tale, non ai partiti, ma a tutti quei singoli Consiglieri, dell’opposizione e della maggioranza, che hanno a cuore la legalità dell’Informazione nella nostra Regione, che hanno a cuore la Politica e non il proprio personale tornaconto.
Regione Lazio, Rossodivita: risponde a Scalia.
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita, consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella
Leggo la dichiarazione del Consigliere Scalia che la butta sulle preferenze, miserevole espressione di un pensiero che caratterizza, evidentemente, la sua interpretazione del ruolo di consigliere regionale.
Certo ho preso 776 preferenze facendo solo una promessa, non quella di far assumere persone a Lazioservice e dintorni, ma quella di rimanere Radicale, ed è per questo che mi sento il rappresentante di un partito e non “il reuccio locale che promette prebende in campagna elettorale”, “tipico militante non di una idea, ma dei fatti propri.”
Per il resto consiglio all’avvocato Scalia di leggere bene lo statuto per il quale “la commissione è presieduta da un consigliere dell’opposizione”, non da un consigliere “indicato” dall’opposizione formata da PD ed IDV, non agiti le acque dunque di una legalità evidentemente sconosciuta.
Che poi sino ad oggi considerare il PD e l’IDV quale opposizione è veramente arduo, vista l’unanimità delle decisioni di spesa presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, quelli sono inciuci, non la candidatura radicale resa nota nel corso del consiglio del 3 giugno, ma evidentemente il consigliere Scalia era distratto dall’inciuciare con l’IDV e dal firmare la proposta di legge Tarzia sui consultori.
Leggo la dichiarazione del Consigliere Scalia che la butta sulle preferenze, miserevole espressione di un pensiero che caratterizza, evidentemente, la sua interpretazione del ruolo di consigliere regionale.
Certo ho preso 776 preferenze facendo solo una promessa, non quella di far assumere persone a Lazioservice e dintorni, ma quella di rimanere Radicale, ed è per questo che mi sento il rappresentante di un partito e non “il reuccio locale che promette prebende in campagna elettorale”, “tipico militante non di una idea, ma dei fatti propri.”
Per il resto consiglio all’avvocato Scalia di leggere bene lo statuto per il quale “la commissione è presieduta da un consigliere dell’opposizione”, non da un consigliere “indicato” dall’opposizione formata da PD ed IDV, non agiti le acque dunque di una legalità evidentemente sconosciuta.
Che poi sino ad oggi considerare il PD e l’IDV quale opposizione è veramente arduo, vista l’unanimità delle decisioni di spesa presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, quelli sono inciuci, non la candidatura radicale resa nota nel corso del consiglio del 3 giugno, ma evidentemente il consigliere Scalia era distratto dall’inciuciare con l’IDV e dal firmare la proposta di legge Tarzia sui consultori.
Regione Lazio. Rossodivita: basta con la spartitocrazia regionale, si faccia opposizione seria.
•Dichiarazione dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino-Pannella al Consiglio Regionale del Lazio
"Il Consiglio non si riunisce, le commissioni non sono mai state insediate, ma l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, del quale i Radicali della Lista Bonino-Pannella non fanno ovviamente parte, non lesina, all'unanimità dei presenti, d'amore e d'accordo, prebende per consulenti ed inutili giornaletti che oggi hanno "l'onore" della penna di Rizzo sulla prima del Corsera. Pdl, Lista Polverini, Udc, ma anche Pd ed IdV di Di Pietro ne sono responsabili, all'unanimità, appunto. Lo dico per quegli elettori che votando Emma Bonino volevano altro, lo dico per amore "dell'altro possibile": anche nell'Ufficio di Presidenza Pd ed Idv - i cui rappresentanti noi Radicali abbiamo lealmente votato - la smettano di prendere parte alla spartitocrazia regionale ed inizino a fare opposizione insieme a noi Radicali."
"Il Consiglio non si riunisce, le commissioni non sono mai state insediate, ma l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, del quale i Radicali della Lista Bonino-Pannella non fanno ovviamente parte, non lesina, all'unanimità dei presenti, d'amore e d'accordo, prebende per consulenti ed inutili giornaletti che oggi hanno "l'onore" della penna di Rizzo sulla prima del Corsera. Pdl, Lista Polverini, Udc, ma anche Pd ed IdV di Di Pietro ne sono responsabili, all'unanimità, appunto. Lo dico per quegli elettori che votando Emma Bonino volevano altro, lo dico per amore "dell'altro possibile": anche nell'Ufficio di Presidenza Pd ed Idv - i cui rappresentanti noi Radicali abbiamo lealmente votato - la smettano di prendere parte alla spartitocrazia regionale ed inizino a fare opposizione insieme a noi Radicali."
Dismissioni beni di proprietà A.R.S.I.A.L., depositata interrogazione del Consigliere Rossodivita .
I consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta alla presidente della Regione Lazio Polverini in merito a quali beni siano stati dismessi dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio e la cifra incassata per tali dismissioni, oltre ai criteri di valutazione degli stessi; i criteri di valutazione ai fini dell’aggiudicazione delle gare ed i relativi verbali, nonché i canoni di affitto per gli immobili dati in concessione. Si richiede, inoltre, all’amministrazione regionale di bloccare le cessioni non ancora perfezionate al fine di verificare se i beni non siano stati eccessivamente sottostimati, e per quale motivo vi sia ancora necessità di un commissario speciale per l’A.R.S.I.A.L..
Va ricordato che in merito alla cessione degli immobili siti in località Capocotta e località Malborghetto da parte dell’A.R.S.I.A.L. è stato sottostimato il valore degli immobili, non essendo del tutto chiaro il criterio di aggiudicazione degli stessi. Per questo motivo si chiede accesso alla relativa documentazione al fine di esercitare un attento controllo su tutte le dismissioni dei beni dell’Agenzia e le valutazioni di aggiudicazione.
Di seguito il testo integrale dell'interrogazione urgente:
INTERROGAZIONE URGENTE
A RISPOSTA IMMEDIATA
Oggetto: dismissione Beni di proprietà di A.R.S.I.A.L.
PREMESSO CHE:
- in data 20 aprile 2009, con delibera n°168, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio (A.R.S.I.A.L.) affida in concessione amministrativa gli immobili pervenuti all’ente ai sensi delle leggi di riforma fondiaria siti a Roma, in via Tullio Giordana, loc. Capocotta, e in via Arcore, loc. Malborghetto;
- in data 29 aprile 2009 il Servizio preposto dell’A.R.S.I.A.L. redige un avviso pubblico con cui indice una gara per l’affidamento in concessione amministrativa della tenuta di Capocotta, la concessione della durata di anni 15 prevede a fronte di un canone annuo di euro 20.009,00 la realizzazione di un “impianto pilota frutticolo…”;
- in data 3 giugno 2009, con delibera n°310, viene aggiudicata la gara n°7/2009 alla Società Biofattoria agricola, società semplice avente per oggetto l’attività agricola, che risulta costituita in data 14 aprile 2009 con un capitale sociale di euro 10.000,00;
- in data 12 novembre 2009 la Società Biofattoria agricola segnala ad A.R.S.I.A.L. il proprio interesse per l’acquisizione in proprietà del bene oggetto di locazione, e il 9 dicembre 2009 il Dirigente del Servizio patrimoniale dell’A.R.S.I.A.L. risponde che è nelle intenzioni dell’agenzia, vista l’approvazione del regolamento regionale n° 7 del 30 maggio 2009, di inserire l’immobile in oggetto tra quelli in via di dismissione suggerendo alla Soc. Biofattoria di avvalersi ai fini dell’acquisizione delle agevolazioni finanziarie messe a disposizione dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (I.S.Me.A.);
- in data 17 dicembre 2009, con delibera n°981, viene approvata la valutazione estimativa della tenuta di Capocotta per un valore complessivo di euro 690.000,00, che scendono ad euro 483.000,00 con delibera n°507 del 24 luglio 2009 a seguito dell’estensione della riduzione del prezzo per atto del Commissario Straordinario dell’A.R.S.I.A.L. fino ad un valore massimo del 30% anche nei casi in cui il bene venga offerto in prelazione al conduttore;
- negli stessi termini viene approvata la stima per l’alienazione del bene azienda di Malborghetto con delibera n°981 del 17 dicembre 2009 ad un prezzo di euro 887.807,55, invece che al valore stimato pari ad euro 1.268.296,50.
CONSIDERATO CHE:
- il 20 aprile 2009 l’A.R.S.I.A.L. deliberando l’affidamento in concessione amministrativa degli immobili in premessa prevede che le migliorie apportate dal conduttore sono riconosciute in caso di cessione al suddetto dell’immobile, fattispecie, quella della cessione dell’immobile, raramente contemplata da un contratto di locazione;
- il 3 giugno 2009 viene aggiudicata la gara per l’affidamento in concessione amministrativa della tenuta di Capocotta e tra le tre offerte valide pervenute risulta vincitrice la Società Biofattoria agricola per aver presentato l’offerta qualitativamente migliore, essendo stata però costituita solo due mesi prima con un capitale sociale di soli euro 10.000;
- il 12 novembre 2009 la Società Biofattoria agricola segnala ad A.R.S.I.A.L. il proprio interesse per una acquisizione in proprietà del bene oggetto di locazione con contratto sottoscritto appena 4 mesi prima, esercitando in questo modo un diritto di prelazione senza più necessità di procedere con bando pubblico per la vendita;
- il 13 novembre 2009 l’atto di indirizzo del Commissario Straordinario di A.R.S.I.A.L. estende la riduzione del prezzo di vendita degli immobili del 30% anche quando il bene venga offerto in prelazione al conduttore.
INTERROGANO
La Presidente della Giunta della Regione Lazio, On. Renata Polverini, l’Assessore al Bilancio, Program. economico-finanziaria e partecipazione, On. Stefano Cetica, Assessore alle Politiche agricole e valorizzazione dei prodotti locali, Angela Birindelli per conoscere:
- quanti e quali siano i beni dismessi dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio e per quale importo;
- i criteri di valutazione dei canoni per la concessione degli immobili, ovvero i criteri per la valutazione degli immobili dell’A.R.S.I.A.L. ai fini della dismissione;
- i criteri di valutazione ai fini dell’aggiudicazione delle gare per l’affidamento in concessione amministrativa dei beni A.R.S.I.A.L.;
- in modo specifico i verbali di gara con cui sono stati aggiudicati in concessione amministrativa gli immobili siti a Roma, in via Tullio Giordana e in via Arcore;
- se è intenzione dell’attuale amministrazione regionale di bloccare le cessioni che non si sono ancora perfezionate, al fine di verificare che i beni dell’A.R.S.I.A.L. in fase di dismissione non siano stati esageratamente sottostimati;
- per quale motivo necessita ancora il commissariamento speciale dell’A.R.S.I.A.L., e quali provvedimenti si intende prendere per far tornare l’A.R.S.I.A.L. alle condizioni ottimali per lo svolgimento del proprio compito istituzionale.
Va ricordato che in merito alla cessione degli immobili siti in località Capocotta e località Malborghetto da parte dell’A.R.S.I.A.L. è stato sottostimato il valore degli immobili, non essendo del tutto chiaro il criterio di aggiudicazione degli stessi. Per questo motivo si chiede accesso alla relativa documentazione al fine di esercitare un attento controllo su tutte le dismissioni dei beni dell’Agenzia e le valutazioni di aggiudicazione.
Di seguito il testo integrale dell'interrogazione urgente:
INTERROGAZIONE URGENTE
A RISPOSTA IMMEDIATA
Oggetto: dismissione Beni di proprietà di A.R.S.I.A.L.
PREMESSO CHE:
- in data 20 aprile 2009, con delibera n°168, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio (A.R.S.I.A.L.) affida in concessione amministrativa gli immobili pervenuti all’ente ai sensi delle leggi di riforma fondiaria siti a Roma, in via Tullio Giordana, loc. Capocotta, e in via Arcore, loc. Malborghetto;
- in data 29 aprile 2009 il Servizio preposto dell’A.R.S.I.A.L. redige un avviso pubblico con cui indice una gara per l’affidamento in concessione amministrativa della tenuta di Capocotta, la concessione della durata di anni 15 prevede a fronte di un canone annuo di euro 20.009,00 la realizzazione di un “impianto pilota frutticolo…”;
- in data 3 giugno 2009, con delibera n°310, viene aggiudicata la gara n°7/2009 alla Società Biofattoria agricola, società semplice avente per oggetto l’attività agricola, che risulta costituita in data 14 aprile 2009 con un capitale sociale di euro 10.000,00;
- in data 12 novembre 2009 la Società Biofattoria agricola segnala ad A.R.S.I.A.L. il proprio interesse per l’acquisizione in proprietà del bene oggetto di locazione, e il 9 dicembre 2009 il Dirigente del Servizio patrimoniale dell’A.R.S.I.A.L. risponde che è nelle intenzioni dell’agenzia, vista l’approvazione del regolamento regionale n° 7 del 30 maggio 2009, di inserire l’immobile in oggetto tra quelli in via di dismissione suggerendo alla Soc. Biofattoria di avvalersi ai fini dell’acquisizione delle agevolazioni finanziarie messe a disposizione dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (I.S.Me.A.);
- in data 17 dicembre 2009, con delibera n°981, viene approvata la valutazione estimativa della tenuta di Capocotta per un valore complessivo di euro 690.000,00, che scendono ad euro 483.000,00 con delibera n°507 del 24 luglio 2009 a seguito dell’estensione della riduzione del prezzo per atto del Commissario Straordinario dell’A.R.S.I.A.L. fino ad un valore massimo del 30% anche nei casi in cui il bene venga offerto in prelazione al conduttore;
- negli stessi termini viene approvata la stima per l’alienazione del bene azienda di Malborghetto con delibera n°981 del 17 dicembre 2009 ad un prezzo di euro 887.807,55, invece che al valore stimato pari ad euro 1.268.296,50.
CONSIDERATO CHE:
- il 20 aprile 2009 l’A.R.S.I.A.L. deliberando l’affidamento in concessione amministrativa degli immobili in premessa prevede che le migliorie apportate dal conduttore sono riconosciute in caso di cessione al suddetto dell’immobile, fattispecie, quella della cessione dell’immobile, raramente contemplata da un contratto di locazione;
- il 3 giugno 2009 viene aggiudicata la gara per l’affidamento in concessione amministrativa della tenuta di Capocotta e tra le tre offerte valide pervenute risulta vincitrice la Società Biofattoria agricola per aver presentato l’offerta qualitativamente migliore, essendo stata però costituita solo due mesi prima con un capitale sociale di soli euro 10.000;
- il 12 novembre 2009 la Società Biofattoria agricola segnala ad A.R.S.I.A.L. il proprio interesse per una acquisizione in proprietà del bene oggetto di locazione con contratto sottoscritto appena 4 mesi prima, esercitando in questo modo un diritto di prelazione senza più necessità di procedere con bando pubblico per la vendita;
- il 13 novembre 2009 l’atto di indirizzo del Commissario Straordinario di A.R.S.I.A.L. estende la riduzione del prezzo di vendita degli immobili del 30% anche quando il bene venga offerto in prelazione al conduttore.
INTERROGANO
La Presidente della Giunta della Regione Lazio, On. Renata Polverini, l’Assessore al Bilancio, Program. economico-finanziaria e partecipazione, On. Stefano Cetica, Assessore alle Politiche agricole e valorizzazione dei prodotti locali, Angela Birindelli per conoscere:
- quanti e quali siano i beni dismessi dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio e per quale importo;
- i criteri di valutazione dei canoni per la concessione degli immobili, ovvero i criteri per la valutazione degli immobili dell’A.R.S.I.A.L. ai fini della dismissione;
- i criteri di valutazione ai fini dell’aggiudicazione delle gare per l’affidamento in concessione amministrativa dei beni A.R.S.I.A.L.;
- in modo specifico i verbali di gara con cui sono stati aggiudicati in concessione amministrativa gli immobili siti a Roma, in via Tullio Giordana e in via Arcore;
- se è intenzione dell’attuale amministrazione regionale di bloccare le cessioni che non si sono ancora perfezionate, al fine di verificare che i beni dell’A.R.S.I.A.L. in fase di dismissione non siano stati esageratamente sottostimati;
- per quale motivo necessita ancora il commissariamento speciale dell’A.R.S.I.A.L., e quali provvedimenti si intende prendere per far tornare l’A.R.S.I.A.L. alle condizioni ottimali per lo svolgimento del proprio compito istituzionale.
giovedì 1 luglio 2010
Regione Lazio. Rossodivita: basta con la spartitocrazia regionale, si faccia opposizione seria
29 giugno 2010
Dichiarazione dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino-Pannella al Consiglio Regionale del Lazio
"Il Consiglio non si riunisce, le commissioni non sono mai state insediate, ma l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, del quale i Radicali della Lista Bonino-Pannella non fanno ovviamente parte, non lesina, all'unanimità dei presenti, d'amore e d'accordo, prebende per consulenti ed inutili giornaletti che oggi hanno "l'onore" della penna di Rizzo sulla prima del Corsera. Pdl, Lista Polverini, Udc, ma anche Pd ed IdV di Di Pietro ne sono responsabili, all'unanimità, appunto. Lo dico per quegli elettori che votando Emma Bonino volevano altro, lo dico per amore "dell'altro possibile": anche nell'Ufficio di Presidenza Pd ed Idv - i cui rappresentanti noi Radicali abbiamo lealmente votato - la smettano di prendere parte alla spartitocrazia regionale ed inizino a fare opposizione insieme a noi Radicali."
Dichiarazione dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino-Pannella al Consiglio Regionale del Lazio
"Il Consiglio non si riunisce, le commissioni non sono mai state insediate, ma l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, del quale i Radicali della Lista Bonino-Pannella non fanno ovviamente parte, non lesina, all'unanimità dei presenti, d'amore e d'accordo, prebende per consulenti ed inutili giornaletti che oggi hanno "l'onore" della penna di Rizzo sulla prima del Corsera. Pdl, Lista Polverini, Udc, ma anche Pd ed IdV di Di Pietro ne sono responsabili, all'unanimità, appunto. Lo dico per quegli elettori che votando Emma Bonino volevano altro, lo dico per amore "dell'altro possibile": anche nell'Ufficio di Presidenza Pd ed Idv - i cui rappresentanti noi Radicali abbiamo lealmente votato - la smettano di prendere parte alla spartitocrazia regionale ed inizino a fare opposizione insieme a noi Radicali."
lunedì 21 giugno 2010
Lazio, Berardo-Rossodivita: Sulla Ru486 aderiamo a presidio contro linee guida
15 giugno 2010
Come consiglieri regionali radicali aderiamo al presidio dell'associazione Vita di Donna che si terrà domani mercoledì 16 giugno sotto la sede della Giunta della Regione Lazio in via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7 dalle 9,30 alle 13. Rocco Berardo, consigliere regionale radicale parteciperà al presidio insieme alla delegazione dell'Associazione Luca Coscioni.
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, consiglieri regionali Lista Bonino Pannella federalisti europei
Usano la burocrazia delle linee guida con ricovero ordinario come arma per disinnescare la possibilità di utilizzo della ru486. Tanto più che la stessa giunta ha dato mandato all'Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio di valutare con procedura d'urgenza "quali strutture ospedaliere siano in possesso dei requisiti previsti dalle Linee guida". Come a dire: saranno in pochi e vediamo quali... e intanto le donne che decidono per l'interruzione di gravidanza nella Regione Lazio sono costrette a eseguire un intervento chirurgico. Per quanto ancora? E a quante sarà detto di no, dopo, per mancanza di posti letto?
Come consiglieri regionali radicali aderiamo al presidio dell'associazione Vita di Donna che si terrà domani mercoledì 16 giugno sotto la sede della Giunta della Regione Lazio in via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7 dalle 9,30 alle 13. Rocco Berardo, consigliere regionale radicale parteciperà al presidio insieme alla delegazione dell'Associazione Luca Coscioni.
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, consiglieri regionali Lista Bonino Pannella federalisti europei
Usano la burocrazia delle linee guida con ricovero ordinario come arma per disinnescare la possibilità di utilizzo della ru486. Tanto più che la stessa giunta ha dato mandato all'Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio di valutare con procedura d'urgenza "quali strutture ospedaliere siano in possesso dei requisiti previsti dalle Linee guida". Come a dire: saranno in pochi e vediamo quali... e intanto le donne che decidono per l'interruzione di gravidanza nella Regione Lazio sono costrette a eseguire un intervento chirurgico. Per quanto ancora? E a quante sarà detto di no, dopo, per mancanza di posti letto?
Ru486, Rossodivita e Berardo: L'obbligo di ricovero non può esistere
10 giugno 2010
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, consiglieri regionali Lista Bonino Pannella – federalisti europei
Da quanto si apprende dalle agenzie la Presidente della Regione Lazio e la sua Giunta avrebbero approvato le linee guida sulla Ru486 prevedendo la somministrazione del farmaco per la paziente in regime di ricovero ordinario, ovvero facendola stare per tre giorni presso la struttura ospedaliera pubblica.
Concepire una tale regola è assurdo dal punto di vista dell'appropriatezza del ricovero (la buona pratica clinica non prevede infatti che per la ru486 ci debba essere questa procedura) proprio in tempi in cui i posti letto vengono “tagliati”, il tutto a scapito dei costi che la Regione dovrà affrontare, imponendo la formula del ricovero ordinario al day hospital.
Ma c’è di più: la libertà della donna di poter scegliere liberamente se rimanere o meno in ospedale, in base al principio costituzionale di non essere obbligata ad alcun trattamento, non le imporrà alcuna permanenza. Le linee guida scelte da questa amministrazione (ma non solo da questa) sembrano più ricercare un supplemento di pena per chi sceglie di fare un'interruzione di gravidanza che guardare alla buona pratica clinica.
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, consiglieri regionali Lista Bonino Pannella – federalisti europei
Da quanto si apprende dalle agenzie la Presidente della Regione Lazio e la sua Giunta avrebbero approvato le linee guida sulla Ru486 prevedendo la somministrazione del farmaco per la paziente in regime di ricovero ordinario, ovvero facendola stare per tre giorni presso la struttura ospedaliera pubblica.
Concepire una tale regola è assurdo dal punto di vista dell'appropriatezza del ricovero (la buona pratica clinica non prevede infatti che per la ru486 ci debba essere questa procedura) proprio in tempi in cui i posti letto vengono “tagliati”, il tutto a scapito dei costi che la Regione dovrà affrontare, imponendo la formula del ricovero ordinario al day hospital.
Ma c’è di più: la libertà della donna di poter scegliere liberamente se rimanere o meno in ospedale, in base al principio costituzionale di non essere obbligata ad alcun trattamento, non le imporrà alcuna permanenza. Le linee guida scelte da questa amministrazione (ma non solo da questa) sembrano più ricercare un supplemento di pena per chi sceglie di fare un'interruzione di gravidanza che guardare alla buona pratica clinica.
Intervento di Giuseppe Rossodivita al Consiglio Regionale
4 giugno 2010
Intervento di Giuseppe Rossodivita del 3 giugno 2010 al Consiglio Regionale nell'abito del Dibattito sulle comunicazioni programmatiche del Presidente della Regione Renata Polverini
Onorevoli Colleghi, Onorevole Presidente,
con molta attenzione ho ascoltato e poi ho letto e riletto il suo intervento, il suo primo intervento in questo consiglio, con il quale avrebbe dovuto definire le linee programmatiche del lavoro della sua giunta, ma francamente sono rimasto molto deluso, da consigliere e da cittadino del Lazio. Sono rimasto molto deluso, non perché le linee programmatiche del suo intervento si pongono in contrasto con quelle che io personalmente avrei auspicato in caso di un diverso esito elettorale, ma semplicemente perché l’impressione è che l’intervento – come se si trovasse ancora in campagna elettorale – si compone di slogan, di titoli ai quali non solo non è seguito alcun articolo, alcun svolgimento, ma non è neppure seguito solamente un sottotitolo.
La campagna elettorale è finita, è finito il tempo di prendersi giuoco degli elettori, a reti unificate, dicendo loro che il Pdl non aveva potuto presentare le proprie liste per la circoscrizione di Roma e Provincia per colpa dei Radicali Violenti che lo avevano impedito, è finito il tempo di raccontare le favole agli elettori dandogli a credere, insieme al Presidente Berlusconi, da Piazza San Giovanni e per una settimana a reti unificate, che se avesse vinto il Pdl in tre anni avreste sconfitto non solo i comunisti, ma addirittura il cancro, è finito il tempo di dire che, visto il rapporto privilegiato che avrebbe avuto con il Governo suo amico, avrebbe rinegoziato il piano di rientro della sanità, non avrebbe tagliato nessun posto letto negli Ospedali del Lazio ed avrebbe addirittura diminuito le tasse.
Ciascuno arriva a Governare con i mezzi e con i compagni di strada che crede, ciascuno utilizza i mezzi che evidentemente gli sono propri o sono propri della loro storia politica, ma lei Presidente, che si è autodefinita una donna esterna al mondo politico, ha scelto i peggiori mezzi per iniziare la sua storia politica, non solo ha scelto quelli di una propaganda elettorale populista e demagogica, che non ha lesinato, pur sapendoli tali, attacchi basati su fatti non veri e promesse irrealizzabili, ma ha scelto di farsi accompagnare dal presidente Berlusconi in un percorso tecnicamente illegale. E’ stata costretta ad accertarlo, davanti alla evidenza dei numeri, persino l’AGCom che pure vede tra i suoi membri quell’Innocenzi, uomo, come tutti noi sappiamo, di provata fiducia Berlusconiana.
Ma le condanne dell’AGCom, per la sproporzionata presenza del Premier sul TG1 e sul Tg5 non sono bastate, che anzi, dal giorno successivo alla condanna è arrivata, poi, la vera e propria occupazione militare della TV, quella che abbiamo definito la settimana santa di Berlusconi.
Lei ha vinto per 80.000 voti conquistati nell’ultima settimana, questo ci dicono i sondaggi, ma quanti sono i voti che le ha portato il Presidente del Consiglio, nell’ultima settimana di campagna elettorale, con l’occupazione dei TGRAI e Mediaset? Con il centrodestra al 62% nel TG1, al 58% nel TG2, all’80% al TG4, al 68% al Tg5, all’86% a Studio Aperto e sono numeri che voglio rimangano nello stenografico a futura memoria con il solo Berlusconi, tra i personaggi politici, con il 22,7% al TG1, il 17,3% al TG2, il 15,7% al TG3, il 73,65% al TG4, il 39% al TG5, e l’85,3% a Studio Aperto, milioni di contatti in propaganda elettorale a fronte, a partire dal 1 marzo, dello zero assoluto di Emma Bonino sul TG1, di 34” sul TG2, di 40” sul TG3; insomma al di la della semplice considerazione per cui Presidente, sfido chiunque al suo posto, a perdere con queste condizioni. Dicevo, delle due l’una, o Lei Presidente Polverini nega a Berlusconi la capacità di spostare anche solo 80.000 voti, pur avendo quest’ultimo parlato da solo, a suo favore, senza contraddittorio, a milioni di elettori, e allora lo faccia pubblicamente se ne ha il coraggio, oppure – al di là della circostanza per la quale non riuscirà affatto a tener fuori la politica dalle poltrone - le consiglierei di indicare nel rendiconto delle spese elettorali che depositerà presso il collegio regionale di garanzia elettorale, sotto la voce ‘contributi di terzi’ la valorizzazione a prezzi di mercato degli spot che la RAI-Tv concessionaria del servizio pubblico, in violazione della legge n. 28 del 2000 e del regolamento varato dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza, le ha messo gratuitamente a disposizione senza dimenticare, mi raccomando, perché le sanzioni sono molto severe, anche quelli di Mediaset, cioè delle emittenti del già nominato Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Vede Presidente, la autorevolezza politica si conquista pian piano, con un’azione politica conseguente e coerente con gli impegni che si assumono.
E spiace dover constatare - dopo aver constatato in campagna elettorale il suo essere disposta a tutto pur di vincere, anche di gettare la croce sui radicali (e se è vero che i mezzi prefigurano i fini c’è da stare preoccupati) spiace dover constatare, dicevo, che di coerenza, per quel che abbiamo visto in questi giorni, ce n’è fino ad ora davvero poca.
I suoi richiami alla trasparenza, parola che ha usato spessissimo nel suo discorso programmatico del 12 maggio, si sono infranti davanti alla banale richiesta di conoscere quali contenuti avesse il suo atto di nomina, quale commissario ad acta della Sanità, emanato dal Governo.
Perché Emma Bonino lo dovrebbe sapere? Ha risposto sprezzante alla notizia dell’interrogazione depositata in Senato. Ma come, prima dice di voler fare della Regione una casa Trasparente e poi dà uno spintone a chi vuole vederci dentro!?
Noi abbiamo depositato analoga interrogazione, è la prima di questa IX legislatura, qui, in consiglio regionale: l’abbiamo presentata di fronte all’opacità con la quale si è mossa, in relazione ad un atto che lei conosceva dal 23 aprile, così rilevante per la vita, dico per la vita, di milioni di cittadini del Lazio, ma che lei non voleva, evidentemente, che questi milioni di cittadini conoscessero, perché evidentemente, come i fatti hanno poi dimostrato, non voleva nessun confronto. Ora, è evidente, non ha più da scomodarsi a rispondere. Già qualche giorno prima della presentazione dei suoi 12 decreti sulla sanità avevamo fatto da soli, seppur con qualche fatica non certo degna di una regione che deve essere, come lei ha detto il 12 maggio, una casa trasparente.
Avevamo fatto da soli, impiegando 27 giorni per conoscere un atto pubblico e avevamo visto bene, che il Governo, contrariamente a quanto da lei assicurato in campagna elettorale, non le ha lasciato alcuna possibilità di negoziare, né sul merito, né nei tempi, imponendole – e lei a Berlusconi non può certo dire di no - una operazione semplicemente sbagliata e nel metodo e nel merito.
Sbagliata nel metodo: senza alcun confronto con l’opposizione e con le parti sociali, senza prima neppure tentare di comprendere, con degli stati generali sulla sanità laziale, la complessissima situazione della nostra regione.
Sbagliata nel merito: perché, eccezion fatta per il Campus Biomedico, a quanto ci risulta, ma saremmo lieti di essere smentiti, forse, anche se facciamo peccato a pensarlo, si tratta del saldo di qualche debito contratto in campagna elettorale, nell’ultima settimana in particolare perché nel merito, dicevo, salva l’eccezione di cui sopra sono stati effettuati tagli lineari che non hanno tenuto nel minimo conto né la specificità dei centri, né il fabbisogno di salute nelle aree, sanitarie e territoriali, sulle quali sarebbero stati effettuati i tagli.
Tagli necessari, per carità, quantomeno per evitare l’aumento ulteriore delle tasse già più alte d’Italia, nessuno lo nega e nessuno – a parte lei in campagne elettorale - lo ha mai negato – a parte lei appunto che aveva anche promesso (ancora nell’ultima intervista prima del voto, quella del 26 marzo) una incredibile riduzione di Irap ed Irpef nei primi 100 giorni di Governo.
Favole, Presidente.
E personalmente non penso che lei non avesse studiato la situazione, al contrario penso che lei si è resa responsabile di una campagna populista e demagogica, che, politicamente, significa, semplicemente irresponsabile.
Ora lei può anche dire - peraltro in veste di commissario ad acta nominato dal Governo e non di Governatore eletto del Lazio - posto che il Governo politico con la sua giunta è, a tutt’oggi, inesistente – può anche dire, dicevo, di aver operato una rivoluzione della sanità nel Lazio, può anche dire di essere riuscita a ridurre i posti letto da 4,5 a 4 per ogni mille abitanti, senza tagliare nessun posto letto, di essere riuscita a far ubriacare la moglie senza farle bere neppure una goccia di vino della botte, ma il problema, per lei Presidente, per la credibilità della sua azione è che questa volta, seppur in un arco di tempo più lungo di quello necessario a leggere un titolo di giornale, i cittadini, a milioni, purtroppo sulla loro pelle, giorno dopo giorno, sulle loro sofferenze, sul loro quotidiano dolore, comprenderanno, la differenza che passa tra la sua azione e la sua comunicazione.
Ecco allora, quanto alla differenza che passa tra azione e comunicazione, che al di là dei titoli del suo discorso, noi avremmo voluto capire in che direzione si muoverà, ad esempio sul piano casa, che ha detto di voler rivedere, ma senza farci comprendere realmente con quali strumenti concreti ritiene davvero di poter risolvere l’emergenza abitativa della Regione: avviando un programma per la costruzione di nuove case? Bè davvero non vorremmo facesse la fine del piano carceri.
Ha confermato, nonostante il clima di austerità e senza spiegare con quali risorse, di voler introdurre un assegno famigliare regionale ed i bonus bebè, ma con quali soldi?
Ha detto che vuole arrivare alla fine della gestione commissariale del ciclo dei rifiuti, puntando sulla raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti, questo vuol dire che lei con la sua giunta si pone in direzione opposta a quella del sindaco Alemanno che vuole il quinto termovalorizzatore nel Lazio, questo vuol dire che lei e la sua giunta sarete contro l’ulteriore termovalorizzatore che vuole il sindaco di Roma Alemanno?
Ha parlato, ancora, di sfida energetica, di un Piano d’azione per l’efficienza energetica, di incentivazione delle fonti rinnovabili, non ha nominato la parola nucleare, bene Presidente, però, faccia la cortesia, magari nel corso del prossimo consiglio straordinario che si occuperà del tema, o nel corso di un importante convegno internazionale che stiamo organizzando con Emma Bonino il prossimo 17 e 18 giugno ed a cui, sin da ora la invitiamo, ci dica finalmente una sua parola chiara sul nucleare nel Lazio! Ci dica che ne pensa dei siti di Montalto di Castro e Borgo Sabotino!
Ha detto, Presidente, nel suo discorso Programmatico che vuole trovare il posizionamento della Regione Lazio in Europa, che vuole aprirsi ad una politica che guarda all’Europa, che vuole portare le nostre imprese ad essere competitive con le grandi regioni: bene, benissimo, non ha detto però come, con quali strumenti. Ha detto comunque che su questo obiettivo, come sugli altri, vuole confrontarsi con l’opposizione, bene, perché noi radicali della lista Bonino-Pannella, faremo una opposizione dura, durissima se sarà necessario, senza sconti per nessuno, ma sarà anche opposizione propositiva e senza pregiudiziali ideologiche che non ci appartengono.
Sui nostri temi, sui diritti civili, sui diritti umani e per le libertà individuali, sulla tutela delle minoranze religiose, etniche, sociali, sui diritti dei detenuti e la sanità in carcere, sui bambini detenuti nelle carceri del Lazio, sulle tutele dei diritti delle persone lgbt, sulle coppie di fatto, ci faremo promotori di proposte ed iniziative che mancano totalmente dal suo programma di governo.
Ma sull’Europa diamo subito il nostro suggerimento ed è suggerimento che servirebbe per segnare, sul punto dei rapporti con l’Europa, una discontinuità con il passato, con tutti i passati, anziché lasciare le competenze sui fondi europei ad ogni singolo assessore, senza sinergie, in totale frammentazione, con una organizzazione dunque in grado di produrre pochi e piccoli progetti, con un’enorme perdita di possibilità e di risorse riteniamo di proporle di costituire un assessorato con delega sui fondi strutturali europei con il compito di gestire ed immaginare grandi opere coerenti tra loro e portatrici di sviluppo vero per la Regione, l’Europa può portare occupazione, ricchezza vera, tangibile, nel Lazio, ma questo si ottiene solo se diventa una linea di azione programmatica della sua Giunta, con attivazione di progetti veri e seri, da seguire politicamente oltre che con esperti e tecnici di assoluto livello; parliamo di gestione altra rispetto a quella sino ad ora conosciuta dalla regione Lazio, capacità di gestione significa linea di lavoro dedicata per non perdere questi finanziamenti sino ad ora sempre sottoutilizzati per impreparazione ed incapacità.
E vengo e chiudo ai costi della politica, proprio collegandomi con l’ultima proposta di creare un nuovo assessorato, ma come in tempi di magra ancora poltrone?
Vede il problema dei costi della politica è il problema della improduttività della politica, è il problema della poca trasparenza, è il problema dell’illegalità.
Lei pensa che qualche cittadino possa lamentarsi di un assessore in più, di un assessorato in più se questo assessorato, messo in rete, fosse capace nei cinque anni di governo di convogliare verso le eccellenze del Lazio, con ricaschi su sviluppo ed occupazione, 1400 milioni di Euro provenienti dall’Europa?
Da qui al 2013 ci sono 700 milioni di Euro di fondi strutturali POR che, praticamente inutilizzati, sono a disposizione per il Lazio, con altri probabili 700 milioni di Euro nel quinquennio successivo, che pure interessa la sua legislatura.
I costi della politica sono troppi è vero e sicuramente vanno eliminati i privilegi, e ci batteremo per questo, ma il modo di incidere è rendere la politica produttiva e trasparente.
Nella trasparenza si realizza il controllo dei cittadini ed il controllo è l’essenza stessa della democrazia. Nella possibilità da parte dei cittadini di esercitare il controllo su chi li governa si compie infatti, il senso di un sistema democratico.
Per questo, abbiamo sin da subito rivendicato pubblicamente, come facciamo anche da questa sede, a noi radicali che da 50 anni ci battiamo sul tema della informazione plurale, a noi radicali che abbiamo un know –how specifico su questa materia, l’opportunità di presiedere la Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione.
I cittadini hanno il diritto di essere informati ed hanno il diritto costituzionale di essere raggiunti da una informazione plurale; questa commissione consiliare, per le ricerche che abbiamo potuto faticosamente fare, in passato è stata vissuta come un luogo da utilizzare per mantenere equilibri interni ai gruppi consiliari, una istituzione da dare in pasto per soddisfare appetiti personali, una poltrona dove accomodarsi, una auto blu, un po’ di personale in più da piazzare. Una commissione vissuta così, ha ragione il consigliere Bonelli è un costo inutile della politica, ma garantire una informazione plurale ai cittadini del Lazio non è cosa inutile, anzi è necessaria e questa commissione possiede gli strumenti per farlo.
Informazione e trasparenza.
Abbiamo presentato la proposta di legge per l’istituzione di una vera anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, come si sa la trasparenza aiuta l’onestà; nei giorni successivi all’annuncio sono arrivati segnali positivi da diversi gruppi e da diversi esponenti di questo consiglio, come prevedibile per molti di costoro il passaggio dalle dichiarazioni della domenica ai fatti è divenuto problematico, a partire dal gruppo del PDL; la proposta è li e noi ribadiamo l’invito, a tutti, senza riserve, proprio a partire da Lei Presidente, di firmare, qui, oggi, la proposta e calendarizzarla immediatamente: mettiamo on line tutto quello che riguarda il consiglio, i consiglieri, i dirigenti, la giunta, gli enti, le aziende, le società, le agenzie, le istituzioni, i consorzi e gli organismi comunque denominati, controllati, vigilati e partecipati dalla Regione Lazio, mettiamo on line, con dati semplici, aperti, trattabili, facilmente raggiungibili, accessibili a chiunque, gli interessi finanziari in società, i contributi ricevuti per l’attività politica e in particolare per le campagne elettorali, le spese elettorali dichiarate, le spese dello staff, i viaggi, i benefits dei consiglieri regionali e degli assessori, mettiamo on line un’anagrafe relativa a tutta l’attività istituzionale svolta, mettiamo on line i nomi dei manager delle aziende laziali, la loro storia, i loro curricola, mettiamo on line ogni singolo atto della sequenza procedimentale finalizzata all’affidamento di un appalto, mettiamo on line tutte le determine e le delibere, rendiamo trasparente la regione, rendiamola, come lei ha detto, una casa di vetro, la trasparenza aiuta la legalità e l’onestà.
Grazie e Buon lavoro
Intervento di Giuseppe Rossodivita del 3 giugno 2010 al Consiglio Regionale nell'abito del Dibattito sulle comunicazioni programmatiche del Presidente della Regione Renata Polverini
Onorevoli Colleghi, Onorevole Presidente,
con molta attenzione ho ascoltato e poi ho letto e riletto il suo intervento, il suo primo intervento in questo consiglio, con il quale avrebbe dovuto definire le linee programmatiche del lavoro della sua giunta, ma francamente sono rimasto molto deluso, da consigliere e da cittadino del Lazio. Sono rimasto molto deluso, non perché le linee programmatiche del suo intervento si pongono in contrasto con quelle che io personalmente avrei auspicato in caso di un diverso esito elettorale, ma semplicemente perché l’impressione è che l’intervento – come se si trovasse ancora in campagna elettorale – si compone di slogan, di titoli ai quali non solo non è seguito alcun articolo, alcun svolgimento, ma non è neppure seguito solamente un sottotitolo.
La campagna elettorale è finita, è finito il tempo di prendersi giuoco degli elettori, a reti unificate, dicendo loro che il Pdl non aveva potuto presentare le proprie liste per la circoscrizione di Roma e Provincia per colpa dei Radicali Violenti che lo avevano impedito, è finito il tempo di raccontare le favole agli elettori dandogli a credere, insieme al Presidente Berlusconi, da Piazza San Giovanni e per una settimana a reti unificate, che se avesse vinto il Pdl in tre anni avreste sconfitto non solo i comunisti, ma addirittura il cancro, è finito il tempo di dire che, visto il rapporto privilegiato che avrebbe avuto con il Governo suo amico, avrebbe rinegoziato il piano di rientro della sanità, non avrebbe tagliato nessun posto letto negli Ospedali del Lazio ed avrebbe addirittura diminuito le tasse.
Ciascuno arriva a Governare con i mezzi e con i compagni di strada che crede, ciascuno utilizza i mezzi che evidentemente gli sono propri o sono propri della loro storia politica, ma lei Presidente, che si è autodefinita una donna esterna al mondo politico, ha scelto i peggiori mezzi per iniziare la sua storia politica, non solo ha scelto quelli di una propaganda elettorale populista e demagogica, che non ha lesinato, pur sapendoli tali, attacchi basati su fatti non veri e promesse irrealizzabili, ma ha scelto di farsi accompagnare dal presidente Berlusconi in un percorso tecnicamente illegale. E’ stata costretta ad accertarlo, davanti alla evidenza dei numeri, persino l’AGCom che pure vede tra i suoi membri quell’Innocenzi, uomo, come tutti noi sappiamo, di provata fiducia Berlusconiana.
Ma le condanne dell’AGCom, per la sproporzionata presenza del Premier sul TG1 e sul Tg5 non sono bastate, che anzi, dal giorno successivo alla condanna è arrivata, poi, la vera e propria occupazione militare della TV, quella che abbiamo definito la settimana santa di Berlusconi.
Lei ha vinto per 80.000 voti conquistati nell’ultima settimana, questo ci dicono i sondaggi, ma quanti sono i voti che le ha portato il Presidente del Consiglio, nell’ultima settimana di campagna elettorale, con l’occupazione dei TGRAI e Mediaset? Con il centrodestra al 62% nel TG1, al 58% nel TG2, all’80% al TG4, al 68% al Tg5, all’86% a Studio Aperto e sono numeri che voglio rimangano nello stenografico a futura memoria con il solo Berlusconi, tra i personaggi politici, con il 22,7% al TG1, il 17,3% al TG2, il 15,7% al TG3, il 73,65% al TG4, il 39% al TG5, e l’85,3% a Studio Aperto, milioni di contatti in propaganda elettorale a fronte, a partire dal 1 marzo, dello zero assoluto di Emma Bonino sul TG1, di 34” sul TG2, di 40” sul TG3; insomma al di la della semplice considerazione per cui Presidente, sfido chiunque al suo posto, a perdere con queste condizioni. Dicevo, delle due l’una, o Lei Presidente Polverini nega a Berlusconi la capacità di spostare anche solo 80.000 voti, pur avendo quest’ultimo parlato da solo, a suo favore, senza contraddittorio, a milioni di elettori, e allora lo faccia pubblicamente se ne ha il coraggio, oppure – al di là della circostanza per la quale non riuscirà affatto a tener fuori la politica dalle poltrone - le consiglierei di indicare nel rendiconto delle spese elettorali che depositerà presso il collegio regionale di garanzia elettorale, sotto la voce ‘contributi di terzi’ la valorizzazione a prezzi di mercato degli spot che la RAI-Tv concessionaria del servizio pubblico, in violazione della legge n. 28 del 2000 e del regolamento varato dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza, le ha messo gratuitamente a disposizione senza dimenticare, mi raccomando, perché le sanzioni sono molto severe, anche quelli di Mediaset, cioè delle emittenti del già nominato Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Vede Presidente, la autorevolezza politica si conquista pian piano, con un’azione politica conseguente e coerente con gli impegni che si assumono.
E spiace dover constatare - dopo aver constatato in campagna elettorale il suo essere disposta a tutto pur di vincere, anche di gettare la croce sui radicali (e se è vero che i mezzi prefigurano i fini c’è da stare preoccupati) spiace dover constatare, dicevo, che di coerenza, per quel che abbiamo visto in questi giorni, ce n’è fino ad ora davvero poca.
I suoi richiami alla trasparenza, parola che ha usato spessissimo nel suo discorso programmatico del 12 maggio, si sono infranti davanti alla banale richiesta di conoscere quali contenuti avesse il suo atto di nomina, quale commissario ad acta della Sanità, emanato dal Governo.
Perché Emma Bonino lo dovrebbe sapere? Ha risposto sprezzante alla notizia dell’interrogazione depositata in Senato. Ma come, prima dice di voler fare della Regione una casa Trasparente e poi dà uno spintone a chi vuole vederci dentro!?
Noi abbiamo depositato analoga interrogazione, è la prima di questa IX legislatura, qui, in consiglio regionale: l’abbiamo presentata di fronte all’opacità con la quale si è mossa, in relazione ad un atto che lei conosceva dal 23 aprile, così rilevante per la vita, dico per la vita, di milioni di cittadini del Lazio, ma che lei non voleva, evidentemente, che questi milioni di cittadini conoscessero, perché evidentemente, come i fatti hanno poi dimostrato, non voleva nessun confronto. Ora, è evidente, non ha più da scomodarsi a rispondere. Già qualche giorno prima della presentazione dei suoi 12 decreti sulla sanità avevamo fatto da soli, seppur con qualche fatica non certo degna di una regione che deve essere, come lei ha detto il 12 maggio, una casa trasparente.
Avevamo fatto da soli, impiegando 27 giorni per conoscere un atto pubblico e avevamo visto bene, che il Governo, contrariamente a quanto da lei assicurato in campagna elettorale, non le ha lasciato alcuna possibilità di negoziare, né sul merito, né nei tempi, imponendole – e lei a Berlusconi non può certo dire di no - una operazione semplicemente sbagliata e nel metodo e nel merito.
Sbagliata nel metodo: senza alcun confronto con l’opposizione e con le parti sociali, senza prima neppure tentare di comprendere, con degli stati generali sulla sanità laziale, la complessissima situazione della nostra regione.
Sbagliata nel merito: perché, eccezion fatta per il Campus Biomedico, a quanto ci risulta, ma saremmo lieti di essere smentiti, forse, anche se facciamo peccato a pensarlo, si tratta del saldo di qualche debito contratto in campagna elettorale, nell’ultima settimana in particolare perché nel merito, dicevo, salva l’eccezione di cui sopra sono stati effettuati tagli lineari che non hanno tenuto nel minimo conto né la specificità dei centri, né il fabbisogno di salute nelle aree, sanitarie e territoriali, sulle quali sarebbero stati effettuati i tagli.
Tagli necessari, per carità, quantomeno per evitare l’aumento ulteriore delle tasse già più alte d’Italia, nessuno lo nega e nessuno – a parte lei in campagne elettorale - lo ha mai negato – a parte lei appunto che aveva anche promesso (ancora nell’ultima intervista prima del voto, quella del 26 marzo) una incredibile riduzione di Irap ed Irpef nei primi 100 giorni di Governo.
Favole, Presidente.
E personalmente non penso che lei non avesse studiato la situazione, al contrario penso che lei si è resa responsabile di una campagna populista e demagogica, che, politicamente, significa, semplicemente irresponsabile.
Ora lei può anche dire - peraltro in veste di commissario ad acta nominato dal Governo e non di Governatore eletto del Lazio - posto che il Governo politico con la sua giunta è, a tutt’oggi, inesistente – può anche dire, dicevo, di aver operato una rivoluzione della sanità nel Lazio, può anche dire di essere riuscita a ridurre i posti letto da 4,5 a 4 per ogni mille abitanti, senza tagliare nessun posto letto, di essere riuscita a far ubriacare la moglie senza farle bere neppure una goccia di vino della botte, ma il problema, per lei Presidente, per la credibilità della sua azione è che questa volta, seppur in un arco di tempo più lungo di quello necessario a leggere un titolo di giornale, i cittadini, a milioni, purtroppo sulla loro pelle, giorno dopo giorno, sulle loro sofferenze, sul loro quotidiano dolore, comprenderanno, la differenza che passa tra la sua azione e la sua comunicazione.
Ecco allora, quanto alla differenza che passa tra azione e comunicazione, che al di là dei titoli del suo discorso, noi avremmo voluto capire in che direzione si muoverà, ad esempio sul piano casa, che ha detto di voler rivedere, ma senza farci comprendere realmente con quali strumenti concreti ritiene davvero di poter risolvere l’emergenza abitativa della Regione: avviando un programma per la costruzione di nuove case? Bè davvero non vorremmo facesse la fine del piano carceri.
Ha confermato, nonostante il clima di austerità e senza spiegare con quali risorse, di voler introdurre un assegno famigliare regionale ed i bonus bebè, ma con quali soldi?
Ha detto che vuole arrivare alla fine della gestione commissariale del ciclo dei rifiuti, puntando sulla raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti, questo vuol dire che lei con la sua giunta si pone in direzione opposta a quella del sindaco Alemanno che vuole il quinto termovalorizzatore nel Lazio, questo vuol dire che lei e la sua giunta sarete contro l’ulteriore termovalorizzatore che vuole il sindaco di Roma Alemanno?
Ha parlato, ancora, di sfida energetica, di un Piano d’azione per l’efficienza energetica, di incentivazione delle fonti rinnovabili, non ha nominato la parola nucleare, bene Presidente, però, faccia la cortesia, magari nel corso del prossimo consiglio straordinario che si occuperà del tema, o nel corso di un importante convegno internazionale che stiamo organizzando con Emma Bonino il prossimo 17 e 18 giugno ed a cui, sin da ora la invitiamo, ci dica finalmente una sua parola chiara sul nucleare nel Lazio! Ci dica che ne pensa dei siti di Montalto di Castro e Borgo Sabotino!
Ha detto, Presidente, nel suo discorso Programmatico che vuole trovare il posizionamento della Regione Lazio in Europa, che vuole aprirsi ad una politica che guarda all’Europa, che vuole portare le nostre imprese ad essere competitive con le grandi regioni: bene, benissimo, non ha detto però come, con quali strumenti. Ha detto comunque che su questo obiettivo, come sugli altri, vuole confrontarsi con l’opposizione, bene, perché noi radicali della lista Bonino-Pannella, faremo una opposizione dura, durissima se sarà necessario, senza sconti per nessuno, ma sarà anche opposizione propositiva e senza pregiudiziali ideologiche che non ci appartengono.
Sui nostri temi, sui diritti civili, sui diritti umani e per le libertà individuali, sulla tutela delle minoranze religiose, etniche, sociali, sui diritti dei detenuti e la sanità in carcere, sui bambini detenuti nelle carceri del Lazio, sulle tutele dei diritti delle persone lgbt, sulle coppie di fatto, ci faremo promotori di proposte ed iniziative che mancano totalmente dal suo programma di governo.
Ma sull’Europa diamo subito il nostro suggerimento ed è suggerimento che servirebbe per segnare, sul punto dei rapporti con l’Europa, una discontinuità con il passato, con tutti i passati, anziché lasciare le competenze sui fondi europei ad ogni singolo assessore, senza sinergie, in totale frammentazione, con una organizzazione dunque in grado di produrre pochi e piccoli progetti, con un’enorme perdita di possibilità e di risorse riteniamo di proporle di costituire un assessorato con delega sui fondi strutturali europei con il compito di gestire ed immaginare grandi opere coerenti tra loro e portatrici di sviluppo vero per la Regione, l’Europa può portare occupazione, ricchezza vera, tangibile, nel Lazio, ma questo si ottiene solo se diventa una linea di azione programmatica della sua Giunta, con attivazione di progetti veri e seri, da seguire politicamente oltre che con esperti e tecnici di assoluto livello; parliamo di gestione altra rispetto a quella sino ad ora conosciuta dalla regione Lazio, capacità di gestione significa linea di lavoro dedicata per non perdere questi finanziamenti sino ad ora sempre sottoutilizzati per impreparazione ed incapacità.
E vengo e chiudo ai costi della politica, proprio collegandomi con l’ultima proposta di creare un nuovo assessorato, ma come in tempi di magra ancora poltrone?
Vede il problema dei costi della politica è il problema della improduttività della politica, è il problema della poca trasparenza, è il problema dell’illegalità.
Lei pensa che qualche cittadino possa lamentarsi di un assessore in più, di un assessorato in più se questo assessorato, messo in rete, fosse capace nei cinque anni di governo di convogliare verso le eccellenze del Lazio, con ricaschi su sviluppo ed occupazione, 1400 milioni di Euro provenienti dall’Europa?
Da qui al 2013 ci sono 700 milioni di Euro di fondi strutturali POR che, praticamente inutilizzati, sono a disposizione per il Lazio, con altri probabili 700 milioni di Euro nel quinquennio successivo, che pure interessa la sua legislatura.
I costi della politica sono troppi è vero e sicuramente vanno eliminati i privilegi, e ci batteremo per questo, ma il modo di incidere è rendere la politica produttiva e trasparente.
Nella trasparenza si realizza il controllo dei cittadini ed il controllo è l’essenza stessa della democrazia. Nella possibilità da parte dei cittadini di esercitare il controllo su chi li governa si compie infatti, il senso di un sistema democratico.
Per questo, abbiamo sin da subito rivendicato pubblicamente, come facciamo anche da questa sede, a noi radicali che da 50 anni ci battiamo sul tema della informazione plurale, a noi radicali che abbiamo un know –how specifico su questa materia, l’opportunità di presiedere la Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione.
I cittadini hanno il diritto di essere informati ed hanno il diritto costituzionale di essere raggiunti da una informazione plurale; questa commissione consiliare, per le ricerche che abbiamo potuto faticosamente fare, in passato è stata vissuta come un luogo da utilizzare per mantenere equilibri interni ai gruppi consiliari, una istituzione da dare in pasto per soddisfare appetiti personali, una poltrona dove accomodarsi, una auto blu, un po’ di personale in più da piazzare. Una commissione vissuta così, ha ragione il consigliere Bonelli è un costo inutile della politica, ma garantire una informazione plurale ai cittadini del Lazio non è cosa inutile, anzi è necessaria e questa commissione possiede gli strumenti per farlo.
Informazione e trasparenza.
Abbiamo presentato la proposta di legge per l’istituzione di una vera anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, come si sa la trasparenza aiuta l’onestà; nei giorni successivi all’annuncio sono arrivati segnali positivi da diversi gruppi e da diversi esponenti di questo consiglio, come prevedibile per molti di costoro il passaggio dalle dichiarazioni della domenica ai fatti è divenuto problematico, a partire dal gruppo del PDL; la proposta è li e noi ribadiamo l’invito, a tutti, senza riserve, proprio a partire da Lei Presidente, di firmare, qui, oggi, la proposta e calendarizzarla immediatamente: mettiamo on line tutto quello che riguarda il consiglio, i consiglieri, i dirigenti, la giunta, gli enti, le aziende, le società, le agenzie, le istituzioni, i consorzi e gli organismi comunque denominati, controllati, vigilati e partecipati dalla Regione Lazio, mettiamo on line, con dati semplici, aperti, trattabili, facilmente raggiungibili, accessibili a chiunque, gli interessi finanziari in società, i contributi ricevuti per l’attività politica e in particolare per le campagne elettorali, le spese elettorali dichiarate, le spese dello staff, i viaggi, i benefits dei consiglieri regionali e degli assessori, mettiamo on line un’anagrafe relativa a tutta l’attività istituzionale svolta, mettiamo on line i nomi dei manager delle aziende laziali, la loro storia, i loro curricola, mettiamo on line ogni singolo atto della sequenza procedimentale finalizzata all’affidamento di un appalto, mettiamo on line tutte le determine e le delibere, rendiamo trasparente la regione, rendiamola, come lei ha detto, una casa di vetro, la trasparenza aiuta la legalità e l’onestà.
Grazie e Buon lavoro
Sanità Lazio, Rossodivita e Berardo: ma quale rivoluzione, si tratta della solita propaganda
31 maggio 2010
Dichiarazione dei Consiglieri Regionali della Lista Bonino-Pannella, avv. Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo
L’opacità delle manovre della Presidente Polverini, in materia di riordino della Sanità del Lazio prosegue e, dietro una comunicazione professionalmente furbesca, sembrano nascondersi fatti diversi.
Stando a quanto si apprende dalle agenzie, difatti, la Presidente, con l’emanazione dei 12 decreti, tra cui quello di riordino della rete ospedaliera, sembra essere riuscita nella mirabile impresa, mai riuscita ad uomo o donna sulla terra, di avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Come promesso in campagna elettorale non ci sarà taglio di posti letto nel Lazio, ma riconversione - ha annunciato la Presidente alle agenzie - che poi ha aggiunto di aver trovato la quadra anche rispetto al numero dei posti letto, 4 per ogni mille abitanti.
Insomma la Presidente sarebbe riuscita nell’impresa di ridurre i posti letto nel Lazio da 4,5 a 4 per ogni mille abitanti, come previsto dal Patto della Salute, senza però eliminare un solo posto letto, complimenti davvero!
Inoltre dietro il taglio del budget della Sanità Privata si nasconde il nulla di fatto.
In merito alla definizione dei contratti con gli erogatori privati accreditati, sarebbe utile far sapere ai cittadini del Lazio che il commissario ad acta dovrebbe consegnare al Governo il decreto con i contratti allegati e firmati. Qualora si limitasse solo a presentare il decreto, il Governo potrebbe non accettare il documento, se invece, chiudendo un occhio, il Governo amico lo accettasse, le strutture private potrebbero ricorrere al Tar. Questa ultima strada in passato è stata già percorsa ed il tribunale amministrativo ha dato sempre ragione alle convenzionate.
Dichiarazione dei Consiglieri Regionali della Lista Bonino-Pannella, avv. Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo
L’opacità delle manovre della Presidente Polverini, in materia di riordino della Sanità del Lazio prosegue e, dietro una comunicazione professionalmente furbesca, sembrano nascondersi fatti diversi.
Stando a quanto si apprende dalle agenzie, difatti, la Presidente, con l’emanazione dei 12 decreti, tra cui quello di riordino della rete ospedaliera, sembra essere riuscita nella mirabile impresa, mai riuscita ad uomo o donna sulla terra, di avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Come promesso in campagna elettorale non ci sarà taglio di posti letto nel Lazio, ma riconversione - ha annunciato la Presidente alle agenzie - che poi ha aggiunto di aver trovato la quadra anche rispetto al numero dei posti letto, 4 per ogni mille abitanti.
Insomma la Presidente sarebbe riuscita nell’impresa di ridurre i posti letto nel Lazio da 4,5 a 4 per ogni mille abitanti, come previsto dal Patto della Salute, senza però eliminare un solo posto letto, complimenti davvero!
Inoltre dietro il taglio del budget della Sanità Privata si nasconde il nulla di fatto.
In merito alla definizione dei contratti con gli erogatori privati accreditati, sarebbe utile far sapere ai cittadini del Lazio che il commissario ad acta dovrebbe consegnare al Governo il decreto con i contratti allegati e firmati. Qualora si limitasse solo a presentare il decreto, il Governo potrebbe non accettare il documento, se invece, chiudendo un occhio, il Governo amico lo accettasse, le strutture private potrebbero ricorrere al Tar. Questa ultima strada in passato è stata già percorsa ed il tribunale amministrativo ha dato sempre ragione alle convenzionate.
Ragazzo gay aggredito a Roma: consiglieri regionali radicali preannunciano il deposito di una proposta di legge regionale che combatta ogni forma di violenza omofobica e transfobica.
Dichiarazione di Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino Pannella alla Regione Lazio
29 maggio 2010
Il fatto che quasi quotidiniamente accadano odiosi atti di violenza contro le persone gay, così come avvenuto a Roma, giovedì scorso, contro un ragazzo di 21 anni, dimostra che occorre intervenire d’urgenza con campagne di informazione e aiuto finora soltanto auspicate. Occorre intervenire su diversi ambiti sociali ed educativi anche coinvolgendo le Associazioni lgbt(e) coordinando azioni di volontariato nelle scuole e nei vari ambiti lavorativi e sociali. Il nostro Gruppo depositerà in tempi brevi una proposta di legge regionale che preveda iniziative volte a prevenire atti di violenza e contro il pregiudizio nei confronti delle persone lesbiche, gay e transessuali.
29 maggio 2010
Il fatto che quasi quotidiniamente accadano odiosi atti di violenza contro le persone gay, così come avvenuto a Roma, giovedì scorso, contro un ragazzo di 21 anni, dimostra che occorre intervenire d’urgenza con campagne di informazione e aiuto finora soltanto auspicate. Occorre intervenire su diversi ambiti sociali ed educativi anche coinvolgendo le Associazioni lgbt(e) coordinando azioni di volontariato nelle scuole e nei vari ambiti lavorativi e sociali. Il nostro Gruppo depositerà in tempi brevi una proposta di legge regionale che preveda iniziative volte a prevenire atti di violenza e contro il pregiudizio nei confronti delle persone lesbiche, gay e transessuali.
Regione Lazio, Bonino, Berardo e Rossodivita: Polverini, fine delle favole
28 maggio 2010
Dichiarazione di Emma Bonino, Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita:
E' una sequenza impressionante, quelle delle promesse non mantenute della Polverini. E' sufficiente una rapida ricerca sul web per rendersi conto delle favole raccontate agli elettori del Lazio nel corso dell'ultima campagna elettorale, favole da cui non è estraneo, ovviamente, il Presidente Berlusconi.
Il 15 marzo, proprio quest'ultimo, garantiva, dagli schermi del TG4 che, solo in caso di vittoria della Polverini, avrebbe rinegoziato con lei il piano di rientro del deficit della Sanità del Lazio.
Il 25 marzo è la volta della Polverini che dichiara "siamo pronti a governare dal giorno dopo l'insediamento".
Il 26 marzo, è sempre la Polverini, alla ricerca degli ultimi voti, che riassumeva alla stampa gli obiettivi che avrebbe raggiunto nei primi 100 giorni del suo governo: diminuire la porzione incrementale della base imponibile dell'Irap e dell'Irpef dell'1%, mettere in campo risposte per risolvere l'emergenza abitativa; riorganizzare la sanità, senza il taglio di neppure un posto letto.
Le favole ora sono finite ed il suo consenso, guadagnato a suon di false promesse, rende il suo governo fragile. La giunta nominata non senza fatica, solo l'ultimo giorno utile, con due sole donne, è esposta alle pretese dell'UDC che condizionano la maggioranza in consiglio.
La nomina a commissario ad acta della sanità non ha offerto alcuna possibilità di rinegoziazione del piano di rientro; con la manovra di Tremonti il taglio di Irap ed Irpef è evidentemente cosa impossibile ed il taglio di posti letto appare inevitabile.
Abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio straordinario insieme al gruppo del Pd e agli altri gruppi di opposizione per discutere questi provvedimenti in materia di fiscalità e sanità che la Presidente Polverini sta per assumere, ma sin da ora ci chiediamo: la Polverini mentiva sapendo di mentire o non aveva studiato?
Dichiarazione di Emma Bonino, Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita:
E' una sequenza impressionante, quelle delle promesse non mantenute della Polverini. E' sufficiente una rapida ricerca sul web per rendersi conto delle favole raccontate agli elettori del Lazio nel corso dell'ultima campagna elettorale, favole da cui non è estraneo, ovviamente, il Presidente Berlusconi.
Il 15 marzo, proprio quest'ultimo, garantiva, dagli schermi del TG4 che, solo in caso di vittoria della Polverini, avrebbe rinegoziato con lei il piano di rientro del deficit della Sanità del Lazio.
Il 25 marzo è la volta della Polverini che dichiara "siamo pronti a governare dal giorno dopo l'insediamento".
Il 26 marzo, è sempre la Polverini, alla ricerca degli ultimi voti, che riassumeva alla stampa gli obiettivi che avrebbe raggiunto nei primi 100 giorni del suo governo: diminuire la porzione incrementale della base imponibile dell'Irap e dell'Irpef dell'1%, mettere in campo risposte per risolvere l'emergenza abitativa; riorganizzare la sanità, senza il taglio di neppure un posto letto.
Le favole ora sono finite ed il suo consenso, guadagnato a suon di false promesse, rende il suo governo fragile. La giunta nominata non senza fatica, solo l'ultimo giorno utile, con due sole donne, è esposta alle pretese dell'UDC che condizionano la maggioranza in consiglio.
La nomina a commissario ad acta della sanità non ha offerto alcuna possibilità di rinegoziazione del piano di rientro; con la manovra di Tremonti il taglio di Irap ed Irpef è evidentemente cosa impossibile ed il taglio di posti letto appare inevitabile.
Abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio straordinario insieme al gruppo del Pd e agli altri gruppi di opposizione per discutere questi provvedimenti in materia di fiscalità e sanità che la Presidente Polverini sta per assumere, ma sin da ora ci chiediamo: la Polverini mentiva sapendo di mentire o non aveva studiato?
Anagrafe eletti, Rossodivita e Berardo: Polverini faccia sua la nostra proposta
DICHIARAZIONI DELL'AVVOCATO GIUSEPPE ROSSODIVITA E ROCCO BERARDO CONSIGLIERI REGIONALI DEL LAZIO LISTA BONINO PANNELLA:
22 maggio 2010
Le risposte che giungono da Roberto Buonasorte per La Destra, Donato Robilottta del Pdl, Enzo Foschi del Pd e da Vice Presidente del Consiglio Bruno Astorre alla nostra proposta di legge per istiture l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati della Regione Lazio sono confortanti e speriamo si possano allargare al maggior numero di gruppi e consiglieri.
A questo punto chiediamo anche alla Presidente Renata Polverini di fare sua la nostra proposta nella speranza che un’eventuale istituzione dell’anagrafe pubblica nella nostra regione non rimanga lettera morta come è accaduto per il Comune di Roma.
22 maggio 2010
Le risposte che giungono da Roberto Buonasorte per La Destra, Donato Robilottta del Pdl, Enzo Foschi del Pd e da Vice Presidente del Consiglio Bruno Astorre alla nostra proposta di legge per istiture l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati della Regione Lazio sono confortanti e speriamo si possano allargare al maggior numero di gruppi e consiglieri.
A questo punto chiediamo anche alla Presidente Renata Polverini di fare sua la nostra proposta nella speranza che un’eventuale istituzione dell’anagrafe pubblica nella nostra regione non rimanga lettera morta come è accaduto per il Comune di Roma.
ROMA, 21 MAGGIO 2010: PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI CREAZIONE DELL'ANAGRAFE PUBBLICA REGIONALE DEGLI ELETTI E DEI NOMINATI.
Roma, sede di rappresentanza
Del Consiglio Regionale del Lazio - Via Poli 29
"Ecco come conoscere (e tagliare)
i veri costi della politica"
Conferenza stampa di
presentazione della proposta di legge di creazione
dell'anagrafe pubblica regionale degli eletti e dei nominati
Interverranno
la vicepresidente del Senato, Emma Bonino
il capogruppo della Lista Bonino-Pannella in Consiglio Regionale, avv.
Giuseppe Rossodivita
il consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella, Rocco Berardo
il segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini
Del Consiglio Regionale del Lazio - Via Poli 29
"Ecco come conoscere (e tagliare)
i veri costi della politica"
Conferenza stampa di
presentazione della proposta di legge di creazione
dell'anagrafe pubblica regionale degli eletti e dei nominati
Interverranno
la vicepresidente del Senato, Emma Bonino
il capogruppo della Lista Bonino-Pannella in Consiglio Regionale, avv.
Giuseppe Rossodivita
il consigliere regionale della Lista Bonino-Pannella, Rocco Berardo
il segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini
LA PRIMA INTERROGAZIONE PRESENTATA DAI RADICALI.
da Il Tempo del 13 maggio 2010
La prima interrogazione in Consiglio regionale è dei Radicali. Primi firmatari sono stati i due consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo. L'interrogazione vuole sapere «se sia stato effettivamente adottato nel corso del Consiglio dei Ministri del 23 aprile il provvedimento relativo alla nomina a Commissario della Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini». I consiglieri chiedono per quale motivo «non venga data la pubblicità necessaria sui siti istituzionali» al documento. I consiglieri chiedono anche «se siano confermate le notizie relative alla data del prossimo 30 giugno quale termine ultimo per la presentazione del piano di riordino della rete ospedaliera che dovrebbe prevedere un taglio di circa duemila posti letto».
La prima interrogazione in Consiglio regionale è dei Radicali. Primi firmatari sono stati i due consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo. L'interrogazione vuole sapere «se sia stato effettivamente adottato nel corso del Consiglio dei Ministri del 23 aprile il provvedimento relativo alla nomina a Commissario della Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini». I consiglieri chiedono per quale motivo «non venga data la pubblicità necessaria sui siti istituzionali» al documento. I consiglieri chiedono anche «se siano confermate le notizie relative alla data del prossimo 30 giugno quale termine ultimo per la presentazione del piano di riordino della rete ospedaliera che dovrebbe prevedere un taglio di circa duemila posti letto».
I RISULTATI NELLA PROVINCIA DI ROMA DELLA LISTA BONINO PANNELLA: CONQUISTATI 2 SEGGI NEL CONSIGLIOREGIONALE DEL LAZIO.
Rocco Berardo: in Consiglio Regionale del Lazio per la ricerca, i diritti dei disabili, la laicità
I risultati della Lista Bonino Pannella a Roma che ha conquistato due seggi nel consiglio regionale del Lazio.
31 marzo 2010
Ecco i risultati nella provincia di Roma della Lista Bonino Pannella che ha conquistato due seggi nel consiglio regionale del Lazio. Uno di quei due seggi ha consentito - oltre che l'elezione dell'avvocato Giuseppe Rossodivita, membro della direzione di Radicali Italiani - la mia elezione a consigliere. Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato e sostenuto. In particolare grazie agli amici che mi hanno votato domenica e lunedì e a quelli che mi hanno fatto votare. Come tesoriere dell'Associazione che porta il nome di Luca Coscioni ho come primo obiettivo quello di portare i temi della ricerca e della salute, della disabilità e della laicità nell'agenda del consiglio del Lazio. Continueremo e condurremo le nostre iniziative radicali anche in questa importante sede istituzionale, dove dai banchi dell'opposizione svolgeremo un rigoroso controllo sul governo della sanità e non
I risultati della Lista Bonino Pannella a Roma che ha conquistato due seggi nel consiglio regionale del Lazio.
31 marzo 2010
Ecco i risultati nella provincia di Roma della Lista Bonino Pannella che ha conquistato due seggi nel consiglio regionale del Lazio. Uno di quei due seggi ha consentito - oltre che l'elezione dell'avvocato Giuseppe Rossodivita, membro della direzione di Radicali Italiani - la mia elezione a consigliere. Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato e sostenuto. In particolare grazie agli amici che mi hanno votato domenica e lunedì e a quelli che mi hanno fatto votare. Come tesoriere dell'Associazione che porta il nome di Luca Coscioni ho come primo obiettivo quello di portare i temi della ricerca e della salute, della disabilità e della laicità nell'agenda del consiglio del Lazio. Continueremo e condurremo le nostre iniziative radicali anche in questa importante sede istituzionale, dove dai banchi dell'opposizione svolgeremo un rigoroso controllo sul governo della sanità e non
sabato 27 marzo 2010
"Cara Emma..." di Vasco Rossi
Cara Emma,
in questo momento così delicato per le sorti del nostro Pese, nel quale ogni valore ideale e culturale sta disastrosamente illanguinendo fino a scomparire, sento il dovere di invitare tutti i cittadini che troveranno sulla scheda elettorale la Lista Bonino-Pannella a votarla, perché posso garantire della onestà, del rigore e della affidabilità di tutti i Radicali.
Posso farlo perché li conosco, li seguo e li sostengo convintamente da quando ho memoria e consapevolezza civile, non so farci il conto degli anni perché oramai sono davvero tanti.
Voglio però invitare in modo particolare i cittadini del Lazio, e soprattutto i giovani elettori, ad accorrere numerosi e festosi a votare Emma Bonino Presidente e la Lista Bonino Pannella.
Il voto dei giovani è importante, perché è un voto che qualcuno pensa di non dover temere.
Quel qualcuno non sa che C'È CHI DICE NO.
Fatelo Per voi stessi, per porre un argine alla tracotanza e all'arroganza dei pochi che detengono le sorti di noi tutti.
Garantitevi con il voto un futuro migliore, nella speranza di ripristinare lo stato di diritto, che mai come in questi giorni viene negato. Cara Emma, auguro a te, a me, e a tutti gli italiani: "BUONA VITTORIA".
Con infinita stima e grande affetto
Vasco Rossi
in questo momento così delicato per le sorti del nostro Pese, nel quale ogni valore ideale e culturale sta disastrosamente illanguinendo fino a scomparire, sento il dovere di invitare tutti i cittadini che troveranno sulla scheda elettorale la Lista Bonino-Pannella a votarla, perché posso garantire della onestà, del rigore e della affidabilità di tutti i Radicali.
Posso farlo perché li conosco, li seguo e li sostengo convintamente da quando ho memoria e consapevolezza civile, non so farci il conto degli anni perché oramai sono davvero tanti.
Voglio però invitare in modo particolare i cittadini del Lazio, e soprattutto i giovani elettori, ad accorrere numerosi e festosi a votare Emma Bonino Presidente e la Lista Bonino Pannella.
Il voto dei giovani è importante, perché è un voto che qualcuno pensa di non dover temere.
Quel qualcuno non sa che C'È CHI DICE NO.
Fatelo Per voi stessi, per porre un argine alla tracotanza e all'arroganza dei pochi che detengono le sorti di noi tutti.
Garantitevi con il voto un futuro migliore, nella speranza di ripristinare lo stato di diritto, che mai come in questi giorni viene negato. Cara Emma, auguro a te, a me, e a tutti gli italiani: "BUONA VITTORIA".
Con infinita stima e grande affetto
Vasco Rossi
Manifestazione dei Radicali davanti alla sede RAI di Viale Mazzini per interrompere il tentativo eversivo e sovversivo di Silvio Berlusconi
... 14 Manifestazione dei Radicali Radicali Italiani Lista Bonino Pannella Documentalista Enrica Izzo Esterni Pantheon Mario Staderini Rita Bernardini Michele De Lucia Vincenzo Maria Vita Giuseppe Rossodivita Emma Bonino Immagini della manifestazione Membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Immagini della manifestazione Vincenzo Maria Vita è membro della Commissione Parlamentare ...
mercoledì 24 marzo 2010
Il rovescio del diritto - pillola
Radio 24 marzo 2010 - 5' 7"
Radio RR RUBRICA
Il rovescio del diritto Rubriche Tecnico Lorenzo Bruschi Giuseppe Rossodivita societa riforme regionali 2010 propaganda ordini professionali ministeri malattia governo giustizia emergenza elezioni diritto crisi carcere berlusconi medicina psicologia suicidio
EDITORIALE
Radio RR RUBRICA
Il rovescio del diritto Rubriche Tecnico Lorenzo Bruschi Giuseppe Rossodivita societa riforme regionali 2010 propaganda ordini professionali ministeri malattia governo giustizia emergenza elezioni diritto crisi carcere berlusconi medicina psicologia suicidio
EDITORIALE
lunedì 22 marzo 2010
Comizio di Emma Bonino e Marco Pannella
Roma, 19 marzo 2010 - 17:49
Con Mario Staderini (segretario di Radicali Italiani) e i candidati della Lista Bonino-Pannella alle elezioni regionali del Lazio.
Giuseppe Rossodivita
avvocato, responsabile Comitato Radicale per la Giustizia “Piero Calamandrei”.
Con Mario Staderini (segretario di Radicali Italiani) e i candidati della Lista Bonino-Pannella alle elezioni regionali del Lazio.
Giuseppe Rossodivita
avvocato, responsabile Comitato Radicale per la Giustizia “Piero Calamandrei”.
sabato 20 marzo 2010
venerdì 19 marzo 2010
Notiziario del mattino
RADIO 19 marzo 2010 - 37' 11" .
Notiziario del mattino RADIO Collegamento con Giuseppe Rossodivita; sintesi delle interviste Ferrero Morassut Pianetta Giulietti; Il diario delle iniziative radicali cura di Valter Vecellio; sintesi delle interviste Callipo Figà Talamanca RR RUBRICA
Notiziario del mattino Rubriche Redattore Dino Marafioti Tecnico Iva Radicev
RUBRICA
Notiziario del mattino RADIO Collegamento con Giuseppe Rossodivita; sintesi delle interviste Ferrero Morassut Pianetta Giulietti; Il diario delle iniziative radicali cura di Valter Vecellio; sintesi delle interviste Callipo Figà Talamanca RR RUBRICA
Notiziario del mattino Rubriche Redattore Dino Marafioti Tecnico Iva Radicev
RUBRICA
Collegamento con Giuseppe Rossodivita durante il notiziario del mattino
RADIO 19 marzo 2010 - 8' 37" .
Collegamento con Giuseppe Rossodivita durante il notiziario del mattino RADIO RR RUBRICA
Collegamento Radio Radicale Redattore Dino Marafioti Tecnico Iva Radicev Giuseppe Rossodivita
RUBRICA
Collegamento con Giuseppe Rossodivita durante il notiziario del mattino RADIO RR RUBRICA
Collegamento Radio Radicale Redattore Dino Marafioti Tecnico Iva Radicev Giuseppe Rossodivita
RUBRICA
Notiziario del mattino
RADIO 17 marzo 2010 - 26' 23" .
Notiziario del mattino RADIO sintesi delle interviste Marco Beltrandi Giuseppe Rossodivita Giorgio La Malfa Sergio Rovasio Maurizio Turco Caspian Malkan; Il diario delle iniziative radicali cura di Valter Vecellio RR RUBRICA
Notiziario del mattino Rubriche Redattore Dino Marafioti Tecnico Iva Radicev
RUBRICA
Notiziario del mattino RADIO sintesi delle interviste Marco Beltrandi Giuseppe Rossodivita Giorgio La Malfa Sergio Rovasio Maurizio Turco Caspian Malkan; Il diario delle iniziative radicali cura di Valter Vecellio RR RUBRICA
Notiziario del mattino Rubriche Redattore Dino Marafioti Tecnico Iva Radicev
RUBRICA
mercoledì 17 marzo 2010
martedì 16 marzo 2010
Intervista a Giuseppe Rossodivita su denuncia CDA RAI e Masi
RADIO 16 marzo 2010 - 13' 39" .
RADIO RR INTERVISTA Intervista Radio Radicale Redattore Dino Marafioti
INTERVISTA
RADIO RR INTERVISTA Intervista Radio Radicale Redattore Dino Marafioti
INTERVISTA
lunedì 15 marzo 2010
Pannella: dato mandato all'avv. Rossodivita di denunciare i membri del cda Rai e il direttore generale Masi
per abuso d'ufficio, interruzione di pubblico servizio e frode nelle pubbliche forniture. Inoltre invieremo a Trani e Perugia...
Roma, 15 marzo 2010
• Dichiarazione di Marco Pannella
Non siamo in grado di "provare" concussioni o corruzioni, per intanto, però, annuncio, insieme a Marco Beltrandi, deputato radicale membro della Commissione di Vigilanza, di aver dato mandato all'avv. Giuseppe Rossodivita di depositare presso la Procura di Roma una denuncia per abuso d'ufficio, interruzione di pubblico servizio e frode nelle pubbliche forniture, nei confronti dei membri del Cda Rai e del Direttore Generale Masi che, ancora con la decisione di oggi e dall'inizio della campagna elettorale, hanno bloccato i talk show senza mandare in onda neppure una Tribuna elettorale negli orari e dunque con gli ascolti voluti dal Parlamento, così violando e tradendo il regolamento della Commissione di Vigilanza e cancellando il servizio pubblico di campagna elettorale.
Manderemo a Trani, nel frattempo, e poi valuteremo se anche a Perugia, un corposo dossier con le denunce radicali depositate a Roma nei confronti dei vertici della Rai negli ultimi 12 mesi, corredate da dati, spunti investigativi e finanche l'indicazione degli strumenti possibili di acquisizione della prova. Alle richieste di sequestri e di misure interdittive la Procura di Roma ha sempre risposto con l'inerzia investigativa e richieste di archiviazione.
Auspico che il vento di Firenze e Trani, spazzi via qualche nebbia di troppo dalle parti di Piazzale Clodio.
Roma, 15 marzo 2010
• Dichiarazione di Marco Pannella
Non siamo in grado di "provare" concussioni o corruzioni, per intanto, però, annuncio, insieme a Marco Beltrandi, deputato radicale membro della Commissione di Vigilanza, di aver dato mandato all'avv. Giuseppe Rossodivita di depositare presso la Procura di Roma una denuncia per abuso d'ufficio, interruzione di pubblico servizio e frode nelle pubbliche forniture, nei confronti dei membri del Cda Rai e del Direttore Generale Masi che, ancora con la decisione di oggi e dall'inizio della campagna elettorale, hanno bloccato i talk show senza mandare in onda neppure una Tribuna elettorale negli orari e dunque con gli ascolti voluti dal Parlamento, così violando e tradendo il regolamento della Commissione di Vigilanza e cancellando il servizio pubblico di campagna elettorale.
Manderemo a Trani, nel frattempo, e poi valuteremo se anche a Perugia, un corposo dossier con le denunce radicali depositate a Roma nei confronti dei vertici della Rai negli ultimi 12 mesi, corredate da dati, spunti investigativi e finanche l'indicazione degli strumenti possibili di acquisizione della prova. Alle richieste di sequestri e di misure interdittive la Procura di Roma ha sempre risposto con l'inerzia investigativa e richieste di archiviazione.
Auspico che il vento di Firenze e Trani, spazzi via qualche nebbia di troppo dalle parti di Piazzale Clodio.
Il rovescio del diritto
RADIO 12 marzo 2010 - 31' 47"
... della legalità nelle prossime elezioni regionali RR RUBRICA Il rovescio del diritto Rubriche Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei Documentalista Enrica Izzo Giovanni Pesce Giuseppe Rossodivita Claudia Moretti Deborah Cianfanelli Michele Capano tv toscana tar stato sinistra servizi pubblici roma regioni regionali 2010 rai radicali italiani provincia popolo della liberta politica ...
RUBRICA - Evento organizzato da Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei"
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RUBRICA - Evento organizzato da Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei"
Il rovescio del diritto - pillola
Radio 10 marzo 2010 - 5' 56"
Radio cura del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei RR EDITORIALE Il rovescio del diritto Rubriche Documentalista Delfina Steri Giuseppe Rossodivita tar regionali 2010 politica lazio giustizia legge elettorale
EDITORIALE
Radio cura del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei RR EDITORIALE Il rovescio del diritto Rubriche Documentalista Delfina Steri Giuseppe Rossodivita tar regionali 2010 politica lazio giustizia legge elettorale
EDITORIALE
Elezioni Regionali 2010: intervista a Giuseppe Rossodivita sulla sentenza del TAR del Lazio in merito alla presentazione delle liste elettorali del PdL nella Provincia di Roma
ROMA 9 marzo 2010 - 6' 10"
ROMA RR INTERVISTA Intervista Radio Radicale Documentalista Enrica Izzo Redattore Giovanna Reanda Giuseppe Rossodivita tar stato roma regioni regionali 2010 provincia popolo della liberta politica partiti legge elettorale lazio governo elezioni diritto destra decreti consiglio di stato centro berlusconi
INTERVISTA
ROMA RR INTERVISTA Intervista Radio Radicale Documentalista Enrica Izzo Redattore Giovanna Reanda Giuseppe Rossodivita tar stato roma regioni regionali 2010 provincia popolo della liberta politica partiti legge elettorale lazio governo elezioni diritto destra decreti consiglio di stato centro berlusconi
INTERVISTA
Elezioni regionali 2010: intervista a Giuseppe Rossodivita sul ricorso al TAR della lista del Popolo della Libertà nella Provincia di Roma alla luce del decreto cosiddetto "salva liste"
RADIO 8 marzo 2010 - 16' 18"
RADIO RR INTERVISTA Intervista Radio Radicale Documentalista Alessio Grazioli Redattore Dino Marafioti Giuseppe Rossodivita tar stato riforme regioni regionali 2010 popolo della liberta politica partito democratico partiti magistratura legge elettorale lazio governo giustizia elezioni decreti costituzione
INTERVISTA
RADIO RR INTERVISTA Intervista Radio Radicale Documentalista Alessio Grazioli Redattore Dino Marafioti Giuseppe Rossodivita tar stato riforme regioni regionali 2010 popolo della liberta politica partito democratico partiti magistratura legge elettorale lazio governo giustizia elezioni decreti costituzione
INTERVISTA
giovedì 4 marzo 2010
Il rovescio del diritto - pillola
RADIO 4 marzo 2010 - 7' 1"
RADIO RR RUBRICA Il rovescio del diritto Rubriche Tecnico Lorenzo Bruschi Giuseppe Rossodivita
RUBRICA
RADIO RR RUBRICA Il rovescio del diritto Rubriche Tecnico Lorenzo Bruschi Giuseppe Rossodivita
RUBRICA
La verità minuto per minuto
Roma 3 marzo 2010 - 1h 4' 18"
... Eventi esterni Partito Radicale via di Torre Argentina 76 Conferenza stampa La verità minuto per monuto Radicali depositano denuncia per calunnia carico del PDL Radicali Italiani Esterni Pantheon Giuseppe Rossodivita Diego Sabatinelli Atlantide Di Tommaso Gerardo Labellarte Mario Staderini Rispondono alle domande dei giornalisti societa radicali italiani popolo della liberta politica giustizia
... Eventi esterni Partito Radicale via di Torre Argentina 76 Conferenza stampa La verità minuto per monuto Radicali depositano denuncia per calunnia carico del PDL Radicali Italiani Esterni Pantheon Giuseppe Rossodivita Diego Sabatinelli Atlantide Di Tommaso Gerardo Labellarte Mario Staderini Rispondono alle domande dei giornalisti societa radicali italiani popolo della liberta politica giustizia
martedì 2 marzo 2010
lunedì 1 marzo 2010
Dichiarazioni di Renata Polverini a Piazza del Popolo: la lista Bonino-Pannella e Radicali Italiani annunciano querela
Roma, 28 febbraio 2010
In merito alle dichiarazioni della candidata governatrice del Lazio Renata Polverini, rilasciate nel corso della manifestazione di oggi a Piazza del Popolo a Roma, e poi ripetute a diverse emittenti radiofoniche, con le quali la stessa ha attribuito la mancata presentazione della lista del Pdl ad una azione squadrista e violenta dei Radicali, la lista Bonino-Pannella, nonché Radicali Italiani hanno conferito mandato all’Avv. Giuseppe Rossodivita di sporgere immediatamente una querela per diffamazione e, ove ne esistano i presupposti, per calunnia.
In merito alle dichiarazioni della candidata governatrice del Lazio Renata Polverini, rilasciate nel corso della manifestazione di oggi a Piazza del Popolo a Roma, e poi ripetute a diverse emittenti radiofoniche, con le quali la stessa ha attribuito la mancata presentazione della lista del Pdl ad una azione squadrista e violenta dei Radicali, la lista Bonino-Pannella, nonché Radicali Italiani hanno conferito mandato all’Avv. Giuseppe Rossodivita di sporgere immediatamente una querela per diffamazione e, ove ne esistano i presupposti, per calunnia.
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